Intervista Alla Camgirl Intensa

Intensa, un nome importante e pieno di promesse. Cominciamo dall’inizio, da quando hai iniziato l’esperienza di camgirl…
Faccio la camgirl da circa dieci anni. Tutto iniziò nel 2010, un po’ così, per gioco: all’epoca volevo fare un viaggio – o forse comprarmi una borsa costosa, adesso non ricordo – e c’era un mio amico che frequentava una famosa piattaforma di camming…io al tempo studiavo psicologia ed ero appassionata di feticismo e bdsm, per cui nacque l’idea: perchè non iscriversi lì e provare l’esperienza delle cam?
Ti dico la verità, pur dedicando al camming una parte del mio tempo riuscivo a fare un bel po’ di soldi con questa attività.
Son stata nello stesso sito ben sette anni prima di approdare a Mondocamgirls, ho cominciato a proporre delle cam fetish e bdsm col nickname di ShylaFetish appunto: a quei tempi ancora nessuna camgirl aveva adottato questo approccio, per cui posso affermare di esser stata una delle prime.

Non si era ancora arrivati all’attuale commistione del ruoli di camgirl e mistress che adesso dilaga, insomma…
Il mondo del prodomming era attivo, però non nelle cam. Nella mia esperienza personale è stato di fondamentale importanza l’approfondire determinati concetti studiando Freud: lì ho capito molte cose e chiarito delle abitudini che magari avevo già in precedenza, ma non sapevo come chiamarle. Ecco, con la lettura dei testi di psicologica ho chiarito degli aspetti della mia personalità e del mio modo di essere. A tutt’oggi continuo ad approfondire a riguardo, non ti nascondo che questo mio approccio conoscitivo è stato uno dei motivi per cui nell’ultimo anno mi sono un po’ allontanata dal mondo delle cam…

Chiariscimi quest’ultimo punto…
A differenza di una volta, quando bdsm e fetish erano universi e discipline presi molto seriamente da parte degli interessati, negli ultimi anni son cominciate a sbucare alcune mistress più o meno improvvisate che palesano talvolta scarsa conoscenza delle cose di cui parlano. Non voglio generalizzare, sia chiaro, ma è diventata un po’ una moda se vuoi, in cui noto una totale omologazione sia da parte dell’atteggiamento delle camgirl ‘mistress’ che da parte dei clienti: questi ultimi si accontentano di quella che definirei una ‘finta umiliazione’ basata sul volerti disintegrare a forza di insulti e volgarità (a questo riguardo, va detto che è possibile esercitare una dominazione anche senza ricorrere a parolacce). Tutto ciò non ha niente a che fare con una corretta interpretazione del bdsm e del femdom, per cui a suo tempo me ne sono allontanata, mantenendo un profilo poco ‘mainstream’ e poco ‘social’.

Sull’omologazione comportamentale di molte camgirl/mistress non posso darti torto. Se prendiamo in considerazione il findom, ad esempio, nei social la stragrande maggioranza delle moneymistress si propone con lo standard ‘Paga, coglione!’…
Questo è sicuramente uno dei problemi per cui mi son trovata davvero tante volte a scartare dei contatti che mi avevano cercata. Tieni conto che chi si approccia con me fa già una grande confusione di terminologie tra ‘schiavo’, ‘sottomesso’, ‘masochista’, tutte cose diverse che la gente crede di conoscere, ma evidentemente non sa. Parlando del findom, è chiaramente una forma di dominazione in cui tu mi paghi come voglio io, stando alle mie regole. Invece alcune mistress si fanno ‘dominare dal basso’, diventando loro soggette al volere del cliente pagante. Non funziona così: se tu vieni da me puoi dirmi che tipo di show desideri, da lì in poi come si attua e si conduce quel tipo di show lo so io in quanto la professionista sono appunto io e si fa a modo mio. Non puoi, per fare un esempio, ‘pretendere’ di dominare finanziariamente uno permettendogli poi ti chiederti l’invio di foto, video e quant’altro. Io come moneymistress i tuoi soldi li prendo nel modo in cui decido io: altrimenti non li voglio, te li tieni e si interrompe il rapporto di ‘mancata dominazione’.

Secondo quella ‘dominazione dal basso’ di cui parlavi prima accade, in pratica, che il dominato diventa dominante: è lui che, in quanto soggetto che paga, dispone del tuo tempo. E’ chiaro che questo avviene solo se dall’altra parte c’è una mistress improvvisata che non ha la mentalità adatta per comandare ma riduce tutto ad un mero fatto finanziario…
Non sei tu il soggetto attivo a volermi pagare, sono io che ti svuoto. Il concetto è molto diverso. Non sono io a provvedere ad un tuo bisogno, bensì tu ad assecondare il mio. Il soggetto dominante sono sempre ed esclusivamente io, a prescindere. Stravolgere questi ruoli è una cosa che io non sopporto, principalmente perché il bdsm e tutto quanto è legato ad esso rappresenta la mia vita.

