Intervista ad Andy Casanova

Inizio da un ricordo personale: una videoteca della mia zona, reparto riservato ai film ‘a luci rosse’. Davanti a me un lungo scaffale pieno di custodi di vhs e dvd col marchio Showtime recanti il tuo nome, Andy Casanova, accompagnato dai titoli dei film: storie dure, crude, sullo stile giornalistico della cronaca nera. Titoli con cui hai iniziato la tua carriera di regista…
Cominciai introducendo degli argomenti tabù che prima non si utilizzavano: c’erano gli stupri, gli incesti e le relative serie, che in seguito mi hanno un po’ marchiato: ‘Andy Casanova? Si, quello degli incesti!’ In realtà si è trattato di una scelta della casa di produzione, perché se vedi in seguito, firmandomi come Andrea Brancati, mi sono poi evoluto andando ad affrontare anche altri argomenti.

Il tutto mantenendo sempre una struttura filmica intessuta di scene hard racchiuse da una trama portante, nell’ambito della quale i ‘momenti’ porno presentavano un minutaggio limitato…
Quello nei film ad episodi. Poi ho fatto anche lavori più lunghi, molto belli ed impegnativi, a cui io son legato tantissimo. Avrei fatto esclusivamente quelli: li realizzavo ‘una tantum’ perché la mia ‘mission’ presso la Showtime era costituita da queste serie – ‘Le sporche storie di Andy Casanova’, ‘Incesti italiani’, ’Stupri italiani’, ‘Cronaca nera’ e gli amatoriali. Cinque serie dunque, in più per Pigitalia, come Andrea Brancati, avevo altre collane: ‘Trasgressioni in famiglia’, ‘Matrimoni all’italiana’.

Parliamo invece dei lavori che reputi come i ‘non plus ultra’ della tua filmografia…
Tra i miei lavori migliori un posto di rilievo lo merita ‘Ultimo atto’ (2007), un thriller psicologico con Letizia Bruni, all’epoca mia compagna, che ho scritto tutto io. Poteva diventare un film normale girato in più giorni, ancora migliore dal punto di vista registico, ma dovevamo far porno…ad ogni modo la trama era ben articolata, machiavellica: un ‘film nel film’, ed è un peccato che la distribuzione sia stata quella tipica di un film porno, tant’è che è rimasto sconosciuto a molti.

Questo titolo si colloca in una fase storica in cui avviene l’avvicendamento dalla distribuzione tipica del videonoleggio all’on demand digitale…stabilendo il 2008 come ‘punto di non ritorno’ a tale riguardo, altri tuoi film precedenti a questa data che ami ricordare?
‘La preda’ con Jessica Fiorentino (2002) – quello è stato il primo, poi ‘Cuore di mamma’ (2005, qui in versione soft), un film d’epoca in stile anni 40. In questo caso ho rispolverato un film drammatico di Renato Pozzetto, ‘Gran bollito’, in cui lui era innamorato della madre – o meglio, la madre si era innamorata del figlio, qui interpretato da Francesco Malcom. Come dicevo l’ho ripreso dandogli una veste anni 40, molto bello per le atmosfere che ci sono: sembra di essere all’interno di quel contesto storico, infatti per procurarmi dell’oggettistica vintage mi recai in diversi mercatini a prendere valigie di cartone, cappellini, scarpe, vestiti. Ho noleggiato una Rolls Royce d’epoca, tra l’altro. Il film ha una struttura circolare e la narrazione avviene attraverso una voce fuori campo che, fin dall’inizio, comincia a raccontare tutto quello che poi accade. Qui le protagoniste sono Letizia Bruni, Jessica Gayle, Uma ed una ragazza della Repubblica Ceca di quelle che all’epoca erano portate dalle agenzie: è lei che racconta la storia. A questi aggiungerei anche ‘Non ci indurre in tentazione’ (2005). Come vedi si tratta di lavori molto curati a cui io sono affezionato. In ballo ce ne sono degli altri su questo stile…paradossalmente non mi sono arreso, anzi: mi sto riattrezzando per poter avere un ‘senso’ più cinematografico, ed ho in mente di fare altri film, lunghi, sempre con tematiche impegnative. L’unica cosa è che sono un po’ pigro: da quando decido di farlo, il film, a quando poi lo realizzo passa un pochettino di tempo…

Nel tuo sito andycasanova.net invece troviamo le tue realizzazioni più recenti…
Si tratta di film ‘pseudo-impegnati’ in questo caso, gli ultimi veramente impegnati che ho fatto sono ‘L’Orfana – Il Porno Romanzo’ (2014) per FM Video – ci ho lavorato per un breve periodo, si tratta dell’ultima FM prima che chiudessero i battenti, non mi son trovato bene. ‘L’Orfana’ con Rossella Visconti dura 2 ore e 40 minuti, ed è veramente un pugno allo stomaco perché è di una durezza incredibile in un contesto molto drammatico, anche se alla fine abbiamo il riscatto della figura femminile, che riprende in mano la propria vita dopo essere passata attraverso vari traumi. Poi ho girato ‘La Mantide’ (2015) che è un thriller/horror sempre con Rossella Visconti e Cristal Jolie, qui siamo a 3h e 40’…

…in ottica hard una durata tale sarebbe stata (ed è) sottoposta alla divisione del film in vari episodi…
…e ti puoi anche divertire, infatti la FM l’ha smembrato in non so quante scene (ride) L’ha snaturalizzato completamente, però era un film molto ‘cattivo’.

Questa credo possa essere individuata come una tua costante: fare film in cui le scene di sesso sono inserite in contesti scomodi, sgradevoli, duri, quantomeno dal punto di vista morale…
Più che morale, ‘immorale’ (ride) Io penso che ogni storia che un cervello partorisce derivi da varie esperienze, un vissuto con i propri traumi e problematiche che mi andava di esprimere ed ho avuto la possibilità di incanalare in un film hard. Non avrei mai immaginato che nella mia vita avrei fatto il regista di film hard.

Dunque questa idea non era prevista…
Non era prevista, è stata un lampo a ciel sereno. Avevo sì la passione del porno: io sono partito da una produzione di Dario Lussuria nel 2002. Avevo preso una videocassetta, dietro c’era il numero di telefono della produzione specificando che se uno voleva partecipare poteva telefonare liberamente. Quindi andai su questo set a Firenze in cui trovai Zanuso (vero cognome di Dario Lussura, nda) ed Alex Magni, che faceva da direttore della produzione e non lavorava ancora per la CentoxCento. Alex era una persona umile e tranquilla, che tra l’altro mi fece conoscere Bandinelli: mi disse ‘guarda, tu sei una persona un po’ atipica…sei educato, colto, non sembri di questo settore. perché non ti proponi a Bandinelli come regista, ad esempio?’ e mi dette il numero di telefono di Silvio. Presentandomi a Bandinelli con alcune idee e progetti sulle location lui affermò di non sapere come potermi aiutare: le sue produzioni erano tutte all’estero…io ero già sulla porta quando mi richiamò, chiedendomi ‘ma tu cosa vorresti girare?’ ’Beh – faccio io – dei film con una trama’. Rimanemmo d’accordo che io avrei girato una scena e glie l’avrei proposta per vedere il da farsi…in effetti, esaminando quello che avevo fatto, vide in me quel qualcosa che poteva nascere. E con Showtime devo dire di aver passato degli anni splendidi, mi sentivo gratificato ed avevo libertà artistica sui prodotti da realizzare: nella libertà c’è la creatività. Se c’era un problema, poi, Bandinelli era sempre disponibile e reperibile: c’era una sinergia tale per cui poteva davvero definirsi una ‘factory’, come infatti si chiamava la Showtime all’epoca.

…cosa che non è avvenuta altrove?
Quando sono andato a lavorare all’estero nell’ottica di mettere un po’ di trama – una sceneggiaturina – in prodotti che alla lunga rischiavano di risultare ripetitivi, c’erano degli accordi per cui un a tot sceneggiature corrispondeva un tot di guadagno. Lì non dovevo neanche toccare la telecamera, dovevo solo dirigere: parliamo di 12 scene al mese. Gli altri giorni dovevo passarli in ufficio: e che ci stavo a fare in ufficio? Se tieni impegnata per troppo tempo una persona su cose inutili, non potrà mai creare. Devi svuotare la mente: essere solo con te stesso e la tua voglia di creare.

