Intervista a Luna Lombardi (Sexy Luna)

Ciao Luna, cominciamo col ripercorrere i tuoi esordi nel mondo dell’erotismo…
Io ho iniziato nelle discoteche per fare animazione, sai le ragazze immagine che c’erano una volta…mi è capitato di incontrare della gente legata ai primi pub dove si faceva animazione in topless, quella è stata l’esperienza successiva.
Poi ho conosciuto uno che faceva delle fiere erotiche che mi propose di fare anche spettacoli erotici, visto che ero giovane e italiana. A quel punto mi sono organizzata ed ho cominciato nel settore degli show. Questa persona, insieme ad un altro giornalista che scriveva su ‘Cronaca vera’ di nome Edoardo Montolli, mi ha dato il nome di ‘Sexy Luna’. Ho cominciato allora ad andare nei locali sempre come sexystar, facevo spettacoli esclusivamente erotici magari con un vibratore, sempre molto soft comunque.
Conobbi la famosa Selen che all’epoca stava ancora col marito Fabio, e lui mi disse ‘in questo momento ci son poche pornostar italiane…perché non entri nel settore anche tu?’ Vedendo Selen che faceva i pienoni nei locali mi sono detta ‘bah, ci provo anch’io! Chissà che non mi vada bene…’

…ed eccoci all’entrata nel settore del porno…
I primi film li ho fatti con l’EPM, c’era Massimo Bonera, poi da lì sono andata sotto Pinko per due/tre anni – allora si facevano i contratti delle pornostar di 4/5 film all’anno per tre anni – poi sono stata un attimo in stand by facendo qualche scena per la Showtime. Successivamente ho avuto la proposta dell’FM Video, con cui ho concluso la mia carriera all’incirca 9 anni fa.
I film sono sempre stati girati all’estero, in Italia abbiamo girato sporadicamente qualche scena: sia EPM che Pinko che FM, siam sempre andati a girare all’estero, a Budapest. Poi con la Pinko abbiamo fatto una trasferta, siamo andati a Los Angeles a girare qualche scena per valorizzare i personaggi che eravamo allora io, Antonella Del lago e Fanny Bravo. In America io e Antonella abbiamo girato anche una scena con due ragazzi di colore.

Un percorso positivo?
Mi son trovata bene con tutte le produzioni in cui sono stata, si è lavorato sempre con dei professionisti. Abbiamo fatto dei bei film, perché comunque in quel periodo andavano i film ‘a tema’, con una storia, non come quelli che ci sono adesso che oramai sono solamente scene e basta.
Con l’EPM facevo solo VHS, poi si è passati al DVD. Venivano investiti tanti soldi perché comunque l’introito c’era, ai tempi di allora noi pornostar per fare promozione ai nostri DVD facevamo tante ospitate ai sexy shop, era un business che girava tantissimo. Poi continuavo a fare i miei spettacoli, naturalmente.

Ecco, negli spettacoli c’era un approccio ovviamente diverso che su film…
Sia che si tratti di un film o uno spettacolo devi comunque dare il massimo di te stessa…nel film sai che, attraverso quella fredda telecamera, ti vedranno centinaia o migliaia di persone, quindi devi come ‘bucare lo schermo’, mentre invece negli spettacoli era li contrario: hai tutta la gente che ti vede, anche lì devi dare il massimo perché, al di là di quante persone ci siano, se fai bene lo spettacolo la gente parlerà di te.

