I Film della Valery Vita Production

Sono contrario da sempre a quelle (finte) pornostar che durante i loro (finti) orgasmi invocano il signore. Avete presente quei siti americani – troppi, così come troppi sono i loro frequentatori – le cui scene culminano con gli stomachevoli ‘Oh my god!’ sibilati ad nauseam dalle siliconate di turno per dare l’idea al malcapitato segaiolo dall’altra parte dello schermo che uh, il loro godimento è autentico e ad alta gradazione? Ecco, quella roba lì. Stomachevole perché propone la messa in scena di un sesso ’domestico’, rassicurante, tranquillone, conservatore e squisitamente medio borghese, ‘cattolico tanto per’. Stomachevole perché pare che agli atei o agli agnostici o semplicemente a coloro che ‘ignorano il signore’ debba essere negata la visione di un sesso laico. Qualcuno si ricorda che diversi decenni fa il porno era espressione di rivoluzione, non solo sessuale ma dei costumi tutti, ivi includendo le dinamiche di coppia? Ecco, a distanza di 40 e più anni è come ritrovarci dall’inizio, solo con femmine altamente plastificate (non solo nelle fattezze fisiche). Oh my god, appunto.
Naturalmente c’è chi questo scempio l’aveva già largamente previsto, non solo in termini cinematografici, ma per non andare off topic di questo mi riprometto di parlare un’altra volta.

Uscendo faticosamente da questa premessa mi ritrovo a vedere e ascoltare la blasfemia, pura e incontaminata, delle dirette e dei film della Valery Vita Production. E meno male, perché di sesso bestemmiato se ne sente il bisogno. Un sesso ‘fetish bizarre’ e ’weird’ – perché l’italiano ’strano’ non rende bene l’idea – estremo nelle pratiche mostrate e nei concetti espressi, spietato, feroce, inquietante, liberatorio. Valery sa come imbastire un teatro erotico macabro e grottesco, per questo mi piace il suo coraggio e la sua sfrontatezza. Nel porno di Valery Vita la profanazione è all’ordine del giorno: performance estreme quali pissing e scat sono funzionali alla desecrazione materiale e concettuale della ’santità’, la bestemmia cercata, reiterata come in un mantra si palesa in una litania oscena, bestiale, cattiva.
Elemento ‘buono e giusto’, ma ‘oggetto di discussioni’ nel nostro paesino cafone anche per quanto riguarda i costumi sessuali, è l’adozione di una bisessualità ‘da ambo le parti’: ecco dunque che il lesbo di Valery con Althea, altro personaggio ‘diaboliko’ (attenzione al nome e capirete) è contrappuntato dal sesso gay maschile, sia tramite un innocente strap on che ‘in phallo veritas’ grazie a ‘Padre’ Trip Conte – pornofachiro con vari ‘vizietti’ – e al sodale Rasputin, ‘frater lacrimarum’ in quanto slave.
I personaggi del grand guignol satanico che è la produzione di Valery sono maschere brutali, inquietanti eppure emanano un fascino mefitico, malsano. E’ malsana la voce simil-posseduta della stessa Valery (‘L’Esorcismo di Valery Vita’), è malsano il sorriso lussurioso e ‘promettente’ di Althea, è malsana la carica erotica della ‘misteriosa’ Jasmine, perversa maestra del sacrilegio ora celata da una mascherina, ora accompagnata da un cappellaccio stregonesco in outdoor action con Tito B (il recente ‘Quella porca naturista e profana’).
In contrapposizione al ‘finto garbo’ reperibile nelle finte scene di tutte quelle ‘finte dive’ che tanto amate, Valery si propone fiera in versione ‘rotten’, un marciume lascivo, estremo e ben al di sopra di nozioni quali ‘buono’ o ‘cattivo gusto’ (‘Rotten babes’). Semplicemente si tratta di pulsioni, che nella loro inspiegabile semplicità possono darvi una solenne erezione vedendo una lesbicata in un cimitero automobilistico piuttosto che in certe furiose masturbazioni con oggettistica ‘sacra’.
I film della Valery Vita presentano una trama, o comunque uno spunto narrativo: dunque chi fra voi è ancora capace di ragionare davanti ad un porno avrà anche la piacevole sensazione di tornare un po’ indietro nel tempo, quando il porno era fatto di film, appunto. Questo per dire che le provocazioni irreligiose di cui stiamo parlando non sono fini a loro stesse ma opportunamente inserite nell’ambito di storie accattivanti dal sapore thriller/horror (‘Asphyxia’, ‘Dark web’) per non parlare delle saga a episodi ‘La sexy suora del porno oltraggio’, vera e propria maratona volta alla distruzione di icone e testi sacri – il tutto a colpi di sesso, ovviamente, oppure ’Sesso e bestemmie’, esplicita e chiara fin dal titolo.
Personalmente ritengo che il non plus ultra della depravazione anticristiana sia raggiunto da ‘Extreme couples game’, film che unisce l’impiego copioso dello scat tra i protagonisti, spesso in slow motion, con una colonna audio fatta di musica sacra. Difficile descrivere l’impatto di una visione del genere, in cui la coesistenza di scatologia e musica corale crea vibrazioni estreme, scioccanti, sconcertanti e di alto valore estetico, un concept ‘sublime e perverso’ per usare il titolo di un film di Luigi Atomico (anche in questo caso, non mancano precedenti cinematografici assai illustri, talmente illustri che pochi attenti se ne ricordano…)
Per attenersi ad un registro più concreto, la pornografia proposta da Valery Vita abbraccia una nicchia fetish assolutamente inesplorata in Italia e non solo. Ovviamente non è per tutti, altrettanto ovviamente è positivo a mio avviso il guardare ‘oltre’ in un settore moribondo qual’è quello dell’hard arrivando a produrre materiale innovativo e irriverente, perché è nell’irriverenza e nella provocazione che si cela, da sempre, l’intelligenza.
Qualcuno potrebbe sbottare: tutto questo è offensivo! Sapete cos’è offensivo secondo me? Il fatto che in duemila anni di storia il cristianesimo tutto ha avanzato a grandi passi sterminando minoranze, culture e religioni differenti: trovatemi peggior offesa di questa e ne riparliamo.

Taggato con: