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Intervista a Ryan X

(Front cover photo courtesy of LittleCaprice-Dreams.com)
Allora Ryan, come puoi introdurre la tua esperienza di registe e produttore?
In realtà io nasco regista quasi per caso. Non ho avuto alcun tipo di esperienza con la fotografia, non son mai stato videoamatore. Io e la mia compagna Mia Casanova siamo nati facendo spettacoli in webcam, una volta iniziato a fare questo abbiamo conosciuto Andy Casanova – che se vogliamo è il mio ‘padre artistico’ – che oltre a farci fare il nostro primo film mi ha suggerito di portare avanti anche una mia produzione filmando tutte quelle che potevano essere le mie idee in modo tale da avere una situazione un po’ più ampia: se un domani mi fossi scocciato di fare l’attore avrei comunque avuto un percorso parallelo.

Nel tuo profilo su ManyVids leggo: ‘I produce a different concept of amateur porn’ mentre sul tuo Twitter specifichi la natura ‘alternative’ della tua produzione. Come nasce dunque questo concetto ‘diverso’ del porno?
Io ho sempre guardato porno…la cosa che in generale ho sempre trovato un po’ noiosa è il solito discorso del porno ‘maschiocentrico’, in cui la donna viene trattata da oggetto mentre l’uomo è quello ‘figo’ che se le scopa tutte…io questa cosa la vedo molto distante dalla realtà, per cui avevo voglia di andare ad analizzare alcune dinamiche – ad esempio i giochi di sguardi e tutto quello che ti porta poi alle scene di sesso – dando più importanza non dico alla trama, ma a ’quello che c’è dietro’ la mera scena di sesso. Il limitarsi a proporre quest’ultima la ritengo una scelta un po’ banale. Fondamentalmente parto da questo, arrivando poi a considerare tutta una nuova tipologia di porno che io chiamo ‘glam core’, ovvero un hardcore curato più nei particolari, più elegante e ricercato nei dettagli (colori, luci).
‘Glamorous core’ è da leggersi anche come esaltazione della figura femminile. Come dicevo, il personaggio femminile nei film porno dagli anni 70 ad oggi, pur essendo protagonista, è sempre stato trattato in un modo che a me non piaceva. La mia idea è quella di far piacere il porno anche alla donne, perché le donne guardano l’hard con un occhio diverso rispetto all’uomo, essendo più attratte al ‘come si arriva’ alla scena di sesso in sé. Io mi propongo di esaminare proprio quell’aspetto.
In realtà è stata la visione di molti lavori di Erika Lust a spingermi a dare sfogo alla mia voglia di creare questo ‘porno diverso’: i suoi film mi piacciono molto, è stata una sorta di valvola che mi ha detto ‘si può fare, facciamolo anche noi’.

Stando così le cose, immagino che tutta la produzione stilisticamente orientata all’all sex non ti appartenga – il gonzo, ad esempio…
I gonzo non sono proprio quello che fa per me: quando devo girare una scena con un’attrice la prima cosa a cui penso è un’ambientazione, un piccolo aggancio narrativo che non deve essere per forza il massimo dell’originalità.

L’uomo è dunque un accessorio all’interno dei tuoi lavori, con una maggior attenzione rivolta alla figura femminile?
La maggior parte delle volte giro in POV, in modo tale da esaltare sempre maggiormente i particolari ella donna: gli occhi, gli sguardi, i sorrisi. Adesso sto iniziando ad inquadrare un po’ di più l’uomo, ma sempre a corollario di una trama, non deve essere una cosa forzata. L’uomo non è comunque ’soggetto’ del video.

Dando uno sguardo al corredo fotografico delle tue scene, ne ho vista una in cui l’attrice appare con un look molto particolare, una sorta di ‘corpse painting’…
Vivendo con la mia compagna Mia, giochiamo molto su questi aspetti. Quando ci viene in mente una trama, un’idea – quello che stai citando è probabilmente ’The soul sucker’, un video che abbiamo fatto uscire per Halloween – lei è molto brava per ciò che riguarda appunto il trucco e questo tipo di particolari, quindi diventa divertente condividere gli spunti e poi metterli in pratica.

Prestando attenzione alla presenza di uno spunto, di una piccola trama, hai mai pensato alla stesura di un soggetto di durata maggiormente vicina al ‘film’ tradizionale?
A livello di idee ultimamente sto anche pensando di scrivere qualcosa di un po’ più lungo, il discorso è che siamo in un momento storico in cui la fruibilità deve essere immediata, il video deve essere breve, la trama non deve essere ’troppa’ ma deve comunque stuzzicare la mente. Fare un video più complesso, per quanto mi possa piacere, credo che al momento non avrebbe mercato.

Ricordiamo da quanto tempo è attiva la tua produzione JustCallMeRyanX, allora…
La casa di produzione è nata da poco più di un anno, ho iniziato sperimentando un po’ per cercare di capire cosa volessi fare, il tutto si è sviluppato piano piano in quella che è la mia attuale direzione artistica, tra virgolette.

Valutando l’esperienza produttiva, quale ritieni ad oggi Il tuo lavoro più rappresentativo?
Come un po’ succede a tutti, quello preferito è sempre l’ultimo: la scena che ho girato con Mia e con Giorgia Roma che ancora non ho montato secondo me sarà molto carina. Ti posso dire che ci sono 3 video tra quelli che ho pubblicato in cui credo di più…c’è ad esempio il remake in versione porno di ‘Frankenstein Junior’ che ho girato con Mia Casanova e Jack23: il titolo è ‘Il could work’, ’Si può fare’ – quando ci sono i dialoghi cerco di metterli in inglese per rendere il prodotto internazionale – credo molto in questo progetto ed avrei intenzione di presentarlo in un concorso di cinema porno indipendente. Non ho intenzione di diventare ‘mainstream’ sul territorio italiano, vorrei avere la possibilità di essere visibile in alcuni tipi di canali artistici, quali appunto i festival, piuttosto che invece mettere i miei lavori in fruizione gratuita sui vari siti streaming…magari potrei anche riuscire a fare dei video orientati sul gonzo da caricare online, però mi snaturerei. A me piace poter dare un diverso tipo di materiale a disposizione dell’utente: puntare su festival che possono promuovermi in questo senso mi interessa di più, ad oggi.

