Speciale NeoWebSaga – Intervista ad Ares Brunelli

‘La Prima Web Serie Hard Made in Italy’: una frase importante, questa, degna presentazione di ‘NeoWebSaga’, un produzione che si sviluppa in 10 puntate di sorprendente qualità stilistica. Soprattutto se si pensa che partiamo dai territori dell’hard per inoltrarci in una storia ’thrilling’ ambientata in un futuro ‘virtuale’ che guarda fortemente, però, ad un passato vero, reale, concreto. Scontri di potere e personaggi equivoci si sposano con una rappresentazione del porno ‘alterata’, espressionista e cyberpunk al tempo stesso. Il tutto in un contesto oscuro, tenebroso: d’altronde, come si legge nel trailer, ’sono tempi bui’…Questa breve introduzione mi porta all’intervista con Ares Brunelli, ‘mastermind’ di questo ambizioso progetto ovvero regista di ‘Neo Web’. Contestualmente a quanto detto, Ares, come hai sviluppato il proposito di cimentarti in un lavoro così particolare?
L’idea è nata anni fa leggendo dei libri: prostitute famose russe, americane che raccontavano un po’ la loro storia…mi son fatto un quadro del contesto in cui si muovevano queste ‘cortigiane’ diciamo, e da lì ho provato a costruire questa storia un po’ futuristica adattandola alla realtà italiana in cui abbiamo avuto la legge Merlin relativamente alle case chiuse. Dunque ho provato a far confluire idee vecchie e nuove: per quanto intendessi realizzare un film porno ho voluto fare in modo di creare un qualcosa su cui la gente potesse poi ragionare. Dopo ok, la maggior parte degli spettatori guarderà esclusivamente le scene hard, però già che c’ero mi son detto: proviamo a fare qualcosa di diverso da quanto si vede di solito in giro.

Per cui in ogni episodio ci troviamo di fronte ad una ‘consecutio’ degli eventi – una trama che va via via sviluppandosi – alternata ad una scena hard, di durata maggiore…
Si, abbiamo cercato di fare dai 20 ai 30 minuti di scena hard. In un primo momento avevo diviso le puntate in modo che non superassero i 30 minuti l’una, per cui avevo due prodotti diversi, la parte con la trama insieme a scene porno e a parte le scene hard integrali in dei format separati. Poi però ho pensato di mettere le due cose insieme, per cui adesso in un episodio troviamo la scena hard integrale accompagnata da una trama che avanza di puntata in puntata.

Per arrivare alla creazione di un progetto così ambizioso hai potuto contare su un’esperienza già rodata in termini di regia e di collaborazioni…
Per ciò che riguarda il mio esordio, ho iniziato a collaborare con Roberta Farnese: è così che sono entrato in questo mondo. Il marito di Roberta faceva il regista dei suoi film, dopo io gli davo una mano nel realizzare le sue idee tramite telecamera e computer. In particolare, per le riprese dei film di Roberta avevo imparato col tempo ad utilizzare due telecamere mobili contemporaneamente, una nello mano destra e l’altra nella sinistra: questo mi permetteva di riprendere diversi dettagli della scena da vari punti di vista, come se ci fossero due operatori, ma invece ero sempre io! La nostra collaborazione è durata due/tre anni: tutto molto bello. Proprio sul set di un film di Roberta che ho conosciuto Jack23: insieme abbiamo realizzato diversi progetti che al momento sono ancora nel cassetto. Ho molta fiducia nella sua grinta e spero che la sua carriera vada sempre meglio. Ho poi seguito Roberta sul set del è del film ‘La Milf Italiana’ per la Pinko, dove ho potuto seguire l’organizzazione di un set professionale. Altra bella esperienza è stata la realizzazione di un piccolo trailer promozionale per Luana Borgia. Infine, Andy Casanova e che dire, è stata un’esperienza costruttiva sotto tutti i punti di vista, non ci credevo neanche: si è sempre dimostrato molto disponibile, con i suoi consigli ed opinioni. Due/tre anni fa ci siamo conosciuti al BergamoSex, con l’occasione tempo dopo mi sono fatto risentire spiegandogli il mio progetto. Difficoltà ce n’erano, solo il pensare di mettere insieme tutti gli attori – anche con il Cast Andy mi ha dato una grande mano. Ce l’abbiamo fatta, nonostante le varie difficoltà, comunque risolvibili, che è normale che ci siano.. infatti devo ringraziare la famosa Simona Sventura che ha accettato di partecipare in tempi brevissimi, a pochi giorni dall’inizio delle riprese, rivelandosi una persona fantastica.

