Sarah Slave, L’Ultima Intervista Da Pornostar

Sarah Slave è una ragazza che ho sempre seguito con interesse, vuoi per la sua attitudine estrema, vuoi perchè, fin dai primi tempi nel settore hard, si è saputa muovere in varie direzioni ’stilistiche’. Oggi, come ha annunciato lei stessa via social, ha deciso di lasciare l’hard per intraprendere nuovi progetti, nuovi orizzonti, insomma cose diverse. Poco tempo prima del suo annuncio ci siamo sentiti per un’intervista, dove per altro l’ho trovata molto propositiva: sbaglia dunque chi ritiene che il suo ritiro sia dovuto ad ‘usura’, non è così. Come sempre accade nella vita (ed in rete), chi deve sapere sa, chi non sa – perchè evidentemente estraneo alle fonti corrette – immagina, ipotizza, blatera a caso. Niente di nuovo sotto il sole, insomma.
Da parte mia vi assicuro che so, visto che non amo ipotizzare ‘ad minchiam’, per cui auguro a Sarah il meglio in tutto quello che vorrà fare, fermo restando che per i veri conoscitori dell’hard inusuale o estremo la sua traccia l’ha lasciata, ed è ben visibile in determinate sue scene (ad esempio ‘Perverted House Meat’, questa, in cui la nostra si spinge nei territori ‘carnali’ già trattati da Dario Lussuria ne ‘La Cannibalessa’ con Roxana Ardi). Se questa traccia non la vedete è solo un problema della vostra scarsa attenzione in ambito di produzioni. Ecco di seguito quella che è a tutti gli effetti l’ultima intervista da pornoattrice di Sarah Slave.

SPOILER non troverete rivelazioni sui dettagli della decisione di Sarah: quelle son cose che riguardano esclusivamente lei e così deve essere.

Sarah, ben trovata: in questi due anni nel settore hard hai saputo diversificare molto il tuo personaggio attraverso scene di generi diversi che, direi, hanno il filo conduttore del fetish e dei richiami al BDSM. Tra le varie produzioni e collaborazioni che hai fatto fino ad ora, quali ricordi con maggior piacere?
Il tipo di scene che ho preferito sono quelle che ho girato in Legal Porno in quanto si tratta di quel tipo di pratiche estreme che, come sai, fanno per me. A queste aggiungo i film con Andy Casanova, in cui ho avuto occasione di recitare un po’, il che è stato divertente e mi ha dato modo di imparare tante altre cose.

Quindi ti è piaciuto anche l’approccio con una piccola storia da interpretare, diciamo…
Si, perchè in quel caso emergono altri aspetti che nel gonzo non si vedono.

Il nome del tuo sito – sarahextreme (oggi non più attivo, nda) – parla per te: sei una performer amante appunto dell’estremo. A tal proposito, qual è la pratica più ’strong’ che hai fatto sul set?
Sicuramente la cosa più estrema è quella che ho fatto nel film di Andy ‘Coprophagus’.

Parliamo di scat, dunque…
Più che scat io lo definirei ’dirty fucking’. Lo scat di per sé può essere anche un film con una semplice defecazione, nel dirty fucking invece ti sporchi mentre stai facendo sesso. E’ una cosa diversa, più ‘mentale’ e di complicità laddove lo scat rimane un qualcosa di ‘freddo’.

Chiaramente il ‘dirty fucking’ resta, in definitiva, un gioco di condivisione e ‘scambio’…
…e si tratta di qualcosa che non tutti sono disposti a fare, parlando anche di attori.

Per quanto riguarda le pratiche proposte su Legal, si tratta di performance di cui avevi già piena conoscenza già precedentemente, giusto?
Si, ad esempio la doppia anale l’avevo già provata una volta in una scena per Valery Vita e poi un paio di volte in privato, quindi sono arrivata a LP avendo già esperienza. Per quanto riguarda le scene con più uomini avevo già girato anche quelle, così come il pissing che faccio da anni.

Quindi direi che il far confluire diverse cose nell’ambito di una sola scena non è stato difficile per te…
No anzi: molto divertente!

Considerando il tuo percorso, la chiamata da parte di Legal Porno è arrivata al momento migliore?
Per alcune cose volevo aspettare di essere pronta. Può capitarti che, quando ti trovi a lavorare per produzioni più professionali, se anticipi i tempi rischi di bruciarti ed avere l’opposto del risultato sperato. Quindi come ti dicevo ho aspettato di sentirmi pronta, e fortunatamente sono stata contattata quando appunto era il momento giusto.

Anche se, come dicevamo, già avevi esperienza di quanto avresti poi girato…
Si, però una cosa è farlo in privato, un’altra sul set. Prendi la doppia anale: nel tuo privato sei più rilassata, sul set la situazione è diversa. E’ ovviamente fondamentale che gli attori siano professionisti nel fare determinate cose: in questo sono stata fortunata a trovare persone capaci di mettermi a mio totale agio, per cui non ho mai incontrato problemi.

Dopo una scena di questo tipo, come ti senti?
A livello psicologico sto benissimo perchè mi sento appagata. Questo anche perché in scena vengo veramente, non fingo mai. Penso che la parte più importante sia proprio quella psicologica: deve rimanerti addosso una buona impronta di quello che hai fatto.

E questo contribuisce a farti trovare al massimo della forma fisica e mentale per sostenere una nuova scena nel giro di qualche giorno…
Si, di solito si gira un giorno si e un giorno no. Per cui deve piacerti il tipo di scena e devi anche prepararti e allenarti, usando creme adatte prima e dopo. Prendersi cura del proprio corpo, insomma.

Essendo tu orientata ad un genere estremo – cosa non comune – ti sono capitate richieste da parte di produzioni dedite a questo stile che hai rifiutato?
Ho rifiutato una scena scat e alcune scene i cui cachet mi erano sembrati troppo bassi per quello che mi era stato richiesto.

Criteri di valutazione per accettare una scena ‘kinky’ quale può appunto essere lo scat o il dirty fucking?
Anzitutto bisogna vedere quale distribuzione ha la produzione che stiamo considerando, se nazionale o internazionale. Poi è da valutare, come ti dicevo prima, la modalità per una scena del genere. A me fare scat di per sé non interessa, non mi eccita nè mi fa scattare la scintilla giusta.

Nel caso di ‘Coprophagus’ la scena dirty invece è venuta bene perché…
…perchè l’ho fatta con Leonardo Conti che al tempo era mio compagno. Non credo che avrei accettato una scena del genere con un altro attore perchè per me è una cosa intima. Nel caso di ‘Coprofagus’ poi si è trattato di una coproduzione fra me ed Andy, per cui mi son sentita particolarmente libera di fare quello che volevo parlando di performance. Al contrario, andare a fare scat o dirty fucking per un’altra produzione in cui non conosco l’attore e dove non sono io a decidere quanto mi posso spingere oltre, preferisco non farlo. Questo tenendo anche conto che non è la cosa che mi piace di più.

Visto che in questo momento è difficile per le produzioni dare continuità al loro lavoro, ti stai dedicando nel frattempo ad altre ‘dimensioni’ tipo le cam, ad esempio?
In realtà ho già fatto la regia per un film di mia produzione, che tra l’altro ho anche scritto io…ancora non è online, ma ci sto lavorando su…

Una Sarah Slave regista, dunque…
L’esperienza di regia mi piace, è molto interessante. Tanto l’ho imparato anche da Andy, vedendolo lavorare sul set di alcuni suoi film.

Qualche anticipazione su questo tuo debutto da regista e sceneggiatrice?
E’ ovviamente un film a tematica bdsm in cui io muoio nella prima scena, strangolata dalla mia slave…mi fermo qui. Chi vivrà vedrà 🙂 (ad oggi Sarah sta valutando come pubblicare il film, nda)

Parlando di fetish/bdsm tu ti senti ‘a casa tua’ per così dire…
E’ il mio mondo, assolutamente.

Un mondo in cui tu, in realtà, non sei slave ma ‘switch’…
Diciamo che il primo anno l’ho fatto solo da slave, poi ho cominciato ad esplorare altri lati che mi son piaciuti.

L’universo bdsm è l’espressione di una personalità nel suo complesso non riducibile al fatto sessuale, giusto?
Si, è una cosa molto più mentale. Il fatto sessuale è una conseguenza. In realtà secondo me anche il sesso tradizionale parte dalla testa, diciamo che in ambito bdsm questo è ancora più marcato ed evidente.

Nella vita quotidiana tu porti con te quel ruolo che poi assumi anche durante l’intimità?
Per me si è trattato di un percorso di crescita personale, che continua ogni volta che provo cose nuove. Soprattutto all’inizio ho capito molte cose della mia personalità che in un primo tempo non avevo collegato. La mia sfera sessuale e sentimentale la vivo così.

Hai citato la sfera sentimentale, ti chiedo: lasciando stare il discorso del sesso, com’è un rapporto bdsm su di un piano squisitamente emotivo e, appunto, sentimentale?
Dipende dalla persona con cui stai. Adesso ad esempio sto con una persona che è switch come me, questo non mi era mai capitato. Mi sto rendendo conto che, per la mia personalità, questo è un rapporto molto più ‘completo’ in cui non devo reprimermi. Se io invece fossi soltanto una slave, magari mi troverei meglio con un master vero e proprio, questo a livello cerebrale. E’ insomma una questione che parte dalla testa e deve raggiungere un equilibrio personale.

Equilibrio che, una volta raggiunto, può essere trasferito anche in ambito sessuale…
Esatto. Diciamo che il sesso è la ciliegina sulla torta.

Tornando alle scene che hai girato, esiste una serie a episodi di tua produzione chiamata ‘Dirty BDSM Experience’…
Si, sono degli episodi con diverse attrici (Sabrina Ice su tutte) in cui vengono affrontate tematiche bdsm, alcune soft, altre più estreme. Tieni conto che devo comunque riorganizzare il materiale proprio dal punto di vista dei contenuti, girando anche scene con uomini e strap-on…a me piace molto il pegging (pratica in cui l’uomo viene penetrato analmente da una donna tramite strap-on, appunto).

Per adesso quello che è già visibile si concentra dunque su lesbo con strap-on?
Lesbo con strap-on, poi pissing…va detto che le ragazze che coinvolgi in queste cose devi un attimo ‘educarle’ per così dire, non tutte sono abituate.

Anche perchè non tutte coloro che fanno hard sono necessariamente portate anche a queste pratiche. Ad oggi hai trovato dei nomi validi?
Un po’ ne ho trovate…ma sai, tra il dire e il fare…comunque posso dirti che Sabrina (Ice) è molto portata per queste cose.

E proprio con Sabrina so che avete in cantiere alcune cose…
Abbiamo in mente di realizzare qualcosa di continuativo, si. Ad esempio vorrei realizzare una sorta di ‘Porno Sisters’, una sit com di due attrici porno che vivono insieme e fanno vedere quello che succede nelle loro vite (evidentemente un progetto che purtroppo non vedremo, nda)

Tra i tuoi video ce ne sono alcuni su cui punti particolarmente, che ti rappresentano meglio di altri?
Senz’altro i film con trama che ho commissionato ad Andy da regista – per me è il migliore in Italia. Poi i video che ho ideato io in tutto e per tutto, ovvero ‘Lesbo Strap-On’ e ‘Sarah’s Anal Training’.

Qui concludo l’articolo, omettendo alcune domande su altri progetti legati al sito ufficiale di Sarah che, come detto, non è più online.
Come recita un suo tatuaggio, auguro a Sarah un percorso esistenziale ‘per Aspera ad Astra’.

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