Intervista a Lady Glamhell

Dominante con particolare e spiccato sadismo’: con queste parole si descrive la Mistress Lady Glamhell, nome di spicco nell’universo fetish/bdsm che si racconta nell’intervista che segue…

Lady Glamhell, l’essere mistress è, direi, un fatto di personalità innato in chi si definisce tale. Cominciamo appunto parlando un po’ di te e dalla tua indole…
Diciamo che io son nata ‘dominante’, non nel senso di imporre con la forza il mio volere. In realtà son sempre stati gli altri a seguirmi ‘spontaneamente’ in quanto riconoscevano in me e nel mio modo di fare una sorta di ‘leader’, questo nonostante il fatto che io non mi rendessi conto di tutto ciò e non ‘forzassi’ un determinato comportamento. Non ti nascondo che questa mia dominanza spesso ha dato fastidio: ad esempio certe mie relazioni sono finite perché l’uomo medio non accetta una donna che, col suo spontaneo modo di essere, arriva a farti sentire inferiore a lei. Questo ripeto, senza farlo apposta: non è che io provassi piacere nel farlo: è sempre accaduto tutto in modo inconsapevole da parte mia. Essendo io una persona molto introspettiva, in un certo periodo della mia vita mi son posta delle domande su me stessa e sull’ipotesi di dover cambiare il mio atteggiamento, trattenendo la mia vera indole per rendermi più ‘morbida’ diciamo. In realtà è sbagliato cercare di reprimere la propria natura: se tu tendi a nascondere il tuo vero ‘io’ inequivocabilmente ti fai del male. Ho quindi constatato che il propormi con gli altri in modo remissivo mi annientava.

Si tratta di una forma di repressione della propria natura che alla fine ha il solo risultato di inibire il comportamento di una persona. Da qui la consapevolezza che ‘Dominanti’ – e quindi Mistress, ne tuo caso – si nasce. E’ chiaro che successivamente questa indole porta a conoscere e approfondire determinati concetti…
Esatto. Dal momento in cui ho avuto modo di interrompere questa negatività comportamentale ho fatto una sorta di tabula rasa, ricominciando daccapo e arrivando ad interessarmi a tematiche quali dominazione e feticismo. In primis il feticismo in realtà: avendo io molte collaborazioni con fotografi, le foto che poi mettevo online venivano puntualmente commentate da feticisti. In queste occasioni mi son resa conto che, pur sapendo di cosa si trattava, non avevo mai realmente approfondito e interiorizzato l’argomento.

Ecco dunque che, superato questo dualismo interiore tra il tuo vero essere e il cercare di apparire in una veste più ‘docile’, tu cominci ad affrontare queste tipologie di comportamento…
Devo dire di essere una persona molto orgogliosa di carattere a cui non piace chiedere, avendo un’indole forte…tuttavia una mia amica mistress, conoscendo questa mia attitudine, mi consigliò di fare due cose ben precise: mettere una mia presentazione in qualità di mistress nei siti Sire del Loto Bianco e Rossofetish (due piattaforme/community di carattere fetish/bdsm, nda). Ho avuto modo di descrivermi senza maschere come Lady Glamhell, e subito ho iniziato delle sessioni reali a carattere sadomaso appunto. Fermo restando che si può sempre migliorare, ho acquisito ben presto una forte autorevolezza lavorando praticamente tutti i giorni ad eccezione di quei periodi di magra fisiologica quali le feste e, da imprenditrice di me stessa, posso dirti che sta andando bene.

Quali sono stati i passaggi per elevare sempre di più il livello della tua attività?
Anzitutto ho un dungeon attrezzato ed operativo, essenziale appunto quando tu inizi ad avere bisogno di attrezzatura per la tua fantasia. Quando ho una sessione io sento la necessità di essere stimolata: ho quindi investito tanto in gabbia, croce di Sant’Andrea, un trono che utilizzo anche per fare video. Tutto questo è necessario per affrontare vari tipi di pratiche anche un po’ più estreme.

