Intervista a Mietta Marini

Mietta, nella tua pagina su Mondocam leggo: camgirl professionista, attrice porno, modella. Il tuo è dunque un profilo completo nel settore dell’adult entertainment. Tra queste diverse attività qual è quella con cui hai cominciato?
Ho cominciato anzitutto come modella di intimo e nudo. Poi sono venute le cam all’incirca dal 2017, un settore in cui Andy Casanova mi ha aiutato segnalandomi i diversi tipi di servizi e dandomi dei consigli.

…in seguito è arrivato anche ‘Una Famiglia Trans…gressiva’, ovvero il tuo film con Casanova…
Esatto. Il progetto di fare un film con Andy lo avevamo da parecchio, per varie circostanze poi l’abbiamo realizzato verso il Settembre/Ottobre 2018.

Come camgirl trans sei molto seguita e hai ottime recensioni, oltre al fatto di tenere attive varie piattaforme…
Mettiamola così: se non avessi molti haters, il mio successo sarebbe anche maggiore! Pensa che ho già perso tre account Instagram…

Non parliamo di social, perchè per questo specifico settore offrono un servizio davvero scadente e prigioniero di una censura ridicola nei confronti dell’erotismo in generale.
I social in effetti sono un incubo. E’ chiaro che più follower hai più hai possibilità di ampliare il tuo target di utenti. Nel momento in cui ti bannano un account devi ricominciare tutto daccapo: ok, hai il nome, però devi resettare tutto.

In questo senso l’account su Mondocam rappresenta per te (e per voi che siete presenti su questa piattaforma) una vetrina sicura e sempre presente…
Certo, anche perchè le varie recensioni degli utenti rimangono così come le classifiche, è una certificazione concreta.

Nelle tue sessioni di cam ti proponi, tra le altre cose, come Mistress. Prediligi un ruolo attivo escludendo la passività di slave?
Secondo me non ha senso escludere una delle due identità, anzi lo vedo come un limite. Abbiamo le possibilità di fare entrambe le cose, in base al tipo di clientela.

Ma a livello tuo personale prediligi un ruolo ‘di comando’?
Si, decisamente più dominante.

In ambito cam possiamo dire che sei ormai un’imprenditrice di te stessa. E’ un mondo molto competitivo: il tuo percorso nel settore è stato tutto in discesa?
Posso dire che io faccio il mio lavoro, le mie sessioni, e vendo i miei video. Non sono una che entra in competizione, ecco. Gli utenti interessati ci sono, per cui se lavoro io non tolgo certo ad un’altra la possibilità di lavorare a sua volta. Ovvio che poi un cliente ti sceglie in base ai suoi gusti estetici o magari a seconda delle recensioni positive che legge. Quella è una cosa che incide molto nella scelta di una camgirl.

Sul piano estetico tu ti poni come ideale punto d’incontro tra la ragazza ‘inked’ – con bei tatuaggi in evidenza, pur non essendo assimilabile allo stile Suicide Girl – e la pornostar patinata a stelle e strisce. Un crossover di stili, per così dire. Modelli di riferimento ne hai?
Modelli precisi non ne ho. Sono una persona che fa quello che le piace senza farsi troppe domande. Obbiettivamente ho molti tatuaggi e me ne farà altri perchè sono una mia passione. Se proprio devo trarre ispirazione guardo comunque all’estero, non in Italia.

Parlando invece di hard, torniamo al discorso del film ‘Una Famiglia Trans…gressiva’. Lì tu introduci il tuo personaggio e la tua storia raccontando, quindi c’è una vicenda come cornice di tutto. C’è qualche elemento biografico o si tratta di pura fiction?
Si tratta di una storia creata a tavolino con Andy che strizza l’occhio allo scandalo ed alle sue consuete tematiche familiari torbide.

