Intervista a Jessica Gayle

Un giorno qualsiasi di 17 anni fa – credo – conobbi Jessica Gayle in chat. Eravamo nella chat del forum della mitica rivista ‘Videoimpulse’, quando il porno era cinema e se ne parlava/discuteva come tale. Lei salutò presentandosi, io risposi e citai un suo film per farle capire che si, sapevo bene chi era. Da lì ricordo altre chiacchierate allegre, con lei e col forum tutto, perché Jessica è sempre stata una ragazza simpatica, semplice e amichevole. Ne è passato di tempo da allora, e il nome di Jessica è rimasto esattamente lì dove deve stare, nell’Olimpo del Porno. Ovvio che tutti ci siamo chiesti, col passare degli anni, cosa facesse-se e perché aveva smesso-e bla bla bla. Ho avuto la fortuna grazie all’amico Francesco Malcom di ritornare in contatto con lei e di far due parole – anzi di più – perché fra noi toscani ‘far due parole’ può voler dire farne duemila e ancora non bastano (e meno male che è così).
Se penso a Jessica mi vengono in mente ‘i filmoni’ di Salieri, i suoi ruoli nei film del grande Silvio Bandinelli, i ‘duetti’ con Natasha Kiss e molte, molte altre cose. Insomma, il Porno Italiano nel suo Stato dell’Arte. Oggi no, non è più così. E Jessica sa bene il perché…

Il porno italiano non c’è perché non gli danno la possibilità di esserci. Se le donne vengono pagate poco e gli uomini per niente è ovvio che poi non vanno a fare quel lavoro lì. La colpa secondo me è di internet: se uno ha la possibilità di guardare il film gratis non lo compra, di conseguenza chi produce ha meno soldi. Io poi i film non li guardo, perchè quando l’ho fatto m’è venuto naturale fare attenzione alle posizioni, ai movimenti, alle luci…inizio a considerare tutte queste cose come si faceva una volta!

Giustamente tu provieni da una scuola che ti insegnava a tener conto di tutti i dettagli di un’inquadratura, per cui questo tuo atteggiamento è naturale…
Avendo cominciato con Salieri, si. Poi mi sono trovata in alcune produzioni in cui ero io a dire al regista cosa fare, del tipo: ‘Ma se io mi mettessi così?’ oppure ‘Se tu la telecamera la mettessi da quella parte anziché di qua?’ (ride)

Devo dirti che ho fatto fatica a ritrovarti: com’è ‘sto fatto???
Su Facebook sono iscritta ma con altro nome, altrimenti mi rompono le scatole ed io non ho più voglia di star dietro a queste cose…su Instagram invece non mi applico proprio per vedere le notifiche. Per cui su Facebook chatto normalmente con gli amici e gioco. Non sono mai stata un’amante della folla, della ‘calca’. Per quanto mi riguarda riesco a dividere la mia vita privata da quella lavorativa come invece tante altre non son riuscite a fare.

Molte della tua/nostra generazione stanno continuando a frequentare attivamente il settore invece…
E io le ammiro. Ammiro tante della ‘vecchia guardia’ che hanno fatto cose che io non son riuscita a fare. Ad oggi dico ‘avrei potuto farlo anch’io ma pazienza, chi se ne frega’. Adesso ho 42 anni…ammiro molto la Venere Bianca – sono stata all’inaugurazione della sua palestra – che ha un gran fisico: immagino l’impegno, la costanza ed i sacrifici che richiede mantenere un fisico così. Sacrifici che io non avrei mai fatto.

Manuela è una leonessa, non c’è dubbio. Io però parlo anche di altre attrici, che cercano a tutt’oggi di barcamenarsi tra cam e spettacoli in un settore completamente cambiato rispetto a quello in cui si sono formate e hanno dato il meglio di loro…
Guarda, se parliamo di locali la depressione c’era già prima. Io son cresciuta nei locali di Roma, soprattutto quelli che aprivano anche al pomeriggio, e ti dico, lo spettacolo pomeridiano era una cosa depressiva. I locali eran belli quando, essendo pieni, tutti si divertivano: oggi è molto difficile che accada. Molte persone forse continuano a starci dentro per necessita. Perché se smetti poi cosa fai? Dubito che qualcuna che ha fatto questo lavoro abbia soldi da parte…ce ne son poche, casi particolari. Perché facendo spettacoli, facendo film, tu i soldi non te li fai: tutto quello che guadagni lo spendi.

Però, insomma, tu ti sei allontanata da questo ambiente…
All’epoca dell’ultimo film che avevo sotto contratto con Salieri, ‘Faust’ (2002), sono rimasta incinta del mio ex marito. Durante le riprese ero di un paio di mesi, per cui dopo mi son fermata. Gli spettacoli non ho mai smesso di farli, alcuni mesi dopo aver avuto la bimba son tornata in forma e sono stata chiamata dalla Abra Tuscania Video (ATV) ed ho fatto qualche film con loro – parliamo di 15 anni fa. Dopo un paio di anni ho smesso, perché le produzioni cominciavano a pagare sempre di meno, Internet stava cambiando un po’ le cose, la stessa ATV ha chiuso…per cui negli ultimi film mi son voluta dare un ’target’ scegliendo attentamente: un lesbo con Jessica Fiorentino per la regia di Roby Bianchi ad esempio, cose che prima non avevo mai fatto, ma carine e di buon gusto. Ho lavorato in un film di Rocco con Gessica Massaro se non erro (si riferisce a ’She Males invade Italy’ nda), quindi a Praga con una produzione americana in cui ho fatto dp (la Legend, nda).

Hai terminato, insomma, a ridosso della ‘famosa’ crisi del 2008 dipinta da molti come fatale per il porno…
Per quanto riguarda i film si. Gli spettacoli invece li ho continuati fino ad una decina di anni fa. Poi ho conosciuto il mio attuale compagno…a lui dava un po’ fastidio che io facessi ancora gli spettacoli, io sinceramente non avevo più voglia…per cui mi sono detta: ‘facciamo che smetto. Se capita qualcosa nella mia zona ok’ perché non mi andava più di spostarmi sulle lunghe distanze. Ho presentato tutte le fiere che all’epoca organizzava Giuseppe Sbarra, ad esempio la seconda fiera del Delta Di Venere e il Rimini Sex.

Una soddisfazione, dunque, quella di porti come madrina di queste manifestazioni…
Certo, mi divertiva anche perché poi è il lavoro che faccio adesso: organizzo serate di karaoke nella mia zona in pizzerie, ristoranti e via dicendo, mi piace comunque stare in compagnia. Non sono una cantante, te lo dico: ‘canticchio’ (ride) e faccio animazione. Un po’ come succedeva nelle fiere: interagisci con le persone.

Sei rimasta in contatto con le tue colleghe, parlando di quello che è stato il vostro settore?
Si: con Valentine Demy, la Venere, ogni tanto capita di sentirsi con Rocco…sono rimasta in buoni rapporti con tutti a questo riguardo. Io tra l’altro ho iniziato a fare gli spettacoli grazie a Valentine, era il mio idolo. Quando ero sexystar andavo nei locali di Roma a vedere le pornostar importanti, appena vidi Valentine Demy rimasi a bocca aperta e dissi: ‘voglio diventare come lei’. Dopo chiaramente ho preso la mia strada, però il mio esempio è sempre stato lei, come carattere, forza e personalità. Anche guardando la Venere mi veniva voglia di iniziare questo percorso…

Valentine, Manuela…tutte le toscane insomma…
Purtroppo ce ne manca una, la Ursula (Cavalcanti, nda)…è morta nel periodo in cui io mi trovavo a presentare una fiera a Milano (Settembre 2005, nda). Eravamo davvero molto molto amiche avendo fatto le fiere insieme…

…il che ci porta a parlare di Silvio Bandinelli, essendo Ursula la sua attrice feticcio…
Infatti anch’io ho lavorato molto con Silvio, mi sono divertita. In un suo film, ‘Cuore di mamma’, avevo una scena in cui dovevo fare la morta in una vasca con due persone che parlavano a fianco. Praticamente quest’acqua è andata via via ghiacciandosi ed io mi son presa la polmonite! Me lo ricorderò a vita (ride)

