Intervista a Giorgio Grandi

Giorgio, la tua carriera di attore è cominciata in Italia nel 2002/2003, correggimi se sbaglio. Mi ricordi com’è avvenuto il tuo ingresso nel settore?

Ho cominciato tardi avevo circa 27 anni, era il 2003. Ero a una festa trasgressiva e l’organizzatore era un produttore del panorama milanese. Io lavoravo nell’azienda di mio padre a quel tempo, ma le cose non andavano troppo bene: si lavorava tanto ma farsi pagare era un incubo, così ho deciso di cambiare completamente la mia vita.
Ho fatto la gavetta, quella vera, nell’ambito delle piccole produzioni milanesi, per pochi soldi e in condizioni lavorative non ottimali. Dopo un anno circa, alcune produzioni italiane più importanti hanno cominciato a chiamarmi regolarmente: anche se la gavetta non era proprio finita, si trattava di un passo importante.

Hai lavorato con molte delle maggiori produzioni italiane dell’epoca: a distanza di molti anni, quali erano secondo la tua esperienza le migliori – da leggersi come più professionali, maggiormente remunerative e di maggior qualità?

Non ho ne esperienze traumatiche ne particolarmente entusiasmanti. Economicamente parlando non cambiava molto per una singola scena da un produzione all’altra, quello che cambiava era il volume di scene che rendeva una produzione più remunerativa delle altre. Se parliamo di esperienza e maturazione professionale, alcune produzioni davano molto, altre praticamente zero. Molto spesso quelle che davano “zero” erano quelle considerate più rinomate. Sfortunatamente la pornografia italiana ha sempre ghettizzato chi sperimentava, dando attenzione a chi invece era legato a una pornografia classica. Il risultato è stato il fallimento dell’intera industria e dell’intero sistema.

Sei poi passato ben presto alla regia, affrontando dunque problematiche maggiori di quelle di semplice attore. Quali furono le motivazioni principali per cui decidesti di spostare la tua attività di produzione in Russia?

Molto presto mi sono accordo che lavorare nel porno non era proprio un lavoro stabile, specialmente come attore. Avevo capito che per rimanere in questa industria dovevo passare dall’altra parte della telecamera il prima possibile.
Mentre lavoravo come attore, mettevo da parte un po’ di soldi per essere in grado di arrivare a produrre i miei contenuti. Il problema a quel tempo era che potevi produrre tutti i contenuti che volevi, ma senza un accordo con un distributore (all’epoca si parlava di DVD e televisioni solamente) era impossibile fare dei progetti.
Nel 2005 ho cominciato a produrre sporadicamente dei film che ho venduto a un paio di aziende italiane, nulla di importante a dire la verità, ma sufficiente a farmi capire che l’industria pornografica italiana come la conosciamo sarebbe sparita da lì a pochi anni. Ero convinto che il vero obbiettivo doveva essere girare un film che sarebbe piaciuto al pubblico, mentre in Italia il film doveva piacere al distributore.
Ho espresso il mio punto di vista a un paio di registi di quel tempo e come risultato sono stato “messo da parte” da alcune produzioni. Qualcosa del tipo “ma chi si crede di essere Giorgio Grandi, adesso non lo chiamiamo più a lavorare e poi vedi come abbassa la cresta”. Io invece la testa non l’ho abbassata…nel frattempo Internet ormai aveva preso piede.

Nella fase in cui hai messo online il tuo sito ’norestfortheass.com’ ci trovavamo, se ho fatto bene i miei calcoli, ad un bivio per ciò che riguarda le strategie distributive dei contenuti hard: il formato DVD stava gradatamente lasciando spazio alla fruizione/distribuzione digitale. Come ti organizzasti a questo riguardo, ovvero: 1) con quale frequenza aggiornavi il sito? 2) I contenuti erano fruibili sia attraverso un abbonamento che tramite il tradizionale supporto DVD?

