Intervista a Sofia Siena

Sofia, come sempre la prima domanda è d’obbligo: come hai cominciato l’avventure nell’erotismo?
Per gioco, direi…incominci con le sfilate, con i concorsi di bellezza, discoteche e via dicendo…poi, sempre ‘per gioco’, son finita a fare le cose ‘seriamente’.
Il mio inizialmente era puro divertimento. Vedendomi ballare, una persona di mia conoscenza mi disse: ’sai muoverti, hai la giusta presenza’ e mi diede il numero dell’agenzia di spettacoli Diva Futura. Lì ho avuto la possibilità di imparare bene e di potermi esibire poi nei vari locali. E’ così che è giusto iniziare: si comincia dalla parte più bassa, necessaria per fare gavetta. Io che sono di ‘vecchio stampo’ ho fatto così, in un secondo tempo hai poi modo di crescere, migliorare e ambire a mete più alte.
Oggi come oggi monti su un palco, usi un vibratore e già sei considerata una pornostar: ai miei tempi non era certo così…prima facevi i film, solo dopo eri una pornostar effettiva. Alle fiere di una volta, per esempio, tu potevi mostrarti come ‘pornostar’ solo se avevi fatto film. In quel caso e solo in quel caso potevi fare anche spettacolo sul palco.

Quali sono i tuoi ricordi legati ai primi spettacoli?
Io cominciai come ‘Lady Sofy’, sexystar. I miei primi spettacoli erano improntati all’erotismo, con crema, ghiaccio, stile ‘9 settimane e mezzo’ per capirsi.
Piano piano cominciarono a chiamarmi varie case di produzione per farmi fare i film. La cosa importante in quel frangente fu che l’agenzia incominciò a farmi abituare, mandandomi nei locali dove potevo iniziare a fare spettacoli porno, non più solo erotici. Successivamente mi preparai ad entrare nel ‘mondo del porno’ vero e proprio, inteso come film, ma ti ripeto, questo avvenne un passo alla volta.
Fu Gino Pugliese dell’American Show di Montecatini che mi lanciò, prima come sexystar poi come pornostar, facendomi fare anche due mesi di percorso di apprendimento di base per imparare bene il mestiere. Le parole che mi vennero dette furono: ‘Sofia, questo lavoro devi prenderlo come un gioco, non fare l’errore di considerarlo una cosa impegnativa e starci sopra a pensare troppo.’ Da lì ho imparato ad affrontare il tutto con la giusta leggerezza, rimanendo sempre elegante e soprattutto muovendomi in questo settore col cervello, con intelligenza: se non fai così, questo ambiente può diventare una lama a doppio taglio anche a livello personale perché poi il marchio della pornostar ti rimane addosso anche ‘dopo’.

Sul piano dei film dunque, ai tuoi esordi soft è seguita la produzione amatoriale per etichette quali CentoxCento e registi come Roby Bianchi…
Si, io incominciai con i film lesbo per Riccardo Schicchi, sempre qualcosa improntato all’erotismo dunque. Con la CentoxCento passai al porno vero e proprio: Alex Magni è stato molto bravo nel mettermi a mio agio, si tratta di una persona molto professionale con cui mi sono trovata benissimo. Come posso parlare bene di lui posso parlar bene anche di altri, perché in effetti non ho mai incontrato problemi. Forse sono anch’io che mi pongo nel modo giusto, cerco di creare armonia sul set e non me ne esco con pretese assurde…insomma, sono una ragazza semplice. Quindi passando dalla CentoxCento a Roby Bianchi, anche lui simpaticissimo – ricordo con piacere le mie prime scene con Pierre DJ. Anche lui un regista serio, poi chiaramente sta anche agli attori a gestire la situazione nel modo giusto.

All’estero hai lavorato?
Si, per la mature.nl nel 2016, che poi tutti dicevano: ma ‘mature’…Sofia sei sicura? Questo perché mi hanno truccato in un modo da sembrare più grande dell’età che avevo, dovevo sembrare una nonna! Di ‘mature’ c’era solo il nome, insomma (ride)

Dunque hai frequentato sia set di produzione amatoriale che set con attori professionisti. In quale ambiente ti sei trovata meglio?
Nel caso dei film amatoriali tu andavi, facevi le tue scene ed avevi finito. La differenza è che a Budapest dovevo staccare, perché c’era la truccatrice che doveva truccarmi di nuovo, poi ripartire con la scena. L’ultima scena la girai con Bruno SX, attore come sai molto esperto. Problemi non ne ho trovati da nessuna parte, l’unica cosa è che io l’anno corso dovevo andare a girare in America ma al momento ho dovuto fermarmi, tra le altre cose perché ho un cagnolino!
Nel frattempo ho girato altri due film con Max Biondi – l’ultimo l’ho finito due settimane fa, è improntato al fumetto ‘Spider Man XXX’. Il prossimo anno, invece, sarò la principessa Leila di ‘Guerre Stellari’.

Qual’è il ‘tocco magico’ di Sofia Siena, o, se vuoi, il tuo punto di forza?
Il mio punto di forza è che ho ancora il pelo: a Roby Bianchi quando mi vide si illuminarono gli occhi! Disse ‘Oh…finalmente un’attrice con ancora il pelo, come una volta!’ Figurati che una volta volle che, per una scena, me lo facessi crescere un po’ sotto le ascelle e, abbondante, fino alle cosce. Nei locali mi toccava presentarmi in pantaloni, altrimenti poteva sembrare che mi fossi dimenticata di depilarmi!

Torniamo a parlare di spettacoli, Come prepari il tuo show?
Io gli spettacoli li preparo sempre con una scenografia, di solito anche nelle fiere io sono o la prima o l’ultima in scaletta, a chiudere la serata in bellezza. Propongo uno spettacolo simile, per qualità, a quello che si faceva negli anni 80: uno show di lunga durata e coinvolgente. Oggi gli spettacoli li vedo più freddini, più brevi. Schicchi una volta mi disse ‘lo spettacolo sei tu che ti trovi sul palco, non è come lo fai o quello che metti. Sei TU lo spettacolo, la gente vede TE col tuo modo di fare’.
Quindi so io il modo giusto di muovermi, di interagire con le persone, con musiche e costumi adatti, perché ogni musica ha il suo costume e i suoi movimenti. E’ accaduto che, durante il mio spettacolo, non c’è stato bisogno di invitare la gente ad applaudire: l’applauso è arrivato da solo, spontaneo. Oggi c’è molta più improvvisazione.

…e per quanto riguarda il discorso locali, un tuo giudizio sul rapporto quantità di pubblico/qualità degli spettacoli?
Nei locali è calato molto il pubblico. Riguardo alle ragazze, oggi non c’è più la professionalità di una volta, il rapportarsi con i clienti, l’ambiente lavorativo nei locali è cambiato moltissimo. Pare sia finito l’entusiasmo che la gente provava una volta. Tra l’altro c’è molta confusione tra chi si definisce ‘sexystar’ e ‘pornostar’ solo perché usa un vibratore dal vivo…se le cose stanno così tu non puoi promuovere una sexystar come pornostar, capito poi perché l’entusiasmo non c’è?
Io ad esempio mi sono ritrovata in un locale ed ho dovuto far vedere al proprietario l’elenco dei miei film, altrimenti non mi voleva! Questo a garanzia del fatto che io ero una pornostar…quello che manca oggi è proprio un ‘curriculum’ che è ciò che porta poi alla mancanza di qualità di uno spettacolo.
Un tempo la trafila era la stessa per tutte: chi è che non ha incominciato con i calendari sexy, chi è che non ha incominciato a far televisione lavorando con Tinto Brass o in ‘Colpo grosso’ che era il mio programma preferito, chi è che non ha incominciato a spogliarsi per far carriera in tv? Tutte, tutte. Se sei ‘figlia d’arte’ è un conto, altrimenti dovevi cominciare a spogliarti, a fare i calendari – e ti pagavano bene, per fare un calendario! Ora molte rinnegano ma…nella copertina di Playboy ci sono andate tutte eh! E non c’è niente di male, mica sei andata a rubare. Ancora, pensa a ‘Drive In’, anche lì si trattava di nudi praticamente. Poi chi aveva anche delle capacità ha fatto carriera…