Si tratta insomma di un qualcosa che vivi ’sulla tua pelle’…
Letteralmente: posso dirti che nella realtà io sono switch. Essendo sadomasochista e sadica, per imparare bene cosa vuol dire il dolore l’ho anzitutto provato sul mio corpo: solo così quando eseguo una determinata pratica su qualcuno so che tipo di dolore provoca. Mettiamo il caso che uno viene da te per farsi frustare ma ti ordina come e quanto farlo: è lui che domina me, non il contrario! Eccola la ‘dominazione dal basso’, per altro tipica dei masochisti. Tutti questi atteggiamenti denotano una mancanza di consapevolezza, un alto tasso di ignoranza in un settore che mi sta a cuore.

Immagino dunque che tu abbia preferito sostenere delle sessioni reali con persone già consapevoli e ‘dentro’ ai concetti del bdsm…
Ho sempre anteposto la qualità, si. Meglio pochi, ma buoni. Sono sempre stata molto selettiva ed ho scartato molte persone. Per avere un rapporto di dominazione con me la prima cosa a cui guardo è sempre e comunque l’educazione, tutto parte da lì. Altrimenti tu in quanto mistress puoi anche diventare totalmente ‘commerciale’ e accettare tutti, facendo però scadere di gran lunga il livello qualitativo che proponi. Secondo questo principio, se uno arriva da te chiedendoti una pratica di cui tu non hai la minima idea se non per ‘sentito dire’ o aver letto qualcosa in rete la farai un po’ così come ti viene, ma dov’è la professionalità in tutto questo?

A fronte di una evidente ‘commercializzazione’ il settore delle cam e le stesse mistress non possono che andare incontro ad una svalutazione delle proprie figure…
Noi camgirl ce l’abbiamo con chi si svende per un motivo molto semplice: tu, nel momento in cui ti svendi, svaluti tutto il mercato che ruota intorno alle cam. Al contrario, se hai un valore oggettivo, quando tutte abbassano i prezzi tu li alzi: ecco il mio caso. Se tu sei consapevole delle tue competenze miri in alto, ribadisco: meglio pochi che arrivano a certe cifre, ma buoni.

E dunque il tuo rimane un servizio ‘di nicchia’?
Fino ad ora è stato così. Adesso mi sto un attimino aprendo, vista la grossa problematica della pandemia. Molti dei miei abituali utenti, proprietari di locali, hotel o ristoranti, sono in una certa difficoltà. E’ stato necessario aprire un po’ gli orizzonti utilizzando quei social che di solito non frequentavo.

Dunque un’apertura ‘sofferta’, per così dire?
Secondo me, chi già non era di nicchia abbassando i prezzi ha lavorato di più. Al contrario se eri abituato a determinati standard di utenza fai senza dubbio più fatica.

Parlando di materiale fetish ‘di nicchia’, noto tra i tuoi video la presenza di un filmato dedicato a pratiche fetish estreme (Crushing, Gas Mask, Pissing e altre)…
Se tu vivi il bdsm, l’estremo è un punto a cui arrivi in quanto ti piace sperimentare e testare i tuoi limiti. Per cui si, quel tipo di pratiche può essere considerato ‘di nicchia’ ma il femdom in quanto tale no, oggi meno che mai…ad ogni modo quel video riguarda un ‘fetish concept’ inconsueto e diverso dal solito, l’ha girato John Toda, un produttore molto famoso in questo ambito. Con lui ho fatto molte collaborazioni, può darsi che in futuro torneremo a creare qualcosa insieme…

Parlando di sessioni reali come mistress, vedi che, col passare degli anni, molte se ne son fatte una professione. Tu cosa puoi dirmi a riguardo, hai ‘monetizzato’ questa attività?
Come prodomme, le sessioni le ho fatte solo con i miei schiavi reali, non a pagamento. Nel prodomming, ancor più che nelle cam, il rischio che arrivi uno con ‘la lista della spesa’ delle pratiche che vuole fare è altissimo. Può accadere di sviluppare un vero rapporto di dominazione sulla lunga distanza con qualcuno che è venuto più volte da te, ma all’inizio tutto si riduce, come ti dicevo, ad una lista delle pratiche che vuole che tu gli infligga.
Devo anche dirti che, fino a tre anni fa, avendo vissuto per un periodo ad Amsterdam mi ero abituata ad un contesto in cui il livello di pratica e conoscenza del bdsm era molto più alto di quello che ho trovato una volta tornata in Italia: a quel punto, ho riscontrato un’ignoranza tale da farmi abbandonare molto del mio entusiasmo. Da chi mi contatta io esigo attenzione e determinazione, qualità fondamentali. Ed ho poca pazienza: se mi arriva uno che non sa di cosa stiamo parlando non ne vale proprio la pena. Anche per un altro fatto…

Ovvero?
Tu fai un discorso personalizzato per ogni persona che ti chiede una sessione, non c’è un approccio che va bene per chiunque. Impieghi molte energie, perchè il percorso che intraprende una mistress deve essere volto alla costruzione e al benessere di chi ha di fronte, non alla sua distruzione. Se dall’altra parte riscontri una mancanza di serietà e concreta motivazione, ti passa la voglia.