Avevo un progetto, creare i miei siti internet, e così ho cominciato a produrre contenuti per questo progetto a mio piacimento, poi per rientrare del costo di produzione li vendevo ad una azienda italiana di Milano con la quale avevo creato un rapporto decente: chiaramente, quando vendevo loro i miei film tenevo per me i diritti internet, Era il 2006: in quell’anno andai 2 volte in Russia per produrre i miei contenuti e nel Marzo 2007 mi trasferii a San Pietroburgo, in pianta stabile. Avevo 31 anni.
Tra il 2007 e il 2008 ho messo online i miei siti e mentre le aziende italiane chiudevano sostenendo che internet e il porno gratuito li avevano rovinati, io prosperavo usando il porno gratuito per promuovere i miei contenuti a pagamento. In realtà non avevo inventato nulla, era il sistema di promozione che usavano tutti.

Ormai il concetto di film non esisteva più, si parlava di “scene” che io producevo per i miei siti internet e che poi “mettevo” in “film” (DVD) che vendevo in mezzo mondo, ma vendendo diritti “geolocalizzati”. Invece che vendere tutti i diritti “in blocco” a un solo acquirente che poi li avrebbe venduti in giro per il mondo, massimizzavo il profitto vendendoli singolarmente.

Era un bel periodo, lavoravo tanto (produzione, post produzione e promozione), ma guadagnavo bene e sono arrivato ad avere 6 siti internet, ogni sito aggiornato una volta alla settimana con una nuova scena. Continuavo a lavorare da attore, avevo un cameraman che mi aiutava ed un piccolo team di persone che lavoravano per me.

A proposito del tuo passaggio dalla Russia alla Repubblica Ceca tu definisci questo cambiamento ’traumatico per varie ragioni’ nelle note biografiche delle tuo sito. Dal punto di vista professionale cos’è che rese complicato questo trasferimento?

Nel Novembre 2009 (ero ancora in Russia) un “big fish” dell’industria pornografica su internet mi contattò chiedendomi di girare per lui delle scene, cosa che accettai: era il propietario di xvideos.com che alcuni anni più tardi creo Legalporno. Nel 2010 avevo un volume di produzione pari a circa 50 scene al mese e una dozzina di persone che lavoravano per me a tempo pieno.
Ma le cose non potevano durare per sempre. Per colpa di alcuni colleghi europei che potrei definire “avventati”, San Pietroburgo e la sua industria pornografica sono finite sotto i riflettori della cronaca per una ragazza che affermava di essere stata drogata.
Invece di tenere un profilo basso, l’agente di questa ragazza si è schierata pubblicamente dalla parte del produttore e il produttore stesso fece dichiarazioni tipiche di un imbecille, cose del tipo “dì quello che vuoi, tanto io vado in Russia da 20 anni e so come funziona”
In Russia la produzione pornografica era illegale, ma a San Pietroburgo una legge comunale ne tollerava la produzione…tutto questo fracasso aveva scoperchiato il vaso di Pandora e la Duma fece direttamente una legge che sarebbe entrata in vigore dopo 15 mesi che vietava la produzione (la cosiddetta legge contro l’oscenità). Era Luglio del 2011. Sempre in Russia, il 2012 e’ stato un anno nero per me, ebbi la polizia sul set per 2 volte.

La prima volta qualcuno ha tentato di incastrarmi. Un dei nostri scout mi propose una bella ragazza nuova e io gli dissi di farla venire a San Pietroburgo. Ho messo la ragazza a dormire nel mio “studio”, ma alla mattina seguente ha chiamato la polizia dicendo che l’avevamo rapita. La cosa strana è che è riuscita a dare dettagli precisi in merito a dove si trovava il mio studio, cosa che chiaramente non era possibile…
Quando la polizia e’ arrivata, la porta era perfino aperta, ma giustamente hanno portato tutti in questura. La ragazza che li aveva chiamati, la mia truccatrice e due modelle. Fortunatamente abbiamo risolto la cosa in un paio d’ore, la sola idea che qualcuno volesse incastrarmi in questa maniera mi offende, come se fossi arrivano in Russia da 2 giorni invece che 4 anni!

Ero stato costretto a spostare lo studio in una location differente, ma come ti ho detto il 2012 non era proprio il mio anno.
Poche settimane dopo, infatti, una modella che doveva lavorare per me sbaglia piano e bussa alla porta sbagliata. Apre una vecchietta (la signora che abitava sotto il mio studio) e le due cominciano una conversazione che ricordo a memoria:
Vecchietta apre la porta: Signorina, come posso aiutarla?
Modella: Sono qui per la scena
Vecchietta: quale scena?
Modella: Come quale scena, la doppia anale!
Vecchietta: signorina, credo che abbia sbagliato appartamento…
Modella: oddio, probabilmente e’ il secondo piano, grazie…

La vecchietta chiama la polizia e il giorno dopo, alla mattina, la mia truccatrice trova 2 poliziotti che bussano alla porta del mio studio. Lei tira dritto su per le scale e mi chiama. Un’altra location bruciata…
Insomma, a Novembre 2012 la legge “anti oscenità'” sarebbe entrata in vigore e io decisi di andare un paio di settimane a Praga per far vedere come era la situazione. Era Luglio del 2012 e da allora non sono più tornato a San Pietroburgo.
In Repubblica Ceca ho continuato a lavorare più o meno come in Russia per qualche tempo, ma molto più in tranquillità. C’è un aneddoto simpatico: stavo girando per strada l’introduzione di una scena quando si ferma una macchina della polizia. Un poliziotto si avvicina e mi chiede di spostarmi lontano dal semaforo perchè la modella è vestita sexy e chi guida potrebbe distrarsi facendo un incidente. Il poliziotto si è anche offerto con il suo collega di rimanere sul posto per evitare che qualcuno ci importunasse!
Sfortunatamente la Repubblica Ceca non era in grado di fornire un volume di ragazze nuove per sostenere la mia produzione (infatti la mia produzione si basava su ragazze nuove e contenuti abbastanza forti) e dopo qualche mese ho cominciato ad arrancare. Sia la mia produzione per altri siti, sia la produzione per i miei siti era un crisi, quindi decisi che era tempo di cambiare.
Legalpono era agli inizi, è molti dei contenuti che avevo girato in Russia per il proprietario cominciavano a essere pubblicati. Un giorno, quasi scherzando, gli dissi che volevo vendere i miei siti e i miei contenuti…ricordo che pochi minuti dopo avevamo già un accordo: era l’estate del 2013.

Quando ti sei trovato di fronte all’opportunità di aprire un tuo Studio nell’ambito di Legal Porno, mentalmente eri già a conoscenza del ‘metodo’ di lavoro e di valutazione dei contenuti di questa piattaforma o hai dovuto abituarti gradualmente ad una modalità diversa di approccio alla tua professione in un nuovo contesto?

A Dicembre 2013, esattamente il giorno di Natale, il proprietario di LP mi scrive su Skype per farmi gli auguri e mi dice che i tempi sono ormai maturi per un tornare a lavorare per lui come “Studio” su LP, ma con un sistema diverso da prima. Mi spiego meglio: mentre precedentemente i contenuti che producevo per lui erano pagati “una cifra fissa a seconda del contenuto”, LP utilizzava – e utilizza – un algoritmo che definisce il prezzo a cui lui avrebbe acquistato la scena in base a quante volte la scena veniva comperata nei primi 14 giorni in cui era stata messa online. Ti ricordo che LP è uno dei pochi siti al mondo dove ogni scena è venduta singolarmente e non è parte di una membership che dà l’accesso a tutti i contenuti.
Sostanzialmente una sfida: cercare di vendere a 4 dollari una sola scena, mentre la concorrenza vendeva a 19 dollari l’accesso completo a tutto il sito internet.
A questo punto potevo basare la mia strategia su “nuove ragazze” o “contenuti straordinari”, ho scelto la seconda strada, senza disdegnare la ricerca di nuovi talenti. Il resto è storia recente.

