Intervista a Noemi Blonde

Noemi, com’è iniziato il tuo percorso nel mondo degli spettacoli?
All’inizio facevo la cubista in alcune discoteche qui a Roma, ma io volevo di più…un mio amico mi disse ‘Guarda, Riccardo Schicchi ha il Bue Moon, un locale molto famoso qui a Roma, aperto pomeriggio e sera…perché non vai a fare un colloquio con lui, può essere che ti prende…’ e così feci: mi recai da lui un pomeriggio – mi ricordo ancora che ero vestita in tuta, con scarpe da ginnastica – diciamo che all’epoca non ero così curata, ero un po’ diversa insomma. Lui comunque, vedendomi, non mi disse né si né no, anzi mi propose di provare sul palco. Io però non avevo idea di cosa significasse fare uno spettacolo, non sapevo nulla…prima di me c’era Mercedes Ambrus, per cui mi sono detta: ‘ma come faccio ad andare io, dopo quella là?’ Allora mi sono inventata una scusa e me ne sono andata senza provare.
Mi sono presa però un anno per capire come funzionava il tutto, per cui sono andata a lavorare,s sempre qui a Roma, nel locale di Jessica Rizzo come ragazza di sala. Facendo la ragazza di sala mi capitava di vedere molte pornostar che si esibivano come ospiti…feci dunque amicizia con una di queste, Asha Bliss, che ora non lavora più. Si tratta di una ragazza rumena molto carina, molto gentile, che mi insegnò a strutturare uno spettacolo: come valutare le varie musiche, coreografia, scenografia, che insomma non era tutto buttato lì a caso, anzi: tutto doveva essere curato nel minimo dettaglio.
Sapendo poi che a Riccardo piacevano le bionde, tettone e tutto quanto, mi sono un po’ ‘modificata’ e dopo circa due anni sono ritornata da Schicchi – avevo 21 anni – e lui nemmeno mi riconosceva…io non dissi nulla, feci finta di essere una ‘new entry’, in quell’occasione mi prese subito, immediatamente. Siamo intorno al 2008/2009.

Alla corte di Schicchi intraprendi poi la tua esperienza nel settore dell’hard…
Riccardo mi prese a lavorare nella sua scuderia, mi esibivo nei locali della capitale perché fuori ancora non mi conosceva nessuno…per cui Schicchi mi disse ‘se tu vuoi diventare qualcuno andando a lavorare come ospite nei locali ed alzare il tuo cachet devi fare qualcosa di più, devi entrare nel settore dell’hard. Mi presentò allora Guido Maria Ranieri, il regista della FM Video e di Asia D’Argento, che all’epoca aveva vinto numerosi premi ed era tra le numero uno in Italia. Fu così che iniziai a fare delle scene porno: ho girato appunto con Asia D’Argento, Fausto Moreno, Sissi Shubert, per la Pinko…in totale avrò fatto circa 12-13 film in un paio d’anni circa.
Ho cercato poi di chiudere questo capitolo, sai bene che il settore dell’hard in Italia è molto molto decaduto, non pagano più come pagavano una volta. Alla fine il mio nome me l’ero fatto, questo passaggio mi era servito per andare a lavorare nei migliori locali di lap dance d’Italia col mio show ed avere un giusto cachet.

Eccoti dunque pronta per ‘conquistare l’Italia’ con i tuoi show…
Cominciai quindi a fare spettacoli in tutta l’Italia insieme ad Asia e a Sissi, in questo periodo mi venne presentato un giornalista, Alberto Feola, che fa parte di Dagospia…Feola mi notò al Pepenero e mi chiese se avessi mai fatto fiere erotiche. Naturalmente io, lavorando per Riccardo, dovevo comunque rendere conto a lui sul piano lavorativo: Alberto comunque mi assicurò che si sarebbe messo d’accordo con Schicchi portandomi poi al MiSex per la prima volta. Mi ricordo che presentava Maurizia Paradiso, lì ebbi un gran successo: sul mio spettacolo furono anche scritti degli articoli, del resto il MiSex era la fiera numero uno in Italia…ovviamente mi ha fatto davvero piacere esibirmi davanti a diverse centinaia di persone in quella cornice.
Da allora fui confermata ogni anno, anche se purtroppo come sai il MiSex è finito, per cui io ho fatto le ultime tre edizioni. Nel frattempo ho iniziato a fare anche il Diva Futura Channel, Riccardo mi fece fare i calendari con le varie cartoline…la gente ormai aveva capito chi ero.

Dopo il MiSex si è comunque aperta un’altra porta prestigiosa, giusto?
Finito il MiSex, sempre tramite Alberto Feola conobbi Corrado Fumagalli di BergamoSex. Corrado, non conoscendomi, aveva timore a farmi esibire perché aveva letto su alcuni siti che io ero una che faceva spettacoli molto spinti…Alberto comunque lo rassicurò e tutto andò nel migliore dei modi, tanto che l’anno successivo Fumagalli mi fece partecipare nuovamente, In quell’occasione ho vinto il premio di ‘Sexystar rivelazione dell’anno’ (2011), seguito poi da un altro premio nel 2012 come ’Sexystar più ricercata d’Italia’.
Nel 2013 invece il sito hardchannel.tv mi ha conferito il premio come pornostar italiana preferita di quell’anno.

Piano piano arriviamo alle esperienze più recenti, che ti vedono protagonista in vari ambiti…
Riccardo venne a mancare, io cominciai a lavorare da sola…ho giusto un agente in Veneto. Continuo ovviamente a fare le fiere; Corrado mi ha fatto vincere nel 2016 il BergamoSex Gold. Inoltre ho lavorato anche in tante fiere estere: Barcellona, Porto, Madrid. Ultimamente ho partecipato anche ad un film di cinema ‘tradizionale’, ‘La paranza dei bambini’ basato sul romanzo di Saviano per la regia di Claudio Giovannesi. Il film ha tra l’altro vinto il festival di Berlino…è una piccola parte ma mi hanno riconosciuto in tantissimi, per cui sono soddisfazioni…siamo arrivati a quest’anno, in cui mi hanno chiamato per fare ‘Ciao Darwin’ andato in onda due settimane fa.

Soffermandoci sul discorso relativo agli spettacoli, secondo la tua esperienza decennale quali sono stati i cambiamenti a cui questo settore è andato incontro?
Come sai i tempi sono cambiati…diciamo che, eccezion fatta per alcuni locali storici, dalla Toscana in giù è la parte che risente maggiormente di questo. L’italiano ha come voltato pagina, non frequenta più molto questo genere di locali. Il consiglio che darei a una ragazza che volesse intraprendere questo lavoro oggi è ‘cambia mestiere’.
Quelle della mia generazione si salvano perché andiamo ancora come ospiti nei locali, vengo pagata grazie al mio cachet a prescindere da quanta gente ci sia. Ovviamente per le ragazze di sala non è la stessa cosa, perché loro se non c’è gente non guadagnano…quindi oggi come oggi questo lavoro in Italia va molto meno, i locali sono più vuoti e quelli nuovi non so come possano fare sul lungo termine.
Tante volte per volersi accontentare ed evitare di eccedere nelle spese chiamano delle ragazze un po’ improvvisate sexystar, che fanno magari uno spettacolo scadente…c’è molto calo di qualità. Poi è anche vero che oggi la gente è più viziata: ad esempio, se io vado in un locale di lap dance e voglio comunque stare in privato con una ragazza devo spendere 100 euro per 10 minuti di privè…capisco il fan sfegatato della pornostar, ma altrimenti non è più come una volta.

Cosa prevede un tuo ‘spettacolo tipo’?
Io ho tanti spettacoli diversi, diciamo che sono assolutamente porno con doppia penetrazione, golaprofonda e squirting. Ovviamente prima di arrivare alla parte porno c’è tutta un’altra fase, ad esempio ho uno spettacolo burlesque con musica, costume, coreografia e scenografia adatta. Stesso discorso nello spettacolo in cui mi presento come ‘guerriera’ vestita da amazzone. Il mio spettacolo è molto forte, molto porno, molto hard, però ha sempre convinto perché, pur essendo hard, rimane comunque fine evitando di cadere nel volgare.

