Il ‘Viale del Tramonto’ di Lara De Santis secondo Andy Casanova: Recensione

Poco tempo fa mi è capitato di leggere in rete un’affermazione da parte di un fruitore di siti hard che è, direi, sintomatica dell’odierno pubblico porno tutto. Il tale scriveva che, in buona sostanza, se ne fregava di tutto quanto ruota attorno alla realizzazione di un video hard, ivi includendo il trattamento degli attori e la competenza dei registi: l’unico suo obbiettivo era – è – quello di vedere ‘belle fighe scopate in modo ‘duro’ ‘. Amico mio, chiunque tu sia, se ti basta questo hai trovato il Paradiso: Internet è piena di ‘fighe scopate duro’. Però c’è un problema: dopo che hai visto uno di questi ‘filmati’ accade per magia che li hai visti tutti. Si, perché son tutti uguali. Ma come, dirai tu: cambia la figa! Verissimo, ma se tu metti una bruna o una bionda in un contesto in cui situazione, gesti, movimenti, location, e perfino tipologie di cazzi sono praticamente identiche converrai con me che quei 20 minuti di scena su cui ti sei masturbato equivalgono a ore ed ore di visione non stop, in cui il piacere autoprovocato ha perso tutta la spontanea casualità di un’erezione ‘una tantum’ per convertirsi in pura meccanica genitale da catena di (s)montaggio. Ma è chiaro che tu, fregandotene di tutto lo spettro emotivo e delle specifiche tecniche che può fornire la visione di un film con scene porno, ti focalizzi solo ed esclusivamente sul ‘porno’, prendendo a calci nel culo la parola ed il concetto di ‘film’. Se ti riconosci in questa definizione, ho una notizia per te: smettila pure di leggere questo articolo perché è troppo impegnativo per la tua scarsa capacità intellettiva. Se invece sei convinto che il film hard possa proporsi come audiovisivo godibile anche perché intelligente oltre che ‘trombante’, allora benvenuto nel mio ristrettissimo club: queste parole sono per te.

Questa premessa, per quanto lunga, è necessaria, permettendomi di fornire alcune indicazioni sull’ultimo film di Andy Casanova, da me già annunciato qua anche e soprattutto attraverso le parole dello stesso regista. Regista che è sempre stato, a mio avviso, un ‘fantasista’ dell’hard, in quanto capace di realizzare diverse tipologie di film con svariate sfumature ‘atmosferiche’. Il porno di Casanova si è colorato, negli anni, di storie e personaggi diversi, riuscendo ad affermarsi in maniera forse definitiva in quel particolare terreno in cui l’erotismo incontra il thriller – e perché no, anche l’horror. Un connubio di generi ‘carnali’, di impatto fortemente fisico dunque: sarà forse per questo motivo che ad Andy è spesso riuscita la magia di farli convivere. Senza dimenticare che un film è pur sempre opera di fantasia, dunque resta la necessità di fornire una storia interessante che catturi anche l’attenzione dello spettatore, attivando l’interesse mentale per una vicenda in cui collocare le scene hard. Detto questo, ‘Viale del Tramonto’ prosegue appunto la ‘mission’ di Andy: proporre erotismo di classe e buon gusto nell’ambito di una cornice, di un’idea narrativa portante.

In questo nuovo lavoro troviamo la convivenza di due piani: quello reale e quello immaginario. La protagonista, Lara De Santis, è infatti una diva del cinema giunta al crepuscolo della propria carriera. Con la sua agente – interpretata da Valeria Curtis – s’è addirittura inventata l’esistenza di un nuovo amore, convinta di poter tenere viva l’attenzione dei media su di sè tramite questo ‘rumor’ sentimentale. Ma nel suo cervello la ’storiella’ è diventata reale: adesso questo fidanzato immaginario lo vede lì con lei, in macchina, e si è convinta che esista davvero. Sono inutili gli inviti dell’agente Valeria a ’tornare alla realtà’, ormai per Lara ciò che è vero e ciò che è nella sua testa si sono mescolati, non c’è più una via d’uscita.

Questa dunque la situazione da cui si muove la vicenda. La storia, effettivamente cupa, gode di una fotografia dark fatta di colori tenui e/o tendenti allo scuro (o ‘all’oscuro’, se vogliamo): prevale un’atmosfera dimessa, che trova il suo apice nella successiva, lunga sequenza. Dopo una doccia in cui possiamo ammirare il corpo statuario di Lara – un’ammirazione puramente erotica come quella dei ‘bei film voyeuristici’ di qualche decennio fa – la protagonista si lascia andare sul letto ad un doloroso monologo sull’ineluttabilità del tempo che passa. Qui Andy utilizza la tecnica dello split screen, facendo convivere in un’unica inquadratura la Lara di oggi, sola e piangente, con quella dei tempi andati, quando si esibiva nel pieno del suo splendore e della sua fama. Per rendere l’idea di una donna psichicamente in crisi, il regista adotta anche un montaggio ‘a scatti’ in cui presente e passato si confondono in maniera serrata, il tutto sempre ‘a luci basse’. Va detto che in questa sequenza la fisicità di Lara viene esaltata dalla scelta fotografica di Andy ed è davvero un piacere guardarla. Poi, come d’incanto, il…cervello le gioca un brutto scherzo: ecco infatti il suo fidanzato immaginario – Julius – materializzarsi lì, proprio di fronte a lei: e qui il film prende una piega inaspettata e divertente direi, che non descrivo oltre per non rovinare la sorpresa della visione.

Dal momento che parliamo spesso di porno come ‘adult entertainment’, questo ‘Viale del Tramonto’ riesce nel suo intento di ‘intrattenere’ lo spettatore in modo ‘cinematografico’ direi, proponendo una storia accattivante e dai risvolti non banali in cui la ‘quota’ hard è sesso di qualità ben diretto/fotografato. Per capirsi, se Lara De Santis vi eccita – e non potrebbe essere altrimenti – Andy Casanova sa bene come trasmettere questa eccitazione e valorizzare una donna bellissima rendendola ancora più affascinante grazie alle sue accortezze registiche. Qui non parliamo solo di ‘fighe scopate duro’, insomma: qui si parla, ancora, di film e di erotismo.

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