Ecco, a questo proposito ho notato che tu proponi svariate branche partendo da un bdsm soft fino ad arrivare a sessioni più ‘strong’…
Da questo punto di vista direi che il cliente medio italiano è ‘bottom’, ovvero un etero che ha una vita sessuale ‘normale’ con la sua compagna ma ogni tanto ha qualche perversione da dover sfogare…

Parliamo ad esempio di femminilizzazione?
Esatto. Bisogna dire però che molti di coloro che vogliono la femminilizzazione sono dei perditempo: ti chiamano, ti fan perdere molto tempo parlando di ciò che vogliono mettersi addosso, poi alla fine il tutto rimane però una fantasia e finisce lì. Davvero poche persone sono arrivate da me con la precisa volontà di essere femminilizzate, rimanendo poi soddisfatte e felici della sessione.

Quindi per molti questa volontà rimane in una sfera puramente ideale, un desiderio ben lungi dal concretizzarsi, laddove altri riescono invece a liberarsi nello spazio protetto della sessione facendosi condurre da te…
Io ho un approccio ‘empatico’ verso i miei clienti: quando entrano nel mio studio, mi basta guardarli per ‘inquadrare’ quali possono essere desideri e inclinazioni. Per loro la sessione ha un duplice valore di liberazione e di ‘coccola’, perché in quel momento si trovano senza difese: si mettono nelle tue mani, tu dunque devi essere dura ma coccolarli al tempo stesso, perché per uscire dalla gabbia della loro realtà quotidiana hanno bisogno di te. Per cui dopo una sessione, nel rispetto dei ruoli, chiedo sempre come si son sentiti e tutti, ed eccezione di chi pone un muro emotivo, riescono a darti grandi soddisfazioni magari mandandoti un messaggio di ringraziamento. Quindi è chiaro che sono io in quanto mistress a trovarmi su di un piedistallo e loro ad essere sottomessi, una volta però terminata la sessione è tempo di ‘After Care’, consistente appunto nel prendersi cura dello schiavo dopo una sessione in cui hai messo in moto tante emozioni. Basta concedere un abbraccio, ad esempio…

Un ruolo dominante il tuo che, successivamente, ha anche un ‘quid’ di maggiore vicinanza emotiva.
Esistono però diversi tipi di persone: come ti accennavo prima, ci sono anche coloro che ‘mettono muro’, chi viene senza sapere in realtà nulla di come funziona la mia attività o fraintendendo qual è il mio ruolo e via dicendo…sono contenta che, col passare del tempo, questa tipologia di persone si sia defilata: non ho più clienti di questo tipo e va bene così.

Cosa puoi dirmi riguardo ai contatti preventivi con i clienti, spesso viene compiuta dalla mistress una selezione degli ‘idonei’ tramite una prima conoscenza via email o telefono…
Nel mio caso non servono tante chiamate…lo sento subito quando una persona è seria e adatta ad una sessione o no in base a come ti parla e quello che ti dice. Quando invece ti scrivono dicendoti semplicemente ‘voglio farmi bastonare!’ Oppure ‘sarei interessato ad una sessione, ma in questo momento che scarpe porti?’ ecco, quelli son dei pusillanime. C’è da parte di queste persone una forte tendenza a cercare di eccitarsi semplicemente chiamandoti.

Parliamo un po’ della tua attività di camgirl: come riesci a coniugare la tua natura di mistress in questa dimensione digitale assolutamente diversa da quella delle sessioni reali?
Le cam io le faccio solo a tema bdsm e fetish. Niente nudo, masturbazione o dildi. Io faccio cam esclusivamente con chi è interessato a turpiloquio, CEI (Cum Eating Instructions), JOI games (l’utente si masturba e io ‘lo seguo’ nella masturbazione) una sorta di cock control: tu puoi stuzzicarli ‘rovinando’ poi l’orgasmo (Tease and Denial). Ho fatto due sessioni virtuali da 30 minuti in cui dominavo lo schiavo seduta sul trono munita di frusta facendo dangling (ciondolio delle scarpe e dei piedi). Molti invece vogliono solo parlare: recentemente ho avuto una sessione di cam informando un utente riguardo l’essere cuckold…avendo io molti casi di esibizionisti tra i miei schiavi non mi stupisco di alcune cose che magari per altre camgirl possono risultare strane o bizzarre.
Ad ogni modo son sincera, io preferisco la dimensione emotiva che si costruisce nel’ambito di una sessione ‘reale’: la dimensione cam viene dopo ed è una sorta di surrogato del reale.

Il privilegio dunque va e resta alle sessioni concrete, ‘vere’.
Esatto. Il fatto è che moltissime persone mi han chiesto ‘Lei fa anche virtuale?’ La vera svolta da questo punto di vista è stata la scoperta di Mondocam Girls: lì ho la mia pagina con l’elenco delle pratiche da me svolte tramite cam e tutti i chiarimenti necessari, chi è interessato trova tutte le informazioni.

Oltre a questo abbiamo poi il tuo store video su Clips4Sale, un catalogo di scelta molto vasto. Immagino che li realizzi con una certa frequenza…
Solitamente video ne faccio anche uno al giorno, quando riesco…chiaramente devi essere ispirato per evitare di farne tanti un po’ tutti uguali. Bisogna inventarsi una piccola trama o situazione, cosa dire, come parlare…ad esempio sto pensando di realizzare con una cintura di castità appena acquistata ed un dildo molto grande un nuovo video di tipo ‘Executrix’, in cui sei in POV con la videocamera. Schiavi seri da utilizzare nei video non se ne trovano al momento, per cui il POV mi permette di ovviare a questo. In generale posso dire di spaziare nei miei video in tutte le branche del fetish: tra le tante va molto lo smell fetish – devi far capire a chi ti guarda che tu puzzi veramente, nella realtà – oppure il dirty fetish – ho una meravigliosa collezione di calzini luridi!

I generi di video in cui hai riscontrato maggior interesse da parte degli utenti?
Direi lo strap on, I già citati smell e dirty fetish (utilizzare piedi puzzolenti o ad esempio infangati), vendono molto gli Executrix in cui tu ti rivolgi minacciosa guardando l’obiettivo della videocamera. Ho notato che vanno molto di moda i ‘Giantess’, in cui tu sei una gigantessa e lo schiavo è rappresentato dal POV ai tuoi piedi: la ripresa viene quindi fatta dal basso verso l’alto in modo da far sentire piccolo piccolo chi guarda.

…altro espediente psicologico funzionale: tramite questa tipologia di ripresa lo spettatore si sente inferiore a livello di statura, con tutte le sensazioni che ne derivano a vantaggio della mistress. Alla fine, il bdsm è sempre e comunque un fatto fisico e mentale…
Qualcuno continua a vedere il bdsm come ciò che vede in ’50 sfumature di grigio’, ma è la cosa più sbagliata che ci sia. Questo ha portato a considerare il bdsm esclusivamente come ‘sesso’, il che è solo una delle tante chiavi di lettura, per me non quella giusta. Ciò che alla fine è fondamentale è il fatto che tu per i tuoi schiavi devi essere una vera e propria Dea, qualcosa di possibile – perché potrebbero quasi toccarti – ma assolutamente irraggiungibile. E’ questo il godimento dello schiavo: lui è ai tuoi piedi, ti brama, e tu resti lì davanti in tutta la tua bellezza divina: lui non può far niente se non ammirarti, magari chiuso nella sua gabbietta di castità. Si tratta insomma di un gioco complesso, erotico e non erotico al tempo stesso.

Il dualismo della ‘mistress dea’ che tu non puoi avere, pur rimanendo lei umana e vicina a te…
Secondo me il bdsm è qualcosa di molto più elevato rispetto a quello che si vede in certi film, insomma…chiaramente è una mia interpretazione personale fatta in base alle esperienze che ho con i miei clienti – persone assolutamente non improvvisate, che vivono e respirano il bdsm: anch’io sto crescendo grazie a loro.

Un’ultima curiosità, il tuo nome d’arte è anch’esso composto da due anime parallele, ‘Glam’ e ‘Hell’, giusto?
Io parto da una base ‘rockettara’ anni ’80, un nome su tutti: i Motley Crue. All’epoca di un disco come ’Shout At The Devil’ e relativo video (1983) andava molto di moda il look fetish in pelle con latex…ecco, quello mi ha molto ispirato. ‘Glam’ dunque è qualcosa di bello e intrigante, ‘Hell’ (Inferno) è un concetto altrettanto forte e d’impatto.

Sito ufficiale http://ladyglamhell.com
Account Twitter https://twitter.com/Lady__Glamhell
Account Instagram https://www.instagram.com/lexxy__diamondcat
Account su Mondocam http://www.ladyglamhell.mondocamgirls.com/
Profilo su Rossofetish https://www.rossofetish.com/f2058/
Store video su Clips4Sale https://www.clips4sale.com/studio/138443/lady-glamhell/
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