Intervista Alla Mistress Susanna Guerriero

Mistress Susanna, ho letto la tua storia nel tuo sito ufficiale: da quello che ho capito l’atteggiamento di domina e, successivamente, il bdsm fanno da sempre parte della tua personalità. A questo proposito, ritieni che l’esercitare l’attività di Mistress abbia contribuito a farti scoprire meglio la tua natura e definirti come persona?
Esercitare l’attività di Mistress ha aperto un mondo infinito di possibilità ed ha comunque portato pian piano a riscoprire sempre di più me stessa e la mia fortissima personalità. In questo posso paragonarmi ad un ingegnere che progetta motori sempre più veloci e robusti e si spinge sempre più in là. Ecco così sono io, sessione dopo sessione mi spingo sempre oltre ed accumulo sempre più esperienze che mi aiutano a capirmi meglio e scrutare ogni angolo della mia persona

Spesso trovo che i media siano riduttivi riguardo alla descrizione di ciò che è o fa una Mistress, evidenziando l’aspetto più ‘facile’ a scapito di tutta la complessità che c’è dietro. Ti chiedo: per te l’essere Mistress è ‘uno stato mentale’ o un ruolo che eserciti solo in funzione di una sessione con un tuo slave?
Conosci il detto che quando un lavoro ti piace è come se non lavorassi? Ecco questa sono io, fare sessioni, avere degli slave che mi adorano e mi servono è parte integrante della mia vita, e sono fortunata perchè faccio ciò per cui sono nata e che mi piace. Inoltre è diventata una professione che mi porta grossi risultati.

A tal proposito, quanto nel bdsm e nel femdom c’è di psicologico e quanto è invece legato alla sfera più concretamente fisica?
Volendo fare un discorso in percentuale posso dire che ci sono casi e casi, ma almeno l’80% è mente quindi psicologicamente parlando, mentre solo il 20% è legato alla sfera fisica. Anche nel masochismo, la mente predomina sempre in tutto. Una mistress come me ha un mente fine che si proietta ben oltre l’immaginabile.

Parliamo del primo contatto tra te ed una persona ‘aspirante schiava’ che voglia concordare una sessione. Secondo quali criteri viene raggiunto l’accordo – un primo approccio conoscitivo, la scelta delle pratiche da eseguire, l’aspetto economico di ciò che lo slave richiede…come si sviluppa il percorso che porta poi alla sessione vera e propria?
Ho un approccio molto tranquillo con gli aspiranti slave o meglio novizi. Per chiedere una sessione significa che in loro già c’è quell’aspetto psicologico che determina l’impulso nella ricerca della mistress e quindi la chiamata. Gli slave soprattutto i novizi sono in realtà molto timidi e nel primo approccio hanno bisogno di un incoraggiamento, se avvertono troppa indifferenza finiscono per non venire perchè si chiudono in loro stessi. Dedico molto tempo, che ovviamente non sottraggo alla sessione, per socializzare e quindi parlare per capire mentalmente di cosa ha bisogno e di come il suo essere può divertirmi. Prima della sessione si stabiliscono le regole del gioco, o meglio le mie regole e poi si inizia il percorso. Sessione dopo sessione si sperimentano sempre situazioni nuove, è bello utilizzare la creatività e la fantasia per creare giochi e situazioni sempre diverse. Le soglie di tolleranza le capisci con l’esperienza che si matura in anni di sessioni, e non sempre sono chiare.

Ti è mai accaduto di rifiutare utenti, e quindi sessioni? Se si, in base a quali parametri hai preferito non procedere in questi casi?
Si mi è capitato di rifiutare, infatti come ho detto io faccio una professione che mi piace e quindi il mio essere dominante non è una finzione ma lo specchio della mia personalità vera nella vita reale, quindi se mi chiama qualche slave e cerca di corrompermi con un’offerta allettante esercitando in questo modo una sorta di dominazione dal basso in un tipo di pratica che a me non piace o magari che è un qualcosa che va più nell’ambito vanilla io rifiuto categoricamente. Odio che mi si comandi cosa fare e non fare, sono io a decidere e vedere se si è degni, punto.

