Intervista a Luca Borromeo

Luca, dietro alla qualifica di accompagnatore di alto livello che appare nel tuo sito esiste una meticolosa proposta di servizi che vanno a coprire varie esigenze e varie fantasie che i tuoi potenziali clienti possono palesarti…
Si, ad esempio mi capita spesso la ‘boyfriend experience’: ovvero persone mi chiamano per stare insieme diversi giorni, dunque l’incontro non verte esclusivamente sulla sfera sessuale…oppure la richiesta per la perdita della verginità, sia da parte di uomini che di donne.

Nell’ambito di tutti i servizi da te offerti c’è un grosso coinvolgimento psicologico da parte tua, esatto?
Devo studiare quello che è il cliente, non mi limito ad applicare uno schema preconcetto. Partendo dalla mia esperienza, devo verificare quella che è la sua richiesta, la sua motivazione nel chiamare una persona come me. A parte la telefonata iniziale non ho un contatto preliminare col cliente, tutto avviene nel momento in cui ci si incontra. Io devo capire che cosa piace ad una persona già nel momento in cui ci si telefona e poi dopo nel momento dell’incontro, a meno che non debba soddisfare una richiesta precisa con delle fantasie già suggerite in partenza.

In tutto questo discorso dunque, il porno che ruolo ha e quando arriva?
Ho cominciato a girare film nel 2007. Nel biennio 2007/2009 ero molto più assiduo nel fare film, in quel periodo giravo almeno 3 scene alla settimana. Lavoravo per due produzioni che avevano sede a Milano ed oggi non esistono più, poi nel 2009 ho smesso completamente perchè il mio lavoro di escort aveva preso piede e non avevo più tempo per andare a girare. Nel corso degli anni però mi sono accorto che molte persone mi chiamavano proprio perché mi avevano visto anche in un film che avevano trovato online, ovviamente tutto quello che fai rimane: nel mio caso questo mi ha aiutato a farmi conoscere meglio. Devo dire che avevo sottovalutato questa cosa: i film all’epoca uscivano in DVD, poi tutto è andato online e la gente si è ricordata di me per avermi visto in un video che magari avevo girato molto tempo prima, come nel caso di un film in cui io mi scopo una suora, ‘Shadow’, che risale addirittura al 2008. Questo fattore è stato per me una motivazione per riprendere a lavorare nel settore. Poi è arrivata una proposta da parte di Spicylab con cui collaboro per ciò che riguarda l’etero dal 2015: con loro girerò un 2/3 film all’anno, anche perché mi propongono delle scene ed io scelgo quello che mi può dare più visibilità nel contesto della mia professione. Se com’è successo mi viene offerta ad esempio una scena di gang bang io la rifiuto, non perché mi imbarazzi, anzi tutt’altro, però se devo girare dei film per farmi pubblicità una scena del genere non permette di valorizzarmi come invece una scena male to female. In questo caso, oltre a vedersi i miei genitali, si vedrà anche la mia figura con l’aggiunta di tutta una parte di commedia, ossia di recitazione. Tu sai benissimo che in una gang bang etero c’è la donna al centro e l’uomo non si vede nella sua totalità, per cui non mi serve a niente. Al contrario, in scene in cui esiste anche una piccola trama oltre ad esibirmi in quella che è la mia fisicità ho anche modo di recitare – citiamo ad esempio la scena ‘La mia lingua preferita’ con Yukikon oppure ‘La studentessa e il professore’ con Damaris, in cui interpreto appunto la parte di un professore. Essendo io capace di immedesimarmi in un determinato ruolo, Spicylab mi chiama proprio per questo tipo di scene. Invece in una scena di gruppo gay ciascuno è protagonista: non c’è una subalternità di ruolo, viene mostrato sia chi fa il passivo che chi fa l’attivo. A questo proposito devo dire che Spicylab crea un ambiente di lavoro sereno, tranquillo e amichevole, dove tu non ti senti sotto pressione.

Arriviamo infine a quest’anno, in cui ti rivediamo in gay action…
A Marzo ho fatto una scena gay con una produzione nota, MenAtplay: alcuni miei clienti mi avevano fatto notare che io ero il tipo giusto per questa produzione, per cui mi sono proposto e mi hanno subito risposto dicendo che io corrispondo alle caratteristiche che loro cercano. La scena si intitola ‘The italian way’…non sono soddisfatto, so che avrei potuto fare molto di meglio, perché un po’ ero emozionato, un po’ l’attore per quanto fosse disponibile non è che mi stimolasse molto. Poi francamente girare in giacca e cravatta in una location spagnola – la scena è girata a Madrid – in cui non fa mai freddo, l’ambiente è uno showroom con due stanze, le luci, la presenza di regista, aiuto regista, costumista e fotografo, insomma era avvero caldo a girare ‘sta scena vestito di tutto punto, mi han concesso solo di abbassarmi i pantaloni; questo mi deconcentrava fortemente.

Facendo un passo indietro, va detto che la tua esperienza nel porno è iniziata in un periodo in cui l’Italia era ricca di produzioni di alto livello…
Io avevo girato film che all’epoca erano usciti con varie distribuzioni che acquistavano i prodotti dai singoli registi, poi sceglievano loro il nome e distribuivano con il loro marchio. Per cui c’era la FM, la Pinko – che c’è ancora: i primi due film gay che girai uscirono con la Pinko, che ai tempi comperava i film girati dall’unico regista di porno gay in Italia e li distribuiva – poi ho girato con Geo Media che si trovava a Paderno Dugnano (MI), Pistons, Moonlight, ATV…adesso è rimasto ben poco: alcune tra queste produzioni che hanno il sito non fanno altro che riciclare vecchi prodotti. Mi sento di dover parlare con una punta di acrimonia riguardo all’hard italiano…

Fa’ pure…
Ad esempio un noto regista che avevo contattato proponendomi per una collaborazione mi ha detto che non paga gli attori: non ti dico che devi farmi un contratto, ma allora cosa ne fai dei soldi che guadagni vendendo i tuoi lavori se poi, oltre a pagare le attrici, non li hai per i maschi? Una persona seria che però gira un certo tipo di film che potrei anche fare ma non servono per le mie esigenze (si tratta di film con trans attivi) è Andrea Nobili: lui ti fa un contratto e ti paga. Nel 2008 ho girato con lui due scene, mi aveva tra l’altro proposto di continuare la collaborazione ma, come detto, a me non serve girare quel tipo di video: nel mio lavoro di escort la clientela è o maschile o femminile. I maschi, se proprio si vogliono eccitare, gradiranno vedermi in un film gay, così come alle donne piacerò nei film etero. Quindi se un uomo mi vede con un trans attivo può pensare che io sia un ‘etero trasgressivo’, la donna la vedrà come una cosa per nulla virile, quindi non è il prodotto giusto per me. Ho rinunciato, nonostante il guadagno proposto fosse interessante.
Il dire a priori di non pagare gli attori è una cosa clamorosa, perché questo è un lavoro come un altro: a parte che ci vogliono determinati requisiti, poi l’impegno non è indifferente. A questo aggiungiamo anche che, come ha affermato lo stesso Nobili in un’intervista alla Zanzara, le attrici più quotate si rivelano spesso algide e fredde sul set, non ti aiutano proprio a fartelo drizzare. Mi è capitato di girare con alcune che magari non erano così famose o così eccezionalmente belle ma con cui era possibile trovare un’affinità, una complicità. Mi fanno ridere quelle attrici che si danno le arie di dive e, in quanto tali, ritengono di non dover aiutare l’attore nell’erezione dicendo ‘se lui è un professionista deve farcela da solo’. Questo non ha senso, perché è anche tuo interesse fare in modo che la scena risulti ben fatta: anzitutto sarà più realistica, poi vai a casa prima.

