Intervista Alla Camgirl Janet Winchester

Janet, guardando il tuo profilo su Mondocam mi ha molto colpito la modalità con cui ti approcci ad ogni potenzie utente. A differenza delle camgirl che ho visionato fino ad ora, tu infatti non hai stilato un elenco accurato degli show che proponi, preferendo che sia il cliente a suggerirti una sua idea, un suo desiderio, da discutere e pianificare opportunamente. Dunque tu chiami in causa chi ti contatta in maniera attiva, vuoi che si esprima rifuggendo dal ricorrere a pratiche ben definite e settorializzate. Com’è nata questa idea, hai sempre agito così o è stato un ‘modus’ che sei andata via via maturando col tempo?
Mi fa piacere che hai notato questo particolare. Circa un anno fa quando mi sono iscritta, anche io ho fatto la mia lista dei prezzi con vari aggiornamenti, ma c’era sempre quella sensazione di inadeguatezza che accompagnava la visiona di quello che mi sembrava una “lista della spesa”. Mettere un prezzo ad ogni servizio, descrivendo i particolari come minuti e le cose incluse mi creava disagio e confusione, essendo minimalista ho deciso semplicemente di seguire l’istinto e di lasciare carta bianca ai miei clienti. In questo modo ho potuto notare richieste particolari e molte volte ho conversato insieme a loro su quelle che sono le loro vere fantasie. Avendo una lista davanti, il cliente si limita ad analizzare solo quella invece di guardarsi dentro e chiedersi cos’è che davvero desidera. Metto al centro l’unicità di ogni persona e la particolarità delle sue richieste.

Approfondendo l’argomento, mi pare che tu sia una persona molto ‘cerebrale’ e attenta al versante psicologico del tuo modo di fare camming – l’essere eventualmente stuzzicata da qualche idea stimolante proposta da un utente, i tuoi studi in psicologica, la tua indole curiosa in ambito fetish mi hanno fato pensare a te come ad una che vive la sessualità in modo appunto mentale oltre che fisico, con relativa diversità di appagamento. Cosa puoi dirmi in proposito?
L’aspetto mentale è fondamentale in tutto, un approccio solo fisico molte volte risulta freddo e impersonale. Prima va risvegliata e conquistata la parte mentale, con la tonalità della voce giusta, parole che riescono ad insinuarsi negli angoli più profondi, scoprendo dei punti chiave, delle corde che se vengono stimolate nel modo corretto fanno vibrare il corpo dall’eccitazione. Spesso i clienti mi parlano di un loro limite che non riescono a superare, e alla base del loro blocco c’è proprio una limitazione mentale. E’ un aspetto più difficile da conquistare poiché si deve conversare per andare ad esplorare le parti più profonde ed intime, ma anche il piacere che ne deriva è molto più intenso.

Vorrei soffermarmi sulla tua sapiosessualità che, ricordiamolo, è un ‘modus cogitandi’ secondo cui l’intelligenza – ma più ancora la cultura, direi – è vista come fortissimo elemento di attrazione sessuale. In altre parole, è il cervello a sprigionare un fascino che può conquistarti anche prima di altri fattori. Ti chiedo: è una caratteristica che definisce il tuo modo di vivere l’erotismo in generale, quindi anche nella vita quotidiana?
Sono sempre stata attratta da qualcuno che ha un certo livello di cultura e di conoscenza in qualsiasi ambito. L’abilità attrae, che sia una persona che può parlare per ore di storia o un micologo, poco importa. Conversare con qualcuno che sa il fatto suo, che riesce a trasmetterti la sua passione e l’interesse, non è da poco. Far eccitare una donna solo parlandole non è un compito facile, ma di certo molto gratificante. L’essere sapiosessuale è un qualcosa in più, ma non è di fondamentale importanza nella mia vita sessuale.

In base a quanto detto sopra, qual è per te l’atteggiamento più adatto ed eccitante con cui un uomo – o un utente, considerando la dimensione cam – può conquistare la tua attenzione?
L’umiltà, la curiosità e l’educazione, devono essere presenti nell’approccio di un utente, uomo o donna. Se vedo la mancanza di anche una sola delle caratteristiche, il mio interesse cala subito.

Parliamo del tuo rapporto con l’universo bdsm. Scrivi di avere una ‘fortissima indole dominante’, il che mi fa pensare tu ti identifichi ovviamente come mistress. Quello di ‘padrona’ è secondo te un ruolo da esercitare in un ambito di roleplay oppure una identità vera e propria, che ti accompagna caratterialmente al di là della sfera sessuale?
Non nego che lo si può esercitare come roleplay, secondo me tutti hanno un lato dominante, alcuni lo fanno uscire nei contesti particolari come la cam, altri hanno un approccio dominante che caratterizza la loro vita in generale. Non mi piace identificarmi con un termine, perché spesso non lascia spazio all’interpretazione più ampia ed alla curiosità, ma per far capire meglio si, mi identifico come una mistress. Prendo sempre in mano la situazione e sono sempre stata sicura e decisa in quello che voglio, come dove e quando lo voglio.