Relativamente a quanto chiesto sopra, vorrei soffermarmi su un passaggio molto interessante letto nel tuo sito, che riporto di seguito in originale:
‘I produce the content with my own money and a few weeks after that a video is published (“updated”) on the website, an algorithm decide how much is the value of the content. This value can be lower than the production cost (it means I can lose money). Basically the audience decide how much the content is worth.’
Potresti darmi dei chiarimenti riguardo all’algoritmo che stabilisce il valore del contenuto nello specifico? Da cosa è determinato tale algoritmo?

Una volta che hai un po’ di statistiche in merito a traffico/membri/acquisti, i risultati si possono predire in base a quante volte una scena viene acquistata nelle prime 2 settimane.

Proviamo, se possibile, a descrivere quello che è il procedimento di ‘creazione’ di un contenuto per il tuo Studio: come viene pianificato il lavoro?

Il sistema è complicato: alcune modelle arrivano da agenzia, altre arrivano dalla nostra agenzia e altre sono indipendenti. Prendo io le decisioni, tratto direttamente con modelle e agenti e decido/negozio le scene da girare. La palla passa poi al mio assistente che si occupa di metterle nel nostro programma e portarle a Praga, Qui interviene il mio driver che si occupa di sistemarle nello studio. Il mio studio è circa 900 mq e abbiamo camere doppie e triple per le modelle e i ragazzi. La truccatrice le prepara e io approvo sia il trucco che i vestiti. Il mio cameraman si occupa poi della scena.

Il motto con cui si apre il tuo sito è: ‘Making porn last forever…no matter what’.
Di contro, il motto di molte modelle che si affacciano oggi al settore sembra essere ‘Prendi i soldi e scappa…no matter what’. Una dicotomia che condividi, oppure c’è dell’altro?

In parte il problema è legato al fatto che la maggior parte della modelle vuole avere il massimo introito economico con il minimo impegno, il problema sostanziale è l’ignoranza in materia pornografica della maggior parte della modelle. Non hanno la più pallida idea di come funzioni il mercato, questo le porta molto presto ad essere praticamente “inattive” o “attive saltuariamente” (praticamente nessuno le chiama per lavorare) e quindi approcciano la prostituzione (a meno che non abbiano cominciato con il porno con l’interesse principale di poter avere introiti più alti dalla prostituzione, in quanto il porno è una “vetrina” su possibili clienti). E’ un discorso molto complesso, anni fa il 99% delle modelle veniva gestito da una sola agenzia che consigliava in merito a come svolgere una carriera decente, adesso la maggior parte delle modelle lavora con diverse agenzie e anche direttamente con il produttore senza avere un’idea del mercato