Parliamo allora delle scene gay da te girate in passato: cosa puoi dirmi di questo esperienze e perché per un certo periodo hai cessato l’attività in questo senso?
Di gay ho girato due scene per un film che è uscito nel 2009 per la Cazzo Film di Berlino che oggi non esiste più, mentre all’epoca era la Raging Stallion europea.
Rispetto alla pornografia etero, il cinema gay paga molto meglio gli attori, tant’è vero che per andare a girare la scena a Madrid di cui ti ho parlato prima sono stato pagato al netto 500 euro. A Berlino all’epoca mi diedero, sempre al netto, 600 euro a scena. il motivo per cui avrei potuto continuare a girare film gay ma ho smesso è che appunto a Berlino, per ottimizzare il tempo della scena, quindi sapere a che ora le riprese sarebbero terminate trovandosi nella necessità di gestire due erezioni, sia quella dell’attore attivo che di quello passivo – iniettavano il Caverject. Successe che all’altro attore dopo 4 ore gli si era ammosciato, invece a me è rimasto duro: di conseguenza mi hanno dovuto portare all’ospedale e fare un drenaggio al pisello, cosa che succede nel porno quando il dosaggio di Caverject non è adeguato a quello necessario. Per fortuna non ho subito danni, però questa esperienza mi ha scioccato con la conseguenza che da quel momento non ho voluto girare altri film gay, nonostante all’indomani del mio ritorno da Berlino avessi ricevuto la proposta da parte di TitanMen che all’epoca girava una linea in Repubblica Ceca chiamata TitanMen Fresh. Adesso che sono tornato attivo nel settore, la mia intenzione sarebbe quella di propormi anche ad altre produzioni estere, ma non per il discorso per cui dopo un periodo di inattività voglio rifarlo perché non so che cos’altro fare, semplicemente perché ho notato che nel periodo di assenza dal set venivo apprezzato e cercato per gli appuntamenti da parte di coloro che dopo avermi visto nelle pubblicità mi avevano visto anche in azione nei vari film, per cui avevano la fantasia di incontrarmi.

Il tuo girato porno ti è servito – e ti serve, dunque – come una sorta di ‘vetrina’ o ‘saggio’, se vogliamo, finalizzato alla tua attività di escort?
Esatto, una vetrina che tutt’ora mantengo, un canale in più, una forma di pubblicità per dimostrare che io non sono semplicemente le foto che vedono di me, io esisto in carne ed ossa e mi si può vedere nei video. I video sono più eloquenti delle foto: nelle foto puoi senz’altro sbizzarrirti in quella che è la tua vena artistica, però nei film ti si vede in una veste più realistica, per cui tanta gente che mi frequenta e mi conosce nell’ambito del mio lavoro magari mi dice ‘fammi sapere quando esce il tuo nuovo video, che vado a vederlo’, oppure ‘voglio fare con te quello che ti ho visto fare con quella certa attrice o attore’. Ad esempio, un cliente che vedrò prossimamente mi vuole vedere vestito elegante mentre fumo il sigaro esattamente come nella scena che ho girato per MenAtPlay. In ambito gay ci sono vari fetish quali ad esempio l’uomo muscoloso, l’uomo con la barba oppure, come in questo caso, l’uomo col look elegante: cosa che può intrigare anche una donna, a differenza del solito torso nudo tatuato. Il tatuaggio può piacere ad una donna che forse non è il genere di persona che io ho come cliente, perché la ‘sophisticated lady’ o ‘femme fatale’ un po’ sullo stile delle protagoniste dei film ‘alla Marlowe’ non sono attratte dagli scaricatori di porto.

La clientela che può essere interessata a te e a cui tu rivolgi predilige, credo, una certa sobrietà nell’aspetto…
Anche perché come ti dicevo ci sono persone con le quali io passo dei giorni interi: non è che si rimane tutto il giorno nella camera d’albergo a sorseggiare champagne, farsi le coccole e passare il tempo in amplessi furiosi. Si va anche a cena, si va in giro: è ovvio che portare in giro uno che può sembrare il tuo fidanzato, marito o collega è una cosa, portarci invece uno che non c’entra niente con il contesto sociale del cliente rende intuibile il tipo di relazione che c’è tra la persona e il suo accompagnatore.

Tenendo conto della tipologia di clienti che ti contattano di solito, insomma, porsi in modo esteticamente sobrio piacerà sia alla persona più ‘estrosa’ che a quella più ‘regolare’. Passando ad altro, mi sono informato sull’esperienza BDSM che hai fatto con lo studio Mineshaft in quel di Berlino…
Si tratta di una coppia sposata di Berlino, due uomini. La loro intenzione sarebbe quella di creare una produzione di tipo gay sperimentale utilizzando una tecnica diversa da quella normalmente in uso nei film porno. Mi hanno proposto questo progetto, abbiamo stabilito un cachet che tutto sommato non mi è dispiaciuto, quindi ho girato questa cosa per me nuova su video, soprattutto per calarmi in un ruolo appunto inedito per quanto riguarda la mia filmografia. Nel mio lavoro qualcosa di BDSM soft l’ho fatto, avendomi loro proposto questo ho accettato. C’è chi ovviamente non mi vede così, ma un attore è tale anche quando si dimostra capace di calarsi in ruoli che magari non sono quelli suoi canonici.

Devo dire che sul piano della regia emerge un tocco molto suggestivo.
Infatti quello che ha fatto le riprese, che adesso vive a Berlino col marito, a suo tempo era un regista televisivo quando viveva in Italia. Loro hanno girato anche delle cose che nella mia vita privata faccio solo da attivo, e gli ho detto che sarei disponibile a girare anche delle scene fisting ma solo da ‘fister’, non da ‘fistato’. Proprio perché loro mi avevano messo in una condizione di relax, di serenità, io non ho avuto nessun problema ad avere delle erezioni eccezionali. Mi rendo comunque conto che questo tipo di prodotto ha una utenza particolare, i miei clienti mi vedrebbero in un’ottica quantomeno insolita.

Anche perché guardandoti con attenzione si nota nel tuo volto un accento di ‘dolce sofferenza’, a certificare che stai traendo piacere dalla situazione, Presumo che, per quanto nuova su video, l’esperienza sia stata dunque positiva. Il tuo girato hard può essere considerato come uno dei principali settori da cui ottieni contatti per quanto riguarda l’attività di escort?
No, semplicemente è uno dei canali ma non quello da cui arriva la maggior parte della mia clientela. I miei clienti in generale non sono molto assidui nel guardare film porno, oppure lo fanno distrattamente. Il mio seguito a livello di fans – cioè quelli che mi seguono come ‘Luca Borromeo attore’ – non fa parte della mia clientela. Infatti mi fanno ridere le attrici che dicono ‘incontrerò i miei fans’…a parte un bacio e una stretta di mano cosa te ne può venire in tasca? Per cui, ritornando alla domanda, diciamo che il porno è per me un canale come ce ne sono tanti, perché su 10 clienti te ne può capitare uno che arrivi perché ha visto i tuoi film. Il meccanismo è così: la gente vede un film, poi, nel momento in cui cerca un escort, si ricorda di avermi visto in quel dato film: e allora mi chiama pensando: ‘se l’ho visto fare determinate cose in un film in modo disinvolto e per nulla forzato, non avrà problemi a rifarle in un appuntamento’.

The Hard Ransom

A livello di stampa, come viene solitamente trattato il tuo personaggio?
Ci sono almeno due o tre interviste mie su Libero, mi hanno sempre trattato coi guanti bianchi. Anche alla Zanzara sono stato trattato ‘alla maniera della Zanzara’, senza mai essere assolutamente messo in ridicolo, un’altra mia intervista su ‘Visto’, anche lì molto bene…in generale so come devo approcciare i giornalisti.

Domande scomode?
Quelle me le aspetto, mi piacciono perché rispondo in una maniera che è tutt’altro che scontata e banale. Diversi anni fa, nel 2016, dopo essere stato intervistato su Libero fui chiamato anche ad Agorà che andava in onda la mattina. Generalmente quando ti intervistano c’è prima un accenno pre-intervista con il giornalista della redazione che organizza il servizio, perché è vero che tu alla fine hai a che fare con il conduttore, ma il conduttore non fa altro che leggere le domande che ti hanno già fatto in redazione, aspettandosi ‘quella’ risposta. Poi ho anche una certa temerarietà nel trovarmi in situazioni inaspettate, accetto e rilancio una sfida dialettica qualora mi capiti. La domanda a bruciapelo mi piace, prima di tutto perché non dobbiamo girare troppo intorno all’argomento, poi a domanda precisa posso rispondere in modo altrettanto preciso. Non so se accetterei di partecipare a programmi in cui tu sei carne da macello e la tua intervista viene confezionata ad uso e consumo del format, anche perché alla fine è sempre lo stesso discorso: non credo che il mio cliente guardi un programma come Le Iene, tanto per fare un esempio.

