Scoprendo Linda Lovelace

Pur avendo frequentato ben poco il mondo nascente delle luci rosse dopo questa pellicola, Linda rimane e rimarrà forse per sempre l’attrice più importante e di maggior peso storico del genere pornografico, assieme a Marilyn Chambers e poche altre. Si tratta di individui che hanno cavalcato l’onda dei tempi anticipando contenuti che poi sarebbero stati ripetuti per oltre vent’anni, ragazze dotate di grande carisma performativo pur non essendo bellissime, autentiche leaders di un’epoca in cui fare la luce rossa voleva dire oggettivamente rischiare moltissimo sul piano giudiziario. Forse l’alone di leggenda all’interno di cui la povera Linda è legata, una vita fatta di scelte contraddittorie e a tratti misteriose, fa parte del pesante ruolo assegnatole dal destino sotto le vesti della storia del Cinema: Linda sarà per sempre la Vera Gola Profonda, un titolo presente nell’inconscio di tutti i Veri amanti dell’hard di qualità . E non solo…

Nata a New York nel 1949, Linda frequenterà il sottobosco delle giovani luci rosse sul finire degli anni Sessanta, apparendo in numerosi filmini di 5- 6 minuti di durata, rigorosamente senza titoli di testa e dunque senza nominativi accreditati. Questa porzione di carriera della Boreman è la più interessante, in quanto nelle pellicole rilasciate nel 1969 la giovane sostiene pratiche sessuali che a tutt’oggi sono ritenute estreme, quali: pissing, fist e foot-fucking e più consuete scene saffiche. Da quello che si puó vedere a tutt’oggi di tali filmati, Linda riceve un vero fist fino all’altezza del polso e non ci sono dettagli o primissimi piani fasulli: è proprio la ripresa ininterrotta in piano – sequenza e la pressochè totale assenza di montaggio (fatta eccezione per rozzi tagli e salti di pellicola che comunque vanno ad interrompere delle inquadrature in piani ‘totali’, mai dettagli) a farci sincerare sull’enorme importanza di questi filmati in 8mm e sull’orientamento sessuale della loro protagonista, assolutamente estremo e spregiudicato.

Come si puó facilmente capire, dopo un normale inizio all’insegna della consueta scena di sesso filmata in super8, l’incontro sentimentale e ‘artistico’ con Chuck Traynor porta la Boreman all’interpretazione di ruoli e pratiche sempre più spinte, incitata e ‘collocata’ dal compagno/regista all’interno di situazioni di sesso estremo e feticistico. La trilogia dei loop diretti da Traynor sarà più volte chiamata in causa nelle interviste post-successo di Linda, la quale ad una decina d’anni di distanza da Deep Throat ammetterà la legittimità di quei filmati, adducendone peró la responsabilità all’ex-marito Traynor, dipinto come losco individuo che a suon di minacce, anche armate, la costringeva a fare quel che si vede nelle pellicole. L’importanza della figura di Traynor per la neopornoattrice Linda agli albori degli anni Settanta è indiscutibile, tuttavia rimangono delle ombre su come l’uomo si sia realmente comportato nei confronti della Boreman: la carta stampata ci ha lasciato centinaia di interviste in cui la coppia promuove allegramente se stessa come spregiudicata ed epicurea. Traynor è in pratica nel 1972 il manager di Linda, curatore della sua immagine pubblica e iperbolico inventore di storie piccanti sulla ninfomania della moglie.
La leggenda vuole che gli 8mm di Linda continuino copiosi anche nei primi anni Settanta, promossi dal pigmalione Traynor, e che nel 1971 il regista Gerard Damiano, già noto da anni a Linda per una comune frequenza nell’underground hard statunitense, decida di prendere alcuni filmini della ragazza ed unirli attraverso apposite scene narrative in un mediometraggio di circa un’ora: d’altronde, già due anni prima un film assemblato con loop hard uniti ad una normale storia con dei personaggi, ‘Mona – The Virgin Nymph’ aveva destato in California l’attenzione di molti appassionati, ormai stufi delle pellicole clandestine di precaria qualità e durata esigua. Damiano vuole fortmente girare un film di taglio tradizionale, mettendo dei nomi fittizi nei titoli di testa, creando una trama ed inframezzando il tutto con scene spinte: questa è la nuova formula per fare soldi col porno. Gerard già ci aveva provato nel ’71 con ‘Teenie Tulip’, mediometraggio per adulti in cui mancava peró quella presenza forte, magnetica, erotica, che ora aveva trovato in Linda: di fronte ai filmini in cui la Boreman ingoia letteralmente membri in erezione, sorridendo poi alla macchina da presa durante il ‘pasto’ Damiano rimane stregato: in pochi giorni, butta giù una sceneggiatura basata sulle doti orali di Linda, così come all’oralità è dedicato il titolo del futuro film da girare: ‘Gola Profonda’.
Brevemente e a a basso costo, ecco che il progetto prende forma e si concretizza grazie all’affidabilità dell’attore preso per il ruolo maschile, il già consumato pornodivo Harry Reems, nonchè grazie alle giunoniche comprimarie della star Linda Lovelace (questo il nome adottato nei flani dalla Boreman) Carol Connors e Dolly Sharp. Il trionfo si consuma per la prima volta al New World Theatre di Times Square, a New York: in molti accorrono incuriositi da questo ‘porno stranamente somigliante ad una normale proiezione cinematografica’. In molti, anche non consumatori di pellicole hard, restano impressionati dalla cura estetica del film, dalle musiche studiate a tavolino, dai titoli di testa dove è scritto che Linda Lovelace interpreta se stessa, una donna che esibisce non volgarmente la propria sessualità, fra gag comiche e personaggi spassosi. Le cifre sono eloquenti: 100 milioni di dollari l’incasso, appena 24 mila di costo: il porno-chic è la nuova gallina dalle uova d’oro.

Linda, ormai divenuta Lovelace a tempo pieno, ed il factotum Traynor, collaboratore alla sceneggiatura nel film, si gongolano nelle interviste di prestigiosi settimanali di moda, di cronaca e per famiglie, tutti sono ai piedi di colei che ha svelato agli Stati Uniti una sessualità libera, solare, divertente e disimpegnata. Nasce allora il mito del golaprofonda come pratica appresa in Oriente, dove Linda avrebbe seriamente studiato il rilassamento dei muscoli della gola per ricevere membri eretti e tenerli dentro anche per più di un minuto, riuscendo contemporaneamente a respirare in modo normale ed a far provare piacere all’ospite orale.
Linda annuncia fiera ai giornalisti che, entro la fine di quell’intenso 1972, sarebbe uscita la seconda parte delle sue gesta, un Deep Throat II a questo punto atteso come vera prova del fuoco per saggiare la durata del fenomeno pornonarrativo. In realtà, qualcosa si rompe: Damiano sempre più fecondo e visionario scrive la sceneggiatura di quello che sarà un altro culto, ‘The Devil in Miss Jones’, stavolta affidando il ruolo di protagonista ad un’altra altissima promessa del cinema pornografico, Georgina Spelvin: l’atteggiarsi di diva di Linda e la singolare attenzione attorno al fenomeno creato da lei e da Treynor portano Damiano a fuggire dal già consolidato stereotipo, per tornare a girare storie, sperimentare soluzioni e trame diverse.
Ecco che l’operazione finalizzata a dare un seguito all’ingombrante esordio della Lovelace sulle scene che contano incontra un notevole rallentamento, fino a diventare un film-monstre, film di montaggio di scene già editate precedentemente, giustapposte ad una trama ‘artificiale’, creata dal doppiaggio dei personaggi che in realtà non stanno girando il film. Nasce la pratica del ‘rimontaggio’, volta a raschiare finanziariamente il barile fino all’ultima lira, a costo assolutamente zero. La Lovelace non dovette girare questo film, nessuno lo giró: il film fu…cucito con stoffa usata. La paternità di Deep Throat II uscito nel 1974 se la prese Joseph W. Sarno, regista pornografico svedese che viveva a Stoccolma in estate e a New York in inverno, autore fino a quel momento di vari soft, nonchè di qualche porno passato inosservato negli States. Harry Reems, di cui sono presenti alcune scene nel film, presenta nei flani il nickname di Harry Rzamas, la trama abbozza una spy- story del tutto velleitaria. Cosi’ ebbe fine la Lovelace pornodiva: con una bolla di sapone costruita su un monumento troppo perfetto per essere vero. La Lovelace porno finisce qui. Ma continuerà negli scaffali delle videocollezioni di moltissime persone.

Risorse
Altri film citati nell’articolo

Mona- The Virgin Nymph
1970, Regia di Howard Ziehm
Con Fifi Watson, Ric Lutze, Judy Angel.

Teenie Tulip
1971, Regia di Gerard Damiano
Con Brenda Baines, Donny Lee, Peggy Simpson, Linda Southern