Nei primi anni 2000 fai qualcosa con Rocco e Kelly Stafford…
Si il mio secondo o terzo film, nel primo eravamo io, Kelly, Rocco e Silvio Evangelista, nell’altro, ‘Rocco e Kelly a Roma’, c’eravamo sempre io, Kelly, Rocco ed un’altra ragazza in una gang bang di molte altre persone.
Lavoravo per l’EPM, Bonera mi disse ‘Rocco dà a noi, EPM, i suoi prodotti: ci sarebbe la possibilità che tu possa girare con lui. Pensaci, perché sai che vai su un genere un po’ più piccante’. Ancora non si sapeva se dovevo girare con lui o se lui avrebbe fatto solo il regista.
Io penso che se entri nel settore dell’hard e cominci a dire ‘questo non lo faccio, quello nemmeno’ allora fai a meno di fare la pornostar. Non ti dico di fare sadomaso perché devi esserci portata, però una scena con Rocco Siffredi si, sarà una scena un po’ più aggressiva, però rientra comunque negli standard della pornografia. Quindi perché non cercare di fare qualcosa un po’ più estremo?
Sai benissimo che se vai a girare con Rocco Siffredi non ti fa le carezze, se poi dopo durante la scena dici ‘ah mi fai male’ o ‘ah questo non lo fare’ allora non giri con Rocco Siffredi…d’altronde lo sai: Rocco è Rocco, non è un Franco Trentalance che magari è un po’ più delicato – parlo di lui perché ci ho girato – o Roberto Malone, sono personaggi più tranquilli…poi molte fanno una scena con Rocco per pubblicità: non puoi farti il personaggio e poi venire a dire ‘eh però m’ha fatto male’. Nessuno ti punta la pistola alla testa e ti dice ‘gira con Rocco’, ti viene chiesto, quindi sai a che cosa vai incontro.
Anni fa invece la Pinko, sempre chiedendomelo, mi propose di fare una scena con un trans. Lì mi son trovata male, ma è stata un’altra esperienza. Questo trans diceva ‘Io non voglio fare sesso con la Luna perché sono trans, voglio essere inculato da Marco Nero.’ Ma se la scena è quella cosa vai a trovar ’ste storie?

So che all’epoca la realizzazione delle scene hard richiedeva un impegno di diverse ore…
Quando facevo l’attrice io tutte le scene erano basate sui copioni. Funzionava così: il regista diceva, ad esempio ‘a me interessano 5 posizioni, iniziamo da una e vediamo se riusciamo a farla’ anche perché talvolta ti trovavi in certe situazioni in cui quello che chiedevano era molto difficoltoso da fare. Non era come il gonzo: ci si doveva fermare per sistemare le luci, sistemarsi bene con le posizioni, insomma la regia di una scena poteva durare anche 3 ore. Mi dicevano ad esempio che Salieri girava una sola scena per 6, 7 ore…poi alla fin fine sei stremato, perché sei chiuso in una stanza per tutte quelle ore e devi rimanere sempre concentrato, questo era difficile sia per l’uomo che per la donna. Praticamente nei dvd venivano poi messi gli spezzoni più belli, ma in realtà dietro c’era un lavoro veramente lungo.

Come funzionava il sistema delle retribuzioni?
Noi venivamo pagati a film, delle compilation uscite dopo non prendevamo niente. Poi dipendeva se uno era sotto contratto o no: se tu eri sotto contratto con una produzione, per un contratto triennale veniva stabilita la cifra che prendevi in base al numero di film all’anno che facevi.
Poi c’erano le ragazze che giravano le scene, quella era una cosa a sé: erano comparse chiamate per riempire i film, non avevano contratti.
Le pornostar con un contratto prendevano cifre alte, conta che per un film un’attrice faceva al massimo due scene o giù di lì, poi facendo il film andavi a fare anche gli spettacoli, a questo aggiungi le ospitate per la promozione dei DVD nei sexy shop, la gente veniva a comprare il film e si faceva le fotografie con te…era tutta una catena che faceva guadagnare tutti, capisci…alla fine c’era un guadagno per il sexy shop, il guadagno per la casa di produzione e tu prendevi un compenso.

Sei ancora attiva nel settore degli spettacoli?
Io non ho più vent’anni…penso che per ogni età c’è un qualcosa che tu devi fare. Oramai a 44 anni sei una milf, infatti ci sono locali che ci richiamano ma penso che tutto abbia un suo percorso. Ho lasciato le scene, mi sono divertita, oramai sto lasciando anche i locali perché le date sono pochissime. Ci sono le nuove pornostar ed è giusto così, un po’ come per i calciatori: hanno la loro grande carriera, poi loro appendono gli scarpini al chiodo, noi le mutandine, diciamo così. Penso che una persona piano piano si deve ritirare, in modo che la gente rimanga con un buon ricordo di te, che si dica ’si è ritirata quando era ancora in forma’.
Poi è una questione di punti di vista…ci sono anche mie colleghe che dicono ‘io senza il mio lavoro non posso stare’, mentre invece per me è stata una bellissima esperienza, non rinnego niente e rifarei tutto, però arriva il momento in cui ti devi fare un esame di coscienza e dire ‘basta’.
Io l’entusiasmo per gli spettacoli ce l’ho sempre come se fosse la prima volta, come anche in televisione, sai le dirette degli 899…dal Novembre dell’anno scorso mi hanno chiamato a far appunto delle dirette…finché mi chiamano e la gente ha piacere certo che vado, è il mio lavoro, ma devi farti una ragione della realtà che il tempo è passato.

