Intervista a Mario Salieri – 2a Parte

2002 – 2010: ANNI D’ORO

‘Divina’ è un film ambizioso, sia per la costruzione della storia che per la durata effettiva, oltre due ore: cosa può dirmi riguardo alla base del progetto musicale, che costituisce l’ossatura narrativa da cui parte il tutto? A mio modo di vedere la recitazione funziona bene, Zara White è ‘nella parte’: è rimasto soddisfatto della sua interpretazione?

Purtroppo Divina é stato un progetto sfortunato ed un film costosissimo (tutte le canzoni della colonna sonora sono originali). Tutto nacque da un idea di un importante funzionario MTV che, appassionato dei miei lavori, contattò gli autori musicali (già famosi in Francia) e propose la realizzazione di un progetto che coniugasse canzoni, musica e pornografia, proponendosi come supervisore occulto. I patti prevedevano che per la canzone “Lenny” (la prima cantata nel film in sala d’incisione) si sarebbe dovuto realizzare un videoclip interpretato da Zara White, sempre firmato dalla mia regia, che, epurato da qualsiasi coinvolgimento pornografico, sarebbe stato trasmesso dalle reti MTV determinando per il film un immensa pubblicità. Siglati gli accordi si mise in moto la macchina produttiva. Oltre a Lenny, selezionai le altre canzoni del film, Zara White fu iscritta per tre mesi ad una scuola di
canto di Parigi e registrammo in studio tutte le basi musicali con la sua voce. Dopo un periodo di pre-produzione durato circa sei mesi (assolutamente impensabile per un film porno) iniziò la produzione che si svolse tra Arpino, Piedimonte Matese, Napoli e Pescasseroli e le riprese richiesero oltre quindici giorni di lavoro. L’ultimo giorno di produzione io e Zara litigammo per un banale motivo e lei abbandonò il set furiosa e fece ritorno a Parigi.
Nonostante tutta la mia buona volontà e la paziente mediazione di numerosi amici comuni non fu possibile sanare la situazione e tutto il progetto relativo alla realizzazione del videoclip per MTV saltò.

‘Il mondo perverso delle Miss’ è un ‘j’accuse’ nei confronti dello squallore che alberga dietro al mondo patinato dei concorsi di bellezza: discorso estendibile, direi, anche a ‘Television Casting’, sua web serie del 2011. Il film rientra se non erro nella categoria ‘Salieri all sex’, in cui la narrazione si riduce a spunto e lascia più spazio alle scene hard. La decisione di produrre degli ‘all sex’ è dovuta a motivazioni esclusivamente commerciali?

Si, motivazioni esclusivamente commerciali.

La presenza ricorrente, in questi film, di performer maschili quali Remigio Zampa e Francesco Malcom tra gli altri mi porta a chiederle: come deve comportarsi il ‘maschio perfetto’ sul set hard di Mario Salieri? Quale atteggiamento deve assumere a contatto col corpo dell’attrice di turno?

Come già detto fino al 2008, anno di radicale cambiamento dello stile delle riprese, lavorare sui miei set era molto, anzi troppo impegnativo e solo pochi attori riuscivano a sopportare fisicamente la lungaggine delle riprese.

Con ‘Faust’ si torna ad una grande produzione: l’esplorazione temporale del ‘Bene’ e del ‘Male’ è suggestiva. Quanto è costato questo lavoro e quali sono stati i tempi di realizzazione?

Se non ricordo male Faust ebbe un costo di produzione di circa 100.000 euro e le riprese durarono una quindicina di giorni.

Il cast è da ‘kolossal dell’hard’: Rita Faltoyano, Bambola, Julia Taylor, Dora Venter tra le altre, quanto di meglio aveva da offrire il settore in Europa e non solo (Katsumi). Senza dimenticare, per la ‘nostra bandiera’, Jessica Gayle. Un’opinione su queste attrici: quali le migliori per lei, quali – se ce ne sono state – le delusioni o comunque le comprimarie?

Rita Faltojano e Julia Taylor erano due brave interpreti ma troppo accademiche, Jessica Gayle una comprimaria mediocre, Dora Venter e Katsumi straordinarie e Bambola certamente la migliore di tutte, non a caso divenne una salierigirl subito dopo Faust.

La sua ‘Dolce Vita’ (2003) è un film a suo modo amaro. In molti suoi capolavori noto come, accanto alla presenza femminile di altissima qualità – elemento inebriante per i sensi, sia nei momenti hard che non – conviva anche un ‘mood’ più severo, crepuscolare direi, da reperire nel racconto. Cosa ne pensa, si tratta di una mia interpretazione o si riconosce in questa analisi?

Non sempre é cosi…

Al solito, cast principesco in cui appare anche Manuela Falorni, la ‘Venere Bianca’, che vedremo poi solo in un episodio della serie ‘Erotic Stories 2’ interpretare la sua prima scena anal da pornostar. Cosa non ha funzionato con Manuela?

Il marito manager Franco Ciani, ex di Anna Oxa, un vero rompi coglioni capriccioso e presuntuoso.

La trilogia ‘Salieri Football’ è, a mio avviso, uno dei suoi film più divertenti. Il montaggio iniziale della sigla, la messa in scena del programma ‘Planet Goal’ condotto da Bambola, un Lorenzo Micoli inviato che ricorda da vicino gli storici cronisti di ‘90° Minuto’, un quadro perfetto per entrare nella vicenda. Mi dica, è stato piacevole scrivere e realizzare questo lavoro?

É stata decisamente un’avventura interessante e anche socialmente utile. Pochi sanno infatti che l’intervista con Carlo Petrini
https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Petrini_(calciatore) contenuta alla fine della trilogia ha contribuito alle indagini della procura di Padova che nel 2010 ha indagato sul doping nel mondo del calcio e del ciclismo.

Siamo nel 2007: secondo le sue stime, quanto e come stava cambiando il mercato in termini numerici (noleggi dvd e distribuzione in videonoleggi) e, contestualmente, quali erano le sue riflessioni all’epoca su come organizzare il futuro della sua professione?

Già dai primi anni duemila era chiaro che il mercato Home Video sarebbe crollato per dare spazio a Internet ed alla televisione, non immaginavo che tutto si sarebbe svolto cosi rapidamente e soprattutto non immaginavo che la più grande crisi economica dal dopoguerra era alle porte.

Il discorso porta inevitabilmente al confronto con la tecnologia di Internet come ‘vetrina’ non solo per il nuovo porno, ma anche per quello storico. Ricordo di aver visitato nei primi anni 2000 quella che allora era poco più di una pagina web a lei dedicata: presentava una filmografia parziale, una biografia generale, una chat. Mi racconta invece la genesi di salierixxx.com? Come decise di procedere per la riorganizzazione dei contenuti da includere, passando inevitabilmente, presumo, attraverso una rimasterizzazione audiovideo?

La rimasterizzazione in digitale era già avvenuta per il passaggio dai sistemi analogici al DVD. Quello che richiedeva internet era un linguaggio diverso, un nuovo stile.

Tra l’altro mi pare di ricordare che prima del decollo del sito con abbonamento sia stato adottato un passaggio intermedio: i suoi titoli erano venduti in streaming ad un tot di euro cadauno in apposito portale, dico bene?

Dice bene, prima del salierixxx.com, nato nel 2010, era infatti online il salieriondemand.com.

Leggendo la biografia presente nel suo sito, e avendo visto buona parte delle scene in oggetto, si comprende bene quali sono i cambiamenti stilistici a cui la sua regia viene sottoposta per la realizzazione delle prime ‘scene tematiche’ di minutaggio più contenuto rispetto ai film, e focalizzate su ‘situazioni’ in cui, almeno in molti casi, la narrazione viene del tutto eliminata. C’è però un passo su cui vorrei avere se possibile un chiarimento, laddove lei scrive: ‘Le inquadrature fisse che confinavano i protagonisti in schemi limitati sono ora in movimento e attraverso una tecnica di ripresa documentarista, associata ad un attento controllo degli attori, conferiscono alle immagini una maggiore forza emozionale’.
Ecco, la forza emozionale di cui parla sarebbe dunque maggiore rispetto – mi corregga se interpreto male – alle scene girate con la tecnica precedente, quella utilizzata per i film?

