Intervista a Axel Ramirez

Axel, la tua carriera artistica è nata molto prima dell’esperienza nell’hard ed ha come costante – correggimi se sbaglio – la grande passione per il cinema. Partiamo da qui: parlami del tuo rapporto con la cosiddetta ’settima arte’: quando è cominciato, quali sono state le tue fonti d’ispirazione e così via…

Fin da piccolo ho avuto un grande interesse per il cinema. All’epoca ero interessato soprattutto ai telefilm come Supercar, A-Team, Magnum P.I., quelli che erano più in voga ai tempi. Mi piaceva scrivere storie, soprattutto relative ai dinosauri, perché li trovavo molto interessanti e poi mi piacevano davvero tanto. Quando uscì “Jurassic Park” rimasi a dir poco allibito, era un film meraviglioso, era come se vedessi una delle mie storie. È la sensazione più bella del mondo vedere le proprie idee che prendono vita e si animano in questa grande magia che si chiama cinema. Da lì è nata pian piano questa passione, che poi è sbocciata quando ho avuto la fortuna di vedere uno dei miei primi film thriller, ovvero “Psycho” di Alfred Hitchcock. La perfezione di quel film in tutto ed i dettagli nelle inquadrature mi piacquero così tanto che pensai tra me e me: “Anche io voglio fare il regista”. Ovviamente in quegli anni non approfondii solo Hitchcock, anche tanti grandissimi registi tra cui Stanley Kubrick, Orson Welles, Sergio Leone. Ognuno di loro aveva qualcosa di unico, di inconfondibile. Uno stile talmente loro che lo si può riconoscere in pochi secondi. Proprio questa caratteristica probabilmente mi ha condizionato così tanto e mi ha portato a cercare sempre qualcosa che mi distingua dagli altri.

Passiamo ora ad un genere, l‘horror, che caratterizza la tua produzione ‘La prigione Oscura’, datato 2008: questo film nasce da un tuo romanzo breve se non erro, ed ha avuto un lunga gestazione iniziata diversi anni prima della sua effettiva realizzazione. Vuoi parlarmene?

Il genere horror è stato davvero un amore incondizionato. In esso vedevo e vedo ancora un gigantesco potenziale. Penso che chi lavora al cinema horror sia davvero un artista sublime. Lavorare sulla paura non è facile. Sembra una banalità ma la paura è probabilmente l’emozione, insieme all’amore, più antica ed atavica dell’uomo. Gestirla non è semplice. Proprio questo trasporto così grande che avevo per questo genere mi ha dato la forza e l’energia di riuscire a realizzare un lungometraggio a soli 24 anni. È stata una lavorazione molto complessa perché fino a quel momento conoscevo il cinema solo dal punto di vista teorico. Puoi fare pratica quanto vuoi ma trovarsi su un vero set è totalmente diverso. Vivi il set, vivi il cinema nella sua soave complessità. La realizzazione di un film è come creare qualcosa dal nulla. Hai un foglio bianco sul quale realizzi e metti su pellicola quello che fino a ieri era solo nella tua mente.

Domanda obbligata: perché hai scelto il registro thriller/horror/splatter per il tuo esordio cinematografico? Un caso o una vera e propria vocazione per questi generi filmici?

L’horror è stato il genere cinematografico che più ho approfondito. Mi sono visto tutti i film di Dario Argento, tantissimi film di Mario e Lamberto Bava, Umberto Lenzi, Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Michele Soavi, Joe D’Amato; ovviamente anche i grandi maestri stranieri come Wes Craven, George Romero, John Carpenter, Tobe Hooper, Sam Raimi, Brian Yuzna, Stuart Gordon, ed ancora tanti altri. È il genere che più mi piace e col quale mi trovo meglio, creativamente parlando. La mia scelta è stata anche dovuta al fatto che mi sentivo più a mio agio su questi argomenti e tematiche.

Cosa puoi dirmi a proposito di Elodie Serra, la protagonista del film?

Elodie non la conoscevo. Il produttore artistico del film me ne parlò e mi disse che a parte essere una bellissima modella aveva anche un grande talento nella recitazione. Infatti lei era così, bellissima ma anche con un talento per la recitazione non indifferente. Aveva anche uno spirito di sacrificio notevole. Avendo lei un ruolo molto complesso, faceva prove su prove per cercare d’immedesimarsi quanto più possibile non solo nel personaggio ma anche nella situazione claustrofobica in cui il suo personaggio si trovava. Anche Cristina Lizzul fu una grande sorpresa, aveva delle attitudini incredibili. Non solo per la recitazione ma anche per il canto. Ogni tanto durante le pause intonava qualche verso di qualche brano pop straniero. Aveva una voce davvero molto bella. Non mi sorprende che da qualche anno si stia facendo strada in America nel campo musicale. Lei può arrivare davvero molto lontano.

So che per la colonna sonora di questo lungometraggio ti sei avvalso di alcuni brani death metal. Qui arriva dunque la musica: possiamo definirla un’altra tua grande passione?

La musica è un’altra mia grande passione, senza musica la vita sarebbe un errore. La musica riesce a farti stare bene quando sei triste e meno bene quando sei troppo allegro. Riesce a far uscire il lato romantico, melodrammatico, nostalgico, allegro, festaiolo, ribelle di ognuno di noi. Sette semplici note messe insieme creano qualcosa che per me è magia.

Per il film ero orientato sul genere metal perché a mio avviso è un genere che si amalgama molto bene con l’horror. In quel periodo sentii tanti gruppi metal italiani. Poi mi soffermai su dei lavori di una band death metal che da poco avevano fatto un disco, i Clinicamente Morti. Ho usato tutti i brani del loro disco perché sembravano stati composti apposta per il mio film. Quella fu davvero una piacevole coincidenza. Esistono tante band in Italia che suonano questo genere che hanno un talento davvero incredibile. Sono dei veri musicisti, artisti con la A maiuscola. Purtroppo tanti vengono snobbati dalle major discografiche italiane. Ed è un peccato perché potrebbero dare davvero tanto a questo settore. Spero che le major inizino ad allargare i loro orizzonti ed inizino a prendere in considerazione il metal made in Italy, genere che a mio avviso non è secondo a nessuno.

Anche nei film per adulti che ho girato mi sono sempre avvalso di artisti e di musicisti. Anche nell’hard la musica a mio avviso ha un ruolo importante. Per questo ogni film ha la sua colonna sonora studiata apposta per quel film. L’hard non è solo sesso, sono emozioni, sensazioni che bisogna creare; non sono solo eccitazione. Quello sa farlo una qualunque influencer di Instagram.

Questo è il tuo unico lavoro da regista/sceneggiatore al di fuori del porno o hai anche altri titoli all’attivo?

Come regista solo questo, la scorsa estate ho lavorato come attrezzista nella serie televisiva “L’amica geniale” negli episodi che girarono ad Ischia. Mi è stato molto utile perché ho avuto l’opportunità di vedere dall’interno i meccanismi di una mega produzione internazionale.
Prima a poi tornerò a fare horror, come si dice il primo amore non si scorda mai.

Arriviamo poi al tuo approdo nel mondo dell’adult entertainment. Quando è avvenuto e in quali circostanze?

È successo così davvero per caso grazie a Andy Casanova. Io non avendo mai trattato o approfondito questo genere se non come spettatore ero abbastanza impreparato per una simile avventura. È stato Andy a farmi comprendere la lavorazione di un film per adulti: ognuno esprimeva fantasie simili con un proprio linguaggio. Casanova è stato molto importante per la mia crescita come regista di film per adulti.
Ricordo ancora il primo film a cui ho partecipato. Era l’episodio principale del DVD “Segreti di famiglia” con Veronica Belli e Darkangel. Anche se non ero l’attore performer ho avuto l’opportunità di vedere il set anche dal punto di vista degli attori. È sempre una cosa importantissima se si vuole comprendere appieno certi meccanismi.

Che cosa hai trovato di interessante nel ‘linguaggio del porno’ in maniera tale da farti ’sposare’ artisticamente parlando questo settore a tempo pieno? 

L’hard anche se ha tanti stereotipi e cliché è comunque un genere in cui puoi osare, puoi rischiare, puoi sperimentare. Non sei obbligato a fare un film con uno schema in tre atti già confezionato come invece è il cinema tradizionale. E proprio questa libertà di “movimento” che mi ha affascinato.

Sopra, le cover dei primi tre film hard di Axel da regista

Tra i vari soggetti che hai scritto a partire dal tuo ingresso nel mondo dell’hard – 2009 se non vado errato – trovo come elemento unitario un approccio portato alla parodia, alla commedia di costume e alla satira. Cosa puoi dirmi a riguardo, lo ritieni un tuo ‘marchio di riconoscimento’?

Proprio perché mi sentivo libero di poter esprimere la mia creatività ho cercato di portare un genere che in Italia ancora non esisteva, ossia le porno parodie. Anche perché nell’hard, così come nel cinema in generale, gli addetti ai lavori tendono a prendersi tutti troppo sul serio. La vita rischia di essere monotona e spenta. Si vive una volta sola quindi bisogna prendere le cose con più ironia. Io poi tendo ad essere molto cinico nelle mie esternazioni quindi mi è abbastanza facile scrivere o creare un qualcosa di satirico.

