Mario Salieri: Arriva il Documentario su Pasolini

Chi si tiene informato riguardo alle nuove produzioni di Mario Salieri sa che è di prossima uscita una serie, ‘Mamma Roma’, che chiama in causa fin dal titolo il celebre film di Pier Paolo Pasolini rivisitato ed adattato dal regista napoletano in un contesto specificamente pornografico. Per anticipare ed introdurre questo progetto, Salieri ha pensato di realizzare un documentario che tratteggia la figura del controverso intellettuale, evidenziandone la vita e le gesta ‘scandalose’. Il video si intitola ’Speciale Pier Paolo Pasolini – Il Poeta Maledetto’ e risponde al ‘concept’ che caratterizza l’attività di Salieri, tesa a ricercare punti di contatto tra cultura – alta o popolare che dir si voglia – e messa in scena erotico/pornografica.

Il Documentario

’Speciale Pasolini’ ripercorre la vicenda terrena del poeta nativo di Bologna, scandendone i tempi in brevi capitoli in cui vengono rievocati e brevemente dettagliati i momenti fondamentali e formativi del pensiero pasoliniano. Un excursus biografico permeato del lirismo delle parole stesse del poeta, celebrato anche attraverso la lettura dei versi di alcuni sui componimenti. La forma adottata è dunque quella del racconto per immagini (ovvero un corredo fotografico che segue le varie fasi del Pasolini uomo) che si fa puntuale e incisivo nel trattare la ‘fase cinematografica’ che comincia con ‘Accattone’ per poi svilupparsi in pellicole irriverenti e variamente provocatorie, segnate da inevitabili strascichi legali e giudiziari.
Il lavoro di Salieri è attento e ben documentato – nomi, date ed eventi sono al loro posto – in modo tale da rendere nei suoi 24 minuti di durata una panoramica esauriente del vissuto pasoliniano e del motivo per cui si è scelto di attingere ad una sua opera per creare qualcosa di diverso ma idealmente ‘congeniale’ allo spirito dell’idea originale.

Pasolini pornografo?

La tesi salieriana – e non solo – è che Pasolini, col suo operato filmico provocatorio e ‘spinto’ – laddove questo termine deve trovare giustificazione sia visiva che concettuale – possa essere considerato, tra le altre cose, anche un antesignano della pornografia. Da qui l’idea di recuperare e riproporre un patrimonio artistico ‘scandaloso’ e votato ad infastidire ed intaccare quanto di moralista si insinua tutt’oggi tra le pieghe di un mondo dello spettacolo – e della critica – ancora insospettabilmente (e insopportabilmente) bacchettone, acquiescente, provinciale.
Il concetto di ‘scandalo’ era del resto caro a Pasolini, che sosteneva che ‘chi si scandalizza è sempre banale ma è anche sempre male informato’ oppure, in modo ancora più sottile, che ‘gli italiani piccolo-borghesi si sentono tranquilli davanti a ogni forma di scandalo, se questo scandalo ha dietro una qualsiasi forma di opinione pubblica o di potere’. Scandalizzare significa dunque scardinare sicurezze, consuetudini, andare ad intaccare quella nuova borghesia post-bellica che il poeta ha sempre avuto a oggetto di polemica e provocazione (si ricordi a tal proposito la posizione anti sessantottina assunta da Pasolini in occasione degli scontri di Valle Giulia, quando la sua solidarietà umana andò ai poliziotti ‘figli di poveri’ contro le ‘facce borghesi’ dei contestatori, ‘figli di papà’).
In tutto questo la pornografia – qualifica che è stata ripetutamente rivolta alla produzione di Pasolini, accanto ad altri epiteti quali ‘oscenità’ o ‘sconcezza’ – occupa un ruolo dapprima celato e non predicabile/rappresentabile, eppure già presente, palpabile, concreto. Poi, in un ipotetico secondo, con la liberazione di concetti e immagini operate a partire da un film come ’Teorema’ il ‘porno’ si affaccia tramite la piena visibilità di organi genitali e sfrenatezze sessuali ora decamerotiche (il ‘Decameron’ e la Trilogia della Vita in generale), ora calate in quel girone storico-feticistico-infernale che è ‘Salò o le 120 Giornate di Sodoma’ (film opportunamente rievocato nel documentario di Salieri).
Rinnovare la forza scandalosa di Pasolini tramite il linguaggio pornografico è dunque intento e missione del Mario Salieri regista e pensatore, oltre ogni moralismo. Questa è la struttura su cui si erge la serie ‘Mamma Roma’.
Dal mio punto di vista, che credo essere affine a quello del regista, presumo che suo oggetto di provocazione sia non solo il moralismo ‘fuori dal porno’ ma anche quello che alberga ‘dentro’ ad un settore ormai afflitto da un nauseante senso di conformismo e banalità. Un settore che definirei ‘militarmente inquadrato’, né più né meno di quell’altrove culturale che una volta si voleva combattere ‘trasgredendo’.

Il Film

Il ‘Mamma Roma’ di Salieri lo si vedrà a partire da Dicembre sul sito https://www.salierixxx.com. E’ già noto che la protagonista è Roberta Gemma, ancora una volta ’storicizzata’ dal regista dopo il suo ruolo ne ‘La Ciociara’. Della web serie, ripartita in 4 episodi, ci sarà dunque modo di parlare al momento opportuno. Da evidenziare che, come sempre, il regista non si è limitato a girare una ‘versione del film’ – cosa per altro impossibile, a giudizio di chi scrive – optando per prendere ispirazione e ricreare una ‘propria’ Mamma Roma, animata come detto dalla stessa ‘disperata vitalità’ dell’originale (per utilizzare un’espressione cara a Pasolini).

Taggato con: