Intervista a Valentine Demy

L’anno è il 1985, il set è quello di ‘Amici miei atto III’, il luogo la stazione di Santa Maria Novella, Firenze. Tutti a guardare il Conte Mascetti, o meglio Ugo Tognazzi, che ridotto in carrozzella si ostina a spruzzare inchiostro in faccia ai passeggeri del treno di turno, e invece c’è più. Si, perché poco distante dai protagonisti attraversa fugacemente l’inquadratura una mora destinata a lasciare il segno…il suo nome è Marisa Parra. ’C’è una scena in cui io passo con un’altra ragazza, sai quella dove c’è Tognazzi in carrozzella – mi dice Marisa – mi nota questo talent scout, Giovanni Fattirolli, che tra l’altro è lo stesso che ha scoperto la Venere, Eva Grimaldi, Nancy Brilli…’ ed è così che inizia la parabola artistica di colei che volle farsi Valentina, o meglio Valentine Demy. Si lei, che ben presto diventerà per tutti ‘quella col caschetto’.
‘Ho sempre avuto il caschetto – me lo son rifatto anche stamani. Però quando andai a Firenze avevo i capelli neri tirati indietro’ ride Marisa mentre me lo dice, con quella risata piena e godereccia che tra noi toscani è un segno di riconoscimento. Perché lei è di Pisa, in tutto e per tutto. Già Marisa, ma il caschetto com’è che nasce, allora? ‘A Firenze c’era questo parrucchiere, Peppino Nobile, che appena mi vide disse: “Te devi farti i capelli alla Rosa Fumetto, stile ‘Valentina’ di Crepax” e da lì è rimasto, tanto che feci un servizio fotografico su Playmen come ‘Valentina’ di Crepax, appunto.’

Da ‘Playmen’, 1994

E siamo già dentro alla storia: Valentina…servizi fotografici…Playmen. Procediamo allora…
Arrivai a fare qualche servizio come modella, iniziai con delle sfilate di lingerie al Pitti, ma solo lingerie perché non ero abbastanza alta per fare altri tipi di sfilate. Da lì un agente di Firenze che mi giudicava più adatta al cinema mi portò a Roma, dove mi fecero conoscere la Tattilo Editrice, quella di Playmen: da quel momento realizzai tantissimi servizi fotografici perchè avevo un fisico ben fatto e fotogenico in ogni tipo di posizione.
All’epoca il direttore di Playmen era Alberto Tarallo che aveva anche un’agenzia con le varie Dalila Di Lazzaro, Pamela Prati eccetera. Era lui che decideva i servizi fotografici, anche se poi l’ok finale lo dava Balsamo, essendo il proprietario.
Nel 1986 Minnie Minoprio mi prese per fare i suoi spettacoli erotici. Ne ho un ottimo ricordo: grande professionista, son stata in casa con lei a Roma – perché io comunque facevo sempre avanti e indietro da Pisa – è stata molto dolce, mi ha fatto da sorella.

Da ‘Playmen’
Da ‘Gin Fizz’

Poi il debutto cinematografico (‘Intimo’ con Eva Grimaldi, per la regia di Beppe Cino) e dopo irrompe Tinto, giusto?
A quel punto – 1987 – fui contattata per fare un provino per Tinto Brass, la prima volta lo feci per ‘Capriccio’ ma non mi prese…si vede non ero abbastanza nuda, non vedendomi il culo non mi prese (ride), invece poi feci un provino per il film successivo, ‘Snack Bar Budapest’, quello con Giannini…
Feci questo provino con un body molto sexy, lui impazzì completamente per il mio culo e mi fece fare questo ruolo in cui la faccia si vede un po’ poco…ma si vede sempre questo mio culo all’aria che del resto è un po’ il suo pezzo forte!
Poi mi ha fatto fare anche il film seguente, ‘Paprika’ (1991) con Debora Caprioglio. Lui mi chiese ‘che ruolo vuoi fare?’ Io tanto per cambiare decisi per il personaggio di una ragazza che muore di tubercolosi, volevo provare un ruolo un po’ diverso, più interpretativo. In realtà anche lì ero nuda lo stesso, infatti muoio nuda, però per lo meno ho avuto questo ruolo drammatico (ride)
Nel mezzo feci i primi film da protagonista con Bruno Gaburro, poi ‘Casa di piacere’ (1989 regia di Alex Damiano), mentre con Joe D’Amato ho girato ‘Dirty love’ (1988), inizialmente dovevo fare solo quello poi mi ha fatto rimanere un mese per farne anche un secondo, ‘Pomeriggio caldo’, che è praticamente un thriller. Al tempo i film erotici li giravano in 15 giorni ed erano abbastanza curati, ben fatti. Io stessa ebbi modo di rivedere questi miei film al cinema qua a Pisa…