Rimanendo in questo ambito, ho letto una definizione per il genere da te proposto che mi pare azzeccata: ‘Gossip porn parody’. Ma su questo torneremo dopo…quello che mi preme citare ora è invece il 2016, anno in cui realizzi ‘Amici Miei Atto Primo – XXX Parody’ per la produzione di Max Biondi. Com’è nata l’idea di ‘rivedere e correggere’ in chiave hard il mitico film di Monicelli?

“Amici miei atto primo XXX parody” fu una produzione che coinvolse non solo la Napolsex di Max Biondi, ma anche la PIF Production il cui CEO è il mio grande amico Felix Belmondo, con la collaborazione della Valery Vita Production ed un locale di Torino in quel periodo molto in voga. I gestori del locale ci permisero di girare alcune scene nel night. Questo ci aiutò tanto nella lavorazione del film. La primissima idea la ebbe un altro mio grande amico, Andrea Autullo alias Andy Spider, ex attore di film per adulti, ora impegnato come attore in produzioni cinematografiche non hard. Scherzando sul gruppo di whatsapp Andrea disse che aveva sempre sognato di fare una rivisitazione in chiave hard del film di Monicelli. La sua idea era talmente bella che subito ci mettemmo all’opera per realizzarla. Ci vollero parecchi mesi per organizzare il tutto ma alla fine siamo riusciti a creare un film davvero unico ed a mio avviso anche molto divertente. Come nell’A-Team, ognuno contribuì secondo i suoi punti di forza: io come sceneggiatore, regista, performer ed attore; Max come produttore ed attore; Felix come performer ed attore con il suo talento nella recitazione davvero fuori dal comune; Andrea non potè essere presente durante le riprese, ma essendo lui il principale ideatore del film, mi sono ingegnato per farlo comparire in un altro modo. Abbiamo cercato di mantenere tutte le caratteristiche chiave del film, purtroppo non abbiamo potuto fare la scena del treno per una semplice ragione: la maggior parte dei treni moderni non hanno i finestrini che si abbassano.

Eccoci invece al ‘Pompa tour XXX parody’, esempio di quel ‘gossip porn’ da me citato prima…anche in questo lavoro ti dimostri abile nel realizzare ‘vignette’ hard ricche di humour con un cast davvero notevole: ricordiamo infatti Valery Vita (già presente in ‘Amici miei’) e Yukikon. Qualche ricordo legato alla lavorazione di questo film?

Questa è una parodia gossip perché prende spunto da una serie di notizie che avevano a che fare col gossip. L’attrice a cui è ispirata Paola Pompino aveva promesso fellatio a tutti quelli che avrebbero votato NO al referendum. Questo sistema di trollaggio era così sproporzionato che la parodia praticamente già era scritta. Infatti ci misi meno di un’ora per buttare giù la prima stesura della sceneggiatura. Film prodotto dalla PIF Production, distribuito dalla Valery Vita Production. Fu però Felix Belmondo a suggerirmi di inserire il personaggio di Martina Penombra: anche questo personaggio prende spunto da una influencer davvero esistente, che all’epoca tutti credevano fosse così come si mostrava salvo poi scoprire che era solo una parte quella che recitava.

Nel 2017 arriva un riconoscimento importante per la tua produzione: la PIF Production è infatti riconosciuta come ‘Miglior produzione’ agli Awards di Hard Channel. Una gratificazione che, in quanto regista, immagino ti abbia reso particolarmente soddisfatto del lavoro svolto in particolare per gli ultimi due film dei quali abbiamo parlato, giusto?

Sì molto, anche perché era il premio che meno mi aspettavo di vincere vista la concorrenza agguerrita che c’era e soprattutto i nomi di alcune case di produzione che erano sul mercato da molto più tempo della PIF. Se ho vinto probabilmente è perché il genere che ho portato alla fine piace proprio per la sua originalità. Non è sempre la stessa storia trita e ritrita della segretaria o dell’infermiera. Le mie storie non hanno cliché, sono libere da tutti gli stereotipi e seguono solo una visione satirica.
Il premio fu consegnato a Felix Belmondo in quanto è lui ora che gestisce tutto. Però volle regalare il premio a me in quanto fondatore della compagnia. È stato un gesto davvero molto bello da parte sua. Ancora oggi ripenso a quel momento con una certa commozione.

Come se non bastasse, nello stesso anno viene pubblicato un tuo racconto che riceve alcuni riconoscimenti letterari…parlamene un po’…

Scrissi un racconto diviso in sette capitoli dal titolo “Sette rose per Sofia”. È un racconto di genere erotico metafisico. Ogni capitolo è il colore di una rosa. Ogni colore simboleggia gli stati d’animo del protagonista. Il testo è scritto in prima persona, in esso ho riversato parte di me stesso e di un’avventura che ebbi nell’estate del 2012. Si potrebbe definire autobiografico ma in realtà non lo è in quanto ho cercato di mettere in mostra la parte interiore di me stesso, il dolore e la gioia che la protagonista del mio romanzo Sofia riusciva a trasmettermi. Il racconto ha vinto diversi premi letterari tra cui il prestigioso “Diploma al merito narrativo” conferitomi dall’Accademia degli Artisti di Napoli.

