Intervista a Christie Dom

Christie, raccontami ‘tutto’ dall’inizio…come avviene il tuo contatto col mondo dell’hard?
A me il mondo dell’eros in generale è sempre piaciuto…ho sempre avuto una forte passione per l’erotismo, una vita ‘godereccia’ e gratificante. Poi ho conosciuto un uomo, diventato mio compagno, che tra le varie cose è un regista pro amatoriale, e sai…avendo conosciuto lui, avendo a che fare con i vari set ai quali potevo partecipare, m’è venuta voglia! Ho cominciato perché…perché mi piaceva troppo: mi ci sono ritrovata e mi ci son buttata (ride)

E’ stata la cosa migliore agire d’istinto dunque…
Si, mi si è aperto un mondo perché a me piace stare sia davanti alla telecamera sia dietro, quindi anche tutto quello che riguarda backstage eccetera mi affascina.

Ti sei trovata subito su un set di produzioni amatoriali o sei andata direttamente in produzioni con attori professionisti?
Ho cominciato con il pro am che è un po’ la via di mezzo tra amatoriale e professionale girando agli esordi per MattHardCore, dopo il primo video la Pinko che mi ha notata mi ha fatto fare subito un film: da lì, tra film, video eccetera sono rimasta sotto contratto in esclusiva con loro per un paio di anni, quasi tre…sono stata ‘milf’ per la Pinko ed ho avuto modo di girare con attori professionisti con mia grandissima soddisfazione, perché sono approdata a quelli che sono i set professionali con registi professionisti, aiuto luci…tutto l’apparato che ci può essere in un ambiente di questo tipo, comprendendo ovviamente attori di calibro superiore.

A livello di approccio, in quale tipologia di set ti sei trovata meglio?
Avendo praticamente cominciato in ambiente professionale devo dire di preferire questi ultimi, con tutte le difficoltà del caso: c’è più elaborazione, sono più complessi, però devo dire che per la cura dei particolari li apprezzo molto di più.

I tempi di ripresa eventualmente lunghi non ti spaventano dunque?
Assolutamente no, anche perché come ti dicevo ho una certa passione per la telecamera, quindi capisco benissimo quelli che possono essere i tempi di un set professionale e le relative difficoltà, ad esempio i tempi degli attori…è tutto un insieme più gratificante, comunque, perché sei ad un livello superiore e sei quindi incentivata a dare del tuo meglio.

Parlando di nomi, quali possiamo ricordare come le esperienze migliori?
Tra gli attori direi Mike Angelo, da sempre a fianco di Rocco, poi Yves Morgan, Luca Ferrero…nomi importanti, insomma.

…invece spostando l’attenzione sulle attrici, cosa mi dici riguardo alle scene lesbo?
Io sono molto etero e mi piace il sesso forte, quindi anche scene ‘strong’ con 2 o 3 uomini non mi spaventano, anzi le preferisco…più la scena è ‘molle’ più mi ci perdo, perchè non ho la spinta che mi può dare l’azione. Lesbo l’ho fatto ultimamente per una produzione a Budapest, però non essendo io bisex nella vita per me è proprio un ‘ruolo’. In realtà credo d’esser stata brava perché non se n’è accorto nessuno (ride) Però non ho dato del mio meglio come in altre situazioni…

Il ruolo di mistress come nasce?
Anche lì frequentando eventi ‘trasversali’ – porno, feste, eventi fetish – è un mondo che mi ha affascinato. Come dicevo, a me non risultava arduo sottomettere gli uomini: lo facevo con naturalezza, per cui questa dinamica risulta naturale anche nelle piccole cose, nella vita quotidiana, dove vieni percepita come ‘inarrivabile’ e gli uomini ti manifestano questa natura di sottomissione. Con maschi più ‘veraci’ invece riesco ad averla vinta utilizzando la mia carica erotica. In uno di questi eventi mi è capitato di conoscere una mistress che mi ha fatto notare dei particolari – lo sguardo degli uomini nei miei riguardi, ad esempio – facendomi capire che io avevo tutte le caratteristiche di una mistress fatta e finita.