L’alt porn è diventato, col passare degli anni, un concetto con alcuni standard riguardo al look delle attrici, ad esempio. Esiste una tua ‘attrice ideale’ in questo senso?
Il discorso dell’alternative porn si è snaturato nel momento in cui è diventato principalmente un qualcosa associato all’idea di attrici molto tatuate e con vari piercing…ciò che io intendo per ‘alternative porn’ non è questo, ma una visione di porno alternativa, appunto, rispetto al concetto comune. Quindi non ho un ideale di attrice, principalmente tendo a lavorare con attrici che possono avere un look stile ‘ragazza della porta accanto’ che ci dà la possibilità di avere più fantasia nella costruzione della scena.

Come valuti la risposta di pubblico verso la tua proposta artistica?
Sono molto sorpreso dalla diversa utenza che c’è nei vari canali. Mi sono accorto che c’è tutto un ventaglio di utenti disposti a pagare per un tuo video, questo mi ha colpito piacevolmente: chi vuole un prodotto di qualità diversa non si accontenta della visione di ciò che viene offerto gratuitamente. In questo senso ho anche l’dea di creare un sito con vari pacchetti di membership e contenuti esclusivi…

In tutto questo, la pratica delle cam la mandate avanti?
L’abbiamo messa un po’ da parte: materialmente non abbiamo tempo da dedicare alla cam. Noi all’inizio facevamo webcam su Chaturbate, era un’occupazione che ci teneva impegnati diverse ore al giorno, un procedimento molto lento e faticoso a starci dietro…ad oggi non lo possiamo fare più, quello che stiamo facendo ancora è vendere su prenotazione degli show da fare direttamente su Skype.

Tra te e la tua compagna c’è una forte interazione creativa? La tua produzione può essere anche vista cioè come un collage di idee condivise?
Preferisco mettere sul tavolo l’idea che abbiamo entrambi riguardo alla scena e discuterla prima di trasferire poi sulla pratica. Spesso è capitato che fosse lei a decidere quali tipi di posizioni fare, oppure io ad avere delle idee su una trama che poi, attraverso il suo occhio femminile, diventa quello che io voglio per la mia produzione. Questo interfacciarsi mi fa sentire molto a mio agio.

Un curiosità: sul tuo profilo Twitter ti ho visto con tanto di t-shirt GGG…sei per caso presente in qualche episodio della produzione di John Thompson orientata al bukkake?
Come ti ho detto prima, io prima di essere regista sono stato e sono a tutt’oggi attore porno, Luca Ferrero ha contattato alcuni ragazzi tra cui me e Jack23 ed altri per partecipare alla prima versione italiana della GGG. Si è trattato di un test per il momento…per me è stata un’esperienza completamente nuova, io conoscevo la GGG perché mi piace comunque cercare di capire come funzionano tutte queste produzioni, però non è il tipo di produzione che io farei come regista.

Hai comunque volontà di confrontarti con l’universo fetish?
Sono orientato verso i feticismi: presto aprirò una produzione parallela un tal senso, sempre cercando di dare la ‘mia’ chiave di lettura. Il ‘mio’ stile è andato definendosi cercando di fare qualcosa di perverso ma elegante: voglio vedere se col fetish ci riesco.

Inquadrature e riprese che costituiscono il tuo ‘marchio di fabbrica’, ce ne sono?
Rispetto a molte altre produzioni che prediligono scene di sesso con inquadrature tecnicamente già viste, io cerco di soffermarmi spesso sulle espressioni dei volti delle attrici durante i momenti di godimento, quelle cose che devono anzitutto prenderti il cervello prima ancora della parte fisica. In altre parole: dare meno spazio alla scena di penetrazione a favore dell’espressività.

Noto che hai lavorato con diverse attrici in questo tuo primo anno di lavoro…
Esatto, questa è una cosa che mi fa particolarmente piacere perché inizialmente non mi conosceva nessuno. Si è sparsa la voce di quello che faccio e del modo in cui trattiamo le persone quando vengono a girare con noi…

Per concludere, il tuo concetto di porno: si tratta di qualcosa di ‘possibile’, vicino alla realtà, oppure preferisci una rappresentazione di sesso ‘irrealizzabile’ nella quotidianità dello spettatore ’normale’?
Mi piace che sia la realizzazione di una fantasia erotica…ad esempio in un mio video c’è un threesome lesbo dove ho esplorato quello che può accadere ‘dopo’ il pigiama party, ovvero quando queste ragazze si risvegliano: cosa succede? Si parte dalla colazione con le chiacchiere su quello che è successo la notte prima, poi piano piano il tutto diventa una scena lesbo vera e propria (‘The breakfast club’). Ancora: in ‘Sapiosexual’ esploro appunto la ‘sapiosessualità’, ovvero l’attrazione di alcuni verso il conoscere, il sapere, l’intelligenza. Quindi vedi questa ragazza in una biblioteca che trova dei volumi antichi, li tocca, li sfiora, li odora…una volta a casa, questo ‘contatto’ con i libri la eccita a tal punto da arrivare a masturbarsi.

Il profilo ManyVids dove vedere le anteprime e acquistare i video firmati JustCallMeRyanX
Il profilo Twitter di Ryan X e della sua produzione

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