I tempi di realizzazione sono stati preceduti, immagino, da tempi di ‘preparazione’ altrettanto importanti…
Si, ci abbiamo messo almeno sei mesi prima di iniziare a girare. Io avevo preparato lo storyboard da tempo infatti mi organizzavo già da un anno. Chiaramente poi il problema successivo alla realizzazione è stata la promozione, aspetto da non sottovalutare: il web è una vetrina sul mondiale, ma spesso e volentieri si ha accesso a materiale gratuito in questo settore, che ha i suoi pro e contro quindi. Mi sono fidato di persone con esperienza in questo specifico ambito e ciò mi ha permesso di affrontare anche questo aspetto, che in tutti i casi necessita dei suoi tempi per innescarsi. Nel frattempo le idee continuano: fra un mese gireremo uno spin off con storie su alcuni dei personaggi per far capire un po’ di più su alcuni misteri presenti nella trama…

Uno spin off che aiuti, se ho ben capito, a far entrare nel merito degli avvenimenti di questa prima stagione…
Esatto, anche perché se si arriva in fondo alll’ultima puntata della serie in realtà non si arriva alla conclusione della storia: bisognerà aspettare la seconda stagione, sarà un continuo divenire. L’abbiamo studiata molto articolata: vedremo storie passate di alcuni personaggi per far capire meglio chi sono e qual è il loro vero ruolo nella storia. Nello spin off avremo tra l’altro la partecipazione di una nuova attrice al suo debutto sul set.

La dinamica della storia incontra l’erotismo delle scene con un cast da kolossal dell’hard (ricordiamo che nella sere prendono parte le attrici Simona ‘Desdemona’ Sventura, Roberta Farnese, Suzie Q, Mary Rider, Dana Santo, Princess, Blanka Reyes, mentre sul fronte maschile annoveriamo Jack23, Manuel Ics, il Conte, Geri Del Bello, Emanuel Ajax, Roy Lecco, Franco, Julius, David): è stato difficile unire tutte queste personalità?
Son state persone disponibili, tutta gente positiva. Abbiamo vissuto una settimana tutti insieme per girare e tutto si è svolto nella massima collaborazione,   ho capito che se ti poni in modo solare il lavoro procede bene, ma anche qui non sono mancati i consigli del maestro Andy. Molti si sono conosciuti lì sul set, è bello fare queste collaborazioni fra produzioni diverse che condividono un unico obbiettivo. Personalmente apprezzo molto l’umanità delle persone, quella che viene fuori spontaneamente quando si è a stretto contatto per del tempo. Anche se con fatica, son riuscito a rispettare la mia tabella di marcia in quelle settimane, facendo ogni giorno quello che mi ero proposto senza rimanere mai indietro. È stato molto impegnativo appunto, perché le idee sono una cosa, quando sei ‘sul campo’ invece ti trovi di fronte ad un’altra realtà: se avessi fatto tutto quello che avevo in testa forse eravamo ancora lì a girare…tutti hanno dato il meglio.

Ares Brunelli e la regia: raccontami come ci sei arrivato…
Premessa: io ho sempre lavorato facendo il muratore, in fabbrica e via dicendo. Poi dopo un pesante infortunio seguito da un lungo periodo di riabilitazione, non ho più potuto fare i lavori che avevo svolto fino ad allora. La fotografia ed il video mi son sempre piaciuti e in quel periodo ho avuto l’onore di dare una mano ad un regista videomaker professionista che mi ha insegnato come posizionare le luci e come sincronizzare la musica al video..Così ho iniziato con un video ad una band di miei amici. Da lì ho cominciato a fare videoclip, pubblicità, documentari…riprese in occasione di battesimi, matrimoni e quant’altro. Dopo qualche anno in maniera del tutto casuale, ho conosciuto Roberta Farnese. Ho iniziato a fare delle foto e successivamente ho girato il primo film con lei una settimana prima del mio trentesimo compleanno: ricordo che era Luglio, faceva un caldo tremendo, sul set venne mio padre ad aiutarmi – un po’ glielo dovevo, dal momento che i primi nudi li avevo visti nei suoi vecchi giornalini rimanendo sempre molto colpito dalle tette (ride)

Tornando a ’NeoWeb’ com’è stato accolto, quali sono stati i responsi ad oggi?
Chi l’ha visto mi ha dato dei buoni feedback, altri mi hanno detto che preferiscono di più il genere amatoriale: sai, lì dipende com’è la persona. Con calma sto procedendo nel fare pubblicità alla serie anche a livello dei social.

D’altronde la ‘consumabilità’ di questo prodotto, una serie di 10 puntate, è ben diversa da quella di una singola scena…
Credo che l’utente ideale  sia quello dei film ‘di nicchia’ o di prodotti ‘un po’ più costruiti’. Al consumatore medio di porno non credo gliene freghi tantissimo, magari può esserci curiosità, questo si.

Ad oggi possiamo ritenere concluso il lavoro sulle 10 puntate oppure stai ancora curando alcuni aspetti?
Mi sto occupando di ottimizzare la resa dell’audio senza il mio fonico di fiducia, ultimamente impegnato in una tournée con un gruppo musicale. Per la seconda stagione cercherò di organizzarmi chiamando delle persone che sappiano l’inglese in modo da aggiungere in un secondo momento l’audio sotto.

Stai pensando al doppiaggio, insomma?
Direi di si. L’uso dell’inglese aprirebbe la fruizione ad un pubblico internazionale. Visto poi che l’ambientazione è quella di un bordello con le più belle ‘ninfe’ provenienti da tutto il mondo – l’asiatica, la nordeuropea, eccetera – vorrei enfatizzare la cadenza linguistica di ognuna: sarebbe bello perfezionare questa diversità nel parlato.

Dal punto di vista spettatoriale, sei – o sei stato – un consumatore di hard con trama? Ti sei buttato nella scrittura di questo lavoro con un’ispirazione ben precisa?
Il porno lo guardo in generale “l’occhio da regista”, o per lo meno ci provo, partendo dai grandi registi del passato, primo fra tutti Lasse Braun per il quale ho grande rispetto e ammirazione (siamo in due, nda). Poi formi delle tue idee attraverso letture e visioni di cinema, sia hard che non.

Riguardo alla confezione, ’Neoweb’ presenta uno stile molto accurato ed accattivante, sempre basato su un’estetica gotico-futuristica…
In questi termini mi piace trovare delle similitudini con ‘Gotham’ o ’Sin city’: le luci sono impostate più o meno in quel modo. Per quanto riguarda il colore invece ho puntato sull’uso del bianco&nero in alternanza con il verde rosso per alcuni dettagli …uno stile che richiami, nei limiti delle possibilità, l’estetica steampunk, insomma. Tieni conto che mia mamma è una sarta, i vestiti li ha fatti lei.

La tua famiglia è stata parte integrante del procedimento di realizzazione, insomma…
Si, non a caso il nome della produzione è ‘WebHardFactory’, richiamando il concetto storico di ‘Factory’ di alcuni artisti del passato: l’idea di gruppo creativo in cui ho avuto amici e relative famiglie che da zero mi hanno aiutato a creare questa cosa! Lo stesso vale anche quando mi trovo a fare dei video musicali: i miei genitori e chi mi sta vicino mi han sempre dato una mano.

Per quanto riguarda i tempi, quanto hai impiegato per girare il tutto?
Va detto che abbiamo girato in due volte: una settimana a Settembre, poi una seconda parte verso Ottobre/Novembre organizzando le riprese delle scene in base agli attori del cast che avevo disponibili o girando ad esempio nello stesso giorno tutte le scene da ambientare nella stessa location. Complessivamente 12/13 giorni di ripresa per 10 episodi: quasi un giorno a episodio insomma, anche se non si può quantificare in questo modo perché gli episodi non sono stati realizzati uno separatamente dall’altro.