Fondamentalmente tu hai avuto questi due registi con le loro scuole, Salieri e Bandinelli, oltre all’ATV. Si può fare un confronto?
Con l’ATV mi son trovata benissimo. Quasi mi dava fastidio che mi trattassero ‘come una signora’, perché non ero abituata. Salieri è tosto di carattere, ma nel suo campo ha sempre fatto bene. Certo lavorare con lui era dura, specialmente per un uomo. Ti dirò una cosa: tra tutte le attrici che hanno lavorato con lui forse io son quella che ha trattato meglio. Con le straniere si trovava meno…sai bene che Bandinelli è ‘tutto di sinistra’, no? Ecco, Salieri è ‘tutto di destra’. Credo che se avesse potuto avrebbe lavorato solo con le italiane, ma non c’era un mercato tale. Non era facile andare d’accordo con Mario, io ad esempio c’ho litigato alla fiera di Cannes e me ne sono andata piantandolo lì: mi trovavo in albergo con lui, sua moglie e tutte le sue attrici mentre Francesco Malcom, con cui all’epoca stavo insieme, aveva prenotato una casa assieme a Franco Trentalance, Fausto Moreno e Silvio Evangelista. In pratica Salieri mi aveva impedito di vedere Malcom: addirittura se ci fossimo visti dentro alla fiera non avrei dovuto neanche salutarlo. La cosa non m’è stata bene, per cui l’ho piantato e sono andata a stare con gli attori, rientrando poi a Roma per conto mio. Quando ci siamo rivisti a Roma, nel suo ufficio, abbiamo discusso e chiarito anche perché eravamo nel bel mezzo del mio contratto e io gli feci notare che nel contratto non era previsto nulla riguardo al comportamento da tenere in occasione dalle fiere…tieni conto che quell’anno lì avrei dovuto esser premiata a Cannes, in occasione del film ‘Divina’, il top di Salieri…

E invece?
Invece non mi son presentata, me ne son proprio andata. Il premio solitamente lo danno a chi c’è, per cui…

Su Bandinelli, invece?
Con Silvio, così come con Andy Casanova, mi son trovata benissimo. Bandinelli è una persona buona, accomodante sul set, ti fa sentire a tuo agio. Secondo me in termini di professionalità Bandinelli e Salieri si equivalgono, li vedo allo stesso livello. Erano i budget ad essere diversi: se Bandinelli avesse potuto contare sugli stessi budget di Salieri avrebbe fatto film della stessa qualità. Una volta ho lavorato anche con Guido Ranieri per la FM Video, un solo film, bellissimo per altro, trovandomi bene anche con lui (dovrebbe trattarsi di ‘I segreti osceni di una vedova’, risalente al 2003/4).

Al tuo attivo contiamo anche alcuni titoli con la NKC di Natasha Kiss…
Infatti, appena terminato il contratto con Salieri girai alcune cose con Natasha che è una grande amica. La mia condizione fu: niente orge o gang bang, non le voglio fare. Per cui abbiamo realizzato comunque qualcosa di carino. Con Natasha tra l’altro ho fatto anche molti spettacoli lesbo durante le fiere, sempre esperienze molto positive.

Il bilancio dunque è in attivo, guardandolo oggi…
Io non rimpiango assolutamente niente. Se avessi vent’anni di meno rifarei tutto, perché mi son divertita ed ho fatto quello che volevo. Quando poi cominciano ad esserci mariti e figli la vita ti cambia. Mi son detta: devo cercare di costruire un futuro per mia figlia, non voglio che quando lei va a scuola le dicano ’tua mamma fa la pornostar’. E’ vero, l’ho fatta quando lei non c’era, è un discorso concluso.