Cast di ‘Malizia oggi’ (Sergio Begonzelli)

Un ricordo sui alcuni dei tuoi primi registi…
Gaburro era un professionista che curava molto i dettagli, le luci, era molto perfezionista in questo. Invece D’Amato era più una macchina da guerra, nel senso che sfornava film a ritmi velocissimi con minore attenzione per luci e particolari di questo tipo, io mi sono trovata molto bene trattandosi di una persona disponibilissima. Infatti avrei dovuto girare anche un hard con lui…
Con Brass è stata un’esperienza fantastica, ho potuto girare con un regista di alto livello. Mi son trovata bene anche con Giannini e con tutto il cast dei film che ho fatto con lui. Brass era una persona che si divertiva molto sul set, faceva battute eccetera…ad esempio quella volta in cui mi trovavo con Philippe Leotard, lui arrivava in questo casino e io dovevo toccargli il pisello. Brass mi disse ‘Valentina, ma l’hai toccato bene il pisello? perché non si è visto…’ e io gli risposi ‘Ascolti Tinto, l’ho toccato bene perché ce l’aveva anche duro, quindi…’ Insomma è stato divertente, poi non mi ha più preso perché lui amava le donne naturali con questo fondoschiena molto formoso, anche morbido, mentre io dopo mi sono via via costruita tutta…magari accadeva che si girava un’ora di pellicola per poi vedersi tre minuti di culo nel girato finale! Per dire, un giorno mi fece stare dalla mattina alle 8 alla sera alle 20 per girare su questo sidecar con Giorgio Tirabassi, che poi ha avuto successo con le varie fiction televisive…

Sul set di ‘Snack Bar Budapest’

Eppoi ci sono anche le partecipazioni a diverse commedie…
In ‘Abbronzatissimi’ (B. Gaburro, 1991) il ruolo doveva essere più importante, ma lo tagliarono un po’…poi anche un episodio della serie ‘Classe di ferro’, lì il regista era Corbucci e c’erano molti attori giovani, tra cui il figlio di Ciccio Ingrassia…io facevo la pettegola del piano di sopra, un po’ sexy.

Sul set di ‘Abbronzatissimi’

Passato il periodo del film ‘soft’ ti trovi ad un bivio…
I film erotici mi piacevano molto perché l’erotismo implica anche la fantasia e tutto questo tipo di cose, poi purtroppo le cose cambiano, si voleva film più ‘forti’. A quel punto mi son trovata a dover scegliere: passare all’hard o fare cinema ‘normale’. In quest’ultimo caso le cose erano complicate perché per arrivare a fare del cinema – normale dico, eh – spesso ci si trova a dover accettare molti compromessi, mentre io volevo essere libera di decidere cosa volevo fare per cui dal 1991 mi sono fermata e mi sono dedicata al body building per due o tre anni, vincendo le mie prime gare italiane. Avendo anche il marito campione del mondo io mi son sempre allenata, quando ero giovane avevo un fisico troppo magro, poi ad un certo punto mi sono appassionata alla palestra.
Nel 1993 accade poi che ricevo un’offerta di parecchi soldi da parte della Tattilo Editrice: dovevo fare una serie di tre film con mio marito. Dopo aver fatto il primo, mio marito ha avuto delle difficoltà a stare sul set – non perché non fosse ‘capace’, ma quando sei lì hai l’ansia da prestazione e possono esserci dei problemi – per cui dopo questo primo film nel 1994 è stato necessario chiamare degli attori professionisti, tra cui Francesco Malcom.