Fare un certo tipo di film ‘d’autore’, con accorgimenti per i dettagli e per la trama oltre che per le scene hard, è qualcosa che oggi risulta controcorrente…
Se fai film di questo genere più che altro li fai per una passione che hai dentro di te. Da questo punto di vista non voglio scendere a compromessi: posso permettermi di fare ancora questo tipo di produzioni perché ho sempre lavorato per conto mio, non ho mai avuto un fotografo o un cameraman: per quanto riguarda le riprese, le fotografie, la sceneggiatura, le luci, faccio tutto io. Quindi abbatto i costi, molti artisti collaborano con me anche gratuitamente pur di avere un film di diversa qualità rispetto al consueto, quindi per me è una soddisfazione.

In termini di tempi di realizzazione quanto necessita un tuo film ‘impegnativo’?
Massimo 4 giorni. I procedimenti di montaggio e post produzione sono invece più lunghi. Mi ritengo abbastanza fortunato dal punto di vista del montaggio perché sono in totale sinergia con il mio montatore, non ho più bisogno di seguirlo in nulla anche se ovviamente mi piace sempre guardare e vedere come vengono sistemate le cose. Mi piace molto curare la color correction, con la nuova tecnologia cerco di saturare le immagini il più possibile in modo che poi posso tradurle come voglio io, anche se però quando fai un procedimento di color tu metti un filtro davanti alla realtà. Questo non sempre premia, perché si tratta di un artefatto e lo spettatore di oggi è forse più orientato verso l’amatorialità. Per cui se l’artefatto riesce bene è comunque apprezzato, se invece risulta pressapochista allora non funziona.

Questo fermo restando che il pubblico che si avvicina ai tuoi film si aspetta comunque una possibile rielaborazione dell’immagine in termini di artificio autoriale rispetto ad altre produzioni. A questo proposito ho visto che nel sito è presente una doppia versione del tuo ‘Cenerentola’, di cui una in ‘cinema color’. Questo ci porta alle produzioni che hai realizzato destinandole alla distribuzione digitale, in cui riconosciamo sia film ‘vecchio stile’ che scene più brevi e orientate all’hard senza trama…
Stiamo parlando comunque di una concezione superata; oltre al sito io sto caricando le mie produzioni anche su altre piattaforme e oggi come oggi non ha più senso parlare di case di produzione. Ci troviamo in un mondo dove il porno è alla portata di tutti: le coppie stanno sostituendo le produzioni, perché con piattaforme quali Xvideos o Pornhub, in cui la qualità sta scemando e viene recepita in un modo molto più veloce e distratto, non si ha bisogno di un produttore. Di questo comunque non mi importa: per me fare film con tutti i dogmi del caso significa continuare in quello che ho sempre fatto e ne ho un ritorno anche a livello di immagine. Tra l’altro mi sono stupito di una cosa: recentemente ho provato a ‘stare al passo coi tempi’ facendo delle scene più brevi, vignette in stile Brazzers per capirci. Inserendo i miei film su xvideos.red i numeri più grossi li ho fatti coi film più impegnativi, paradossalmente quelli a più lunga durata, o l’amatoriale (La prima esperienza di Giorgio e Cristina) o il film trans (Una famiglia trans…gressiva) che ha battuto tutti con visualizzazioni à gogo! Molto bene sono andati anche i vari ‘Figli bastardi’ con Dana Santo, ‘Era mia madre’ con Valeria Curtis e ‘Una moglie quasi perfetta’ con Suzie Q. Questo film continua sempre a guadagnare posizioni…

Noto per altro che nell’arco della tua carriera ti sei cimentato in vari generi, non ultimo la commedia in forma di satira di costume…
Questo perché mi piace sperimentare. A tal proposito ho fatto ‘Bunga Bunga Presidente’ su Showtime (2011), argomento che ho poi ripreso in ‘Il Cavalier non porta pene’ (2013). Adesso ho in mente un progetto che potrebbe dar vita ad una serie a puntate, una cosa leggera fortemente influenzata da atmosfere di commedia anni ’70…