Riguardo all’affluenza nei locali, hai avvertito anche tu un calo?
Nei locali c’è un grande ribasso di gente. A metà gennaio il proprietario di un locale mi diceva ‘quello che una volta facevo il Sabato oggi lo faccio in tutta la settimana’. Puoi avere anche la pornostar più grande…si, mi attirerà quelle 30-40 persone in più, mentre una volta faceva il pieno. Oramai è tutto cambiato, quando ho iniziato io sia i giovani che quelli di 60 o 70 anni venivano nei locali, forse perché c’erano più tabù…c’era il desiderio di vedere una donna nuda, vedere un suo spettacolo, magari toccarle anche solo il seno o il sedere. Ora è tutto a portata di mano…
Alcune persone mi dicono: ‘Luna non è per cattiveria, ma se io devo andare in un locale, pago 20 euro d’entrata…offro da bere una ragazza per passare un po’ il tempo, spendo 15 euro – e siam già a 35…vedo lo spettacolo della pornostar, poi faccio il privè: alla fin fine vado a sbattere sui 150 euro e cosa ho ottenuto?’ Molti invece dicono: ‘me ne vado in Svizzera o Austria, quei posti dove sto tutto il giorno e spendo 60 euro, poi se voglio la ragazza le dò la mancia che vuole e alla fine arrivo ad una conclusione’…non hanno tutti i torti, da un lato: tu però sai benissimo che se vai in un locale ci sono delle regole.
Non essendoci oggi i soldi di un tempo, è facile che uno arrivi a questa conclusione: io mi faccio l’abbonamento su Internet col sito della pornostar, mi fa 4 dirette al mese, raggiungo lo stesso obbiettivo – che è quello di vederla nuda – anche attraverso il monitor spendendo di meno. Tanto anche nel locale il contatto con lei ce l’ho solo se le offro da bere e faccio il privè, altrimenti mi prendo l’autografo e arrivederci.

Ci troviamo di fronte ad un settore che è radicalmente diverso, insomma…
Oggi per diventare pornostar ci vuole pochissimo, una volta eri come una mucca che veniva marchiata. Ora se fai la pornostar e tra un anno ti ritiri forse tanta gente non sa neanche chi sei, mentre invece la gente si ricorda ancora i nomi delle pornostar che facevano i film una volta, perché era diverso il mercato.
Poi non capisco la differenza che c’è fra sexystar e pornostar: ma una può essere una pornostar perché usa due vibratori durante uno spettacolo? Allora io tutti quei film che li ho fatti a fare? Ormai è uno zibaldone, non si capisce più…ora fanno una scena, poi smettono e sono pornostar. Capisco che così vai nei locali e chiedi di più, però dire ‘pornostar’…una volta la pornostar era quella che vinceva le statuette a Bruxelles, in Germania, agli Hot D’Or…

In rete talvolta capita di vedere annunci di incontri a nome di pornostar tue contemporanee, ma spesso si tratta di fregature dannose in primis alla vostra reputazione: è successo anche a te, se non sbaglio…
Un mio amico mi ha segnalato 4,5 mie fotografie in un sito di incontri abbinate ad un annuncio di una insegnante e casalinga…io ho mandato un’email affinché togliessero non dico l’inserzione ma almeno le mie fotografie, non mi hanno risposto ma alla fine hanno tolto tutto. Il problema è che io non ho registrato il nome Sexy Luna, sai con la R piccola accanto…se tu registri il tuo marchio rimane esclusivamente tuo almeno per quanto riguarda il settore del nudo, perché alla fin fine lo Stato non riconosce la pornografia, io infatti ho partita IVA come attrice e ballerina. Molte sono donne che usano il nome delle pornostar per poi fare i propri interessi.

Non hai mai pensato, contando sul tuo nome che ancora ‘tira’, di dedicarti in futuro ad un ruolo quale quello di produttrice, ad esempio?
No, non c’ho mai pensato perché il mio standard di film sarebbe quello di una volta, con una storia, con una trama. Se devo mettermi a girare così, per far delle scene, no.

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