Restando su questo argomento non posso fare a meno di chiederti: ti senti più scrittore o regista?

In questo periodo più scrittore perché mi sto dedicando alla stesura di alcuni manoscritti che avevo in mente da tempo e che ora ho deciso di mettere su carta. Ovviamente non dimentico la mia vera grande passione e vocazione che è il cinema. Tornerò molto presto ad occuparmi della regia.

Per finire, arriviamo ai giorni nostri: ultime esperienze lavorative nel settore cinematografico (o televisivo) e progetti per l’imminente futuro?

Nell’hard l’ultimo mio film è stato “Pompa tour XXX parody”. Dopo questo film ho scritto tre sceneggiature di altrettante parodie, di cui due tratte da film cult italiani ed una gossip porn parody. Insieme a Felix Belmondo sto valutando quale gireremo per prima.

Nel campo cinematografico non per adulti l’ultimo lavoro è stato nel già citato ‘Amica geniale’.

Per quando riguarda la letteratura, dopo “Sette rose per Sofia” ho scritto il seguito “Il cielo sopra Sofia” ancora inedito perché voglio apportare alcune modifiche ti tipo strutturale. Da poco ho terminato la stesura di un romanzo fantascientifico ambientato ad Ischia che ripercorre un’antica teoria di una città sotterranea. Ho anche trovato un editore interessato. Stiamo limando le ultime cose contrattuali. Se va tutto bene il libro dovrebbe essere in vendita nelle migliori librerie tra otto/nove mesi.

Qualche giorno fa un mio amico dj mi ha proposto di creare un brano house e di lanciarlo su Youtube. La cosa stimola la mia creatività, ma non so ancora se lo farò.

Alcuni mi chiedono perché non lascio l’hard e mi dedico interamente alla mia vera vocazione che è il genere horror. Quando mi sarò tolto alcune piccole grandi soddisfazioni di tipo artistico nell’hard, probabilmente cesserò il mio percorso in questo settore per dedicarmi ai generi che sento più nelle mie corde; fino ad allora i fans dei film per adulti potranno godersi tante altre parodie, sia tratte da cult italiani sia da fatti di gossip. Ci tengo a precisare cult italiani perché in un mondo dominato dal cinema americano fare delle parodie su alcuni loro film sarebbe troppo banale, preferisco sempre prendere spunto dal cinema made in Italy che ha dato tantissimo a livello creativo sia al cinema tradizionale sia al cinema a luci rosse.

Filmografia di Axel Ramirez

Regista:
2017 Pompa tour XXX parody
2016 Amici Miei Atto Primo XXX Parody
2012 Il Trota e il movimento del grillo duro
2012 Io Lara Tommasi sola contro tutti
2012 Milano Violenta

Sceneggiatura:
2017 Pompa tour XXX parody (screenplay)
2016 Amici Miei Atto Primo XXX Parody (screenplay)
2012 Il Trota e il movimento del grillo duro (screenplay)
2012 Io Lara Tommasi sola contro tutti (screenplay)
2012 Milano Violenta (screenplay)
2012 Nel Caldo Letto di Lisa (screenplay)
2012 Quanto ti voglio bene Zia (screenplay)
2012 Peccati di Gola (screenplay)
2011 Il Branco (creator)
2011 Il Branco part 2 (creator)
2011 Il Branco Part 3 (creator)
2011 Il Triangolo No (screenplay)
2011 L’Adultera (screenplay)
2011 Meglio Papà (screenplay)
2011 Non dirlo a papà (screenplay)
2011 Prendimi equa-italia (screenplay)
2011 Usura (screenplay)
2011 Sogni di Gloria (screenplay)
2010 Grazie Nonna (screenplay)
2010 Il Giardiniere (screenplay)
2010 Il ritorno dell’idraulico (screenplay)
2010 Il trasloco da zia (screenplay)
2010 L’insegnante di Sostegno (screenplay)
2010 Perversione Macabra (screenplay)
2010 Ti Odio Mamma (screenplay)
2010 Una donna allo specchio (screenplay)
2010 Falsa Apparenza (screenplay)

Attore:
2017 Pompa tour XXX parody
2016 Amici Miei Atto Primo XXX Parody
2012 Io Lara Tommasi sola contro tutti
2011 Meglio Papà
2010 Il Figliol Prodigo
2010 Il Giardiniere
2010 Il ritorno dell’idraulico
2010 La mia ragazza è una Troia
2010 La Pazza
2010 Perversione Macabra
2010 Pierino e la Maestra
2010 Pig Television
2010 Segreto di Famiglia 2010 Falsa Apparenza

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