Il bdsm è, insomma, anzitutto una vocazione. Le cam, invece?
Se fai la camgirl lo fai anzitutto per bisogno, questo deve essere chiaro. Però questo non è vincolante: quando una cosa va contro i miei principi, io ho sempre detto e dico di no. Detto questo, come camgirl ho sempre lavorato molto e finanziariamente mi son tolta delle soddisfazioni. Per quanto riguarda il bdsm per me è anche un fatto di cultura, oggi come ieri: io continuo a tenermi informata, a studiare, non basta l’aver letto libri in materia vent’anni fa. Per questo non capisco chi si definisce mistress senza sapere poi in cosa consistono determinate pratiche, addirittura estreme. E questo può comportare un danno fisico oggettivo, nella peggiore delle ipotesi. Posso assicurarti questo: delle pratiche che faccio conosco ogni aspetto, le ho approfondite grazie ad esperti, conosco tempistiche e dinamiche. Se così non fosse, direi subito di no.

Altri ‘trend’ attuali di molte ’social mistress’ che ritieni di poter/dover sfatare?
Ad esempio, la necessità di voler essere chiamate con appellativi quali ‘Divine’ o roba simile. Quando mi scrivi tu mi devi chiamare col nome che mi son data, punto. Chi non è davvero mistress ha bisogno di tutte queste ‘etichette’, ad una che lo è davvero puoi dare tranquillamente del tu. Perchè fidati: quando è il momento di fare una sessione basterà uno sguardo per farti sentire sottomesso, non hai bisogno di essere chiamata ’Signora’ o altro. Tutto esibizioni inutili. Potrei farti un altro esempio a riguardo…

Son tutto orecchi.
Tanti negozi di artigiani che fanno le cose su misura per chi se le può permettere non hanno neanche l’insegna esterna: e ti garantisco che i clienti di questi artigiani sono persone molto facoltose, che si rivolgono a loro per soddisfare i desideri di avere oggetti esclusivi, pezzi unici. Da questo capisci l’inutilità delle etichette di cui parlavamo prima…non c’è bisogno di farsi tanta pubblicità se tu hai un valore aggiunto. Quando ti promuovi da tutte le parti è perchè devi vendere, essendo cosciente del fatto che non hai nulla di pregiato.

E invece oggi ci si muove praticamente ‘solo’ tramite social, quindi pubblicità: che si tratti di cam, erotismo di varia natura e bdsm. Anche quest’ultimo, da disciplina ‘di nicchia’, è entrato in maniera impropria questo minestrone…
Si, c’è entrato: una volta non era così. Parlando di bdsm, ad esempio, una volta chi si rivolgeva a te era estremamente pretenzioso e conosceva davvero le pratiche, ponendoti domande specifiche a riguardo. Certo ci si deve adeguare ai tempi: anch’io lo faccio, ma a modo mio. A questo proposito ho intenzione di proporre nel mio profilo Mondocam dei corsi di ‘rieducazione alla virilità’: visto che ormai tutte son lì a demolire questo valore, io vado, come sempre, in controtendenza con show di rieducazione dedicati alla sicurezza maschile, alla presa di coscienza. Gli uomini devono riscoprire il fatto che non son tutti dei coglioni, come vengono spesso definiti nell’universo del camming.

Un’iniziativa davvero controcorrente rispetto agli standard che vedono i maschi come inutili segaioli, insomma!
Certo, io vado sempre controcorrente e non ho mai copiato nessuno, anzi…

In base ai progetti di cui mi stai parlando, posso affermare che ti trovi in un momento di rielaborazione del profilo con cui intendi interfacciarti come camgirl…
Guarda, il mio personaggio io l’ho ricostruito tantissime volte, un’artista fa così e io mi ritengo tale nel mio campo per il semplice fatto che ci metto una piccola parte di cuore. In questo particolare momento in cui vedi persone messe a dura prova, per quanto ci compete noi camgirls possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. Io stessa ho competenze in percorsi per ciò che riguarda il superamento della timidezza così come per la gestione dei problemi di coppia. Un approccio costruttivo che a me piaceva molto e che in giro non vedi più, a causa della diseducazione che trovi in questo settore: ecco, forse è il caso di ‘rieducare’!