Quindi intraprendendo questo ambito ti sei ritagliata un settore di pratiche ben specifico, diciamo…
A me non piacciono tutte le attività legate al ruolo di mistress, perché siamo diverse l’una dall’altra. Oggi guardando gli annunci che ci sono in giro noti che tutte ‘si buttano’ a fare le mistress per guadagnarci sopra, io invece faccio solo le cose che mi piacciono: ho e accetto moneyslave, quindi pratico findom, fustigazione, femminilizzazione e altre ancora. Al contrario le attività più cruente – clinical, frusta lunga, sadismo estremo – non le faccio. A me piace più il BDSM soft: feticismo dei piedi, nylon, frustino, guinzaglio, attività più ‘mentali’. Di fisico invece mi piace molto lo strap-on, quasi un atto sessuale vero e proprio. Molto spesso mi viene richiesta poi la biancheria che utilizzo sui set…devo dire che, proprio perché io con questa attività non ci devo vivere come invece quelle degli annunci a cui facevo riferimento prima, ho modo di selezionare e di affrontare la cosa in maniera più gratificante e più dedicata per chi si rivolge a me.

Sei selettiva, dunque…
Sono molto selettiva, proprio per questo mi si avvicinano anche persone di un certo tipo: manager, artisti e personaggi sportivi ad esempio. Sono molto discreta, non potrei mai andare sopra le righe.

Passando invece al discorso ‘live’, cosa possiamo dire riguardo agli spettacoli?
Io non ho mai cominciato a fare i live. Non avendo fatto il percorso modella-spettacoli-porno, sono passata direttamente al porno professionale per cui, non avendo mai iniziato gli spettacoli, non ho approfondito la cosa. Essendo tra l’altro con un contratto in esclusiva avevo dei veti, dei limiti sulla mia immagine e sulle mie partecipazioni. Io ho sposato la politica della mia produzione per cui un grosso giro di spettacoli non l’ho mai avuto in quanto dovevo rimanere ‘inarrivabile’ come personaggio…

…per cui si può affermare che la tua principale attività fosse votata alla realizzazione dei video…
…oltre alla partecipazione a fiere come presenza, ma non come esibizione fisica, intima e personale. Avevo appunto dei grossi limiti per quanto riguarda i video, essendo in esclusiva, e potevo fare apparizioni solo come immagine e partecipazioni.

Un discorso contrattuale, insomma. Stessa faccenda per ciò che riguarda la possibile attività di camgirl?
Sempre per la stessa questione prima non lo facevo, in quanto le mie immagini intime dovevano essere riservate alla produzione. Mi incuriosisce, non è detto che non potrei farlo anche per le sessioni da mistress poiché mi viene richiesto un contatto più ‘particolare’. Devo dire che quello che mi piace di più in assoluto – per fortuna l’ho fatto e lo sto facendo – è fare i video. Le cam potrei definirle come dei piccoli ‘cameo’, un approccio diretto con i fan, ma sul piano della passione e della professione non le prenderei in considerazione…

La tua ‘zona di comfort’ diciamo dunque che è ‘il girare’: lì ti sei trovata subito te stessa…
Si, assolutamente. Poi importante è per me la connessione con l’ambiente del fetish, che però alla mia produzione non interessava, per cui non c’è stato grosso materiale in questo senso. Però sto cercando di realizzare video di questo tipo in altri ambiti, presso produzioni estere. in Italia il discorso BDSM non è molto ‘ferrato’, c’è molta confusione. Chi è avvezzo a queste pratiche ha magari modo di viaggiare e presenziare ad eventi all’estero, la maggior parte delle persone invece è ancora lì a pensare alla mistress ‘che mena’, senza scendere nel merito delle dinamiche che si sviluppano in questo ambito tra una persona l’altra. invece ci sono varie sfumature mentali, anzi direi che in prevalenza il BDSM è mentale piuttosto che fisico.

Si compie dunque l’errore di considerare solo la parte fisica della pratica, invece è un percorso che parte dall’entrata in comunicazione di due menti, no?
Si, l’empatia deve essere molto forte: bisogna entrare nell’anima e nel cervello delle persone.

Casi di slave particolari con richieste strane?
Io quando accetto è perché so che stiamo parlando di una cosa che fa parte di me. Del resto non è una cosa che vendi come un commerciante…se una certa attività non ti appartiene non puoi entrare in comunicazione con una persona, quindi non puoi fare una buona sessione. Non mi sono mai trovata in situazioni di difficoltà, essendo dominante non ci si ritrova mai in una posizione scomoda con uno slave…né tantomeno in situazioni di pericolo. La cosa che mi gratifica è che posso interagire con persone di un certo livello, quindi c’è uno scambio culturale interessante.

Ecco, da mistress rimani dunque coinvolta in un’interazione intellettualmente stimolante…
La prima condizione è che uno slave deve essere ‘reale’, perché molti hanno solo la curiosità, la fantasia, mancando però dell’atteggiamento giusto. Ci si affida ad una mistress per fare un ‘percorso’, però quando non si è avvezzi alla sottomissione non si può fingere: questo viene fuori subito, in quel caso lo stimolo va per forza di cose a mancare. Allo stimolo primario – un ruolo ‘reale’, come ripeto – si va poi ad aggiungere il secondo: avere a che fare con una persona che ha una certa cultura coinvolge molto di più, si entra come in competizione con la mente di chi hai davanti.

Accorgimenti ‘scenici’ durante la sessione, ne adoperi qualcuno in particolare?
Molte persone prendono una loro location privata, prendono loro il dungeon proprio perché io non ho bisogno di grosse attrezzature tipo croci, gogna eccetera. Quelle sono attrezzature che necessitano di una connotazione più particolare, mentre io facendo il soft posso avere anche un ambiente neutro. Anche in questo caso tutto è molto soggettivo: mi capitano quelli che vogliono la luce soffusa o quelli che vogliono la luce naturale, quindi va un po’ in base a come si pattuisce. Però ecco, io non ho strettamente necessità di un dungeon: quando me lo forniscono, o quando lo prendo io è per sessioni particolari in cui viene richiesto, altrimenti va bene un luogo neutro per arredamento e luce, che non abbia troppe stravaganze.

Questo succede solo con uomini o ci sono stata anche casi di ancelle o slave donne che ti hanno contattato?
Donne da sole meno…spesso sono più i mariti che vogliono portar le mogli: a livello di coppia l’iniziativa viene dall’uomo. Almeno per la mia esperienza. Ad ogni modo diciamo che prettamente sono maschi, anche perché per le attività che faccio io nelle quali c’è anche dilatazione e strap-on la clientela è per forza di cose maschile, poi c’è sempre quell’incentivo in più della bella donna, del personaggio, per cui entra in gioco anche il feticcio di voler acquistare le mie scarpe usate piuttosto che il mio intimo usato…a proposito, mi viene spesso richiesto l’intimo con i miei umori: oltre a questo vendo abitualmente collant e autoreggenti di nylon usati.

Qual’è l’intimo più prezioso?
Quello usato nei set, sicuramente.

Credo sia un fattore generale, per lo meno qua in Italia. All’estero l’atteggiamento delle donne anche in questo specifico ambito è molto più intraprendente…
Sai cosa, in quest’ambito ‘ci si riconosce’. Come ti dicevo prima, se io ho maggior predisposizione per la dominazione degli uomini è normale che ciò venga percepito dalle donne. Io la dominazione sulle donne la faccio, non ho problemi, però sicuramente chi cerca una mistress donna ha bisogno di un certo tipo di feeling che è quello di una connessione femminile molto forte, morbosa. Chi viene da me sa già cosa aspettarsi, rispetto a quanto può essere fornito da un altro tipo di mistress.

Come avviene la sequenza dei contatti prima dell’eventuale sessione, onde evitare che ci sia una perdita di tempo da entrambe le parti?
C’è tutta una serie di passaggi, si. Io ricevo molte email ogni giorno, se dovessi dar retta a tutte sarei una donna finita (ride) anche solo per dar retta alle varie conversazioni di persone curiose che ci provano e basta…la prima selezione è proprio quella della mail, infatti io non ho un numero pubblico, poi faccio passare attraverso Telegram, dopo ovviamente c’è il dialogo perché devo capire se questa persona è un vero sottomesso o un curioso ‘in cattiva fede’…perché ci può essere anche il curioso in buona fede che poi comincia a fare un percorso…che, proprio perché si è curiosi, può essere anche solo virtuale: quindi telefonate, videochiamate eccetera. Ci sono quelli che dopo desiderano proseguire perché si riconoscono, altri invece, una volta che hanno approfondito le loro curiosità, si fermano perché non si sentono pronti o ‘portati’.

Tutto questo ti condiziona a livello mentale quando non lo fai – chessò, magari in un periodo in cui ti trovi a dover sospendere l’attività?
Se io decido di allontanarmi è una cosa volontaria, quindi non mi pesa. Con le persone con le quali ho già un rapporto e possono arrivare a me tramite un contatto diretto mi basta semplicemente avvisare. Le sessioni non sono urgenze, possono essere anche programmate, quindi non c’è problema con chi già frequento nello spostare una data.

Nel complesso tutto questo è un discorso terapeutico e se vogliamo catartico. Ti senti un po’ medico?
Direi di si, assorbo tanto sul piano mentale, per cui alle volte bisogna un po’ liberarsi, sia dopo le sessioni che a seguito di tutti i tipi di contatti, virtuali e non. Io infatti non concentro mai molte sessioni nello stesso giorno, o comunque non tutti i giorni, sia per me stessa che per i clienti: se io mi spendo molto per una-due ore in altrettante sessioni, la persona che c’è dopo magari potrebbe non avere le dovute attenzioni…per cui questa è una pratica che va fatta veramente con cura, questa è la differenza tra chi lo fa in modo professionale e chi si pone in maniera improvvisata. Insomma, prendere dieci appuntamenti per farsi ciucciare le dita dei piedi non è essere mistress come oggi molte si spacciano.
Aggiungo che oltre alla sottomissione che è una pratica prettamente mentale, ci sono anche quelle persone avvezze alla femminilizzazione che nel momento in cui sono da te vanno come in una sorta di ‘trance’, connettendosi con quella profondità che mascherano per tutto il resto della giornata: si tratta di una situazione molto particolare che assorbe tanta energia da parte di tutti e due. Questo per dirti che, al di là dei ruoli, è comunque un coinvolgimento per entrambe le parti.

Al momento continui ad essere attiva sul fronte video?
Si, un mese fa sono stata a Budapest a girare per una produzione…adesso posso allargare il mio raggio d’azione perché non sono più in esclusiva. In Italia purtroppo quel livello di professionalità della mia casa produttrice, con la quale comunque continuo a lavorare (la Pinko), non è reperibile presso altre produzioni. Certo, esistono molte realtà più o meno amatoriali: ma un conto è una ragazza emergente che fa la gavetta e che magari si accontenta dei vari passaggi e dei vari budget per cominciare, io però anche in questo ambito sono molto selettiva e dico molti ’no’…ragiono come già detto in modo selettivo secondo determinate garanzie di qualità, non devo correre dietro ad ogni piccolo produttore che mi darebbe solo il rimborso spese.

Mentre invece proposte estere includendo anche quelle oltreoceano ne hai avute?
Si, delle proposte ci sono state, anche molto importanti…su questo fronte alcune situazioni sono ‘in divenire’…diciamo comunque che queste proposte gratificano: quando vieni richiesta da produzioni di alto livello fa ovviamente piacere…

Al di là di tutto il mondo di cui abbiamo parlato tu che persona sei, quali altri hobby o passioni hai?
Io sono una persona molto curiosa, che è sia un pregio che un difetto. Un pregio perché questa mia curiosità mi fa affacciare a tantissime cose, un difetto perché alcune le abbandono (ride) Diciamo che da sempre ho passioni quali la lettura, la scrittura, la musica – ho frequentato anche il conservatorio – mi piace molto la moda – c’ho lavorato ad alti livelli – e mi piace, come già detto, stare ‘dietro’ le telecamere nei set…infatti ho partecipato a diversi video musicali. Avevo un canale Youtube in cui facevo video: ho imparato a montarli da sola, a tutt’oggi faccio dei backstage quando mi capita di stare su un set…insomma, tutto quello che riguarda lo spettacolo e l’immagine mi affascina tantissimo.

…questa faccenda della regia è molto interessante in effetti…
Guarda, se potessi mi piacerebbe molto anche il mondo della televisione, che però mi è negato perché appartengo al mondo del porno. Di fronte alla possibilità di alcune partecipazioni a format tv, mi è stato detto che andavo benissimo se non per il fatto della ‘collocabilità’ del mio personaggio, per cui non è stato possibile…ho questo limite e ci devo convivere. Non rinnego nulla, ci mancherebbe, ma se potessi esprimermi a livello video anche diversamente sarei ancora più completa, divertita, gratificata. Ad ogni modo mai dire mai, senza contare che sono aperta e disponibilissima anche ad altre opportunità diverse, senza escludere la radio…

Se tu dovessi scegliere un ruolo televisivo che senti di poter sostenere, quale sarebbe?
Mi metti di fronte ad una scelta come quando sei in pasticceria e vedi tante cose buone…a me, proprio perché amo leggere, scrivere eccetera, piacerebbe molto una figura di opinionista, quella che dice la sua, che argomenta su svariati ambiti partendo dai miei mondi. Va comunque detto che io sono nel settore da quattro anni, per cui è anche normale che quelle che hanno cominciato prima possono avere magari più occasioni…

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