Sei rimasta soddisfatta del risultato ed hai pensato di replicare facendo altri lavori hard?
Io nasco principalmente come camgirl, quindi la mia priorità sono le webcam e la realizzazione di video che gestisco e produco io. Senza dubbio fare il film con Andy ha voluto dire per me una forte crescita anche a livello personale, perchè ti dà una sicurezza che non riscontri nel fare le webcam. Mi piacerebbe fare altro, questo si, e le offerte non mi sono mancate.

Immagino quindi ci sia da valutare la tipologia di produzione, che in Italia non è sempre al top…
In molti casi si tratta di un livello amatoriale…la verità è che nel porno italiano tutti vogliono fare i video a tema trans, il problema è che non ci sono giuste retribuzioni. La questione di molte produzioni è che dicono di voler fare e di poterselo permettere, poi però tirano al risparmio.

…per cui l’attività in cui investi la massima parte del tuo quotidiano in maniera professionale resta, appunto, quella di camgirl…
Anche perchè devo dedicarmi a Mondocam, Onlyfans, cam e video miei.

A livello di genere, quale tipologia di show e quale tipo di video sono quelli che vanno di più, nel tuo caso?
Difficile dirlo. Diciamo che ho molti soggetti per ciò che riguarda i video – mistress da sola o con schiavo, scene con donne, uomini e rapporti più ‘normali’. Di certo c’è che, su dieci uomini che contattano una trans, almeno sette ti vogliono come trans attiva e dominante. La costante è che più generi offri, più hai possibilità di coprire la richiesta. Se tu ti basi sul solo soggetto di mistress, via via le idee per realizzare dei nuovi video vanno a finire. Bisogna dunque avere personalità e intuizione riguardo a quello che i clienti potrebbero gradire e acquistare.

Che differenza c’è tra i video che vendi attraverso la pagina di Mondocam e quelli nel tuo Onlyfans?
Si tratta di due produzioni differenti, certo. Onlyfans riguarda un genere di video più ‘amatoriale’, mi si vede in vari momenti della mia vita quotidiana: lo svegliarsi, l’andare a dormire, le cose che faccio nel pomeriggio…il tutto ovviamente sempre in versione molto spinta. Su Mondo è diverso: trovi video ben strutturati e montati, tutto di una certa lunghezza superiore ai dieci minuti. Non faccio mai piccoli video brevi: se li ho significa che sono prodotti che vanno commercialmente molto bene e non avrebbe senso toglierli.

Sono dei video/vetrina per un utente che non ti conosce o vuole intravedere un’anteprima di ciò che offri su cam…
Certo, questo aiuta se se un cliente è incerto – e questo succede spesso nelle cam come nel porno, il fatto cioè che un cliente abbia paura di scoprire ciò che gli può piacere. Paura dell’ignoto, se vuoi. Può accadere che, se per la prima volta vedi uno show con una trans e ti piace, ti si apra un mondo davanti.

In questo senso la bravura psicologica nel mettere a suo agio un utente insicuro o timido deve essere la tua…
Tu devi capire dove sta il problema che ‘blocca’ il cliente e renderlo più tranquillo. Una volta superato questo ostacolo, puoi scoprire che quella persona è la prima a non volere un approccio dolce e preferisce modi più autoritari. Altri invece cercano proprio la situazione più ‘carina’ tipo ‘ragazza della porta accanto’.

C’è qualcosa che non vuoi ti venga richiesto – un servizio che non faresti mai o che ti dà fastidio?
Dipende molto dal periodo, perchè io sono una persona che va a momenti. Bisogna vedere con chi ho a che fare: magari mi ritrovo con un cliente che di per sé non mi trasmette l’input per fare determinate cose, in quel caso lo dico tranquillamente. Voglio dire che, a prescindere dal fatto che siamo in una dimensione di cam, ci deve essere anzitutto un feeling con chi ti sta guardando: se manca quel collegamento, tutto diventa molto meccanico. L’unica cosa che mi irrita è quando mi contattano per chiedermi degli incontri: ecco, quello no.

Tra l’altro è una cosa che hai ben specificato nella pagina…
E’ un po’ il classico pregiudizio legato alla trans. I maschi poi sono un po’ furbetti e ci provano sempre…

In base alla tua esperienza, come hai risposto agli eventuali pregiudizi incontrati questi anni in ambito professionale e personale riguardo alla tua persona?
Per quanto riguarda pregiudizi inerenti al lavoro, non ho mai avuto problemi. In ambito quotidiano, premettendo che a Cagliari tutti sanno il lavoro che faccio, penso che molto dipende da come ti poni e con chi hai a che fare: il tuo modo di agire può ottenere delle reazioni anziché delle altre. Al di là dell’idiota di turno che non sa cosa comporta il tuo lavoro, posso dire di non aver mai incontrato problemi neppure nella vita di tutti i giorni.

Quindi nessuna problematica neanche dal punto di vista familiare?
No, in questo sono molto fortunata. Ovvio, a mio padre piacerebbe che trovassi un lavoro tale da garantirmi un futuro, chessò una pensione…va detto però che questa mia attività non viene riconosciuta come ‘lavoro’ vero e proprio in Italia, per cui anche volendo pagare le tasse del caso io non posso farlo.

Una delle tante anomalie italiane…e comunque dalle tue parti sei l’unica trans a fare la camgirl se non erro. Quindi non hai occasioni di confronto diretto con altre…
No, nessuna. Credo che nel nostro territorio io nelle webcam e Martina Smeraldi nell’hard siamo le uniche in questo settore.

Come abbiamo detto, le tue cam possono avere un contesto bdsm. Si tratta di un tipo di sessualità che riguarda anche il tuo privato o è connessa solo al ruolo di camgirl?
E’ più che altro una cosa mirata a livello lavorativo. Negli anni ho notato che questo argomento interessa, a me riesce facile calarmi nel personaggio perchè ho un carattere molto dominante in ogni ambito.

Uscendo dal personaggio e da tutto quello che comporta, riesci a staccare nella vita quotidiana per dedicarti ad altro? Hobby, passioni…
Certe volte è difficile uscire dal personaggio, soprattutto nel lavoro delle webcam che diventa un’occupazione ‘h24’. Non c’è un vero e proprio distacco tra vita privata e vita lavorativa. Conta che quando non ci sono le dirette ho comunque da gestire abbonamenti, social e messaggi vari, info da dare alle persone curiose eccetera. Per quanto mi riguarda non è nemmeno una questione di ‘uscire dal personaggio’: io sono la stessa identica persona anche nella vita privata, diciamo che nel lavoro mi limito a recitare un po’, accentuando.

Inevitabile parlare del periodo di lockdown. Con la chiusura e la permanenza obbligata in casa, la tua attività ha avuto un incremento di richieste?
L’aumento c’è stato, e ti dirò che la vera difficoltà è stata tornare alla vita normale. Nel periodo Covid la piattaforma di Mondocam ha ricevuto molte nuove iscrizioni da parte di pornostar, sexystar e altre ragazze del settore pronte ad aprire il loro profilo come camgirl da casa.

Arrivata alla sera ti capita di essere stanca dopo il tour de force di dirette-video-contatti da gestire e a cui rispondere e quant’altro?
Un po’ accuso sempre, non solo la sera: a lungo andare ti stanchi di dover ripetere sempre le solite cose. Questo perché tutte le informazioni scritte sulla pagina dell’account di Mondocam alla fine la gente non le legge, quindi devi sempre stare a spiegare le regole, i servizi offerti, in cosa consistono le varie promozioni legate ai video…

Certo, questo finisce per essere noioso. Ad ogni modo le tue motivazioni sono sempre alte, sei una camgirl internazionale pronta per gestire utenti anche in inglese e spagnolo…
Lo spagnolo meglio, molto più fluente. Per quanto riguarda l’inglese ho una preparazione più generale ma me la cavo anche perché alla fine le cose richieste sono più o meno sempre le stesse, ad eccezione di specifici giochi di ruolo in cui ti vengono richiesti dialoghi particolari.

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