Pensando a te stessa come ‘dominatrix’, escludi la possibilità di ‘switchare’ verso una identità più ‘submissive’ nell’ambito di un gioco di ruolo?
Come dico sempre la vita è troppo breve per limitarsi ad essere o a fare una cosa sola. Ho considerato e considero tutt’ora lo switch come un’esperienza eccitante e particolare, ma per riuscire a mettermi nella mentalità più remissiva, ci vuole una giusta persona e un giusto background che mi faccia lasciare le redini della situazione, il che non è una cosa per niente facile.

Personalmente ritengo che le pratiche ‘humiliating’ che una mistress impone mentalmente ad uno slave siano per quest’ultimo catartiche e rigeneratrici. Parliamo di situazioni di cui si può avere un assaggio leggendo le trame dei tuoi video, ad esempio. Qual è la maniera in cui vieni gratificata dai tuoi schiavi, la loro massima dimostrazione di devozione nei tuoi riguardi?
La massima gratificazione arriva nel momento in cui lo slave si lascia trasportare totalmente da me e percepisco la sua fiducia e volontà di essere completamente alla mia mercè. Il superamento dei loro limiti e la realizzazione delle fantasie più nascoste e perverse è una cosa che mi appaga molto, da citare anche omaggi silenziosi e spontanei che caratterizzano ancor di più la loro venerazione nei miei confronti. Molti dei clienti arrivano da me vergognandosi della propria natura e delle proprie voglie, dare sfogo e fare in modo che appaghino questi loro impulsi è estasiante.

Valutiamo un po’ il tuo percorso di camgirl. Ritieni che il modo in cui oggi consideri l’erotismo sia stato influenzato da questa tua attività? Tu stessa scrivi di aver ‘provato diverse pratiche e scoperto di avere diversi fetish particolari’. Pensi che il patrimonio di conoscenze acquisite in questo settore abbia contribuito a farti conoscere meglio te stessa?
Assolutamente si! E’ davvero un universo a sé, ci sono centinaia di pratiche e fetish diversi. Mi rattrista sentire alcune persone che hanno paura anche solo di usare un sextoy o provare qualcosa di più “spinto” con il proprio partner. Il mondo è bello perché vario, ogni parte del corpo merita delle attenzioni, ogni feticcio dal più comune al più strano, nessun impulso è sbagliato. La comunità del fetish e del BDSM in generale, dà modo a tutte le persone di trovarne altre con le voglie e gli impulsi simili, facendoli sentire accolti, la trovo una cosa bellissima in un mondo che purtroppo continua ad essere giudicante e chiuso mentalmente.

Abbiamo detto che la tua modalità di presentazione lancia dei messaggi ben precisi a chi legge: a tale riguardo, mi viene da pensare a te come una camgirl ‘di nicchia’, per molti ma non per tutti. Questo per tua scelta e per il tuo modo di essere. Credi che questa definizione possa essere corretta? Se si, quali sono i ‘luoghi comuni’ che preferisci assolutamente evitare (ovvero: evitare di mettere in atto con gli utenti ed evitare che ti vengano richiesti dagli utenti medesimi)?
Ovviamente non tutti possono andare d’accordo con tutti, ci sono alcune pratiche che non mi interessano affatto e alcuni atteggiamenti che sopporto davvero poco. Come chi arriva da me e vuole essere introdotto a questo mondo ma si mette dei paletti su quasi tutte le pratiche, o chi non ha una idea chiara e si aspetta da me delle risposte che devono venire da lui. La cosa peggiore però, è quando mi scrivono per analizzare una loro fantasia o un loro feticcio dal punto di vista psicoanalitico, si aspettano da me una spiegazione che risale alla loro infanzia o ad un qualche trauma particolare. Tengo a precisare che: punto uno, l’interpretazione psicoanalitica non è più materia di studio alle università, e punto due non sempre c’è un perché o una storia dietro che va a giustificare una nostra caratteristica o un feticcio particolare.

Per finire: nel fare camming, la passione per l’esibizionismo supera la questione economica oppure avviene il contrario?
Le due cose coesistono secondo me, ovviamente qualcuno può dare più importanza all’una piuttosto che all’altra. Non a tutti piace il concetto di dover pagare, perché rende meno eccitante l’esperienza, io la vedo nel modo diverso. C’è un continuo dare e ricevere nel rapporto tra la mistress e lo schiavo, gli omaggi finanziari sottolineano ancor di più la sua devozione. Io permetto di dare sfogo alla sua vera natura e lui ricambia con qualcosa di tangibile, qualcosa che gli ha richiesto un certo sforzo e tempo, per questo è ancora più speciale.

Janet è su MondoCam alla pagina https://janetwinchester.mondocamgirls.com/
su Twitter la si può seguire qui https://twitter.com/MistressJanet00

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