Non credi che LP stia portanto il porno verso una ricerca continua dell’estremo?
Lasciando da parte tripe anali e virtuosismi tecnici, con LP non abbiamo inventato nulla, abbiamo solo messo i tasselli al loro posto, dato a Cesare quello che è/era di Cesare. Il porno “non ordinario” è sempre esistito, la maggior parte dei distributori di DVD aveva la cosiddetta “linea estrema/sperimentale/di nicchia” (chiamala come vuoi). A quei tempi il negozio, sexy shop o videoteca che fosse, è stato sempre forzato dai distributori a comprare il “pacchetto novità” mensile consistente in 6-12 film venduti “in blocco” per ottenere un prezzo che sembrava ragionevole. Solitamente un film “di punta” con la trama e con una attrice italiana “di nome”, 2-3 film con un budget minore, interessanti o mediocri che fossero (includendo anche qualcosa di “non ordinario”), un amatoriale che ancora aveva un suo perchè (anche se spesso di amatoriale non aveva nulla) e robaccia di contorno comprata “di importazione” a pochi spiccioli. Se noi andiamo ad analizzare il prezzo a cui il negozio acquistava il pacchetto, ci accorgiamo che la robaccia non aveva un prezzo di favore, ma sostanzialmente costava come il resto. Non era un prezzo ragionevole, ma gonfiato. Se poi andiamo a vedere cosa il negozio vendeva o noleggiava beh, il grosso del pacchetto non faceva soldi ma rimaneva li a fare la muffa. A questo possiamo aggiungere che il film con la trama esisteva per “entrare” nel mercato televisivo ma nel negozio veniva comprato da chi seguiva una determinata attrice, mentre il cosiddetto titolo “non ordinario” era una garanzia di guadagno per il negozio e sulle televisioni non è mai stato visto di buon occhio. Risultato: industria DVD morta e televisiva in coma. Senza stare ad elencare i motivi per i quali internet ha conquistato il mercato (che non sono legati alla comodità o al porno gratis, ma alla qualità superiore dei contenuti) su LP io ho “preso” molto di quello che si definiva “non ordinario” e l’ho messo insieme in una sola scena. Ti faccio un esempio per fartelo capire meglio. A quel tempo di film con pissing se ne facevano di grandiosi in Germania, ma senza anale. Per il fisting, sia in italia che in Germania se ne producevano continuamente, ma spesso con ragazze mediocri…per le doppie anali sono stati gli americani a cominciare a pubblicarne regolarmente (per la maggior parte prodotti e creati da Europei che si erano spostati in America), per non parlare del sesso forte in generale, dominazione e sottomissione della donna su cui a quei tempi in parecchi hanno costruito una carriera. Io non faccio altro che creare scene con tutti questi elementi “mescolati” insieme. Ho inventato qualcosa di “non ordinario” con LP? No, assolutamente no. Ho forzato i limiti? No, i limiti erano già forzati da anni. Su LP pubblichiamo quello ha sempre venduto meglio, chiaramente rivisitato tecnicamente e stilisticamente visto la nuova situazione tecnologica, ma non abbiamo nè inventato nulla nè spostato i limiti. La quantità di contenuti che pubblichiamo e il prezzo a cui li vendiamo è solamente una conseguenza di un mercato enorme che non è mai stato sfruttato come avrebbe potuto essere. Se mi permetti una nota, quello di cui posso vantarmi è l’aver affinato sia tecnica e posizioni che inquadrature e “movimenti” che nessuno faceva e che adesso tutti fanno. Sono stato il primo a girare “gonzo” con una camera DSLR, e adesso lo fanno quasi tutti. Tornando alle cose serie, LP è rivoluzionario perchè è in grado di pubblicare quantità mostruose di contenuti assolutamente non economici (parliamo di 80-90 scene al mese) ma non è nemmeno un sito con contenuti “non ordinari”, visto che le nicchie sono mescolate tra di loro in tutte le scene. Il “non ordinario” è diventato ordinario. LP ha tolto dal “ghetto” il porno che ha sempre generato soldi e lo ha messo in cima al mondo distribuendo a modelle e ragazzi quantità di soldi impensabili in Europa fino a pochi anni fa. LP ha “sdoganato” le nicchie, portandole a essere “intrattenimento” invece che “la ragione” per una sega veloce. Per una semplice sega veloce, c’è il porno gratuito…se uno vuole qualcosa in più c’è LP.

A proposito dell’uso della camera DSLR per le riprese, in molti ne esaltano l’indiscutibile superiorità in termini di qualità dell’immagine, mentre altri continuano a considerare ottimale soprattutto la sua identità di ‘fotocamera’, più ancora delle potenzialità video. Personalmente – alla luce anche dell’uso ormai consolidato nell’ambiente cinema – ritengo che conferisca al girato un ‘mood’ più ‘cinematografico’ appunto. Quali sono le specifiche che la rendono la scelta migliore per la ripresa di una scena LP, nel nostro caso?