A questo punto l’ingresso nell’hard è cosa fatta, giusto?
Ho girato molti film per FM Video con Mario Bianchi, che faceva vari film in costume (ad esempio ‘The erotic adventures of Zorro’, 1996, ‘Francesca: sinfonia anale, 1997), quindi con Bandinelli per Showtime (’Nirvanal’, 1998).
Io come donna avevo le mie caratteristiche forti, non è che a tutti piacessi: Bandinelli oppure Salieri volevano la donna un po’ ’sottomessa’, io invece ero più sull’aggressivo, per questo con loro non ho lavorato tantissimo.
Con Private invece ho fatto ‘Italian Mamas’ girando a Budapest, c’erano Omar Galanti e Marco Nero. Anche Antonella Del Lago ha girato una scena per quel film ma non quando c’ero io.

Testimonial Boss Film con Antonella Del Lago

Molti scenari dunque. Quali i più significativi?
Come esperienze significative Bandinelli lo ricordo perché era molto bravo, faceva dei film con una storia, certo sul set era duro da sopportare…ci faceva fare orari pesanti, capitava di girare durante la notte…in ’Nirvanal’, con Debora Wells, avevo le extensions e facevo la pusher in moto, di fisico ero ‘abbastanza grossina’. Tutti film con trama dicevamo, poi è arrivato l’all sex con scene un po’ buttate lì, sempre meno ‘film’ insomma…ultimamente volevano l’anale, l’anale, l’anale, sembrava che la figa non esistesse più…infatti l’anal sono due anni che non lo faccio (ride) Erano scene forti, bisogna essere portati altrimenti quelle scene lì non le fai.
Poi ho voluto fare anche un film con due trans per la regia di Andrea Nobili, e tutti a dirmi ‘ma come, fai i film con dei trans?’
L’ultimo film l’ho girato 9 anni fa, è stata una scelta mia, offerte ne avevo ancora ma non mi son sentita più e non ne avevo più voglia.
Mi sono fermata al limite in cui poi è arrivato il digitale…i film miei comunque rimangono e li vedono tutti, tuttavia io penso che il porno sia finito. Apprezzo Vittoria Risi ad esempio, una bella artista che ha saputo gestirsi bene, ma qui – in Italia – non c’è praticamente più nulla.

Hot d’Or a Cannes, 1996

Prima parlavi di ‘compromessi’ da accettare nell’ambito cinematografico ‘normale’. Nell’hard invece?
Nell’hard a differenza del cinema ‘normale’ non c’erano compromessi, non è che il regista poteva venirti a dire ‘oh vieni con me così ti faccio far questo o quello…’ quando ho iniziato ero molto spaventata perché questo ambiente lo raffigurano come un mondo sporco, dall’esterno…in realtà è un mondo in cui c’è meno ipocrisia rispetto a quella che trovi in giro. Poi naturalmente anche lì c’è il buono e il cattivo, donne e uomini che hanno fatto hard con intelligenza così come donne più stupide che si sono buttate via.

Con Vittorio Sgarbi, frequentato per un breve periodo

Riguardo agli spettacoli, hai comunque continuato dopo l’addio al set?
Per gli spettacoli sono andata avanti fino a 2 anni fa – l’ultimo è stato al Pascià di Roma, poi con l’età si cambia…sono un po’ aumentata di peso, ed essendo abituata ad avere un fisico ‘della madonna’ non son riuscita ad accettarmi per il palco, essendo una perfezionista per quanto riguarda il fisico.
Non ho mai approvato le donne che salivano sul palco senza essere ‘a posto’, quella è una cultura che hai dal momento in cui pratichi l’ambiente delle gare e del body building. Andando nei locali non è che non piacessi, ma si tratta di una cosa ‘mia’ personale il dire ‘basta’. E’ stata una scelta dura perché comunque finché ho lavorato io sono stata benissimo, quando ho smesso sono andata un po’ in depressione.