Ti chiedo un’analisi critica del tuo trascorso come attrice pornostar: come giudichi questa esperienza, a distanza di tempo?
Ti dico la verità, sono una persona molto libera, esibizionista e trasgressiva. Quando Riccardo mi propose di fare hard, essendo io una persona a cui piace il sesso in tutte le sue forme, ho detto di si senza remore. Come sai c’è molta differenza tra i video amatoriali e quelli professionali, in questi ultimi c’è tutta una serie di vincoli da rispettare come ad esempio il girare, per contratto, con attori che nemmeno conosci o hai mai visto, questo può diventare un problema se non si crea un minimo di feeling.
Non me ne pento, però oggi come oggi non lo rifarei perché non mi sono divertita. Magari le prime due scene si, perché era una cosa nuova…poi ho girato con alcuni attori tipo Fausto Moreno che già conoscevo da tempo, però un paio di volte m’è capitato di girare con attori che a me non piacevano e questa cosa purtroppo si notava. Ricordo una scena che, ad esempio, è iniziata dall’una del pomeriggio ed è finita alle 22.30 di sera…fare una scena porno non è semplice come uno può pensare.
Ho girato con Andre Nobili, sempre film con trama: appartengo all’ultima generazione abituata a girare film in questo modo. probabilmente oggi come oggi questi film non andrebbero più, a me comunque come genere piacevano.
Visto che sono diventata conosciuta in questo ambiente, ultimamente ho avuto anche delle proposte dall’estero da parte di una produzione di Praga, però dopo tutti questi anni in cui ho smesso di girare porno e mi dedico soltanto agli strip ho detto: ’Se devo girare con voi io accetto solo a patto che mi fate girare con l’attore che scelgo io’. La possibilità c’era, si trattava di un attore canadese che tra l’altro conosco, purtroppo lui in quel preciso momento non era disponibile, quindi io ho rifiutato. Ti spiego anche il perché: un conto se hai questo bisogno di girare, di fare, di soldi, fama…ma quando questo bisogno non c’è, le cose o le faccio come dico io o non le faccio proprio. A tal proposito ho parlato anche con Rocco Siffredi, che già conoscevo: lui mi aveva proposto di girare per la sua produzione, ma io ho risposto: ’Se io giro una scena, la devo fare con te: Noemi Blonde e Rocco Siffredi. Non mi interessa che tu mi faccia girare con un tuo attore, se lo devo fare lo faccio col migliore’.

Oggi il fare cam è diventata un’attività parallela ‘fissa’ per molte sexy e pornostar. Tu ne hai fatte o ne fai?
In passato mi è capitato di fare qualcosina, ma proprio poco poco, su cam4, un periodo brevissimo, ma no, non è una cosa che fa per me. Il sito privato invece l’ho avuto per qualche anno ma è stato gestito male e ho deciso di chiuderlo.

Di soddisfazioni ed esperienze positive ne hai vissute tante, ma qual’è ad oggi il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno è quello di trasferirmi a New York, dove tornerò tra l’altro il 24 Giugno. Devi sapere che è da qualche anno che sto andando a lavorare, sempre come strip, tra New York e Miami, e lì ho riscontrato molto successo, anche più che in Italia. Questi locali lì vanno ancora forte e sono frequentati da ragazzi e ragazze che non vanno nei locali di lap dance perché sono arrapati e cose del genere, ma perché vedono il locale come una valvola di divertimento, quindi ci sono anche coppie. Tu guadagni anche in base alle mance di queste persone, e ti dico, tante di queste mance te le danno proprio le donne: non perché sono lesbiche, ma perché per loro è festa, è un modo di fare, tu ti diverti davvero.
Il mio personaggio è nato ed è famoso qui in Italia, tuttavia prendere in considerazione l’idea di andare lì a periodi mi piace.

Ecco, riguardo al pubblico, quali differenze hai notato tra il ‘nostro’ quello d’oltreoceano?
A mio avviso il pubblico migliore è quello americano, anche lì però dipende da quale parte dell’America: mentre a New York sono molto molto caldi, un po’ come gli italiani del Sud, a Miami sono molto più freddi, più sulle loro, distaccati. Ad ogni modo la gente qua in Italia partecipa molto alle manifestazioni, tipo BergamoSex ad esempio.

Si va avanti dunque con gli show, com’è giusto che sia. Ma poi?
Fin quando il fisico regge e i locali mi chiameranno ok, poi arrivata ad un certo punto mi fermerò per fare altro. Sono veramente tanti anni che faccio questo lavoro, ad un certo punto bisogna voltare pagina, fare nuove esperienze, cambiare aria.

…nuove esperienze da realizzare in altre vesti all’interno del settore?
Non rimarrei assolutamente dentro questo settore, farei tutt’altro…non ti so dire cosa, ma tutt’altro. Questo settore in Italia è impossibile.

Per finire, un pensiero su quelli che sono stati ‘docenti’ per la tua carriera, partendo da Riccardo Schicchi. Che ricordo conservi di lui?
Schicchi è sempre stato un grande mago, un maestro, anche un grande paraculo (ride) nel senso che sapeva bene come attirare l’attenzione del pubblico, da questo punto di vista era molto furbo e attento. Sapeva riconoscere l’arte e la trasgressione: se lui vedeva una persona, una ragazza, capiva immediatamente se quella persona poteva lavorare con lui e poteva regalargli qualcosa di positivo. Altrimenti no: lui o ti amava o ti odiava, non c’erano vie di mezzo.

E l’altro è…
Assolutamente Corrado Fumagalli, un amico e una bella persona, che è diventato il mio punto di riferimento per quanto riguarda gli spettacoli.

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