Parliamo di pratiche. Quali sono le più richieste da parte dei tuoi slave? Quali invece quelle in cui tu trovi maggiore gratificazione?
Le pratiche più richieste sono il pegging, la sissyficazione, e pratiche fetish. Anche il masochismo è molto ben richiesto, tipo ballbusting e whipped sia soft che hard…non ci sono pratiche che non gradisco, anzi per fortuna ce ne sono migliaia e di svariati tipi perchè è sempre bello scoprire e fare cose diverse e nuove, quindi è bello anche studiare e avere nuovi spunti.

Riguardo a determinate pratiche si parla di ‘livello di sottomissione’, il che fa pensare che ogni slave, pur essendo tale, ha un modo d’interfacciarsi soggettivo a situazioni di dominazione e diversi limiti. Come fa una Mistress a prendere coscienza di tutte queste variabili facendo sempre attenzione a non oltrepassare determinate soglie di tolleranza?
Il livello di sottomissione non è altro che una scala dei valori, in base a quello che lo slave è disposto a fare riesci a capire a che livello si trova. Quanti slave sposati conosci che sotto un mio comando vanno a casa e raccontano della loro esperienza alla moglie fino ad allora ignara di tutto? Beh io ho avuto anche queste simili esperienze, e credimi siamo ad un livello di sottomissione enorme, in quanto è assolutamente difficile comandare una cosa del genere.

Nel tuo sito hai stilato tutto un glossario del bdsm, in cui i termini fondamentali e l’oggettistica legata a questo universo trovano una loro definizione. Mi pare di capire che il tuo è uno studio costante a riguardo, per questo ti chiedo: ritieni che chi si approccia al bdsm debba avere una approfondita preparazione teorica?
Il bdsm non è assolutamente semplice, anzi bisogna studiare continuamente per essere sempre coscienti di ciò che si fa e di dove si vuole arrivare. Come ho già detto le tecniche, le pratiche, i diversi modi di approcciare, di eseguire e di far eseguire sono migliaia e quindi non si finisce mai di imparare. Ci vuole pratica e teoria.

Leggo nella tua presentazione: ‘Ho vari schiavi al mio servizio e con loro sperimento ed affino il mio dominio’. Intendi dire che alcuni schiavi si mettono spontaneamente al tuo servizio anche nella vita quotidiana, quindi al di fuori delle sessioni?
Ci sono schiavi da sessioni, quindi per un determinato periodo di tempo, e ci sono schiavi personali, ovvero coloro che mi servono h24 cioè ogni volta in cui ne ho bisogno li chiamo e sono sempre disponibili. Essere uno schiavo fra quelli scelti per questo servizio è difficile e richiede superare delle prove per capire l’indice di mio gradimento.

Sempre a questo proposito ti chiedo: hai degli slave ’storici’, ovvero degli schiavi con cui hai un rapporto di dominazione ormai da anni e che si rivolgono sempre ed esclusivamente a te?
Ho vari slave storici ovvero che mi servono da molti anni, con loro ho stabilito un rapporto di dominazione chiaro e tranquillo. Sono presenti nella mia vita quotidiana, mi pagano le bollette, mi portano la spesa mi fanno pulizie in casa, mi portano la macchina a lavare…diciamo che sono la mia servitù, e con loro faccio video per i miei portali video di bdsm.

Qual è stato il più grande riconoscimento di gratitudine che hai ricevuto da uno slave per ringraziarti della tua dominazione?
Uno slave la sua gratitudine la manifesta nei doni e ne ho avuti alcuni che hanno veramente fatto cose alla grande. Uno che tutt’ora mi serve mi ha comprato l’auto come dono, un altro mi ha regalato 30000 euro dei suoi risparmi, e poi via via a scendere. Ovviamente ognuno si muove in base alle proprie possibilità.

In questo ultimo anno hai potuto proporre sessioni virtuali causa Covid…la tua attività ha risentito di questa situazione? Le richieste di sessioni sono state comunque alte?
Questo periodo ha convertito le mie sessioni reali in sessioni virtuali, nonostante le restrizioni ho avuto tantissime richieste a cui non ho aderito per ragioni che conosciamo benissimo. Comunque diciamo che ho venduto molti video e fatto un numero impressionante di sessioni virtuali, e guadagnare da casa non è male…mi mancano le vere sessioni, comunque.

Ecco gli account ufficiali per seguire la Mistress Susanna Guerriero:
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