Anche la retribuzione, come la qualità dei film (o per meglio dire, delle attuali scene) era diversa…
Una volta ti pagavano ogni scena…oggi con Internet giri una scena, te la ritrovi pubblicata il giorno dopo in un sito gratis: per le case di produzione che hanno investito soldi questo ovviamente non va bene. Anche un ragazzo che si affaccia al mondo del porno oggi, non è che viene pagato come succedeva tanti anni fa…a questo proposito io ho fatto diversi casting a ragazzi che vorrebbero intraprendere la carriera del porno. E’ chiaro che lo si debba fare partendo dall’idea di gioco, di divertimento, ma va tenuto conto del fatto che è impegnativo stare lì ore e ore tenendo la pornostar, avere i fisici giusti, le posizioni corrette…io ho dovuto spiegare a questi ragazzi che è un gioco, ok, ma ‘un gioco serio’: voi avete tutta la responsabilità su come tenete la ragazza.
Tra poco dovrò fare i casting a Milano con Jack23 che è uscito dall’Academy di Rocco…al BergamoSex girava con la telecamera invitando i ragazzi che volevano a fare i casting. Io mi son così divertita, ma divertita…ci son certi elementi! Perché a parole son tutti bravi, tutti vogliono fare i pornoattori! Poi chiaro…devi metterli a loro agio. Ci sono quelli timidi, a cui la telecamera può creare imbarazzo, e quelli già esuberanti. Ad alcuni dicevo: ‘Non pensare che sei davanti ad una telecamera…fai conto di essere con la tua fidanzata che stai provando delle posizioni in camera da letto. Fai finta che queste telecamere siano delle lampade d casa tua che hai voluto provare per una notte speciale…’ e lui ‘Eh, ti pare facile!’
E’ una questione di tempi e reazione…quando le cose non sono andate, alcuni li abbiamo dovuti mandare via…

Epoche diverse, mondi diversi dunque. Anche per la fruizione di un film: un tempo attendevi i tempi della distribuzione di VHS o DVD nei vari noleggi, oggi l’immediatezza di Internet elimina ogni ‘desiderio’ per molti versi…
Prima se volevi vedere un film dovevi aspettare l’uscita…se volevi vedere una star l’andavi a cercare nelle fiere di settore…ora è tutto più comodo, più facile, fin troppo. Se tu vuoi fare carriera in un qualsiasi ambito devi fare dei sacrifici: io son quasi 20 anni che sono in questo ambiente, ho fatto le cose coi tempi giusti. Mi è capitato di vedere anche ragazze alle prime esperienze, impreparate per stare su un palco, che restavano immobili: a quel punto al proprietario non rimaneva che chiudere il palco…per questo dico che non è da tutte: o lo fai perché c’è una passione, magari sei esibizionista e ti piace farti vedere…su questo fatto noi donne siamo un po’ birichine, perché sappiamo come sono fatti gli uomini – cosa vogliono, cosa non vogliono – per cui spesso si finisce magari per dare dei consigli, per fare un po’ la ‘dottoressa’.

Invece in certi casi le ragazze oggi preferiscono scegliere la ‘comodità’ delle webcam fatte da casa all’approccio più ‘avventuroso’ dei live show…tu ne hai fatte di cam?
Nessuna esperienza di cam: so’ pigra! Ho avuto la possibilità, ma ho detto di no. Preferisco avere l’approccio fisico alle persone piuttosto che fare webcam. Poi nel fare queste cose credo si debba stare attenti, perché con tutte le ‘strane’ persone che si trovano in giro…sai, gli stalker…io preferisco mostrarmi, esibirmi, fare il mio spettacolo e basta. Metti anche che una ha smesso di fare gli spettacoli e fa due ore di cam, guadagna qualche soldino…sei lì a dover sentire questo e quello, puoi trovare il maleducato…è una cosa completamente diversa. Eppure ‘dicono’ che il futuro sia questo…ma ti ripeto, io sono ‘vecchio stampo’…non mi metto a star lì ore e ore. Gli spettacoli e le webcam sono due cose distinte e separate: negli spettacoli sei una professionista del palco, di là diciamo che sei…una ‘professionista del web’ ma…no, non fa per me.

In definitiva, un ambiente, quello dell’erotismo e dell’hard, in cui ti sei trovata bene e che ha saputo darti tanto…
Per me è stata una bellissima esperienza. In tutti gli ambienti del resto trovi la brava persona e lo stronzo…però nella vita basta porsi con la giusta umiltà. Spesso l’essere umili ti apre molte porte. Io trovo che, in parte, internet abbia rovinato la vita di certe persone…oggi i giovani non sanno più divertirsi. Ma fate sesso, invece di buttarvi giù dai balconi…amatevi!

Ecco il Twitter di Sofia Siena, qui invece la pagina Facebook con gli aggiornamenti degli spettacoli

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