Intervista a Valentina Nappi

Contestualmente alla mia intervista a Monica Stambrini regista di ‘Queen Kong’ e ‘ISVN’, ho avuto modo di porre alcune questioni a riguardo (e non solo) a Valentina Nappi, che dei due film è protagonista.

Per interpretare il personaggio di Queen Kong ti sei sottoposta ad una vera e propria ’trasformazione plastica’ eppure ti muovi con molta decisione e naturalezza, restituendo l’idea di una vorace predatrice sessuale. E’ stato difficile raggiungere questa scioltezza nei movimenti?
Non è stato particolarmente difficile muovermi con naturalezza, più difficile è stato mantenere coinvolto e partecipe l’altro attore, che ha molta esperienza nel cinema ma non è un pornoattore.

Quanto c’è di Valentina in Queen Kong, o per meglio dire: l’approccio sessuale aggressivo del personaggio riflette in qualche modo un tuo modo di fare sesso o si tratta solo di un ruolo di finzione?
C’è più finzione in ISVN che in Queen Kong.

ISVN è un film in cui, secondo me, tu appari senza filtri tanto nella prima parte, più descrittiva e se vogliamo documentaristica, quanto nella scena hard. Anche in quest’ultima a mio avviso il rapporto sessuale è completamente differente rispetto a quello che si può vedere in una tua scena porno, si coglie l’aspetto ‘privato’ di un frammento di vita quotidiana. Che ne pensi, trovi che questa riflessione possa essere una chiave di lettura del film?
È del tutto sbagliata come chiave di lettura. ISVN è uno sberleffo al cosiddetto “realismo” pornografico (categoria spesso utilizzata dalle pornografe femministe in opposizione al presunto irrealismo del porno mainstream). Come in molti documentari, è tutto finto. E i dettagli, vedi anche i titoli di coda, lo rivelano.

In quale dei due film ti sei sentita più coinvolta creativamente e in quale ti sei più divertita?
Esteticamente ISVN mi piace di più: è meno lezioso, più ironico, più radicale, più sottile.

Secondo te questi due lavori, per quanto diversi tra loro, possono rappresentare un punto di vista ‘altro’ con cui parlare di erotismo esplicito?
Io non voglio rappresentare punti di vista ‘altri’, io voglio portare il porno nelle sale cinematografiche normali, con la gente che si masturba e magari fa orge durante o dopo la visione dei film.

Parlando in termini di soddisfazione professionale, quale diversità di stimoli hai trovato nella realizzazione di ISNV e Queen Kong rispetto alla consuetudine delle scene hard comunemente intese?
Penso che i miei veri ‘capolavori’ finora siano alcune scene hard comunemente intese. Mi piacerebbe che intellettuali e filosofi scrivessero del valore estetico delle mie gangbang e blowgang. Forse farò una gangbang in uno stile che sarà un misto fra Queen Kong e ISVN: vagamente fantasy ma anche finto-documentaristica, con una grande fotografia.

Una tua idea sul concetto di ‘film porno d’autore’: ritieni sia un’idea che può essere messa in pratica con continuità all’interno del settore?
Il porno d’autore è quello radicale. Se in architettura bisognerebbe radere al suolo Parigi e costruire una città futurista con abitazioni-capsule e animali geneticamente modificati in libera circolazione, nel porno bisognerebbe fare cose di pari radicalità.

Gradirei sapere una tua opinione sul cosiddetto ‘porno femminista’: credi in questa definizione, di cui spesso si legge per registe quali Erika Lust o performer come Olympe de G?
Del porno femminista penso tutto il male possibile.

Parlando di ‘capolavori’ o comunque di scene particolarmente ben riuscite, potresti indicarmene una o due che secondo il tuo insindacabile giudizio ritieni la tue scene migliori?
Allora:
https://it.pornhub.com/view_video.php?viewkey=ph55ace32deffba

https://it.pornhub.com/view_video.php?viewkey=ph5baf0da8c7fe4

https://xhamster.com/videos/10-blacks-fucks-cute-white-girl-valentina-nappi-4809513

Il vero porno ‘femminista’, altro che Erika Lust.

Stessa cosa riguardo ciò che scrivi sul ‘porno radicale’: esistono a tuo parere dei lavori degni di tale definizione di cui puoi suggerirmi la visione?
Che io sappia non è stato fatto ancora nulla del genere. Il porno cosiddetto di qualità è stato finora sempre lezioso, stupidotto, romanticoide.

Ultima cosa, da spettatore ti dico che ho apprezzato un po’ tutta la tua produzione con Mario Salieri. Come ti sei trovata a lavorare con lui?
Io e Salieri abbiamo una visione del porno molto, molto, molto diversa.

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