Intervista a Miss BlackSun

Miss BlackSun, nell’ambito del panorama femdom il tuo è un nome affermato e suggestivo. Mi fa piacere avere la possibilità di approfondire con te i vari aspetti legati alla tua identità di mistress, ruolo che in certi casi può essere percepito dall’esterno anche come ‘personaggio’…
Partiamo da questo presupposto: io non mi reputo un personaggio, ho fatto di una mia propensione naturale un’arte. Fare la Domina mi ha messo in contatto con la parte più vera e profonda di me stessa, credo di essere MissBlackSun più di quanto non sia la persona che vedono gli altri nella vita privata. In questo ambito sono totalmente a mio agio.

Quindi, declinando l’aspetto di mistress come ‘identità’ o ‘ruolo’, tu lo vedi come qualcosa di inscindibile dalla tua personalità…
E’ un qualcosa che ha sempre fatto parte di me. Chiaramente non ne sei cosciente fin da quando cominci a manifestarlo, tuttavia ho da sempre un carattere impositivo e dominante sugli altri.

L’approcciarsi al mondo bdsm in generale, entrandovi poi nello specifico col passare del tempo, è un processo di conoscenza di se stessi e del proprio io, direi…
Senza dubbio. Io son convinta che una vera Mistress ha in sé questa identità innata, a differenza di chi, esclusivamente per mero guadagno, cerca di avere un atteggiamento dominante che non fa parte del suo essere. Non si tratta di ruolo che studi ed interpreti, tutt’altro: è un qualcosa che ti viene naturale, come respirare, camminare, mangiare e così via.

Qualcosa che porti con te anche nella quotidianità dunque?
Provengo da una famiglia fortemente matriarcale in cui le donne vengono educate al comando. Sono abituata a comandare: questo è l’atteggiamento con cui mi rapporto verso l’esterno, parlando in generale. Nella mia vita non succede niente se io non l’ho deciso.

E’ stato facile allora trasferire questo tuo atteggiamento dominante dalla realtà giornaliera al contesto di mistress?
In realtà meno di quanto si possa pensare: Italia gli schiavi sono abituati molto spesso a Mistress che interpretano un ‘ruolo’ ma che non sono dominanti nella realtà, cosa che inevitabilmente traspare nelle loro sessioni…spesso accade il contrario: sono gli stessi slave a dominare ‘dal basso’. Quando si rivolgono a me provano a fare la stessa cosa, rimanendo spiazzati nel momento in cui si rendono conto non funziona così con me, senza finzione alcuna. Anzitutto perché faccio solo quello che sento mio e che mi piace, non mi presto a qualsiasi pratica ‘tanto per’. Se avessi voluto farmi comandare dagli altri tanto valeva fare la segretaria, per capirci. Per me non si tratta di una questione di esclusivo guadagno, antepongo la qualità alla quantità. Certo come si dice: “Se sai fare bene qualcosa mai farla gratis.” In giro puoi imbatterti in mistress ‘cottimiste’ che accettano qualsiasi schiavo a prescindere per fare numero – e quindi soldi – facendo anche quello che a loro non piace o in cui non sono competenti. Comprendo che non sia una scelta facile e non le giudico.
Ragion per cui, tornando alla tua domanda, specialmente all’inizio mi sono imbattuta in persone che sostenevano che non sarei stata una vera Mistress in quanto non disposta a fare tutto quello che volevano gli slave paganti…

Quindi nel rapporto tra una mistress non autentica ed uno slave può svilupparsi una sorta di psicologia inversa in cui è lo schiavo che, in quanto ‘cliente’, alla fine è colui che dispone…
Esatto. Cosa che non succede nel mio caso.

Parlando di pratiche, leggo che hai competenze in un ampio ventaglio che va da quelle soft fino ad un contesto più strong ed estremo.
Assolutamente si. Non faccio pratiche che non reputo ‘femdom’: esistono pratiche fetish che, pur appartenendo al bdsm, non riguardano la dominazione femminile. Quelle non le eseguo perché in contraddizione con il mio modus operandi.

Ad esempio?
Il facesitting, l’adorazione di parti intime o il farsi leccare parti del corpo, tutte cose inaccettabili per me poiché non attengono a quello che io sono. Sicuramente sono parte del fetish, del bdsm ma non del femdom. Personalmente ho deciso di fare altro, dando un’impronta ben determinata al mio lavoro.

Hai toccato un aspetto importante, poiché la variabile del ‘se e quanto una domina debba concedere ad uno schiavo’ in termini erotici è spesso oggetto di discussione. A mio modo di vedere un eventuale contatto ravvicinato non può che ridimensionare l’irraggiungibilità della dominatrice…
Credo che questa grande confusione creata attorno all’attività della Mistress deriva dal fatto che molte escort si sono per così dire ‘naturalizzate’ Mistress perché hanno capito che è diventato un settore di forte interesse. Ovviamente, però, della Mistress non hanno il carattere, pensando che nel momento in cui uno le omaggia debba avere accesso a tutto ciò che vuole. Parliamoci chiaro, una nella vita può fare quello che più desidera senza però investirsi di prefissi che non le appartengono, creando poi problemi a chi fa davvero del prodomming. Per quanto mi riguarda, il posto adatto allo schiavo resta il pavimento. Il massimo a cui può aspirare è leccarmi i piedi.

Come nasce l’accordo sulle pratiche da svolgere durante una sessione?
Direi che faccio una media tra quelle che sono le richieste – cosa che io rispetto sempre – e la tipologia di pratiche che eseguo. Di certo non amo e non voglio una ‘lista della spesa’, nel senso che quando uno schiavo decide di affidarsi a me deve essere completamente in balìa della mia persona. Uno degli aspetti che caratterizzano il bdsm è che lo schiavo non sa cosa aspettarsi nell’ambito di una sessione, ed è proprio per salvaguardare la qualità delle mie sessioni che chiedo ai miei schiavi di essere precisi riguardo ai loro limiti ma anche di abbandonarsi a me.

Mettiamo il caso che, durante una sessione, lo schiavo che si è affidato a te manifesti reazioni inconsuete o comunque inaspettate ad un comportamento…come puoi gestire la cosa?
Ti dico la verità, non è mai capitato. Forse perchè, per fare un esempio, su schiavi che superano una certa età non eseguo determinate pratiche, anche se loro me le richiedono sicurissimi di poterle sostenere. Al di là della consensualità, primo principio fondamentale è il sano, quindi la salute. E’ vero che le prime volte uno schiavo può aver dei timori – si affida pur sempre ad una persona che non conosce – ma dopo poco tempo si accorge subito che sono una persona equilibrata pienamente cosciente della propria responsabilità verso l’altro. Mi rendo anche conto che molti dei miei slave vengono da esperienze non sempre edificanti con dominatrici mancanti della giusta preparazione, del giusto studio. Questo è un altro elemento importante: quello che faccio lo studio, non ho mai comportamenti che possano in qualche modo ledere gli schiavi. Del resto l’empatia, il comprendere la natura di chi ho davanti è parte integrante del mio lavoro, così come il saperlo gestire, tranquillizzandolo: per quanto lo stia dominando all’interno del gioco, non andrò mai oltre.

La questione psicologica è principio fondamentale della dominazione, trattandosi quest’ultima anzitutto di un rapporto mentale di intesa ed ‘affidamento’…
C’è forse molto più di mentale che di fisico. Io posso mettere in atto tutta una serie di pratiche, ma se non si è creato un feeling tutto viene meno. Questo differenzia una Mistress da una ‘persona che fa la Mistress’ pur non essendolo. Una capacità di gestione che tu assimili solo dopo aver imparato a dominare te stesso, quando ti senti talmente sereno e sicuro da poterti permettere di riuscire a farti carico di un’altra persona.

A questo riguardo, rifacendosi alla psicoanalisi, si sostiene sempre la necessità per lo psichiatra di farsi a sua volta analizzare da un suo collega per testare il proprio stato di benessere nel gestire i pazienti. E’ così anche per una mistress?
Io mi son sempre misurata esclusivamente con me stessa, anche nella vita privata. Ho iniziato a svolgere questa attività in cam senza che nessuno mi abbia dato consigli a riguardo. Nessun consiglio per quanto riguarda la realizzazione dei video, la gestione dei social e neppure per il prodomme. Ritengo che certe soluzioni uno debba trovarsele da solo, poiché quanto può essere giusto per me non è detto lo sia per altri. Va anche detto che, tendenzialmente, io sono una persona molto solitaria: nel mio percorso ho fatto meditazione, ho studiato psicologia, ho sperimentato molto su me stessa. Quando poi ho avvertito un totale controllo di me ho iniziato a propormi come mistress. E’ anche vero che molte persone fanno fatica a tracciare un confine tra la vita privata e la sessione, ma su questo non transigo: quando sto facendo una sessione il mio privato non c’entra, resta tutto fuori.

Riesci a scindere bene le due dimensioni, diciamo…
…e non amo gli schiavi che fanno domande riguardo alla mia vita privata. Ne ho anche rifiutati alcuni che volevano dei rapporti continuativi, il che è un’arma a doppio taglio. Questo perché lo schiavo ti propone un omaggio mensile molto alto, ma altrettanto alta è la sua pretesa in termini di tempo da dedicargli. Se dedichi a lui tutta la tua giornata o quasi finisci col perdere altri potenziali schiavi: così facendo sei tu ad assoggettarti alla sua volontà, e sei tu, in definitiva, a diventare la schiava, finendo per essere in balìa di colui che si fa dominare. Una cosa che assolutamente non voglio.

La ‘concessione’ di confidenza è allora per la mistress un limite da non valicare…
Esatto, anche perché io concepisco la figura della mistress come qualcosa di impalpabile, un ossimoro. Tu non sei tenuto a comprenderlo totalmente, altrimenti perderebbe tutto il suo charme, il suo carisma. La domina deve rimanere irraggiungibile.

Un po’ come la fede: tu ce l’hai ma è qualcosa di trascendente, non puoi toccarla, non puoi dimostrarla. Facendo un passo indietro, mi hai detto che hai cominciato a fare dominazione in ambito di cam. Oggi accade che molte camgirls generaliste si buttino nel prodomme, o addirittura pornostar tentino di attribuirsi questa identità…
Anche in cam ho sempre fatto sempre e solo domme. Ecco perchè in certi forum di settore venivo discussa: secondo molti schiavi e molte mistress una camgirl non può essere una buona dominatrice. L’anno scorso, con il lockdown, è avvenuto però che tutte le Mistress son diventate ‘magicamente’ camgirl, il che mi ha fatto sorridere. Personalmente posso dirti che la dominazione in uno show di cam mi piace, poi non tutti possono permettersi una sessione di dominazione vera e propria. Il caso di una cam di dieci minuti o un video tematico è invece qualcosa di molto più economicamente raggiungibile, anche in termini di tempo se vogliamo.
Non tutti possono sparire da casa per delle ore. Si tratta, insomma, di saper diversificare restando coerenti con la propria attività, e a quanto pare il tempo mi ha dato ragione…

A proposito della dimensione cam, una curiosità: ti presti a fare dei roleplay?
Alcuni giochi di ruolo li accetto, sempre di stampo femdom comunque. Di contro, ci sono quelli che mi scrivono perché desiderosi di ‘interpretare’ i miei fidanzati…di certo io non faccio la fidanzata virtuale. Ho piuttosto percorsi per quanto riguarda la castità, ad esempio, con compiti da eseguire che io ti dò ogni giorno.

Hai accennato prima alla gestione social e alle varie piattaforme in cui sono presenti i tuoi video in vendita…parliamone, perchè ho notato che il settore video è da te molto curato e sviluppato con vari prodotti.
Dietro ad ogni mio sito, profilo e video c’è un lavoro molto attento. Nulla è improvvisato. Partiamo sempre dall’idea che è giusto diversificare, poi fare video è anche una cosa che mi diverte molto. Ho iniziato con un mio schiavo che mi ha proposto di fare delle riprese, del resto io son sempre disposta ad imparare cose nuove, laddove sento che potrebbero interessarmi. Da lì ho acquisito con gli anni pratica nel montaggio e nell’uso delle luci. Tutto da sola: a differenza di coloro che si fanno montare i video dagli schiavi io non mi fido di nessuno, tutte le mie attività sono gestite esclusivamente da me.

