Intervista a Lisa Amane

Lisa, parliamo un po’ dei tuoi esordi…quando hai cominciato nel settore e quali sono state le prime esperienze?
Ho cominciato circa un anno fa con Nacho Vidal continuando poi con Christian Clay: con loro ho fatto le prime scene di anale per la Pinko: sono entrata subito dalla porta principale diciamo. In realtà mi han chiamata loro: io ero convinta che per shooting intendessero un servizio fotografico, invece la parola indica anche la ripresa di una scena vera e propria.

In precedenza tu facevi già spettacoli come sexystar?
Si, facevo già spettacoli di pole dance e burlesque. Il mio agente era in contatto con questa produzione, per cui mi fu fatta una telefonata con la prima proposta. Io ho chiesto una notte e un giorno per pensarci: l’offerta era senz’altro buona però si trattava di una cosa che non avevo mai fatto, anche perché, essendo vergine per ciò che riguarda la ‘parte posteriore’, non ero sicura di riuscire. A questo proposito mi fu assicurato che avrei lavorato con professionisti ed i problemi sarebbero stati pressoché nulli.

Immagino che quando sei arrivata lì un po’ di agitazione ci fosse…
Quando sono arrivata lì mi sentivo davvero nella fossa dei leoni: è dovuto venire il mio agente dalla Puglia a tenermi ‘la manina’ sul set…poi però mi son bevuta due cachaçe gelate – si tratta di un liquore brasiliano – e ho cominciato a girare.

…ed è andato tutto bene…
Devo dire che con me è sempre buona la prima, nonostante tutte le perplessità iniziali che ho avuto. E’ una peculiarità che ho mantenuto sui set. Ovviamente è una cosa molto apprezzata perché si accorciano i tempi di registrazione – in 40 minuti ho finito tutto quanto. Altra mia caratteristica è quella di saper ‘andare a braccio’ e improvvisare.

Arriviamo poi a quest’anno, con altri lavori significativi…
Quest’anno ho avuto il piacere di uscire dalla mia ‘zona comfort’ della Pinko girando anche con Max Bellocchio, una persona molto piacevole e ovviamente conosciutissimo nel settore. Mi sono trovata piuttosto bene, tant’è che c’è l’idea di continuare a girare anche per lui. Con Bellocchio ho girato un scena in ‘modalità selfie’, una tecnica cinematografica che simula la ripresa da telefonino. In realtà chiaramente c’è tutta una regia professionale dietro, il prodotto però viene fatto come se fosse un finto amatoriale. Non ero a conoscenza di una tecnica cinematografica simile.

Nomi eccellenti in Italia, dunque. Per quanto riguarda l’estero?
Son stata contattata dalla Legal Porno, senza dubbio una grande azienda con una sua maniera di lavorare. A me però piace più il lato artistico, la cura del dettaglio piuttosto che la scena basata sulla quantità di persone messe lì…la mia preferenza va alla qualità. Credo che i miei fan, vedendomi messa lì un po’ ‘alla carlona’, perderebbero magari la voglia di riguardarmi. Chi mi segue apprezza la mia ‘sensualità collegiale’, quindi in quel contesto credo che perderei tutto il fascino legato al ‘personaggio Lisa Amane’. Quando la cosa diventa troppo hardcore, troppo estrema, si finisce per sfociare in tutt’altro…

Dunque si tratta di una differenza stilistica direi…
Esatto. A me piace adottare uno stile anche un po’ comico se vuoi, una sensualità innocente, collegiale e anche un po’ comica alla maniera della vecchia Marilyn degli anni ’50: svampita, goliardica nelle battute…se guardi infatti le mie scene, ad esempio quella girata per Escort Advisor, di cui sono anche madrina del sito, noti che una battuta come quella sul ‘trono di spade’ (Lisa la fa durante gli handjob a Luca Ferrero e Andrea Il Bello, nda) m’è venuta così, scherzando con gli attori: credevo venisse tagliata invece è piaciuta nella sua semplicità, nella sua improvvisazione giocosa. Tieni presente che in questa scena è stata la prima volta che ho dovuto improvvisare una recitazione perché non c’era copione, era tutto ‘canovaccio’. Questo comunque senza nulla togliere alle idee che hanno gli altri che lavorano in questo settore: ognuno ha il suo campo e il suo personaggio, come negli spettacoli così anche nel porno.

Per cui diciamo che ti piace inserire qualche battuta brillante o per così dire ‘di alleggerimento’…
Certo, mi piace utilizzare la battuta, il sorriso che faccio verso la camera…ho cercato insomma di avvalermi di una sensualità diversa, un po’ da cerbiatta se vuoi. In questo modo emerge il lato umano ed artistico legato al mio personaggio.

A questo riguardo dunque la presenza di una piccola trama con un po’ di recitazione all’interno delle scene ti piace?
Si certo, perché mi piace molto improvvisare e fortunatamente questa mia improvvisazione viene apprezzata. E’ sempre un mio azzardo, una cosa avventurosa, ma spesso e volentieri gli azzardi vanno a finire bene…

Per quanto riguarda produzioni più soft, sempre straniere?
Sono stata contattata anche da Nathan Blake, un personaggio di rilievo. Sai che nel mio lavoro basta una telefonata per cambiarti il calendario di ciò che farai nei mesi successivi, per cui vedremo…

Anche perché se ho ben capito ti piace comunque metterti in gioco…
Si mi piace spaziare, essere camaleontica. Ho fatto anche ‘Ciao Darwin’ e ‘Le Iene’ tramite il porno. Ho voluto anche spaziare nelle categorie di attori, ho girato infatti anche con Max Felicitas, un pioniere dei social: questo mi è servito a curare il mio personaggio dal punto di vista mediatico, oltre ad essere lui una persona gradevolissima. Faccio anche casting per reclutare eventuali giovani attori che possono avere qualche qualità: ho girato dei casting per Torino Erotica circa due mesi fa buttandola sempre sul divertente, sull’ironico e sono piaciuti ai miei fan.

E questi casting come sono andati, qualche talento è emerso?
Nemmeno uno! Alla fine chi guarda i casting secondo me vorrebbe anche identificarsi dicendo ‘non è così facile come sembra fare il pornoattore’, per cui abbiamo tenuto anche le papere per farsi due risate e dare un taglio goliardico al tutto. Non è stato demonizzato chi faceva cilecca, anzi ci si è scherzato sopra.

Tutte quelle di cui abbiamo parlato sono state esperienze positive anche sul piano umano, quindi…
Si certo. Devo dire che fuori dal set io non ricerco la sessualità con gli attori ma piuttosto l’amicizia: una festa, una cena fuori, divertirsi in giro insomma anziché mettersi in intimità. Per quanto riguarda me, insomma, fuori dal set c’è solo amicizia.

Com’è cambiata la situazione da sexystar a pornostar, considerando anche il discorso spettacoli?
Gli ingaggi sono quadruplicati, poi davo raggiungere i fan in tutta Italia affinché abbiano la possibilità di conoscermi in tutte le regioni. A me piace curare il mio pubblico e dedicargli attenzione stando sempre con piedi per terra, con umiltà e professionalità, elementi che ritengo alla base di un successo personale.

Questo tuo lato più ironico e divertito emerge anche negli show?
Assolutamente si. Di solito io non vado mai via per un giorno, almeno due giorni in un locale li faccio sempre alternando una sera di burlesque svampito, divertente e ironico – chiaramente sempre sensuale – con uno spettacolo il giorno successivo vestita da pirata per un ruolo più aggressivo con una colonna sonora hard rock alla Marilyn Manson. Questo perché mi piace spaziare anche nella scelta dei personaggi per sorprendere il mio pubblico: una volta principessina in rosa o coniglietta, l’altra pirata o motociclista. Faccio anche spettacoli con il fuoco e pole dance acrobatica per ‘stupire con effetti speciali’.

Per come ne parli immagino ci sia un grosso lavoro di preparazione degli spettacoli a cominciare dalle coreografie…
Certo, diciamo poi che non mi piace fare le cose uguali alle altre per quanto possano essere brave anche più di me. Cerco di essere un po’ diversa, più personale, senza uscire da quello che è il mio personaggio. Uno da una biondina con gli occhi chiari e il seno grosso si aspetta la classica ‘fighetta di legno’, passami il termine…io invece con il mio umorismo goliardico, tipico più dei ragazzi che non delle ragazze, preferisco essere ‘il compagno di bevute’, non una che se la tira. Lì esce la mia essenza: quando fingi di essere differente dalla tua natura diventi una delle tante fotocopie, se invece sei diversa e provi a metterci un accento anziché limitarlo penso venga fuori un bel lavoro, divertente sia per me che per chi mi sta seguendo.

In questo modo senza dubbio puoi ritagliarti uno spazio tuo in cui essere sempre pienamente riconoscibile…
Poi guarda, una delle più grandi soddisfazioni che ho quando mi esibisco è che capita molto spesso che arrivano le ragazze da me in camerino ad elogiare il mio spettacolo dicendo ‘era così particolare che l’ho guardato dall’inizio alla fine’. E’ bello anche essere amiche delle donne anziché mettersi in competizione facendo la ‘prima della classe’. Quando le ragazze che sono nello stesso locale con me mi dicono queste parole a me fa molto piacere, perché so di non aver suscitato invidia e di essere piaciuta sia al pubblico maschile che alla nicchia femminile, che magari stando tutte le sere lì a lavorare vede tante artiste. Il ricevere domande tecniche, anche molto specifiche riguardo allo spettacolo, è per me molto lusinghiero: magari loro pensano di infastidirmi invece a me fa molto piacere e cerco di essere quanto più precisa possibile. Puntare anche sulla simpatia è una cosa molto importante: la fisicità c’è e può essere vista da tutti, dunque anzichè essere ‘bella e antipatica’ mi piaceva, quando ero cubista, fare il gesto dei cuoricini alle ragazze invece che ai loro ragazzi che magari mi guardavano, così involontariamente me le ingraziavo…

Tutto questo viene apprezzato anche dalle tue colleghe?
Si, non si creano rivalità perché siamo talmente diverse che il paragone è impossibile.

Film e spettacoli sono due attività che ami alla stessa maniera?
Sono due dimensioni che mi completano. Da un lato la parte sensuale e l’attività non facile dei film, dall’altro gli spettacoli: una cosa che a me viene totalmente naturale. Per cui ho il completamento del mio operato. Mi metto in gioco nei film, mentre sono più in ‘modalità crociera’ quando mi esibisco, cosa che faccio con molta più sicurezza. Tuttavia amo anche uscire dalla zona comfort come dicevo prima, per cui di tanto in tanto mi piace anche ‘perdere l’equilibrio’.

In base a quello che mi hai detto fin dall’inizio dell’intervista direi che il cinema ti piace, giusto? Che preferenze hai in merito?
Assolutamente, al liceo ho fatto cinematografia! Mi piacciono molto i film tratti da Stephen King, che hanno sempre un’impronta molto particolare. Poi c’è Tim Burton, spostandosi su un versante più gotico, senza dimenticare Quentin Tarantino. In Italia mi è sempre piaciuta la commedia di Christian De Sica.

Anche in questo caso dunque passi da un genere all’altro e sei molto versatile…
Sono un po’ come i miei spettacoli: spazio molto, riesco a trovare punti di identificazione in tutti i generi esistenti.

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