Le fotocamere DSLR vanno bene per immagini piuttosto statiche, perchè a tenerle in mano e muoversi come facciamo su LP, mantenere il “fuoco corretto” è impensabile. Questo era il principale problema quanto ho cominciato a sperimentare con la mia fotocamera Canon D5 Mark II: non andava bene per il gonzo, bisognava concentrarsi sul fuoco e ancora si sfuocava in continuazione. Salendo di qualità la C100 (che non è più una fotocamera DSLR, ma un videocamera DSLR) aveva la stessa problematica, il fuoco “manuale”. La soluzione per me è stata la C300 Mark II, ma con le ottiche è un paio di accessori, costava 20.000 euro quando hanno cominciato a commercializzarla.
Girare in DSLR con una fotocamera lo trovo deprimente, si parla tanto di professionalità, ma è come pensare che una Mazda MX5 sia una sport car al livello di una Porsche (e io non schifo la MX5, ho la RF).
La cosa che rende unica il materiale in DSLR è la neutralità dei colori. Utilizzando un player come VLV è possibile regolare i colori in accordo con il proprio gusto. Aumentare per esempio la saturazione se chi fruisce del video vuole colori più intensi. La mia scelta di investire nel DSLS non è stata solamente stilistica, ma soprattutto volevo dare agli utenti la possibilità di adattare l’aspetto visivo del video ai loro gusti personali.

Parliamo un po’ di casting…quali sono le condizioni ‘necessarie e sufficienti’ affinché una candidata per lavorare ad una tua scena venga da te presa seriamente in considerazione? Esistono cioè delle peculiarità ‘attitudinali’ o fisiche a cui tu poni attenzione, ferma restando la volontà di mettersi in gioco in questo settore?

“Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” è un concetto irrealistico. Gli standard di bellezza sono sempre gli stessi. Fisico filiforme, bel viso, altezza non eccessiva. Immaginati una modella da passerella, ma meno alta. Questo è lo “standard” dove non sbagli mai.

Come abbiamo detto, col passare del tempo il settore è andato incontro a profondi cambiamenti che diversi addetti ai lavori hanno valutato unilateralmente come ‘involuzione’ ma che io mi limiterei ad identificare come ‘metamorfosi obbligata’ di mezzi, ‘linguaggi’, tipologie di produzione/realizzazione/vendita e quant’altro, non necessariamente peggiorativa in tutto e per tutto. In questo senso è cambiato, immagino, anche il rapporto di un produttore con le agenzie e la gestione delle relative modelle. Quali aspettative è lecito nutrire oggi in tal senso, confrontandole con la preparazione e le competenze di un’agenzia operante sul mercato di una ventina d’anni fa, ad esempio?

Le agenzie di adesso lavorano “per il produttore” e non per la modella. Quasi tutti producono lo stesso tipo di contenuti e vogliono ragazze nuove, per cui le agenzie non si prendo cura delle modelle “a lungo termine” ma solamente in relazione alla richiesta.
A parte che è un suicidio per chi i contenuti li produce, i siti di successo utilizzano la stessa modella (chiaramente una buona modella) molte volte basandosi la proprio strategia di mercato principalmente sulla qualità dei contenuti, mentre gli altri arrancano non appena non hanno modelle nuove. Anche per me è difficile comprendere un sistema come questo, non ha senso.

Contestualmente alla domanda precedente ti chiedo qual’è invece la ‘policy’ adottata dall’agenzia da te gestita con tua moglie Tarra White, la White Modeling appunto (www.thewhitemodels.com)?

