1987: John Holmes Arriva in Italia – 3a parte

Schicchi sapeva o no della malattia? Non è secondo me domanda banale.
Ilona Staller ha recentemente dichiarato: ‘Non perdonerò mai a Schicchi di avermi detto che Holmes aveva il cancro al colon quando invece sapeva la verità’.
Già, ma ritornando al libro che stiamo consultando leggo la dichiarazione di Laurie: ‘Gli offrirono di fare i film italiani, lui rifiutò più di una volta (…) Alla fine accettò solo perchè molte delle stelle (pornostar, presumo) che stavano lavorando in Italia provenivano dalla San Fernando Valley (…) Noi pensavamo che tutti stessero per morire, quindi quando John realizzò che se ne stavano andando da San Fernando – eravamo davvero ignoranti – pensammo che se non l’avessero presa da lui (l’AIDS) l’avrebbero presa da qualcun altro’.

Ancora, Bill Amerson (produttore di John): ‘Ne parlammo molto, ma volle farlo comunque. Si sentiva fottuto. Fumava cocaina e prendeva dai 50 ai 100 Valium al giorno…non sapeva nemmeno quello che stava facendo’.

Torniamo a Laurie: ‘Gli unici che sapevano del suo stato eravamo io e il medico (e Bill Amerson, aggiungo io).’

Ron Jeremy: “Chiesi a Bill ‘come mai non hai chiamato in Italia per avvertirli di cosa stava accadendo qua? Questo li avrebbe fermati'”

Sharon Mitchell: “Molti sapevano che era positivo, quindi quando sentii di quelle persone che avrebbero lavorato con lui pensai ‘Beh, devono averlo saputo ed hanno fatto la loro scelta, staranno preparando un all-condom movie'”

Ora Ilona, nella sua autobiografia: ‘(…) Aveva grandi borse sotto gli occhi e la pelle grigia. Ci preparammo per le scene di sesso. Al nostro fianco c’erano sempre ragazze pronte a dare il loro aiuto a John, perennemente stanco. (…) si sentiva svenire e chiedeva acqua o altre bevande. Prima di girare si metteva sdraiato sul letto per riposarsi. A tutto lo staff disse che aveva preso l’influenza (…) Durante le scene hard, con una mano stringeva il suo sesso nella parte superiore e con il resto del pene duro mi penetrava’

La presenza di fluffer – assistenti ingaggiate per stimolare l’erezione prima delle riprese – è stata confermata da una dichiarazione di Rocco, secondo cui tale ruolo era stato affidato a Baby Pozzi e Hula Hop (Ursula Davis).

Per dovere di completezza, spendo volentieri un commento anche all’altra realizzazione italiana di Holmes, ‘Supermaschio per mogli viziose’, che, stando ai visti di censura, dovrebbe essere se non altro burocraticamente di poco successivo a ‘Carne bollente’ (quest’ultimo ha il visto al 17/01/1987, mentre ‘Supermaschio’ è datato 18/02/1987).

Nella prima scena di sesso con Karin Schubert, l’assenza di erezione è più che ovvia: lei afferra saldamente il pene con la mano destra, in modo da risultarle facile far scorrere le labbra solo su una parte di esso. Il tutto può far pensare, ad uno sguardo distratto, ad un membro quantomeno barzotto, anche se l’incantesimo si rompe guardacaso quando Karin toglie la mano…
Lo sdrusciamento facciale del membro inerte di John sul viso di Karin è mio avviso d’una tristezza unica, in quanto 1) lui ha chiare difficoltà a venire 2) lei ha chiaramente voglia di far tutt’altre cose. L’azione si trascina stanca, senza trasporto alcuno.
Va detto che, in questa sequenza, i miei occhi son tutti per la deliziosa Marianna, ovvero Mary – che fantasia, vero? – la cameriera di Karin, che si masturba appoggiata alla parete osservando la scena di sesso tra la Schubert e Holmes.

Per vedere una performance come Dio comanda dobbiamo attendere la scena successiva, davvero bollente, tra Chris Clark e Amber Lynn da un lato, JP Armand e Tracey Adams dall’altro: qui tutti sono ‘nella parte’, fisicamente tiratissimi e mentalmente presenti. La coppa Amber – Armand in particolare si fa apprezzare per l’alto ritmo che imprime alla ‘tenzone’.

La scena successiva, che decreta la fine del primo tempo, vede impegnati in discoteca Holmes assieme alle quattro grazie: Amber, Tracey, Marianna e Karin, Ma mentre le prime tre si dividono il membrone di John, leccando a turno quella che pare ormai essere una pompa di benzina, Karin si tira subito fuori dalla contesa, posizionandosi dietro a John e limitandosi a rivolgere gli occhi chiusi, epicamente, verso l’alto.

Arriva poi il momento dell’anale tra John e Marina Lotar (che non chiamo Frajese per via del divorzio), seguito dal blowjob con timido facial. Anche qui pare manifesta l’intenzione di portarla per le lunghe, ripetendo lei gli stessi gesti in maniera stucchevole. Ogni tanto la camera stacca sul volto di Holmes, che si esibisce in smorfie non saprei dire se di partecipazione simulata o che altro, certo è che sono esagerate, un po’ caricaturali. Marina, ad ogni modo, adotta nell’handjob la stessa accortezza di Karin, sostenendo ben bene il membro con le mani.

Nel complesso, in questo secondo ed ultimo film italiano l’impegno di John Holmes è praticamente nullo. La pellicola non è tuttavia inferiore a ‘Carne bollente’ per quanto riguarda le scene hard nel loro complesso, che godono anzi di una durata di ripresa in continuità maggiore rispetto al solito. Tanto d cappello al regista per questa accortezza, chiunque egli sia. Va tuttavia ravvisato che per un minutaggio di sesso maggiore bisogna preparare una scena di sesso più variegata e ben orchestrata (cosa che accade per le performances delle americane – Amber e Tracey e nelle orge finali), non dilatare all’infinito una singola prestazione (come nel caso di Karin). Per questo tipo di riprese lunghe, JP Armand appare l’ideale, dimostrandosi una volta di più una vera macchina ad orologeria.

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