Parlando di ‘leggerezza’ va detto che apprezzo molto i tuo video di backstage per le varie produzioni, dove saltano fuori anche ‘dietro le quinte’ divertenti…
Devo dire che con gli anni mi sono addolcito, prima ero un po’ ‘tremendino’, adesso mi faccio ridere da solo: ma quante volte ho litigato con gli attori, ma chi cazzo credevo di essere, Kubrick? (ride) E mi viene da ridere quando c’è gente anche peggio di me, che ‘ci crede’…io mi son creato una maschera, purtroppo – colpa anche dei giornalisti – e piano piano poi ci credi…con gli anni poi impari a trovare la giusta dimensione delle cose. Adesso ad esempio a me piace molto lo stile delle produzioni di Puretaboo, mi ispiro molto a loro in termini di ripresa e atmosfere. Loro hanno questo grande merito di scegliere degli attori e delle attrici che sanno veramente recitare perché quello di cui parliamo è visto come una forma di cultura in America, mentre noi siamo sempre ‘gli sporcaccioni’…

Mettiamola così: negli States si parla sempre di ‘industria’ riferendosi al porno. In questo contesto la scelta di un attore che sappia recitare oltre che performare avviene secondo criteri di assoluta professionalità. Da noi un pornoattore (o pornoattrice) che sappia anche recitare dov’è?
L’unico che posso apprezzare era Franco Trentalance, davvero molto bravo in questo senso. Non è stato valorizzato adeguatamente dalle produzioni perché non davano così tanta importanza alla sceneggiatura.

Che ne è stato invece di ‘The beast’, un progetto porno – horror la cui realizzazione era vincolata, se non vado errato, ad una campagna di crowfunding indetta verso la fine del 2015?
Non essendo riusciti ad arrivare al budget previsto, del progetto è rimasta appunto solo la sceneggiatura… (peccato: il cast prevedeva tra le altre Rossella Visconti, Lara De Santis e Tera Patrick, nda)

Cosa possiamo dire riguardo al tipo di progettualità che utilizzi quando hai a che fare con nomi nuovi nel panorama dell’hard?
A me piace ‘lanciare’ le attrici, questo pallino l’ho sempre avuto. Così come a Van Gogh capitava di innamorarsi delle modelle, anch’io ho avuto i miei ‘innamoramenti artistici’: Evita Pozzi, Kathia Nobili, Alessia Roma, Angela Gritti…se c’è bella ragazza che ha le potenzialità di sfondare ancora in questo settore, a me piace scoprirla, lanciarla dandole i consigli giusti per potersi muovere in questo mondo di lupi. Per cui è molto importante che la ragazza mi ascolti in modo da potersi creare un’immagine, un ‘personaggio’ facendo i passaggi adeguati, che nel mio caso possono cominciare dallo scrivere una sceneggiatura, una trama tenendo conto delle caratteristiche della ragazza stessa. Un prodotto di qualità a partire dalla scelta del titolo e della confezione, mai volgare ed anzi più glamour, patinata. In questo senso io dico sempre all’artista: dammi almeno 3 film, poi fai quello che vuoi: questo perché quando una ragazza esordiente nel porno viene da me vuole che la sua immagine di pornostar sia di un certo livello…per cui, seguendo un percorso preciso, io posso lanciarla alla grande, con dei prodotti di classe, in modo che la gente l’apprezzerà non solo per le prestazioni ma anche per la recitazione, perché sentono la tua voce, vedono come ti esprimi e si innamorano del personaggio perché ciò che esce è la ‘tua anima’: io sono un dissacratore di anime, amo far scoprire l’anima di quella persona. Se ad esempio in un locale tu fai uno spettacolo senza rivolgere lo sguardo alla gente – questo l’ho sempre detto alle mie ‘pupille’ – facendo lo show per te, guardando il nulla, non entri dentro l’anima: tu devi guardare le persone negli occhi monopolizzando la loro attenzione. Il meccanismo cerebrale funziona così ed io lo sono, cerebrale…altrimenti non avrei fatto questi film, ma degli altri. Se tu vuoi crearti un pubblico affezionato e fare la differenza, fai un film con me: dopo puoi fare mille scene e guadagnarci sopra in modo diverso, e ti dico come fare perché ho anche i canali per farti lavorare all’estero. Esistono due guadagni: c’è il guadagno monetario e quello di avere una clientela che ti può tornare utile qualora tu decida, col tuo cervello, di autogestirti e crearti dei prodotti. A questo punto essendoti già creata un’immagine ed avendo vari fan li puoi portare all’interno del tuo canale.