Abbiamo modelle esclusive e non disdegniamo di gestire modelle a breve termine, ma è una battaglia praticamente persa in partenze. Devi capire che avendo la maggior parte delle modelle registrata in tutte le agenzie, non c’è interesse a lavorare con una modella a lungo termine, i prezzi si abbassano, o per meglio dire non sono cresciuti da 10 anni a questa parte.
Poi, quando una agenzia come la nostra trova una modella che accetta di seguire la nostra strada in maniera esclusiva, ecco che tutte le altre agenzie la martellano immediatamente proponendo poche scene quà e là. Questo destabilizza il nostro rapporto con la modella dal principio. Trovare una modella costa in media 3000$, per quale motivo dovremmo trovare una modella se poi non riusciamo nemmeno a gestirla propriamente nemmeno per poche settimane? Senza contare quelli che io chiamo “social hookers”, quelli che cercano di reclutare modelle che sono già attive, destabilizzando ancora maggiormente il sistema.
Il risultato è che chi ha il potenziale di trovare nuove modelle, non ci si mette nemmeno più a fare questo lavoro, non ne vale la pena.
Noi continuiamo per la nostra strada, cerchiamo modelle esclusive che non hanno mai lavorato nel porno e le riempiamo di soldi dal principio in modo che se un’altra agenzia si intromette non trova terreno fertile, ma non è una scelta giusta. Una agenzia dovrebbe procurare lavoro in maniera “regolare” per almeno un paio d’anni a una buona modella e lavorare sulla sua popolarità senza fretta, cosa che oggi non è possibile

Dal punto di vista dei risultati, qual’è il tipo di scena/performance/attrice che il pubblico ha mostrato di gradire maggiormente ad oggi, tra le tue proposte?

Di ragazze che piacciono ce ne sono tante, inutile elencarle. Se si parla di anale l’azione deve essere intensa “balls deep” (fino alle palle). Se si parla di doppia anale, beh, non mi sembra necessario spiegare come sia un atto sessuale di intensità superiore a tutto il resto.

In questo ambito, come si inserisce la figura del performer maschile, ossia: sei alla ricerca di pornoattori, e, se si, quali sono i criteri di scelta di cui un ragazzo deve tener conto?

Un attore al giorno d’oggi deve avere un cazzo grosso e saperlo usare. Oppure deve essere molto tecnico, ma la tecnica si acquisisce con l’esperienza a meno che non sia innata come lo era per me. La forma del cazzo è importante, deve essere regolare e confortevole per la donna. Quello che facciamo è già tecnicamente complesso, se anche usassimo cazzi deformi sarebbe ancora più difficile.

Nel complesso, quale ritieni essere il ‘punto forte’ della tua strategia di produzione, ovvero l’aspetto su cui hai più duramente lavorato nel corso degli anni?

Seguo il mercato e le tendenze, cerco di immaginare gli scenari da quì a 5 anni e muovermi in anticipo. L’ho sempre fatto e ha sempre funzionato.

Per finire, parliamo di obiettivi professionali: cos’è che ancora può evolversi nel tuo modo di lavorare e qual’è la ‘mission’ di Giorgio Grandi per il prossimo futuro?

Nel 2018 ho speso quasi un milione e mezzo di dollari in produzione. Recentemente ho incrementato le scene che pubblico su LP da 7 a 9-10 (alla settimana), non credo ci siano spazi per incrementare maggiormente, almeno non in tempi brevi.
Personalmente mi sto dedicando maggiormente ai “toys”. Stiamo per cominciare a commercializzare “toys” che fabbrichiamo in Repubblica Ceca.
Vedi il mercato dei “toys”, secondo me, cambierà molto nei prossimi 10 anni, allo stesso modo in cui è cambiato il porno 10 anni fa.
La commercializzazione “all’ingrosso” (nella quale si sono riciclati la maggior parte dei distributori di DVD), risente delle stesse problematiche che hanno ucciso i DVD. Prezzi alti, mancanza di qualità e atteggiamento truffaldino. Pensa ad esempio che una delle aziende leader in europa nella distribuzione di “toys” sta preparando per alcune modelle relativamente famose, le loro “vagine in silicone”, senza nemmeno fare lo stampo della vagine della modella, ma utilizzando solo l’‘immagine’ della modella per motivi di marketing…(l’equivalente che accadeva nel mercato DVD: quanto volte un utente ha acquistato un film con una copertina bellissima per poi trovare materiale di pessima qualità o perfino diverso). Ne possiamo parlare ampiamente tra un paio di mesi, quando il nostro sito sarà online.

Studio di Giorgio su LP
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Sito Ufficiale di Giorgio (per saperne di più sulla sua attività – no scene porno)

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