Per capire il contenuto di quella considerazione é necessario superare le scene tematiche, realizzate solo per scopi puramente commerciali
(come un tempo era per i film all sex) ed arrivare a tutti quei film che a mio avviso sono i migliori realizzati finora. Solo per citarne alcuni: la serie Band of Bastards (2009), Una vacanza all’inferno (2011), Il portiere di reestraat 16 (2014), la ciociara (2017), il cilindro (2018)…

2010 – 2018: L’ERA INTERNET ED IL NUOVO STILE

La fiction ‘Band of Bastards’ (2009-10) è come il manifesto del suo nuovo stile registico adottato per i lungometraggi: la prima parte presenta tre scene hard, decisamente più lunghe del consueto, riprese con inquadrature in movimento, molto sinuose: uno stile più aggressivo, come scritto nella sua biografia, che al contempo può risultare a tratti anche carezzevole. So che per questa serie si è avvalso anche di una consulenza militare, per quali aspetti in particolare si è rivelata utile?

Il mio pubblico di nicchia è molto attento e colto e desidero non cadere mai nel ridicolo per non deluderlo.

Nella sua filmografia redatta dal sito IAFD (Internet Adult Film Database) la serie in oggetto presenta alla voce ‘Distributor’ il nome Showtime, che mi risulta chiusa già da almeno un anno all’epoca della realizzazione dei film: da considerarsi un errore?

Showtime acquistò i diritti Home Video della serie in esclusiva italiana e la distribuì in DVD. Io avevo smesso di distribuire DVD dal 2008.

In ‘Una Vacanza all’Inferno’ troviamo Roberta Gemma, presenza importante anche per le sue realizzazioni degli anni successivi: com’è cominciata la vostra collaborazione? E’ da considerarsi una delle migliori attrici con cui ha lavorato?

Il contatto con Roberta nacque per volere di Lyes Bouayed, un nostro comune ammiratore algerino che fece l’impossibile per farci incontrare
professionalmente, fino a riuscirci. Roberta è dotata di una bellezza e di una sensualità che come per incanto si moltiplica davanti alla telecamera, peccato il suo limite interpretativo nella recitazione che se fosse colmato la renderebbe una delle migliori attrici in assoluto.

Per la serie ‘Una vita in vendita’ invece si avvale di altre due gradite presenze italiane, Vittoria Risi e Silvia Bianco: se non erro, Vittoria Risi la troviamo solamente in questo suo lavoro, nella prima e terza parte, mentre Silvia Bianco appare anche in ‘Television Casting: il Film’, ne ‘Il Portiere di Reestraat’ e in alcune scene tematiche: un parere su queste due attrici…

Vittoria Risi è un ottima interprete, con buone capacità attoriali…peccato che nelle scene hard vuole sempre giocare il ruolo della pornostar, diventando scontata, accademica e a volte anche un po’ ridicola, data l’eta avanzata e la considerevole stazza fisica. Ho dovuto lavorare molto per renderla credibile e credo che questo non le sia piaciuto molto perchè non abbiamo mai più lavorato insieme. Silvia Bianco è anch’essa un ottima interprete e al contrario di Vittoria si concede totalmente alla direzione di regia…peccato qualche piccolo limite di carattere fisico e dei vistosi tatuaggi che per molti ruoli la rendono
utilizzabile solo in parte.

Il suo stato di particolare grazia prosegue nel 2013 con ‘La Lunga Notte di Abby Taylor’, il cui orrore ha luogo appunto la notte dell’8 Maggio 1945…anche in questo caso la consulenza storica certifica l’appropriatezza della ricostruzione. Alcuni dei suoi lavori palesano grande attenzione per la tematica bellica: si tratta di una passione che coltiva fin dai tempi degli studi?

