Intervista ad Olympia Kovac

Olympia, raccontami dei tuoi esordi: quando e come è nata l’idea di fare la camgirl?
Onestamente credo di aver cominciato come molte altre. Ho smesso il liceo al quinto anno a causa di problemi economici e facendo qualche ricerca su possibili lavori on-line ho scoperto la cam. Inizialmente non pensavo potesse fruttare un vero e proprio stipendio, sono rimasta piacevolmente stupita!

Leggendo il tuo profilo Mondocam noto che sei molto attenta ai particolari, ti poni in maniera precisa e professionale. Secondo la tua esperienza, quali sono gli aspetti a cui una camgirl deve prestare attenzione in fase di presentazione per suscitare interesse in un potenziale contatto ed essere così scelta tra le tante?
Innanzitutto trovo sia fondamentale avere un profilo ordinato. Non tanto per suscitare interesse, ma per far si che l’utente non si faccia idee sbagliate. La qualità delle foto è un’arma importante, così come la schiettezza. In questi anni ho scoperto che ad ottenere più attenzione dagli utenti sono le ragazze che dimostrano di essere toste, oltre che sexy. Quelle che parlano solo di volgarità rimangono in vetta per poco tempo. In un certo senso bisogna creare un mix giusto.

Parliamo di orari. Quanto tempo dedichi a questa attività, hai un calendario quotidiano preciso?
Inizialmente entravo tre volte al giorno, per un totale di 7-8 ore giornaliere. Davvero molte. Ora posso permettermi di dedicare alla cam circa due ore al giorno. Ogni ragazza che vuole iniziare facendo il botto dovrà scontrarsi con la “disponibilità” oraria, inevitabilmente. Questo significa che dovrà fare attenzione ai “flussi”, i principali sono nel tardo pomeriggio e la notte. Diciamo che tutto dipende da quanto vuoi guadagnare, più sei presente, più guadagni.

Tu scrivi: ‘Non sono un’esibizionista. Semmai, sono la ragazza per cui tu desidererai di diventare il miglior esibizionista’. In base a questa frase, puoi dirmi qual’è l’atteggiamento che gradisci di più da parte di chi ti guarda in una sessione di cam? Quando, in altre parole, ti senti ‘realizzata’ sul piano fisico ed emotivo nella tua attività di camgirl?
Io pretendo un certo rigore dai miei clienti e loro lo sanno bene! Preferisco quando si crea un feeling con l’altra persona e quando chi mi sta di fronte è disposto a vedermi come una ragazza con la quale essere se stesso, piuttosto che una mera bambola gonfiabile. Non mi lascio insultare e non trovo sensuale il volersi semplicemente “svuotare”. Ovviamente ci sono anche uomini che, a cam spenta, ti trattano orribilmente e pretendono che tu faccia qualunque cosa ti venga richiesta. Ecco, con me non funziona. Ho creato un rapporto con i miei clienti più fidati e questo mi fa, soprattutto, sentire a mio agio quando passo il tempo con loro.

Dal punto di vista economico invece, ritieni che in Italia la camgirl possa rendere come una vera e propria professione con cui fare guadagni significativi? Quali gli accorgimenti da adottare, per questo scopo?
Sul piano economico nulla da dire. Questo mestiere se portato avanti con serietà e voglia di fare può rendere profitti molto alti. Intendo dire più alti di un normale lavoro da dipendente. L’unica pecca è la regolamentazione. In America questo tipo di ragazze vengono inserite sotto la categoria delle “sexworkers”, mentre in Italia è piuttosto complesso pagarne i contributi. Questo però non significa sia impossibile. Il primissimo consiglio e accorgimento è quello, ad un certo punto, di aprire partita iva. Il problema principale è che la maggior parte dei siti web non emettono alcun tipo di fatturazione, quindi bisogna premunirsi di tanta pazienza e sviare in qualche modo il problema, soprattutto se lo si vuole fare in modo professionale e a lungo termine.

Altra cosa che mi ha colpito di te è l’alto numero di filmati realizzati per la vendita, più di 400. Quali sono i generi più venduti? Quali invece quelli che ti diverti di più a realizzare?
Sicuramente lo slavery! Questo genere di video è il più richiesto in assoluto. Una delle cose di cui posso vantarmi è che tutti i video che ho pubblicato sulla mia pagina, dal primo all’ultimo, sono stati richiesti esplicitamente dal cliente e l’80% sono dedicati alla pratica del femdom!

Per quanto riguarda gli show improntati sul BDSM, quanto è importante l’aspetto psicologico per creare un corretto feeling mentale con chi ti guarda, in modo da far funzionare il tutto?
Praticamente unico! Il contatto psicologico è ciò che muove il BDSM in tutti i suoi aspetti. Generalmente il sesso in cam è molto più fisico che mentale, in quanto non esiste un coinvolgimento emotivo come l’amore. Nel BDSM invece è differente. La maggior parte di chi lo richiede non cerca la passione fisica, il desiderio carnale, ma il controllo psicologico. Il volersi sentire in un determinato stato mentale, piuttosto che provare solo piacere carnale. Se si riesce ad assecondare il bisogno psicologico di uno schiavo, il rapporto può proseguire per lunghissimo tempo!

Ti capita di essere contattata da utenti dall’estero, immagino: vedo infatti che utilizzi l’inglese anche per i video se non sbaglio. Oltre all’Italia esiste un paese in particolare in cui sei molto richiesta?
Sì mi capita! Se ci si affida a siti italiani è più difficile, ma non impossibile. Vengo contattata molto dall’estero perché io per prima mi sono sentita di affacciarmi anche al mercato americano. Ad ogni modo il terzo paese in cui sono più richiesta è senz’altro la Spagna!

Spesso nei profili delle camgirl vengono specificati i ‘no’ riferiti a quelle pratiche da non chiedere durante gli show…nel tuo caso non ne vedo: quali sono le tue regole a riguardo?
Io ho scelto di non mettere i miei “no” perché penso sia fastidioso. Nel senso che in una presentazione ufficiale e curata, inserire una valanga di censure sia controproducente. Oltretutto nascono nuove pratiche sessuali assurde ogni giorno, se ogni volta che mi venisse proposto qualcosa che non voglio fare dovessi segnarlo nella lista, non finirebbe mai!! A chi mi chiede qualcosa che non amo preferisco sempre dire che faccio solo ciò che ho scritto pubblicamente, se non è presente allora non è di mio gradimento. Ciò che non offro sono tutte le pratiche più estreme come il fisting, lo scat, il vomit. Tutte cose che per me non hanno niente a che vedere con il sesso. Ps. un piccolo consiglio che posso dare ad una neo camgirl è quella di evitare di fare una lista di no, perché per quanto sia noioso dover sempre ripetere “no questo non lo faccio” è anche vero che si perde un cliente a priori. Chi vede il suo profilo e legge subito “no”, eviterà anche di contattare. Mentre se contatterà ugualmente e proporrà qualcosa che non piace, si può sempre cercare di fargli cambiare idea verso uno show che va bene ad entrambi 🙂

Una tua opinione a proposito del settore cam rispetto a quando hai cominciato: non pensi che in questi ultimi anni il ‘camming’ sia diventato una moda in cui molti/e si buttano senza sapere esattamente cosa stanno facendo?
Sono d’accordo. Molte arrivano in queste piattaforme perché magari vedono alcune immagini su Tumblr e “fa figo”. In realtà questo tipo di mestiere non è assolutamente semplice, ci sono molte cose cui una donna dovrà fare attenzione e con cui fare i conti. Come persone mentalmente instabili che a volte sono difficili da gestire, ricatti ed anche problemi di salute che possono incorrere. Ci sono alcune ragazze che mollano poco dopo perché magari vengono riconosciute da qualcuno che conoscono o vengono ricattate ad inviare foto e video gratuitamente. Quando si entra in questo mondo si devono prendere molte accortezze cui magari, all’inizio, nemmeno ci si immagina!

Cosa pensi a proposito del settore dell’hard, ti ha mai incuriosito o hai avuto dei contatti?
Ci sono stati dei registi, dei fotografi e addirittura delle riviste famose a chiedermi di collaborare con loro. Fare film hard non è uno dei miei obiettivi, in compenso ho avuto una proposta per diventare Suicide Girl che sto valutando!

Restando in argomento, secondo te quali sono le differenze tra una camgirl che comunque include nei suoi show la possibilità di fare performance hard e un’attrice porno comunemente intesa?
La camgirl credo che abbia più possibilità di scelta. Quando si crea un copione di un genere di video la camgirl e l’utente scelgono insieme, di modo che lei non debba essere costretta a fare cose estreme se non vuole, ma rendendo comunque l’acquirente interessato. In più la camgirl offre un servizio molto più di nicchia che è la personalizzazione. L’utente può scegliere con lei ogni virgola, addirittura le battute, le pose e la location. L’attrice hard invece si sofferma sulla richiesta di un regista ed è lui ad immaginare uno scenario ed una storia che pensa potrà piacere al pubblico. Infine, la camgirl guadagna quasi la totalità sul video personalizzato (in alcuni siti come iwantclips il 100%).

Nel ringraziarti per la tua disponibilità, concludo chiedendoti questo: quali sono gli aggettivi presi dalle tante recensioni positive che hai ricevuto di cui vai più fiera e che ti rappresentano al meglio?
Sicuramente: Musa ispiratrice (visto che spesso sono io a far uscire il vero lato di uno schiavo), gentile (come detto, prima di tutto mi piace far sentire a proprio agio chi ho di fronte e viceversa), superiore (che lo dico a fare, amo fare la dea!)

Grazie a te, ti auguro una buona serata e spero che questo possa anche essere d’ispirazione a nuove modelle. Un bacio!

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