Soffermiamoci un attimo a parlare di televisione, allora, e sull’uso ‘strategico’ di questo media per valorizzare la tua immagine pubblica…
Nel 2016 sono andato a Ciao Darwin, me lo avevano proposto proprio quelli di Spicylab perché andavano anche loro. Di tutti i provinati io sono stato scelto, poi una volta che mi hanno ricontattato io mi son messo a pensare: ma a cosa mi serve andare a Ciao Darwin? Può servirmi da pubblicità per un mio ipotetico cliente? Forse no, però magari tra foto di backstage, materiale per i social e via dicendo, poteva anche valerne la pena. Alla fine comunque nessuno mi ha chiamato perché mi aveva visto a Ciao Darwin…figurati se i miei clienti guardano Ciao Darwin, è proprio un altro target di persone. Io stesso la televisione non la sto guardando più: sono dell’idea che la televisione come mezzo di comunicazione sia ampiamente finito. Tutto quello che viene proposto non è altro che una vecchia minestra riscaldata che fa parte dell’epoca d’oro della tv, ormai è come un’anziana che guarda con nostalgia le foto di quando era giovane. I cosiddetti ‘nuovi media’, nuovi per modo di dire, sono caratterizzati dall’interattività mentre la televisione non è interattiva: tu vedi/subisci qualche cosa passivamente. Si polemizza su tutto, si discute su tutto, però è sempre una polemica sterile. Manca l’effetto novità perché i format son sempre quelli, ed oramai il pubblico è per la maggioranza composto da anziani o anche da gente più giovane dotata però di un livello di istruzione piuttosto elementare per cui assistono ad un qualcosa che è ‘esterno’ a loro, con i personaggi dello spettacolo rappresentati alla stregua di divinità pagane. L’utente degli altri media ragiona secondo uno schema di comunicazione ‘orizzontale’. Senza contare che oramai le varie reti televisive sono diventate la cassa di risonanza del potere dell’editore per indirizzare lo spettatore a compiere determinate scelte in chiave politica.

Quindi nel tuo tempo libero, scevro da esigenze di fidelizzazione o costruzione di una clientela, quali sono le passioni che coltivi?
Io mi alleno e vado in palestra con regolarità durante la settimana, una cosa per me molto importante per via di una forte motivazione che prescinde da quello che è il mio lavoro, poi mi piace l’arte vissuta anche in forma di esposizioni pittoriche ad esempio, mi piace ascoltare musica classica e jazz, mi piacciono le auto d’epoca: ne ho avuta una e poi l’ho rivenduta. Mi piace leggere in generale: prima ho citato Marlowe per cui amo romanzi di Raymond Chandler, poi un’altra passione è viaggiare: non il viaggio ‘mainstream’ però, quello più tipicamente turistico: preferisco decidere di visitare quello che interessa me.

La Studentessa e il Professore

Un bagaglio culturale notevole e variegato, che immagino sia un valore aggiunto alla tua proposta professionale…
Se tutto si fermasse all’aspetto fisico, se mi ostinassi a ‘mostrare gli addominali’ in foto la gente penserebbe che, per avere 40 anni, sarei piuttosto limitato. A chi ti chiama e vuole stare con te per più di un’ora non interessa solamente che tu sappia scopare, si aspetta di poter parlare di argomenti di un certo interesse. Al mio cliente non è detto interessi di avere a che fare con una persona colta – quella magari può incontrarla già nel suo quotidiano lavorativo. Il discorso è quello di trovare una persona che ti è complice e vede le cose secondo la tua stessa ottica: poi chiaramente capita di andare a visitare la mostra, vai al ristorante, puoi parlare di cinema, altra mia grande passione: ha degli interessi che sono comuni ai tuoi, questo vuol dire che anche nel sesso può avere le stesse fantasie sessuali. Trovare degli interessi comuni è come una sorta di cavallo di Troia: questo l’ho imparato quando facevo l’assicuratore, tanti anni fa. Tra i consigli che ti davano c’era quello per cui se tu hai a che fare con qualcuno trova un pretesto per dimostrare che sei sulla sua stessa lunghezza d’onda. In questo senso il discorso delle opinioni politiche è un po’ delicato: non è che io sia schierato secondo le posizioni di un partito piuttosto che dell’altro, però bisogna capire bene con chi hai a che fare prima di arrivare a determinate affermazioni. Politicamente parlando io non sono di sinistra, non lo sono mai stato, ma non sono neanche di destra. Io mi dichiaro come una sorta di liberale radicale, un po’ come potrebbe essere un Oscar Giannino: mi identifico abbastanza nelle sue posizioni.

Una Cameriera per Due

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