Il format di questo tuo lavoro è orientato a quello della serie televisiva: se ne potrebbe tirar fuori una versione soft accanto a quella hard, volendo…
Con un montaggio diverso, si. Tempo fa ho provato a contattare Netflix, perché avevo letto che erano stati finanziati molti fondi per serie tv italia …vero è che su Netflix, pur essendo presenti prodotti in ambito erotico, non vengono mostrate penetrazioni eccetera, per cui forse leggendo che si trattava di una serie hard l’hanno scartata a prescindere. D’altro canto però la ripresa della scene hard nel mio caso non si limita alla penetrazione, ma è fatta nella sua totalità con inquadrature di vedo/non vedo, le espressioni dei volti e via dicendo: per cui, togliendo la parte esplicitamente porno, potrei adattarlo tranquillamente. Poi va anche tenuto conto delle differenti leggi a riguardo che regolano una piattaforma come Netflix e i relativi materiali da proporre in Paesi diversi…ad ogni modo ho predisposto i sottotitoli in inglese nei vari episodi e le trame di ogni singolo episodio sia in italiano che, appunto, in inglese.

Ritorniamo a parlare dell’uso del bianco&nero, da te adottato assieme a determinati colori ottenendo delle inquadrature con un’impronta antinaturalistica…
La convivenza del b&n con frammenti di colore c’è sia per le scene narrative che per le scene hard, si è trattato di una scelta di color correction improntata come detto allo stile di ’Sin City’ per trovare nuove soluzioni figurative. Sulla cromatura comunque sto ragionando molto anche nell’ottica di sperimentare nuovi accostamenti nello spin off. Per portare un esempio di quanto detto vorrei sottolineare la soluzione adottata nella scena hard della sesta puntata tra Dana Santo e Emanuel Ajax, tutta in b&n con un verde molto acido posto sullo sfondo.

In un contesto come questo, in cui l’attenzione per i dettagli è fondamentale ed in cui, è bene ribadirlo, siamo del tutto estranei ad una logica visiva amatoriale, risulta fondamentale, oltre al montaggio, anche il procedimento di post produzione. Quanto tempo ti ha preso?
Mettendo in conto una certa sfortuna sul corretto funzionamento delle apparecchiature – è capitato che si son bloccate diverse volte – ho impiegato due mesi e mezzo/tre, ma stando tutto il giorno davanti al pc: alla sera staccavo lo scotch dalle palpebre!

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Dicono di ‘Neo Web’…

Andy Casanova: ‘Io mi sono occupato del casting, invece per quanto riguarda le riprese non ho interferito in alcun modo nel lavoro di Ares: ho notato che aveva idee molto chiare sul da farsi e del resto uno può esprimere tutto se stesso solo in condizioni di libertà creativa’.

Simona Sventura: ‘Un progetto al passo coi tempi, moderno ed accattivante. Io amo le serie televisive ed una serie HOT, nel panorama italiano mancava! Come mancava una Drag Queen italiana all’interno di essa, direi che più futuristico di così non si può!’

Jack23 (jack23production): ‘È stata una giornata molto intensa: abbiamo girato tutte le parti delle puntate dove appaio io in un solo giorno, la scena hard che ho girato secondo me è stata veramente una bomba a fine riprese ci hanno fatto tutti gli applausi persino i clienti del club privé che ci spiavano. Io e Ares ci conosciamo da tempo abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2017, lui mi conosce bene e ha saputo trovare il ruolo perfetto per me in questa serie…è veramente un professionista attento nei minimi dettagli ed è organizzato veramente bene, soprattutto ha una buona squadra di aiutanti, ha avuto una grande idea inventando questa prima serie porno italiana: nessuno finora qui in Italia ne ha mai fatta una del genere con un casting così ricco. Spero con tutto il cuore che ne farà altre e soprattutto non vedo l’ora di interpretare qualche altro personaggio in una delle Sue serie future’.

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