Intervista ad Alexander TDA

Alexander, introducimi al tuo percorso nel mondo del porno…
Quello che penso io è che con questa indole ci si nasce, non la si trova in giro. Fin da giovanissimo mi sono interessato a questa mia ‘dote’ per capire bene di cosa si trattava, cos’era. Quando ho avuto il mio primo computer ho cominciato a fare delle ricerche, poi ‘American pie’ è stato un punto di riferimento importante per approcciarsi all’argomento in modo scherzoso…io vedevo tutte queste americanate e mi piaceva…poi non per vantarmi, ma con le ragazze c’ho sempre saputo fare, sessualmente parlando. Per cui mi chiedevo: chissà com’è la professione dell’attore porno?
Il primo problema era come iniziare. Ok, c’erano dei casting, ma il primo fu una fregatura anche perché, come spesso accade, queste iniziative le fanno più per i soldi che non per scoprire nuovi talenti. Ad ogni modo poi mi son fidanzato…la mattina lavoravo nel settore dell’abbigliamento ai mercati ed ero spesso a Ortona, luogo da cui, come si sa, proviene Rocco Siffredi e in cui abita anche suo cugino Gabriele…un giorno in cui mi trovavo lì Gabriele si avvicinò chiedendomi dei pareri su alcuni capi di vestiario. Evidentemente rimase in qualche modo interessato dalla mia figura…io non sapevo chi fosse: me lo disse lui, avanzandomi la proposta di andare in Germania dove appunto doveva essere girato un film…io ero giovane, avevo la ragazza e sul momento dissi di no. Anche perché non sapevo come la potevano prendere i miei, o appunto la mia fidanzata…insomma, invece di farmi prendere dalla passione ho ragionato.

Ma quale fu il tuo primo pensiero?
Il primo pensiero fu: ‘E’ quello che ho sempre voluto fare!’ se è vero che le cose capitano per un motivo, a me che volevo fare porno mi capita davanti il cugino di Rocco Siffredi: così, per caso…

Di quanto tempo fa parliamo?
Parliamo di 6-7 anni fa, io ne avevo 20…

Dunque nulla di fatto. Poi che succede?
Io poi quest’idea l’avevo abbandonata anche perché, pur volendo, non sapevo dove sbattere la testa. Poi mi capitò di incontrare nuovamente Gabriele, nel frattempo c’erano state le varie Hard Academy…mi viene presentata nuovamente l’opportunità di girare. Io tra l’altro avevo frequentato un club per scambisti per mettermi un po’ alla prova, per vedere se ci sapevo fare davanti alla gente, senza vergogna, per cui diverse persone mi vedevano già come un pornoattore. E me lo dicevano: ‘ma come mai non provi, magari diventi il nuovo Rocco!’ Poi sai, essendo lui di Ortona…stessa zona mia…insomma ho avuto la fortuna che una persona ha puntato un sacco su di me, provvedendo a finanziarmi in questa partecipazione all’Academy.

Alexander con Tina

Ti ritrovi quindi a Budapest per partecipare all’Accademia di Rocco. Che esperienza è stata?
E’ stata un’esperienza importante, si…ma mi aspettavo qualcosa di diverso. Ho avvertito molta tensione: tutti puntavano a diventare ‘il’ nuovo pornoattore, per cui c’era un’aria molto pesante, ‘cattiva’. Per quanto io pensavo di essere abituato lì mi sono trovato in difficoltà, tant’è vero che quando girammo la prima scena – per via dell’accanimento che vedevo intorno, con gli altri attori che non ti davano spazio e sgomitavano – io ad un certo punto mi sono innervosito andandomene dal set. Gabriele, che come già detto aveva creduto in me, mi calma invitandomi a tornare suoi miei passi…riesco a fare la sborrata finale. Anche Nacho Vidal mi incoraggiò, tra l’altro…

Una mezza delusione. insomma?
Io ero andato lì per passione. Ok se c’è da guadagnare ben venga, ovvio, ma per me per prima cosa è una passione…diversa gente che era andata lì invece si voleva fare qualche trombata e basta.

Cosa accade una volta tornato in Italia?
Ero tornato a casa un po’ scoraggiato…i miei non erano molto contenti di quest’esperienza. All’Accademia avevo conosciuto però Jack (Jack23): lui ha la sua produzione, con la quale ho girato alcune scene a Pescara e a Milano. Altra mia esperienza è quella per la Hard Pagnox Production, si tratta della produzione di un altro ragazzo che ha partecipato all’Accademia, che però voleva fare soprattutto il regista. Per Hard Pagnox ho fatto una scena con Giorgia Roma, piano piano stiamo pensando ad altri progetti…infine sono stato chiamato anche da Spicylab, ho fatto una scena con Mary Rider che deve ancora uscire.

Tutte esperienze positive, dunque, con produzioni italiane emergenti?
Esperienze che sono andate bene, si, Ho avuto anche i complimenti del cugino di Rocco che segue i miei lavori.

Tra le attrici con cui hai girato, quali ricordi con maggior piacere?
Mi son trovato benissimo con Giorgia Roma, siamo molto amici e son molto contento del rapporto che si è creato. La scena che ho fatto con lei è nata da una mia idea, ho proposto ad Hard Pagnox sia il tipo di scena che l’attrice. C’è stata anche Valentina ‘Tina’, una delle sorelle vicentine conosciuta sul set dell’Academy. Spero poi un giorno di girare con Sara Bell, che è un’altra mia amica. Ottima esperienza anche quella con Mary Rider e la sua produzione in generale, assolutamente.

Alexander e Giorgia Roma

Nel tuo privato qual’è il genere di hard che ti piace guardare? Hai tratto ispirazione da qualche attore per il tuo modo di performare?
Mi piacciono i lesbo (ride) Per quanto riguarda il modo in cui sto sul set, cerco di essere al massimo me stesso, di essere ‘naturale’. Questo è un aspetto che credo piaccia, non imito nessuno. Non sono violento – se mi viene richiesto posso farlo, ma non è la cosa che preferisco – non ho avuto influenze di alcun tipo, anche perché altrimenti finirei per essere uguale a tutti gli altri…

Mai pensato di fare il regista, oltre che il pornoattore?
Assolutamente no, io nasco attore porno: di donne non me ne sono mai fatta scappare una! Come ti dicevo, per me ci si nasce, non è che un giorno ti svegli e puoi andare a fare questo mestiere…ognuno ha il suo: per quanto riguarda me, questa è una cosa che ho dentro, non ho deciso da un giorno all’altro come molti. La gente dovrebbe iniziare a capire che questo mestiere non è ’andare a scopare’, perché la donna non è un oggetto: anzi, io la venero, per me la donna è tutto. Semmai in scena gli ‘oggetti’ siamo noi, non le attrici.

Quali differenze ci sono tra il modo in cui fai sesso sul set, per girare, e la tua sessualità in un contesto ‘normale’?
Al di là del fatto di ‘dover tenere delle posizioni’ sul set, il mio approccio sessuale è lo stesso anche nel privato: io sono passionale. L’hardcore sinceramente mi fa innervosire, ho paura di far male ad un’attrice ponendomi in modo ‘eccessivo’, per cui un tipo di hard violento lo concepisco fino ad un certo punto. Per mia natura sono molto molto soft. Mi piace girare scene con delle trame, con un minimo di recitazione, non amo threesome o gang bang…altrimenti il tutto diventa davvero noioso. Anche quando mi cerco una scena lesbo da vedere, per esempio, la trama ci deve essere, sennò non avrebbe un senso e non mi dà nessuno stimolo. In un all sex tu non riesci a trovare contatto visivo o mentale con l’altra persona: vai lì, fai quello che devi fare e via…è una cosa che, se ci pensi, fa anche ridere. Ti dico la verità, un porno senza una trama per me è come un video amatoriale pro, secondo me ha più senso che ci sia una storia dietro, altrimenti una trombata me la posso fare anche a casa mia e molto meglio che su un set dove non è tutto ‘natural’…la gente insomma fa di tutto per farselo alzare. E’ difficile riuscire a creare e provare eccitazione: se l’attrice e il regista sono bravi ok, altrimenti per l’attore possono nascere dei problemi.

Alexander e Mary Rider

La figura del pornoattore vede privilegiare la scelta di un modello di uomo spesso ‘ideale’, fin troppo lontano dalla realtà. Come giudichi questo ‘standard’ delle varie produzioni?
Chi va a guardare il porno lo fa per immedesimarsi, però vengono presi sempre i palestrati, superdotati eccetera. Se una persona ‘normale’ lo va a guardare alla fine lascia perdere, perché non riesce a riconoscersi negli attori che ha davanti. Anzi prova invidia e dice: ‘e beato lui!’ Guarda me: io sono una persona fisicamente normale, ‘sto messo bene’ però non c’ho quel gran fisico…in tanti mi dicono ‘Però per ‘sto lavoro un po’ di palestra potresti anche farla…’ io rispondo ‘La mia palestra è il McDonald!’ A me va bene così, non ho bisogno della palestra perchè non voglio diventare come gli altri pornoattori, io voglio essere me stesso e differenziarmi dagli altri per la mia naturalezza e per come sono fatto fisicamente. Stesso discorso per l’attrice: deve essere fatta ‘come si deve’ ma naturale, altrimenti cambia solo la faccia e il modo di fare, poi sono tutte uguali…se mi metti davanti una donna rifatta io non provo eccitazione, al contrario della donna naturale appunto…

Difficoltà per un maschio che vuole fare porno, dunque?
Partiamo dal discorso che quella che viene pagata di più è la donna, non l’uomo. Se tu però ci vai a pensare l’uomo fa molta fatica e deve lavorare parecchio sul set per procurarsi e mantenere l’erezione a comando, talvolta senza ricevere il benché minimo aiuto e collaborazione dall’attrice…spesso e volentieri questa ‘collaborazione’ non è ricambiata, perché alla fine lo fanno tutti per soldi. Non c’è la giusta passione e umiltà, il tutto è molto freddo…tante volte io stesso penso ‘ma che lo sto facendo a fare?’

Dalle tue parole mi pare emergere un po’ di disillusione…
Diciamo che un po’ non è come me lo aspettavo, qualche ripensamento c’è. Per quanto riguarda i guadagni, per dire, non era la mia priorità: però almeno il rimborso del viaggi e le spese delle analisi…io lo dico sempre: non chiedo soldi, ma non perché faccio schifo: è che non me lo posso permettere, non sono conosciutissimo. Però almeno quelle!
Purtroppo il maschio non viene valorizzato, a differenza della Spagna a quello che mi hanno detto. Resta il fatto che, se l’attore non funziona, tu la scena non la fai: dunque alla figura del pornoattore dovrebbe essere dato più rilievo. Stando così le cose, il porno non può essere considerato un lavoro: i lavori sono quelli che facciamo noi nel privato, l’hard può essere un hobby, una passione, quello che ti pare…è normale che, se per una scena l’attrice chiede una cifra alta ad una produzione, a rimetterci poi è l’attore visto che mancheranno i soldi per pagarlo…
Ci sono le dovute eccezioni: Spicylab in questo è una produzione seria e mi ha pagato tutto, stessa cosa Hard Pagnox…fino ad ora ho conosciuto tante persone fantastiche ed altre invece con cui non mi son trovato bene, come nella vita privata del resto: c’è chi mi ha abbandonato quando ho cominciato a fare questo lavoro…le persone fantastiche sono invece quelle che mi vedono come ’Salvatore’ – così mi chiamo – non come ‘Alexander TDA’. Per carità, sono due personalità che a modo loro si incrociano, ma io faccio anche altre cose: vari altri lavori, per cui non mi serve il porno per campare. Ti ripeto, lo faccio per passione, quando però una passione ti viene smontata cominci a fare delle riflessioni…

Ed è stata la passione, infatti, a condurti all’Hard Academy…
Ti dico questo…quando sono stato da Rocco Siffredi c’era una troupe francese che stava facendo delle riprese per un documentario, non so poi quando uscirà…la troupe chiese a ogni singola persona ‘perché sei qui, perché lo fai?’ Io risposi ‘Questa è una mia passione, ci sono nato’ e loro, ti garantisco, mi riprendevano spesso durante la mia ‘giornata tipo’, perché, a quanto pare, avevo dato la risposta più spontanea, più ‘vera’, ed avevo attirato la loro attenzione. Altri non so cosa gli hanno risposto…oppure gli hanno detto cose tipo ‘sono qua per trombare’…
Oltre a tutte queste cose mi sono accorto che le produzioni preferiscono prendere persone ‘meccaniche’ rispetto ad altre, più naturali. Del resto io pur amando fare porno non mi sento ‘una macchina’, rivendico il mio essere una persona. Col passare del tempo sto vedendo sempre di più che la gente fa di tutto per raggiungere i propri obbiettivi mettendo in qualsiasi maniera i piedi in testa agli altri.

Hai evidenziato aspetti positivi ed altri negativi. Cosa ti proponi di fare per il futuro, in questo settore?
Di idee ne ho tantissime…credo che avrei da dare tanto in questo senso. Ho dei miei progetti in proposito, a cui ho intenzione di dedicarmi seriamente…

Alexander TDA su Twitter

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