Intervista a Lucrezia Domina

Lucrezia, la prima cosa che mi viene spontaneo chiederti riguarda il percorso relativo alla tua identità di Mistress, quindi al rapporto che hai sviluppato con l’universo fetish e BDSM. Come è andata sviluppandosi in te questa ‘consapevolezza’?
Come capita spesso, un pò per caso. Conoscevo fin da ragazzina l’universo fetish e BDSM, anche se non avevo mai approfondito più di tanto, essendo presa da molteplici altre passioni. Negli anni mi è poi capitato di ricevere diverse offerte di sottomissione da parte di diversi schiavi. Ho rifiutato molte volte, fino al giorno in cui la curiosità mi ha spinta a provare, ed ora eccomi qua, solo qualche anno dopo. Evidentemente era un destino segnato. 

Andiamo nello specifico della findom (financial domination), la forma di fetish che ti caratterizza. Se tu dovessi spiegarla semplicemente, a parole tue, come ti esprimeresti in merito?
Personalmente la ritengo una forma di dominio totalizzante, superiore a tutti gli altri tipi di dominazione, in quanto prevalentemente mentale. 
E di conseguenza estremamente gratificante e divertente, a prescindere dal fattore economico. N.B. con superiore non intendo migliore, semplicemente più forte, perché fortemente psicologica. 

A mio modo di vedere, le coordinate entro cui si muove il findom sono prettamente psicologiche ed emotive, sia da parte della Mistress che di colui che accetta, in piena consapevolezza, la tipologia di ‘umiliazioni’ cui viene sottoposto. Quali sono le strategie mentali che metti in atto per raggiungere questo feedback che vede te come ‘entità dominante’ verso qualcuno che accetta un ruolo di totale prostrazione al tuo cospetto?
Chiaramente quello che colpisce spesso al primo impatto è l’immagine, e la mia certamente è abbastanza forte da suscitare interesse. All’immagine sono collegate parole che insinuano un tarlo nella mente del finsub. E questo connubio scava sempre più a fondo, fino a sfociare nel primo approccio, e poi nel primo tributo. La strada da lì solitamente è in discesa, se la mistress ha sufficiente intelligenza e passione. 

Mi rendo conto che è forse impossibile tracciare un identikit della persona che ti contatta vista la varietà della psiche umana, ma quali sono i tratti comuni che ravvisi nella maggioranza della tua utenza? Per essere ancor più precisi, quali sono le necessità morali che li conducono a te?
Come hai detto tu, tracciare un identikit del moneyslave è abbastanza complesso, come complesse sono le innumerevoli sfaccettature dell’essere umano. Però si possono fare delle classificazioni. 
Ci sono quelli che amo definire scherzosamente “troie”, che continuano a passare da una Miss all’altra, perché si stufano presto o perché attratti da una nuova bellezza (d’altronde lo schiavo resta pur sempre un uomo, schiavo anche delle dinamiche maschili), e ci sono invece gli schiavi fedeli, che vanno in cerca di una relazione stabile tramite la quale costruire un vero e proprio rapporto di sottomissione. 
Queste due categorie si dividono in altre due sottocategorie, ovvero quelli che si sentono davvero felici e realizzati nel compiacere la Miss, e nel dare a lei tutto quello che possono, e la controparte che invece vive di pentimenti e rimorsi dopo ogni pagamento, ma non può esimersi dal farlo ancora e ancora (una spirale senza fine di piccoli piaceri conditi da forti sofferenze interne). 
Quali siano le necessità morali, è difficile dirlo. Sicuramente per molti è gratificante l’idea di potersi rendere utili nel compiacere un essere a loro superiore; alcuni hanno magari uno stile di vita frenetico e la Padrona che controlla le loro finanze gli trasmette un senso di tranquillità, come se togliesse loro un peso sgradito dalle spalle. C’è anche chi lo fa perché ha una vera e propria dipendenza, che come tutte le dipendenze crea più dolori che gioie, ed è un continuo tentare la fuga, per poi ricaderci poco dopo. 