Spettacolo alla Fiera di Perugia, 1994

Tre dimensioni dunque – erotico, porno, spettacoli – molto diverse tra loro…
Il cinema erotico era la mia vita…il porno era più un contorno, più stancante e meccanico…lo spettacolo mi è sempre piaciuto perché c’era un contatto col pubblico, un’adrenalina diversa, infatti ero molto calda nello spettacolo. Avevo un modo unico di pormi, mi piaceva ad esempio arrivare vestita da gatta anziché avere i classici ‘vestitini’…

Tanto per non perdere l’abitudine hai comunque esplorato anche il mondo delle fiction…
Ho una parte ne ‘Il bello delle donne’ di circa 10 anni fa, così come ne ‘Il peccato e la vergogna’, ‘L’onore e il rispetto’, tutte le fiction prodotte da Alberto Tarallo. Mi piaceva e divertiva molto partecipare a queste produzioni, riportandomi al mondo del cinema classico. Son quelle cose che mi hanno fatto piacere e che, guardate adesso, mi fanno magari venire un po’ di nostalgia…

Con Gabriel Garko ne ‘Il bello delle donne’
Cat de ‘Il peccato e la vergogna’, 2010

LA FAMIGLIA (E PISA)
La famiglia non l’ho mai abbandonata, non ci sono mai riuscita. Magari stavo un mese fuori a girare ma non sono riuscita ad andarmene. Lo stesso Tarallo mi diceva ‘ma tu devi stare a Roma, fare un po’ di public relations’, ma non era roba per me.
Con tutte le cose che ho fatto avrei potuto anche essere più conosciuta, il fatto è che non mi facevo sufficiente pubblicità, non partecipavo alle serate…un fattore promozione. Io ho avuto Tarallo con cui ho fatto l’erotico, poi passando all’hard ho avuto anche Schicchi come manager che però ha sempre amato un genere di donne bionde, alte, magre…non ero proprio il tipo che andava per lui. Non sono mai stata il tipo di donna che può piacere a tutti: io piaccio o non piaccio, mentre quelle tipo bamboline vanno un po’ bene per tutti…poi c’è anche da tener conto della toscanità che o ti piace o non ci puoi far niente (ride)
Io comunque all’inizio ero bonacciona, proprio una cogliona…ad esempio Pamela Prati, con cui ho girato il film ‘Io Gilda’, quando Pingitore voleva prendermi al Bagaglino per fare il personaggio di Valentina, mi ha tagliato le gambe…in quell’ambiente devi essere un po’ più ‘bastardella’, io invece ero troppo pulita e ingenua…
A livello di recitazione, pur non avendo fatto nessuna scuola, me la cavavo ed avevo più esperienza di tante altre: avevo molta passione per la recitazione, ce l’avevo nel sangue, l’ho vissuta e me la son formata ‘in diretta’.

Pisa – lo dicevamo prima – è un paesone…ma se fai hard in provincia è davvero cambiato qualcosa rispetto a una volta?
Se fai hard sei e resti comunque additata, per cui non è forse la cosa migliore farlo quando si hanno solo 18 anni: in quel momento non sai ancora cosa vuoi fare nella vita. Io l’ho fatto ad un punto in cui avevo consapevolezza e sapevo cosa stavo cercando. Magari poi ti piace, ma se cambi idea quel fatto lì ti rimane comunque addosso tutta la vita. Per esempio anche mia figlia ha avuto qualche problema con questo, anche perché nella gente trovi sempre questo falso perbenismo, ti guardano un po’ così…dove sto io ormai lo sanno tutti, mi hanno visto quando ho presentato delle fiere qui in Toscana, per cui non ci sono segreti. La gente comunque resta ipocrita, hai voglia a dire che ’siamo andati avanti’…un po’ come quando vedono le persone tutte tatuate.

Presentando una Fiera dell’Erotismo

…perché di tatuaggi tu ne hai…
…diciotto! La body art mi piace, il primo tatuaggio lo feci nel 79/80, piercing invece ne ho sotto la figa e all’ombelico.

Ora è meglio lasciarla andare Marisa, ‘che con questi nipoti c’è sempre da fà’ Si, perché Marisa/Valentine è felicemente nonna, anzi Miss Nonna Sexy, titolo che le è stato conferito nel 2014.

Ciao Darwin, 2004
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