Mary Rider: Verso Spicylab 2.0

Ciao Mary, facciamo il punto sulle novità riguardanti le produzioni di Spicylab: poco tempo fa avevamo parlato della ‘Candy Porn Saga’ ed altri tuoi/vostri progetti, come sempre distintivi per qualità e tipologia. Ho inoltre notato un’espansione del sito a mo’ di network, la cui proposta include anche prodotti di altre piattaforme…
Diciamo che stiamo cominciando a trasformarci in una fase definibile come ’Spicylab 2.0’. Lo scorso 2020 ci è servito come una sorta di anno di ‘incubazione’ in vista di una nuova primavera dell’Eros. Tante sono le idee in cantiere e il lavoro fatto dietro le quinte per le novità che verranno: parliamo quindi di collaborazioni e progetti quali il già citato ‘Candy Porn Saga’ che mira a sperimentare il cosiddetto ‘food porn’. Come sappiamo, sesso e cibo sono spesso abbinati nell’immaginario comune, per cui stiamo cercando di estremizzare questo concetto: alcuni video li abbiam già fatti e usciranno prossimamente. Posso assicurati che, a dispetto dell’apparente immobilismo delle produzioni nazionali e internazionali, ci siamo dati e ci stiamo dando da fare nei limiti del possibile.

A questo proposito, abbiamo già visto quello che definirei l’antipasto di questa serie – per restare ad un termine culinario – ovvero la scena lesbo che ti vede protagonista con Lily Veroni…
Esatto. C’è poi da dire che il giardino italiano si è arricchito di tanti nuovi ‘fiori’, ovvero nuove attrici con cui ci apprestiamo a collaborare – nel caso di Francesca Palma l’abbiam già fatto.

Nel caso della ‘Candy Porn Saga’ io ho ravvisato un approccio ‘alternativo’ nella volontà di proporre un certo tipo di sessualità, un ‘format’ che ho trovato assimilabile al mondo post-porno in cui si mostrano modalità diverse di affrontare l’erotismo per immagini. E’ una mia impressione o c’è qualcosa di oggettivo?
L’idea di base era ed è quella di andare a sperimentare tutte quelle che sono le corde dell’erotismo. Esistono tanti modi per divertirsi ed eccitarsi, cercando una strada diversa dal ‘concept tradizionale’. Anziché provare qualcosa di sempre più estremo preferiamo utilizzare un registro diverso, alternativo, per capire se può essere una chiave di lettura che incontra i gusti del pubblico. Questo per rendere i contenuti ancor più accessibili agli utenti.

Delle fantasie inconsuete e stuzzicanti, insomma…
Nei video di questa serie il sesso resta ovviamente protagonista: alla scena lesbo del primo caso seguiranno poi un hard tradizionale, un’orgia e via dicendo. Situazioni erotiche ed ‘alternative’, in quanto la volontà è quella di incuriosire chi ci guarda e portarlo a pensare che magari può provarle anche lui/lei perchè può essere divertente ed eccitante.

Il campionario dei video hard ci propone due tipologie diverse di performance, direi: da una parte ci sono i supereroi alle prese con situazioni difficilmente ripetibili da gente ‘comune’, dall’altra un porno più ‘umano’ e quindi replicabile in quanto vicino alla sessualità ‘vera’…tra queste due tendenze mi pare che la vostra proposta appartenga alla seconda, intenta a proporre qualcosa di ‘replicabile’ da parte di chi guarda nell’ambito di una coppia o in un contesto scambista, ad esempio.
Dovessi trovare una definizione per l’approccio che utilizziamo con Spicylab credo opterei per ‘un porno per tutti’, capace di aiutare l’erotismo ed accendere il desiderio. Non porno per uomini nè al femminile, bensì un porno che sia eccitante e intrigante per entrambi, al di là della propria identità.

Questa idea rappresenta, direi, un continuum nella vostra produzione passata e recente. Allo stesso modo in cui continuativa è la creazione di situazioni dotate di una piccola trama che attraverso vari generi, per poi sfociare nella scena di sesso. Vedo ad esempio ‘Saw The Fucker’, parodia del celebre ’Saw’ della saga horror…
Si parte da una situazione che può diventare intrigante ed incuriosire il fruitore. Noi vogliamo far affezionare chi ci segue a questa ‘imprevedibilità’ che caratterizza la nostra produzione: si passa dall’horror porn di un ‘Saw’ al porno all’italiana stile anni ’80 di ‘Perversioni Pericolose’ fino a ‘Vampire Dreaming’ che assieme a ‘Bloody Swallow’ diventerà un film con varie scene dotate di una cornice narrativa.

Cambiamo argomento. Alla luce della situazione attuale che ha comportato oggettive difficoltà nella realizzazione di nuove scene, tu Mary ti sei cimentata nel settore delle cam e delle dirette live come molte tue colleghe?
Si tratta di un percorso parallelo che nel tempo libero non rifiuto, fermo restando che rimango assolutamente concentrata nella programmare tutti gli aspetti della produzione, cosa che resta la mia priorità. In questo periodo sto inoltre rispondendo a numerose candidature di casting, poiché noi di Spicylab stiamo cercando nuovi talenti che vogliano intraprendere il nostro stesso percorso, sia maschili che femminili. Questo ci tiene davvero molto impegnati.

Che tipo di risposte stai avendo dalle varie proposte di casting?
Proposte ce ne sono tante. Davvero in molti vorrebbero mettersi alla prova in questo mondo, però – al di là delle oggettive difficoltà dovute alle varie collocazioni geografiche – il mio obbiettivo è sempre quello di capire qual è l’impulso che ha spinto i vari candidati a farci pervenire la loro domanda, quella che è la loro convinzione reale o comunque presunta. Detto delle numerose variabili – dal permesso da chiedere alla fidanzata alla possibilità di scegliere l’attrice con cui provare, fino all’eventuale uso della classica mascherina – ci sono tanti, troppi ‘però’ in ballo che rendono impegnativa la nostra scelta. Spesso il candidato ha un’idea del settore hard molto falsata dai video che vede in rete: pensa che fare il pornoattore lo farà automaticamente diventare un divo che gira il mondo a fianco di donne bellissime. Se mai uno arriva a determinati livelli non deve ignorare un fondamentale periodo di gavetta…

Esistono ancora quelli convinti che fare porno porti inesorabilmente a grossi guadagni?
Ancora in tanti sono convinti che si diventa ricchi girando un paio di video…

Molti preconcetti, insomma, che rendono complicato per voi operare una scrematura…
Certo, questo anche in vista della disponibilità a seguire un percorso di formazione e gavetta, come già detto. D’accordo, non dobbiamo interpretare un kolossal, ma è altrettanto vero che non si diventa attori porno dopo dieci minuti di scena. Devo dirti che non facevamo casting da due anni, adesso ci stiamo provando e continueremo per qualche settimana perchè penso ci sia molto potenziale inespresso in tante persone che mi hanno contattato. Fondamentalmente, quello che io propongo è di mettersi in gioco in un periodo di formazione, per capire se ciò si va a fare in scena è nelle proprie corde, e, se si, quanto si può essere longevi.

Dai vari casting è ipotizzabile realizzare poi dei video da proporre via sito?
Quando si svolge un casting la videocamera c’è sempre. Quello che ci interessa è proprio la reazione del candidato di fronte alla camera. Se tutti possono essere a loro agio in una stanzetta con una bella ragazza, quello che fa la differenza è appunto la presenza di un operatore che riprende e le luci di scena. Chiaro che se il casting può diventare un prodotto video lo deciderà la performance, come talvolta è successo e se ne trova traccia nel nostro sito. Se c’è stata una buona reazione e c’è la volontà di lavorare su se stessi per colmare eventuali mancanze si può pensare ad una seconda esperienza: dopo il ciak serve reagire, dimostrando una padronanza della situazione tale da non farsi intimidire o spaventare. Questo per ambientarsi in un settore ben lontano dalla vita di tutti i giorni, in modo da acquisire familiarità con il set. La realizzazione di una scena porno comporta aspetti che non sono erotici, trattandosi di lavoro…

Ecco, questo è un aspetto fondamentale da comprendere…
Metti che io sono sul set con una donna bellissima che se vedessi per strada sarebbe il mio sogno erotico. Pur trovandomela di fronte nuda, in scena, non è detto che io sia eccitato: c’è il regista, la videocamera, l’operatore, sono loro a dirmi quello che devo fare con questa ragazza. E’ lì che si vede la vocazione attoriale, la predisposizione della persona a comandare il proprio corpo risultando eccitato anche in un momento che potrebbe non essere eccitante di per sé.

Diciamo che fare una scena porno è un po’ un paradosso: la realizzazione prevede varie fasi non propriamente erotiche o spontanee, eppure gli attori son lì per creare qualcosa che risulti altamente eccitante per l’utente finale. Penso alla necessità di ‘saper gestire e comandare il proprio corpo’, un concetto che ridimensiona la naturalezza del tuo agire in un contesto sessuale…
Estendendo il discorso, questa duplicità essere/apparire è comunque tipica di tutte le espressioni filmiche o teatrali. Ecco perchè, oltre a parlare di performer, richiamo anche il concetto di ‘attore’ come una figura a tutto tondo, non solo nell’espressività e nella mimica ma anche nella capacità di entrare nel personaggio coinvolto dalla partner di scena, che si tratti della donna più sexy o tutt’altro.

Questo considerando sempre che in un prodotto Spicylab la componente sessuale è incorniciata all’interno di un canovaccio narrativo…
…dunque parliamo non solo di comandare il proprio organo genitale ma anche di riuscire ad interpretare un ruolo, per quanto minimo.

Qual è il filone tematico che ad oggi ottiene più visite e più interesse tra i video del sito www.spicylab.org?
Ho notato che intriga molto quando nelle scene c’è un gioco a tre, in cui magari il terzo non è completamente attivo ma piuttosto guardone, cornuto compiaciuto o partner che scopre in flagrante il tradimento dell’altro. Situazioni di equivoco che attirano sempre, per quanto possano sembrare stereotipate.

Senti, ma quanto ti mancano le fiere?
Sono in profonda crisi di astinenza a riguardo! Non c’è giorno che non mi trovi a pensare ‘proprio adesso l’anno scorso ero nel tal posto’ o ‘mi stavo preparando per andare nell’altro’. Ad esempio, nel 2020 in questo periodo io e Capitano Eric eravamo tornati dagli AVN e dal BergamoSex, ci trovavamo a Barcellona per un set e ci stavamo preparando per l’Eros Porto…

Per tutte le attività che prevedono l’esibizione come momento fondamentale, al di là del lavoro che si svolge sul set, è chiaro che la mancanza di kermesse di settore toglie tanto a tutti, artisti e pubblico…
Manca molto anche il rapporto diretto con i colleghi. Ti faccio un esempio: a Berlino lo scorso anno noi avevamo conosciuto tantissimi artisti con cui avevamo programmato delle collaborazioni poi sfumate per quello che è successo…questo è un settore dove sono fondamentali le emozioni che gli artisti provano nel lavorare insieme, perciò è impossibile replicare il tutto sentendosi online. Soltanto quando ti trovi di fronte ad una persona puoi capire se l’idea del lavoro da fare insieme funzionerà, io personalmente lo sento a pelle. L’assenza delle fiere ha tolto tutto questo, che è poi il motivo per cui sono state pensate: uno scambio di emozioni con il pubblico, che è il fruitore finale, e con gli altri tuoi colleghi, la cui conoscenza diretta può far nascere collaborazioni stimolanti per tutti.

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