Ti è capitato di vendere un video ritrovandolo poi caricato altrove, in una piattaforma gratuita?
Sì, è una cosa che capita a molte, purtroppo. Non mi dà fastidio l’ipotesi che venga caricato su una piattaforma hard in quanto io per prima ho un profilo Xhamster e Pornhub, il problema consiste nel fatto che tu per fare un video ci spendi tempo e idee, poi uno se lo compra e lo pubblica dove gli pare…non è una cosa che posso controllare e comunque questi video hanno sempre buone visualizzazioni, per cui finiscono per farmi pubblicità: mettiamola così.

Torniamo a parlare di pratiche: quali sono le più richieste per le sessioni reali e quali, invece, quelle più in uso nel virtuale?
A livello reale senza dubbio il foot fetish, adorazione delle scarpe e umiliazione. Gli schiavi che propendono per pratiche più pesanti alla fine sono pochi. Una pratica che a me piace tantissimo ma purtroppo non mi è molto richiesta è whipping (frusta), ne ho trovati veramente pochissimi disposti ad essere frustati! Tra quelle online invece sicuramente il moneyslavery.

Approfondiamo allora l’argomento reltivo al findom (financial domination), o appunto moneyslavery….
Alcuni dei miei schiavi mi hanno fatto sapere che certe moneymistress, sedicenti tali, scrivono in privato chiedendo soldi…io non contatto nessuno! Partiamo dal presupposto che la differenza che corre tra una moneymistress e un’accattona è che io i soldi non te li vengo a chiedere: sei tu che vieni spinto dal desiderio di viziarmi. Devo dire che, con mio grande stupore, pur non cercando sono diventata molto richiesta per questa pratica, mesmerize e blackmail (che eseguo solo con compilazione di liberatoria foto video) ad essa connessa…Avendo letto molto in materia di ipnosi, mi sembrava poco credibile riuscire a farlo attraverso un video, ma evidentemente queste strategie hanno un qualche effetto nel subconscio di colui che guarda. Evidentemente più di quello che io stessa mi aspettavo.

In una pratica come il findom, in ultima analisi, non è la componente finanziaria l’aspetto determinante, quanto appunto il lavoro di suggestione mentale con cui si arriva ad una dominazione di questo tipo…
C’è un problema di base nella moneyslavery. Tu puoi vedere delle ‘padrone’ che stanno sveglie fino alle prime ore del mattino perchè lo schiavo ha deciso che quel giorno vuol farsi ‘mungere’ fino a tarda ora…per quanto concerne me, la regola aurea è il mio benessere, al di là dell’orario in cui sono disponibile. Io vengo sempre prima.

Si parlava di ipnosi…anch’io ritengo che brevi clip contenenti la reiterazione di piccoli gesti con le mani o parole sussurrate possa avere un effetto ipnotico nella mente dell’osservatore, che piano piano abbassa le sue difese psichiche palesando delle debolezze…
Ti dirò che un mio desiderio era quello di farmi ipnotizzare, essendo molto curiosa riguardo agli effetti connessi a questo stato mentale. Venne però fuori che io non ero un soggetto ipnotizzabile. Alla fine ne ho dedotto che anche questo dipende dalla capacità del tuo cervello di essere dominante. In definitiva, anche questa è un’attività assimilabile alla natura di uno slave, avendo il cervello degli aspetti di debolezza e suggestione.

Questo mi porta a farti un’altra domanda. Mettiamo che io, per quanto sia desideroso di avere una sessione, abbia un codice di comportamento – e quindi un Super-Io, per dirla con Freud – molto rigoroso a difficilmente incline a lasciarmi andare, a farmi dominare. Cosa può fare una mistress per alleviare questa mia rigidità mentale?
Può capitare. Tieni conto del fatto che molti dei miei schiavi sono persone che nella vita di tutti i giorni hanno lavori di responsabilità in cui sono loro a decidere e comandare gli altri, per cui vengono da me allo scopo di far gestire le cose a qualcun altro per una o due ore…per un senso di abbandono, diciamo. Per alcuni questo è difficile: o hanno una personalità fortemente narcisista o uno smodato Super-Io. In questi casi tutto è in mano alle capacità della mistress: alle volte basta uno sguardo, un gesto, il porsi in modo dominante per ‘mettere ognuno al proprio posto’. E’, alla fine, una questione di capacità di farsi rispettare dagli altri.

Parlando appunto di rapporti ‘padrone vs schiavo’ ecco che colui che nella vita sociale è abituato ad essere padrone può soccombere di fronte ad un’entità più dominante di lui…come una sorta di addomesticamento insomma.
Esatto, le medesime strategie con cui fai capire al cane il comportamento da tenere e gli ordini da eseguire. E’ determinante l’imprinting iniziale, direi: non concedere battutine e via dicendo, far capire chi è che comanda. Se tu non fai così subito, difficilmente riuscirai a piegare lo schiavo poi.

E questa eventualità non potrà che generare una sessione insoddisfacente…
C’è da dire un’altra cosa. Molte persone dopo aver sostenuto una sessione se ne vanno in silenzio, quasi infastiditi. Magari pensano ‘sarà lei a ricontattarmi dopo…tanto le servono gli schiavi!’, io non cerco nessuno. Non ne ho bisogno. Invece è successo di trovare persone tornare da me dopo mesi, anni o più. A volte non ricordavo nemmeno chi fossero. Questo per dirti che, alle volte, l’educazione di uno schiavo avviene anche sulla lunga distanza, molto dopo una sessione.

Si tratta come di una traccia che tu lasci nella psiche dello slave, insomma. Traccia che quest’ultimo può assimilare e razionalizzare anche col passare del tempo, facendolo ritornare sui propri passi…
Ho le mie regole a riguardo e non vengono mai cambiate. Io ho scelto il femdom, per me è un’arte. Ho la libertà assoluta di fare quello che voglio, senza vincoli.

In questo ambito neppure il denaro è un vincolo…
Assolutamente no, in quanto non sono avida. Per meglio definire ciò che intendo essere posso citarti a mo’ di esempio la figura e la storia di Enzo Ferrari: lui ha fatto del suo marchio un simbolo. Magari esistono macchine tecnologicamente più avanzate, ma lui non ha mai cambiato il suo modo di lavorare. Ecco, io voglio che le persone, quando pensano a me, pensino ad un determinato standard immutabile nel tempo. Questa è, a mio modo di vedere, una politica che paga sulla lunga distanza. In termini di soddisfazione. Vedere che ciò che fai con passione ha riscontro è la più grande ricompensa. Detto ciò, sono la prima che, se ravviso l’inadattabilità dello schiavo alle mie condizioni e alla mia immagine, lo invito a rivolgersi ad altre: non è nel mio carattere cercare il compromesso tanto per fare una sessione in più.

La classica ‘via di mezzo’ non ti si addice e non ti darebbe soddisfazione, insomma…
Non solo: finirebbe col non soddisfare neppure lo schiavo in questione. Amo la correttezza.

Una curiosità: hai avuto tour all’estero o ti è capitato di avere richieste da slave stranieri?
Ad oggi no, anche perché sono una che non si sposta facilmente e non ne ho mai avuto bisogno.

A quanto so, in altri Paesi sono maggiormente diffuse delle pratiche di dominazione estreme che in Italia si riscontrano con minore frequenza…
Basandomi su quanto ho visto in video, posso dirti che un nome straniero che apprezzo molto è Cybill Troy, la trovo molto dominante anche nell’accezione psicologica di questo concetto e mi piacciono i suoi video. Credo che all’estero il femdom sia senz’altro un mondo molto variegato quanto a richiesta di pratiche, tuttavia rispetto alle mistress italiane manca forse quella malizia nel riuscire a dominarti senza fare assolutamente niente. Per quanto concerne la lingua, a mio parere l’inglese è molto più ‘povero’ rispetto all’italiano: per mia esperienza personale lo sto utilizzando nei miei video, e devo dire che, avendo io un dizionario piuttosto ampio, mi risulta frustrante tradurre in inglese quello che voglio dire in italiano. Sono costretta ad utilizzare più o meno sempre le stesse parole prive di sfumatura per vari concetti.

Da questo desumo comunque che i video li proponi anche in inglese ed hanno un appeal internazionale…
Per quanto riguarda i POV si, anche in inglese. Quelli che prevedono la presenza di schiavi ancora no: vorrei iniziare, ma non è facile trovare slave che possano recepire comandi in lingua diversa in un determinato contesto di sessione. Disponendo comunque di store attivi in varie piattaforme (Clips4Sale, IWantClips) ho verificato che i miei video vengono acquistati anche nei luoghi più impensati: Canada, Dubai, Giappone, Corea…pur essendo video in italiano.

Chissà, al di là della comprensione linguistica lo slave che acquista un video di dominazione a prescindere dalla comprensione si affida forse al fascino del suono della voce…
Probabilmente. Può anche dipendere dal fatto che certe pratiche non sono in molte ad eseguirle: ad esempio all’estero vengono acquistati molto i video clinical in cui uso la sonda uretale, che spesso faccio con la scarpa. Penso che non siano tante a prendersi una responsabilità del genere.

Una pratica di questo tipo la si esegue solo in virtù di specifiche conoscenze mediche, suppongo…
Se non altro, conoscenze di anatomia e ovviamente relative alla sanificazione di tutto quello che sta attorno: prima di registrare video del genere viene sanificato tutto, scarpe incluse. Si tratta ovviamente di scarpe utilizzate esclusivamente solo in quell’occasione, con la bollitura delle sonde e così via. Tieni conto che sono una persona più che mai attenta all’ordine, la precisione e la pulizia.

In questo caso si tratta sempre di registrazioni di sessioni?
No, la realizzazione di un video del genere prevede un omaggio seppur inferiore e la firma da parte dello schiavo di una liberatoria: non faccio assolutamente nulla senza una liberatoria firmata. Stesso discorso in caso di richiesta di blackmail: è necessario l’invio dei documenti e la certificazione del consenso firmata a mano.

Tutto con i dovuti accorgimenti di sicurezza e consenso, chiaramente. Si sottintende l’affidabilità del soggetto firmatario: ti è mai accaduto di trovarti di fronte ad individui instabili da questo punto di vista?
Da parte mia c’è la massima correttezza, sempre. Per ciò che riguarda invece eventuali schiavi problematici la mia scelta – non condivisa da molti – è stata quella di incontrarli esclusivamente in motel. Questo mi permette di far entrare dopo lo schiavo, e di raggiungerlo poi al numero della stanza che mi indica. Il tutto senza che io veda i suoi documenti, e lui non veda i miei. In base a questo tipo di decisione forse farò meno sessioni di chi riceve in casa o in determinati dungeon, ma come ho già detto non sono avida e antepongo qualità e sicurezza.
A monte di tutte queste misure cautelari, è comunque accaduto di imbattersi in persone problematiche: terminata la sessione, quando sono stata ricontattata ho fatto presente che non si è creato il giusto feeling e le adeguate condizioni per la prosecuzione del rapporto di dominazione, concludendo lì la cosa.

Il motel preferito ad un dungeon: spiegami il perchè.
Perchè, oltre a quanto detto pocanzi, è luogo di maggior sicurezza anche per lo schiavo trattandosi di un posto assolutamente pulito, deve esserlo ogni volta. Personalmente mi è capitato di andare in dungeon tutt’altro che puliti, ed essendo frequente durante una sessione sdraiarsi per terra o stare nudo è confortante avere un bagno con asciugamani igienizzati. Cosa di cui ovviamente il motel dispone. Per quanto concerne i dungeon, quelli dalle mie parti veramente ottimizzati sono pochi.

Strano constatare che l’epicentro del femdom e delle mistress in Italia sia la Lombardia e, più specificamente, il milanese. Per la stragrande maggioranza siete localizzate lì…
Forse perché come si dice noi lombarde siamo un po’ stronze. Forse è un discorso relativo all’educazione che si è ricevuta. Mi rendo conto che, rispetto a determinate colleghe provenienti da altre regioni, la mia educazione è stata differente: ecco che ritorniamo alla famiglia matriarcale di cui ti ho già parlato, in cui è la donna ad avere potere decisionale. Certo non posso parlare per chi non conosco, ma in base alla mia esperienza credo che questa possa essere la ragione per cui qua da noi e nell’Italia Settentrionale in generale troviamo una grande concentrazione di dominatrici.

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