Probabilmente dirò una banalità, ma nel findom – come in gran parte delle altre forme di feticismo – la piena realizzazione avviene quando il coinvolgimento mentale si fa poi eccitazione sessuale. Questo senza che tu, da mistress, abbandoni il tuo ruolo di comando. Ti chiedo: dal punto di vista erotico, cosa concedi ai tuoi slave per irretirli pur restando per loro irraggiungibile?
Esiste anche una piccola nicchia di schiavi che venerano la Dea come un oggetto sacro, e in quanto tale intoccabile persino col pensiero. E sono quelli che mi diverto a portare sulla strada della perdizione. Come dico sempre ai miei schiavi, mi piace definirmi una Miss libertina, non sono assolutamente rigida dal punto di vista sessuale. 
È chiaro che il comando resta sempre in mano mia. E non sono solita mostrare più del dovuto, cosa che al giorno d’oggi sembra essere abbastanza rara. 
Niente nudo, niente intimo particolarmente spinto, non è assolutamente necessario. Quello che concedo ai miei sottomessi è il piacere di godere in mia compagnia, godere delle mie parole, della mia voce, della mia immagine…e soprattutto del piacere che provo nel prendere il loro denaro. 

I confini tra ‘ossessione’, ‘mania’ e ‘perversione’ – tanto per citare tre concetti – possono talvolta essere labili. Chi si presta ad una catarsi assumendo un ruolo passivo in ambito BDSM è – correggimi se sbaglio – qualcuno che, nel quotidiano, è impossibilitato ad esprimere una rilevante parte di sé. In taluni soggetti un’eccessiva repressione può generare una nevrosi e, quindi, una perdita di lucidità nel volere e nell’’agire. Tu come ti tuteli in tal senso, o per meglio dire come può riuscire una mistress a distinguere, nei limiti del possibile, un soggetto represso ma lucido e consapevole da qualcuno non equilibrato e potenzialmente inaffidabile?
Purtroppo questo è uno dei rischi del mestiere, specialmente se ci si espone completamente come faccio io. 
Devo dire che col tempo diventa abbastanza facile distinguere la tipologia di persona che ti sta scrivendo, bastano davvero poche righe, anche solo per capire se è qualcuno che pagherà o se invece si tratta solo di un perditempo. Lo stesso succede quando mi contatta qualcuno di poco convincente dal punto di vista mentale/emotivo. In quel caso blocco subito, senza pensarci due volte. 
Non si elimina il rischio, ma si minimizza. In ogni caso, chi intraprende questo percorso fa sempre le dovute valutazioni, prima di decidere quanto di sé mostrare.

Ti propongo di seguito un concetto preso da altro sito: ‘Per qualcuno, il findom è uno strumento di potere per le donne che manipolano questi uomini, ma non è così semplice: nello scambio erotico della pratica l’uomo si trova a usare la domme come un mezzo per accedere a fantasie di autodistruzione, e quindi raggiungere emozioni in grado di eccitarlo, per cui non è del tutto chiaro chi manipola chi, nel findom.’ Condividi questo passaggio o vi trovi errori di ragionamento?
l fatto che un uomo utilizzi la Domme come “un mezzo” per raggiungere le sue fantasie e quindi l’eccitazione sessuale, non fa della Domme un oggetto del piacere dello schiavo. Le dinamiche psicologiche che una Findomme mette in atto per raggiungere lo scopo prefissato sono estremamente profonde e delicate, e una vera Domme concede solo quello che vuole concedere, in base alla propria volontà e non in base al denaro offertole. Può essere vero nel caso in cui si incontrino un uomo con fantasie da schiavo (che però nella pratica schiavo non è) con una Miss improvvisata in cerca di soldi facili. In quel caso il sub in questione è in grado di ottenere ciò che vuole con la promessa di soldi in cambio. 

In un tuo post di Twitter leggo: ‘Vieni da me, vieni a sentire la mia voce. È una strada senza ritorno, chi ascolta il canto della Sirena è perduto per sempre.’ Pare un vero e proprio incantesimo che parte dall’uso magnetico della voce: quanto è importante questo aspetto per richiamare l’attenzione e ipnotizzare le coscienze?
È un aspetto fondamentale, e senza dubbio uno dei miei punti di forza. Come già detto, l’aspetto esteriore è importante per catturare l’attenzione. Nella findom, più importanti ancora sono i contenuti. Se una frase forte viene pronunciata da una voce suadente, sensuale, a volte ipnotica, allora è davvero come ascoltare il canto delle Sirene di Ulisse. 
Una strada senza ritorno verso la perdizione. 

Una curiosità. La moneymistress esibisce compiaciuta il fatto che i tributi a lei inviati dai ‘fedeli’ serviranno per i suoi vizi, puro shopping edonistico. Il messaggio che passa è più o meno ‘Sei tu, coglione, a mantenere i miei capricci’. Secondo te perchè questo modo di proporsi come donne dedite alla mondanità più materialista viene ritenuto maggiormente eccitante per lo slave pagante rispetto, ad esempio, a dare di se un’immagine altrettanto raffinata ma culturalmente più elevata?
Non trovo propriamente corretta questa affermazione, anzi. Certamente l’idea della Mistress che spende per i propri vizi i guadagni tanto sudati donati a lei dallo schiavo è qualcosa che eccita terribilmente. Questo non esclude che la Domme possa essere colta e rimanere elegante anche nel momento in cui utilizza forme più volgari. 
Non è un caso che nella mia biografia si legga “aristocratica essenza dominante”. È estremamente importante, per me, che mi si distingua da chi riduce la dominazione finanziaria a un paio di foto poco vestite ed un misero “paga coglione”. La findom è un’arte. In molte possono guadagnare i soldi necessari a togliersi gli sfizi, sono molto meno quelle che possono permettersi di vivere solo di questo, guadagnando cifre estremamente interessanti. Io rientro in quest’ultima categoria. 

Ricollegandosi in parte ad una domanda di prima, qual è il tuo atteggiamento verso chi equivoca con semplicismi o malintesi figure come la tua? Esistono a tuo avviso dei luoghi comuni che desideri sfatare?
Purtroppo anche lo stesso mondo del BDSM è pieno di luoghi comuni. La moneymistress viene vista spesso come la rovina di questo universo, un’arrivista senza scrupoli interessata solo al denaro. 
Non è così. Certamente il virtuale ha aperto le porte a chiunque, con la conseguente entrata in scena di ragazze convinte di poter fare soldi facili sulle spalle di qualche povero schiavo manipolato. 
Per altri, facenti parte del mondo vanilla (ovvero praticanti una sessualità ‘tradizionale’, nda) , siamo semplicemente delle troie manipolatrici di persone deboli e malate (lo hanno detto veramente), e che dovrebbero trovarsi “un lavoro vero”.
Se solo sapessero quanta gioia procuriamo ai nostri schiavi, accettando di prendere i loro soldi. Come ho detto poco fa, la dominazione finanziaria è una vera e propria arte, la forma più sottile e potente di dominazione. Io amo il BDSM, in ogni sua sfaccettatura. Potevo scegliere di essere una Prodomme, mi sarebbe certamente piaciuto, ma non tanto come quello che faccio ora. 
Per il resto, amo molte pratiche femdom, e durante i vari cashmeet mi sfogo spesso e volentieri, come se fossero piccole sessioni all’esterno. 
Concludo dicendo che mi piacerebbe vedere meno giudizi e sentire meno cattiveria da parte di persone che amano tutte la stessa cosa, anche se in forme differenti. 
Sarebbe tutto estremamente più divertente. 

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