Il Futuro di Questo Sito

Quando ho ideato questo sito il mio intento era chiaro: trattare i personaggi operanti nel settore del cinema hard, nonché sexystar e camgirls, con un approccio che permettesse di approfondire ciò che sta dietro ai personaggi in questione: le persone quindi, con le loro storie. ‘Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso’ per dirla con Vasco Rossi. Il mio intento era quello di utilizzare un format ben preciso: interviste biografiche e critiche, che rifuggissero luoghi comuni e banalità se possibile, un po’ alla maniera della scuola di una rivista fondamentale per l’ambito di cui parliamo, quel ‘Videoimpulse’ che mi ha insegnato a discutere certi argomenti, non solo a fruirne in modo incondizionato.
Ad oggi – dopo più di un anno – posso ritenermi moderatamente soddisfatto di quanto ottenuto, grazie a tutti coloro che hanno apprezzato la mia idea permettendomi di realizzare articoli validi, intensi, belli da leggere e rileggere. E non è poco.
E’ inevitabile constatare però che ogni progetto arriva ad uno step in cui, per non cadere nella ripetizione più leziosa, deve guardarsi allo specchio e deliberare con lucidità se è il caso di proseguire. Si, perché la formula con cui ho creato hard-me non prevedeva né prevede di snaturarsi. In questo ambito devo constatare che i vari protocolli social permettono agli artisti di ‘raccontarsi’ da soli senza la necessità di un tramite critico quale potrebbe essere la figura di un opinionista o cronista che dir si voglia. In altre parole, la ‘stampa di settore’ – o il suo alter ego digitale – è diventata, a mio personale modo di vedere, pressoché inutile per l’argomento di cui stiamo trattando: il mio innato idealismo mi ha fatto giungere a questa conclusione in netto ritardo, mea culpa, ma va bene così.
Hard-me rimane una testimonianza ricca di interviste che ritengo interessanti, per la realizzazione delle quali ringrazio sentitamente tutte le varie persone interpellate.
Detto questo, non si va contro i mulini a vento: e questi mulini oggi sono piattaforme che permettono agli artisti di raccontarsi benissimo da soli, sia dal punto di vista ‘tematico’ che promozionale (aspetto, quest’ultimo, che non fa comunque parte del DNA di hard-me: lo ricordo giusto per completezza). E allora ho preso la decisione di rallentare. Il che vuol dire che non mollerò il progetto, che continuo a ritenere valido, ma ridimensionerò l’impegno in tal senso. Il motore che mi ha mosso, del resto, è sempre stato solo la passione: ebbene, mi ritengo appagato da quanto realizzato, credo onestamente di non poter dare di più e mi trovo maggiormente motivato nel dedicarmi ad altri progetti.

Pur diminuendo drasticamente in futuro, le pubblicazioni di hard-me non termineranno: da amante del cinema quale sono, parlare dei nuovi film degli Autori che rendono interessante la produzione hard resta un mio obbiettivo. Per quanto riguarda le interviste, andrò avanti solo se ne avrò il tempo e secondo dei criteri che non è il caso di spiegare qua.

Mi pare di aver scritto tutto, o quasi: mi resta da ringraziare, oltre agli artisti, anche i lettori del sito che giornalmente ne consultano le varie pagine anche andando a cercare gli articoli meno recenti. Grazie, davvero: siete la testimonianza vivente che il formato dell’articolo ‘lungo da leggere’ ha una validità che l’urgenza del post social non potrà mai vantare. Anche se – mi rendo conto – il futuro (ma anche il presente) sorride al post breve e chiude le porte all’approfondimento descrittivo. That’s life.

Ultima cosa – la più importante – sto scrivendo queste righe in un periodo difficilissimo per tutti. La causa la sappiamo. Stringiamo i denti e facciamo la nostra parte per avere comportamenti corretti e rispettosi verso la salute degli altri oltre che di noi stessi e stiamo a casa.

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