Io sono sempre stato un grande appassionato di storia del novecento. L’ultimo conflitto mondiale ha determinato il mondo in cui oggi viviamo, la lingua in cui dobbiamo esprimerci quando andiamo all’estero e tantissime altre cose. Raccontare storie con lo sfondo di quel periodo storico è per me un grande piacere.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un film da seguire sia nell’intreccio che nelle scene hard, che in virtù del nuovo stile godono, qui come altrove, di un effetto di maggiore profondità e spazialità. Riguardo alla condotta degli attori, mi ha parlato delle loro difficoltà legate ai tempi di regia nel periodo già esaminato…quanto tempo impiega invece nella ripresa di una scena in questi nuovi film, e quali accortezze richiede agli attori?

Il più grande limite di tutti i film realizzati dopo il 2008, anno di arrivo della crisi economica con conseguente crollo del mercato Home Video, è rappresentato dai ridottissimi budget di realizzazione. Per fare un esempio, restando nell’area euro intesa come valuta, fino al 2008 spendevo per un film con trama da un minimo di cinquantamila euro (La vedova della camorra) fino a un massimo di centoventimila euro (La dolce vita, Salieri football). Dopo il 2008 nessun film ha mai superato i ventimila euro di spesa per causa del mancato supporto del mercato Home Video e derivati (editoria, televisione, etc), sul quale erano basati tutti i miei guadagni.
Con questi budget a disposizione ho dovuto ricostruire tutto, rinunciare ad una perfetta fotografia, ridurre il numero d’interpreti e di scene hard e limitare notevolmente la collaborazione di maestranze e di mezzi sul set. Per un perfezionista come me da una prima analisi sembrava impossibile realizzare un buon prodotto con queste caratteristiche. Per fortuna sono napoletano e ho messo in gioco tutta la mia fantasia e creatività. Mandate in pensione steadycam, Jimmy Jib, carrelli ed effetti speciali ho concentrato il cambiamento sulle tecniche di ripresa e sulla creazione di emozioni erotiche, realizzate secondo il mio inconfondibile stile.
Dunque un grande lavoro preventivo di preparazione degli attori con una severità che spesse volte mi ha portato a litigi furibondi sul set e che per la nuova generazione di attrici tutte tatuate, depilate e plastificate (forse meglio definirle prostitute prestate al cinema porno), abituate a frequentare i set per realizzare una breve marchetta composta da quattro o cinque posizioni ginniche in compagnia del palestrato di turno, mi ha trasformato in un vecchio alieno deficiente. L’unica mia fortuna è che sono Salieri e non devo pagare il mio cachet.

Una ragazza da ricordare per ogni scena: Gina Gerson, Angel Wicky, Jasmine Webb. Chiedo invece qualche informazione riguardante Istvan Milosevic ed Erik Brummer, incontrati spesso nei suoi lavori di questo periodo…

Si tratta di due brave persone, che per merito delle siringhe riescono a raggiungere un’erezione e ad essere diretti con una certa tranquillità nelle scene di sesso. Istvan Milosevic è dotato di qualche limitata qualità recitativa, Erik Brummer può solo recitare brevi battute (direi frasi), oltre diventerebbe ridicolo.

La trilogia de ‘Il Portiere di Reestraat’ ha grande suspense, ritmo narrativo serrato ed è, in una sola parola, appassionante. L’introduzione con scritta ‘Salieri War Series’ ed estetica da cinegiornale è quanto mai appropriata al contesto dell’opera. Nacque anche un sito come ‘salieriwarmovies’, se non erro…c’era forse l’intenzione di incrementare la produzione di scene e serie con questo marchio?

La serie “II portiere di reestraat” era stata scritta per essere raccontata in dieci puntate, alcune con lo sfondo di campi di sterminio, supportate da un sito web dedicato. Purtroppo Alexandra Stein, la protagonista dell’opera, decise di non rispettare il contratto in esclusiva sottoscritto con la mia azienda e si trasferì in America interrompendo ogni contatto e collaborazione. Con grande rammarico fui allora costretto a interrompere la serie al terzo episodio e a chiudere il sito internet.

Pregio di questo film è, secondo me, l’attenzione dedicata a creare personaggi di spessore psicologico tali da suscitare empatia presso lo spettatore. Dedicò particolare attenzione a quest’aspetto? Alcune scene hard de ‘Il Portiere’ sono state definite ‘shocking’ per l’alto impatto emotivo e per la restituzione efficace di un clima di terrore fisico e mentale: è soddisfatto di quanto gli attori si sono calati nella realtà narrativa?

Si, la serie era molto articolata. Peccato per il ridotto budget di realizzazione e per il comportamento scorretto della protagonista, perchè sarebbe potuta diventare un vero capolavoro.

Tra il 2015 e il 2016 si possono datare almeno due serie, ‘Last Dance’ e ’Taurus’: i suoi ritmi di lavoro sono stati altissimi. ‘Last Dance’ in particolare è un film d’azione e, volendo usare un’altra etichetta, lo potremmo classificare come ‘home invasion movie’ con scene di buona spettacolarità. Può parlarmi del montaggio stile ‘breaking news’ del finto notiziario in cui viene data notizia dell’evasione del protagonista?

In entrambi i casi ricordo che si è trattato di opere a basso costo di realizzazione, tutte le complessità sono state affrontate solo con la grande esperienza maturata in tanti anni di lavoro.

Come spesso succede, lei gioca con i generi cinematografici mescolandoli ed ottenendo una nuova alchimia: è quanto accade in ‘Vatigale’, trilogia databile 2016 se non vado errato. La presenza di una trama con risvolti di tipo ecclesiastico ha fatto rumore presso i media? Nel film si ha un’alternanza di toni: all’interno di una vicenda oggettivamente complessa e controversa non mancano comunque momenti di alleggerimento e, per così dire, disimpegno. Una sceneggiatura valida anche in contesto non hard, che ne dice?

Vatigale è stata una serie particolarmente sfortunata. Il commissario di polizia, protagonista del film, doveva essere interpretato da Lorenzo Micoli, mio attore feticcio e ottimo interprete (Faust, La dolce vita, Band of bastards, etc). Per cause di salute fu costretto a rinunciare, comunicando la sua forzata decisione a sole due settimane dall’inizio delle riprese. Tutta la sceneggiatura della serie era stata costruita sulle sue caratteristiche fisiche e interpretative e purtroppo Tonino Andreottola, che con grande corraggio lo sostituì all’ultimo momento, non fu all’altezza del compito, nonostante tanta buona volontà e dedizione. Anche il ritorno di Francesco Malcom al genere hard fu alla fine interrotto da un suo inatteso ripensamento e nel corso delle riprese mi comunicò di voler limitare la sua partecipazione al solo ruolo recitativo, rinunciando alle scene di sesso. A quel punto decisi di chiudere anticipatamente la serie, prevista in sei puntate.

Arriviamo ad un titolo fondamentale, ‘La Ciociara’. Per ciò che riguarda la protagonista ha valutato una rosa di candidate o ha puntato subito su Roberta Gemma?

Ho sempre identificato in Roberta Gemma l’immagine “tipo” della ciociara, non intesa come la protagonista del film di De Sica, ma come donna proveniente da quel territorio geografico. Giunonica, burina (nel senso buono del termine), fiera e combattiva. Da quando l’ho incontrata la prima volta ho pensato alla “Ciociara” e alla fine sono riuscito a realizzare il film.

Come giudica il ’suo’ lavoro fatto sul versante porno in questa serie, si ritiene soddisfatto?

Ritengo che nel complesso si tratti di un buon lavoro che soffre della solita mancanza di budget adeguato e delle scarse doti interpretative di alcuni attori, tra cui la Gemma, sopperite questa volta da una delle scene hard più belle della mia carriera, quella tra Roberta e Steve Holmes nella seconda puntata della serie.