Ed è successo questo?
Si è successo. Del resto io abito in una città piccola, le voci girano. E’ anche successo che i quotidiani locali hanno parlato di me per via di una lite con una ragazza…

Ho letto quell’articolo (risalente al 2015, nda). Com’è andata?
In parte è vero, è la motivazione riportata che è sbagliata. E’ vero che ho picchiato una ragazza ma il motivo per cui l’ho picchiata non è quello scritto nell’articolo. Per come l’hanno scritta sembra una questione di gelosia, in realtà erano diversi mesi che la ragazza in questione mi insultava pesantemente sui social. E fin qui non me ne frega niente, sono abituata: l’ho bloccata…quando però ho visto, testualmente: ‘lei è una puttana e sua figlia diventerà puttana com lei’ non c’ho visto più ed è vero, l’ho picchiata. M’hanno dato una condanna di un anno e sei mesi, essendo incensurata poi non mi son fatta nemmeno un giorno agli arresti.

Leggendo, sembrava invece che voi due aveste litigato per un fatto di uomini. E invece è tutt’altro…ovviamente questa cosa ha generato rumore, come dicevi…
Quello che mi dispiace è che alla fine c’ha rimesso mia figlia, visto che stato pubblicato il mio nome, la mia foto precisando il fatto che ero la ‘nota pornostar di Massa’. Avrebbero potuto essere un po’ più discreti, lo dico avendo una figlia minorenne.

Che madre sei, Jessica?
Son gelosissima, ma anche lei ha il diritto di fare le sue esperienze pur standole accanto e dandole consigli.

Domanda fatidica: se un giorno si interessasse al mondo dell’hard tu cosa le diresti?
Caratterialmente non è il tipo, ma se succedesse io glielo sconsiglierei. Ma non perché è un ambiente brutto, piuttosto perché il gioco non vale la candela. Per prima cosa le parlerei del pericolo malattie, perché è un problema fondamentale. Ti dico la verità, io ho smesso in gran parte per quello, il rischio malattie è stato uno dei motivi principali.

Allora diciamolo chiaramente: la tutela dal punto di vista sanitario c’era o non c’era?
Io conosco persone che si fanno i test al computer. Prima che iniziassi a fare i film già lo facevano, magari erano uno o due…poi con l’abbassamento dei prezzi hanno cominciato a farlo in molti.

Abbiamo parlato di ‘abbassamento dei prezzi’, aggiungerei ‘dequalificazione’ delle ‘pornostar’ o presunte tali…
Oggi fai una scena e sei una pornostar: la vera pornostar deve essere conosciuta a livello internazionale…

…per cui meglio limitarsi a dire ‘pornoattrice’…
Certo: pornoattrice è generico e va bene per tutto.

…però poi tu ti presenti al locale da ‘pornostar’ e puoi aspirare ad un guadagno maggiore…
…perché i locali son coglioni. Se tu hai un ristorante e compri il pesce devi sapere quale pesce vendi: non puoi vendere una triglia al prezzo di un’aragosta, anche perché poi chi la mangia (o la vede, in questo caso) se ne rende conto. Guarda, l’unico che ha sempre venduto bene il ferro per oro era Riccardo Schicchi. Nel primo periodo della mia carriera lavoravo con Salieri e con Schicchi: lui voleva farmi bionda e cambiarmi il nome, insomma ricostruirmi tutta…alla fine decisi io di rimanere così.

Tu hai avuto esperienze televisive? Perché come ben sai anche questo è un universo che ‘si ciba’ di porno…
A ‘Ciao Darwin’ io ci sono stata, la prima volta che fu fatto il ‘pornoattrici contro attrici di teatro’ o qualcosa del genere. Avevo 21-22 anni…sempre all’inizio della mia carriera mi contattò Maurizio Costanzo per fare l’uno contro tutti. Una volta in un format del genere ti massacravano…di pornoattori c’era andato Rocco poi non ricordo…fatto sta che io rifiutai. A 22 anni cosa potevo andare a raccontare? Oggi che ho 42 anni so perché ho fatto questo lavoro, ma a 22 anni non sai niente. Un programma dove sono andata è invece ‘Al posto tuo’ condotto da Alda D’Eusanio, Ero con la povera Lollipop (RIP) e nella stessa puntata c’era Ilona Staller, noi tre come opinioniste. Poi mi sono divertita tantissimo con Max Giusti in ‘Stracult’ per tre/quattro puntate. Io poi ho sempre avuto un pensiero…

Ovvero?
Se domani smetto di fare la pornostar…cosa dico alla gente? Ho sempre pensato questo: oggi mi va di farlo, mi diverto, penso che non smetterò mai…ma se poi succede, cosa vado a dire?

Un pensiero riguardo al ‘come porsi con la gente dopo’ se ho ben capito…
infatti, anche per non perdere la faccia: in molte hanno sputato sul piatto, io non lo farò mai. Se domani ad esempio Giuseppe Sbarra, con cui son rimasta molto amica, mi chiamasse a fare la madrina in una fiera io ci andrei senz’altro, nonostante abbia smesso. Solo per lui però. In questo ambiente io ci ho lasciato un pezzo di cuore per alcune persone, però poi la vita cambia e non è detto che quello che si fa oggi lo si faccia per sempre. Succede molto spesso che i locali mi chiamino anche se ho smesso con gli spettacoli, ho rifiutato diverse serate anzitutto perché non ne ho bisogno e anche per via di un problema di salute che mi sta condizionando. Ma grazie al nome che mi son fatta con la mia carriera io potrei lavorare tantissimo anche adesso…

Non ne dubito: oggi i nomi non se li fa più nessuno o quasi, per cui andare alla ricerca di una ‘star’ significa affidarsi a chi il nome ha avuto la capacità di crearselo in passato…
Prendi per esempio i costumi dei miei spettacoli: per i vestiti ci spendevo tantissimo, alcuni mi costavano anche tre milioni. Avevo ad esempio un vestito stile Settecento ed entravo con la musica de ‘La Traviata’…insomma erano ‘confezioni’ importanti con grosse spese. E’ vero che poi i soldi li guadagnavo, le ragazze di oggi se prendono cento euro come fanno poi a spenderne duecento per un vestito?

Oggi poi ha preso campo quest’altra moda delle cam…
Mi è stata proposta anche quella, a me e al mio compagno insieme. Ti dirò, il mio compagno lo farebbe anche ma io penso sempre al fatto di avere una figlia e poi ascolta…c’ho messo tanto ad uscirne, che faccio, mi ci ‘impelago’ un’altra volta?! (ride) Ti dico una cosa: è stato un po’ traumatico per me smettere. Ho smesso progressivamente e mi è mancato, non è stato facile riadattarmi. Anche adesso quando guardo le foto o parlo con le colleghe mi viene un po’ di nostalgia: quel lavoro lì a me piaceva, ma a 42 anni non mi sento più di farlo.

Ma la cosa che ti manca di più, qual’è?
Ha risposto il mio compagno per me: ‘le palanche’! Eran soldi facili prima. Capitava che – senza che tu facessi niente – trovavi quello che si innamorava e ti faceva i regali. Io le marchette non le ho mai fatte, mai. Che ti devo dire: guadagnavo troppo, non ne avevo bisogno.

…poi però come dicevi prima, se guardi la foto anziché il video un po’ di malinconia ti sale…
Soprattutto per le fiere. Ecco, le fiere mi mancano tanto: ci si ritrovava insieme con altre colleghe, tutte ‘dello stesso stampo’, dello stesso periodo, e ci volevamo bene. Perché poi devi tener conto che non c’era solo la fiera, quella apriva la sera, ma tu eri insieme con le altre fin dalla mattina: magari in piscina o al mare, a pranzo, ti facevi due risate…è di tutto questo che ho malinconia, non del lavoro in sé. Una cosa non mi manca: stare tutto il tempo nello stand a firmare autografi e fare foto.

Insomma star lì a fare le pose plastiche, via…
Mentre tutte si mettevano lì in vetrina io no, l’ho sempre odiato. Se dovevo parlare con i fan mi piaceva e mi divertivo, ma se dovevo fare ‘la bambolina’ allora no, non faceva per me. Io son più da ‘andiamo a prenderci un caffè’ anziché ‘facciamoci una foto’…

Eh no, Jessica ‘bambolina’ non lo era e non lo è. E questa conversazione ne è l’ennesima prova. ‘Penso di averti risposto a tutto quello che volevi sapere’ mi dice, verso fine chiacchierata. Cara Jessica, hai fatto di più: mi hai fatto rivivere uno spaccato di porno italiano dei bei tempi. E rimane esattamente come me lo ricordavo: un gran bel porno.

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