Si parte da un fondamentale investimento sull’immagine, dunque…
Ma certo: dopo puoi fare qualsiasi cosa, è un po’ la stessa situazione di un cantante. All’inizio devi per forza fare dei bei pezzi ed esprimere il tuo genio artistico per impressionare qualcuno, poi dopo ti perdonano anche una brutta canzone…con me, un’aspirante pornostar trova tutto un percorso pianificato, il mio orgoglio è vederla crescere: è stato fatto così con me da Bandinelli e ho imparato da lui il sistema di far così con le artiste (qualche nome: Suzie Q, Valentina Canali, Evita Pozzi, Letizia Bruni, Valeria Curtis, Rossella Visconti, Lara De Santis, nda). Showtime era l’unica casa di produzione che si prendeva cura delle ragazze cercando di creare dei personaggi: io ho imparato da lì.

Andy con Katia Nobili
Andy con Elena Grimaldi
Andy con…l’imbarazzo della scelta

E per quanto riguarda gli attori, invece?
Molto spesso, tutti i giorni anzi, arrivano due/tre richieste di casting per fare il pornoattore. Io esordisco sempre con questa frase: ‘Guarda che se vuoi fare questo lavoro ricordati che non è per tutti’ Questa avvertenza innesca tutto un meccanismo di battute che io avevo già programmato, del tipo

[aspirante pornoattore] Andy stai tranquillo, io non ti deluderò!
[Andy Casanova] Guarda che per me provinare degli aspiranti attori può rivelarsi una perdita di tempo e di soldi: devo pagare la location, l’attrice…il mio tempo ha un valore: se dopo fai cilecca io devo buttar via tutto!
[aspirante pornoattore] Ma io ce la faccio, me lo dicono tutte!
[Andy Casanova] Facciamo così: la finanzi tu la scena. Io mi metto a disposizione, organizzo il set, faccio venire la pornostar. Se tu hai funzionato io ti rendo i soldi…se non hai funzionato è stata un’esperienza, arrivederci e grazie
[aspirante pornoattore] E quanto mi viene a costare una scena?
[Andy Casanova] Non so, 1000/1500 euro…
[aspirante pornoattore] Eh ma il tuo discorso torna…si, interessante…

…e poi spariscono! Allora vedi che con i soldi degli altri è facile far grandi discorsi!!! Mettici il culo tu: sei sicuro di farcela? Al ragazzo tedesco che è venuto a girare ‘Era mia madre’ con la Curtis (Julian Cortes) ho fatto lo stesso discorso, poi lui ce l’ha fatta, è stato bravissimo e a metà scena gli ho ridato i 300 euro…una volta non era un problema: avevo l’aspirante attore e il professionista, se non funzionava uno lo sostituivo. Adesso questo discorso lo faccio a mo’ di sfida: o prendo subito quelli che mi vengono, che sono già rodati, altrimenti li metto subito alla soglia e questi non mi contattano più…scappano! Invece quando vedo qualcuno di interessante, che non ha soggezione di parlare con me – ormai li riconosco già dagli occhi – gli dico ‘vieni con un altro attore che porto io e vediamo come va’, non c’è neanche bisogno di far tutti questi discorsi.

Cambiando argomento, ho notato una voce nel sito che mi risulta nuova: ‘Official T Shirt’. Di che si tratta?
Avrai notato che faccio un po’ di merchandise…molti mi chiedevano: ‘Andy! Ma c’hai la maglietta? E il cappellino???’ e io mi sentivo quasi obbligato a regalarlo…adesso mi sono appoggiato a Spreadshirt, in cui si possono trovare magliette, borse, cappellini, tazze, grembiuli personalizzati col mio logo ordinandoli direttamente sul sito https://shop.spreadshirt.it/andy-casanova-store/

…e con questo sapete anche a chi rivolgervi per rifarvi il look. Grazie Andy per la disponibilità e la simpatia: restare informati sul ‘Casanova’s way’ e guardare i suoi film è facile…ecco di seguito tutti i recapiti:
Sito Ufficiale
Account su Xvideos
Account su Pornhub
Store dei prodotti firmati Andy Casanova
Account Social:
Andy su Twitter
Andy su Instagram
Andy su Facebook

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