Sul versante giudiziario, invece, l’uscita del film è stata tormentata. C’è un aspetto particolare che le ha dato fastidio o si aspettava lo scenario che s’è sviluppato attorno al film?

Sul versante giudiziario non è accaduto nulla, solo tanto clamore suscitato dall’inappropriato intervento di una fondazione, dei Casapound del Lazio e di un onorevole di sinistra che ha portato in parlamento il caso. Tutte persone in cerca di notorietà e visibilità che hanno creato un’inutile polemica senza aver visto un solo fotogramma della serie, determinando un otttima pubblicità per la stessa.

Vorrei citare il suo storico direttore della fotografia Bruno De Sisti, Può dirci qualcosa a riguardo?

Bruno De Sisti, mio storico direttore della fotografia da oltre vent’anni, è un caro amico e un ottimo professionista. Anche lui, come me, si è dovuto adattare alla scarsità degli investimenti produttivi e devo ammettere che nonostante sia francese si è comportato come un napoletano.

Salieri si dà alla Commedia dell’Arte’, così alcuni titoli sulla sua recente produzione ‘Il Cilindro’, commedia erotica in 4 atti. Ci parli della genesi ell’opera: è un’idea che coltivava da tempo, immagino…

Oltre alla storia del novecento, tutto il teatro di Eduardo è una mia grande passione. Credo di conoscere quasi a memoria tutte le sue opere, quelle contenute nelle raccolte dei giorni dispari e pari. Opere di grande impegno e denuncia sociale le prime, di evasione e puro divertimento le seconde. Il cilindro appartiene alla raccolta dei giorni dispari ed è una commedia seria e impegnativa, interpretata nella versione televisiva dalla grande Monica Vitti. Ho studiato a fondo il testo e l’ho trasformato in una commedia che solo come spunto ha l’impronta dell’opera di Eduardo.

Per quest’opera abbiamo una versione hard ed una ‘censored’: in effetti l’assenza delle scene esplicite non inficia la godibilità del testo…

Il cilindro di Mario Salieri è composta da una serie hard e soft in quattro puntate e da un unica commedia senza alcuna scena di nudo.

Una domanda che non ha una sua collocazione: come giudica l’esperienza del Salieri Hotel e per quali ragioni si è conclusa?
(per precisare su cosa è stato il Salieri Hotel, riporto la descrizione presente nel sito salierixxx.com: ‘Il Salieri Hotel Budapest è stata un’iniziativa attiva dal 2008 al 2011. Attraverso il sito salierihotel.com (chiuso nel 2012) le coppie esibizioniste di tutta europa potevano iscriversi al programma e trascorrere un week end a Budapest usufruendo gratuitamente di: viaggi aerei, servizio limousine, soggiorno, cene in ristoranti esclusivi, visite guidate alla città e (facoltativo) l’incontro trasgressivo con un’intrattenitrice/ore di loro scelta tra quelli disponibili. Per ottenere questi vantaggi gli ospiti dovevano rilasciare autorizzazione scritta per essere filmati all’interno della loro camera. Le riprese avvenivano giorno e notte attraverso quattro telecamere fisse disposte in ogni stanza e una telecamera segreta collocata dietro un finto specchio ed erano trasmesse in diretta per tutta la durata del week end sul sito salierilive.com (chiuso nel 2012). Nel corso del soggiorno gli ospiti potevano scegliere di affrontare il gioco di Mario Salieri che garantiva trasgressione, divertimento e, in alcuni casi, la possibilità di vincere una somma di 1.000,00 euro da giocare al Casinò.’)

Un’ottima idea, ancora attuale a mio avviso. L’esperienza è stata conclusa per mancanza di traffico internet, derivata dalla mia scarsa esperienza con lo strumento tecnologico.

Per finire, le chiedo: che effetto fa il mondo del porno fatto (e visto) da Budapest?

Uguale a quello visto dall’Italia o da una qualsiasi altra parte del mondo, alla fine la mia impronta è sempre la stessa.