Tutto nasce, abbiamo detto, dal tuo background umanistico e dal concept del bdsm come qualcosa volto ad una maggiore conoscenza di sè, e quindi una maggior armonia, laddove in giro si vede per lo più puntare all’estremo ‘per l’estremo’, mettiamola così…
Che poi nel bdsm anche le pratiche più estreme intendono farti raggiungere una soglia, un limite che ti renda più forte e cosciente, non certo per distruggerti. Se un soggetto si presenta in cam già insicuro di per sé tu non puoi danneggiarlo ulteriormente col tuo modo di fare, insultandolo e basta. In questa confusione la femminilità è andata persa: le donne sembrano uomini e gli uomini non si sa più cosa siano. Io dico: rimettiamo le cose al loro posto. La donna è donna, e non c’è cosa più bella della dominazione femminile fatta con sensualità, eleganza ed almeno un po’ di affettività.

La tendenza è invece quella di intimidire l’utente, di renderlo ‘suddito’ inibito già prima che lui provi a farsi avanti contattando la camgirl di turno. Spesso si parte, insomma, d una condizione emotiva di disagio: la conseguenza non può che essere tempo perso, soprattutto per il cliente…
E’ anche, se vuoi, un problema di lobotomizzazione. La gente non lo sa, ma con l’avvento dei social l’intelligenza mondiale si è abbassata del 7%. Che non è poco. La persona lobotomizzata segue passivamente la moda. Se tu professionista vuoi impostare il tuo profilo e la tua attività in un’ottica commerciale va benissimo, però se hai un minimo di correttezza cerca almeno di non essere troppo negativa ed arrogante nel tuo atteggiamento. Che si tratti di cam o mistress, se adotti un approccio distruttivo non stai facendo niente di buono: ti limiti a rubare dei soldi fornendo un servizio scadente. Tutto questo è ancor più grave oggi, visto il momento che stiamo vivendo, con gente stressata e ‘al limite’ della sopportazione mentale ed economica che cerca in te solo un piccolo svago dalla negatività di tutti i giorni. Ed è tua responsabilità, se sei una professionista, farlo star bene come puoi.

E’ necessario, insomma, un approccio creativo e ricreativo direi…
Infatti io l’ho messo nel mio profilo: ‘Sensualità. Erotismo e Divertimento’! Divertiamoci un po’, c’è bisogno di sorridere. Anche sotto questa chiave di lettura mi approccio con chi mi segue su Twitter.

Il tuo è un modo di fare e ragionare differente dalla direzione intrapresa da molte camgirl, questo è chiaro. La gente con cui hai fatto cam ultimamente l’ha capito, questo?
Alcuni hanno avuto delle difficoltà per i motivi di cui abbiamo parlato in precedenza: vogliono una dominazione findom in cui pensano di poter esser loro a decidere e comandare! Per cui si trovano spiazzati quando si sentono rispondere da me ‘I tuoi soldi a queste condizioni io non li voglio’! Poi magari ritornano, probabilmente proprio perchè intuiscono in me qualcosa di diverso. E questo traspare anche nella pagina dei commenti che mi scrivono gli utenti. Il fatto è che se tu ti poni in un certo modo e imposti il tutto con la giusta educazione, ti crei un pubblico a tua immagine e somiglianza: lo vedo anche sul mio Twitter, dove ci sono stati pochissimi post volgari.

Sono stati anche i social a sdoganare fin troppo e in modo non sempre corretto il bdsm, secondo te?
Sicuramente un tempo, quando non esistevano social, chi si interessava al bdsm o andava ai pochi eventi e alle serate a tema o si leggeva dei libri, magari di nascosto da mogli e fidanzate. C’era una oggettiva difficoltà nell’informarsi, e comunque una maggiore cultura a riguardo. Il livello di competenza era più alto sia da parte degli slave che da parte delle mistress.

La diffusione di massa ha portato poi ad una omologazione di concetti, tanto che oggi il bdsm così com’è mostrato virtualmente si trova insomma in una ‘terra di mezzo’ dove non è né carne né pesce: parliamo di quello esibito in cam, precisiamo ancora una volta…
In questa situazione o segui la corrente oppure ti individualizzi. Per farlo, devi avere una forte personalità. Non ti nascondo che questa per me è una vera sfida, e a me le sfide piacciono: voglio essere camgirl secondo la mia sensibilità costruendo qualcosa di positivo e rigenerante per chi si interfaccia con me.

Intensa la seguite ‘intensamente’ nella sua pagina Mondocamgirls
https://sexibabi.mondocamgirls.com/
e nel suo account Twitter https://twitter.com/FetishShyla

Taggato con: