Marika Ferrero e il Suo Grande Progetto (Recensione)

Ciao Alessio! La news è che dal 1 Febbraio uscirà su Cielo una serie su “Un grande progetto”
Con queste parole tramite email Marika Ferrero mi ha anticipato alcune settimane fa la messa in onda della docu-serie ‘Marika, Un Grande Progetto’, un format davvero valido e interessante, meritevole di attenzione.

Come diffusamente raccontatomi nell’intervista che abbiamo avuto modo di fare l’anno scorso, Marika si è allontanata già da diversi anni dal mondo del ‘porno mainstream’ per una serie di motivazioni ben descritte nell’articolo. Non ha tuttavia abbandonato l’idea di realizzare la sua personale rilettura di concetti quali sesso ed erotismo, anzi: la creatività e la volontà di creare una nuova dimensione in cui ‘sentire’ e ‘vivere’ l’hard in modo più vero e genuino è una delle idee portanti del suo modus cogitandi.

Eccoci allora al progetto, il Grande Progetto che dà il titolo alla serie: la realizzazione di un film porno indipendente da parte di Marika e di un gruppo di amici animati dal comune intento e proposito di fare le cose a modo proprio, contando sull’autonomia gestionale del progetto sotto tutti gli aspetti, a partire dai casting per il reclutamento di attori non professionisti fino ai momenti altrettanto delicati della stesura ‘concettuale’ di un prodotto ambizioso. Questo il punto di partenza da cui prende vita la storia, che, come detto, vede i protagonisti interpretare – anzi, essere – loro stessi.

‘Marika, Un Grande Progetto’ si articola in 8 episodi della durata di mezz’ora l’uno, che stanno andando in onda su CieloTV ogni Giovedì a partire dalle 23 circa. Il format costituisce la versione estesa dell’omonimo lungometraggio uscito nel 2017 per la regia di Giuseppe Longinotti, colui che segue le varie peripezie e criticità incontrate dallo staff di Marika arricchendo la narrazione con brillanti commenti in voce over, a costituire il trait d’union delle varie puntate. Puntate che mostrano le travagliate fasi di realizzazione del film, alternando momenti tragicomici a fasi in cui il ‘working progress’ si carica di aspettative, più o meno realizzabili. Il tutto raccontato nel momento del suo ‘farsi’, con un approccio documentaristico all’insegna di una divertita leggerezza e piacevolezza di visione.
Da un certo punto di vista potremmo definire questo lavoro una sorta di ‘8 e mezzo del cinema porno’, metariflessione su un hard che prova a pensarsi diverso da ciò che è, sospeso tra la spinta ideale a trasformarsi in ‘altro’ e la concreta e umanissima difficoltà nel divincolarsi tra oggettive problematiche pratiche che costringono a ripensare, rielaborare il progetto di volta in volta. In questo senso la ‘trama’ del film consiste proprio nella sua indefinitezza, in una perenne corsa ad ostacoli che Marika e i suoi, animati da sano furore creativo, affrontano e cercano di gestire lungo il travagliato percorso creativo.

Riusciranno i nostri eroi a creare un film porno diverso dal porno? Non resta che seguire il viaggio itinerante nel Nord Italia compiuto da Marika e la sua crew in un camper, alla ricerca (conquista?) dell’erotismo indipendente.

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