Intervista A Lady Demonique

Lady Demonique, il tuo profilo di mistress è assai peculiare e distintivo rispetto a molte altre tue colleghe. Partiamo dall’inizio: parlami della tua attitudine dominante…
Ti dico, dominante io lo sono sempre stata anche nelle piccole cose: già nell’ammettere che esistevano cose ‘da maschi’ e cose ‘da femmine’ mi ponevo in maniera ‘disparitaria’ affermando appunto la supremazia femminile. Mi era già chiaro che, nel caso in cui mi fossi sposata, io sarei andata a lavorare lasciando in casa il marito a fare le faccende. Ho sempre voluto vivere la mia vita in modo anticonvezionale trovando fastidio nel concetto di ‘patriarcato’. Del resto in famiglia nessuno si è mai opposto a questa mia visione del mondo, anzi…per cui è iniziato tutto da me stessa e dalla mia indole fortemente decisionale: son sempre stata io quella che organizzava e, appunto, decideva, anche nel caso della pianificazione di un weekend con amici, per fare un esempio. L’attitudine al controllo non era una mania, in realtà: semplicemente, in queste cose io ero portata e ciò che facevo sapevo di farlo bene.

Parlando invece dei primi contatti con la realtà del bdsm?
Lì è successo molto casualmente. Premessa: ho sempre avuto un look ‘rockettaro’ senza però volermi omologare con le classiche t-shirts delle band e i jeans strappati. Mi è sempre piaciuto apparire sexy, penso ad esempio ad una delle ballerine dei Motley Crue, se hai presente, con pelle, latex e leg-ins. Ora, una volta mi trovavo in centro a Bologna e, senza che me l’aspettassi minimamente, un tizio mi ferma chiedendomi se poteva leccarmi le scarpe: evidentemente si trattava di uno schiavo, io di certo non ne sapevo niente all’epoca, di bdsm avevo sentito parlare giusto su Lucignolo, un programma tv del tempo, ma nient’altro. Fatto sta che questa persona si presta a leccarmi le scarpe in pubblico! Un’esperienza singolare e goliardica, da raccontare agli amici e nulla più.
Successivamente, dopo aver finito il liceo, ho cominciato a fare la fotomodella presso alcuni siti. Alcuni fotografi mi contattavano, proponendo di portarmi a fare shopping in vista di un futuro shooting fotografico, che poi non si concretizzava. Una volta un tizio mi chiese addirittura: ‘Come posso omaggiarla?’ E io rimasi perplessa, non essendo a conoscenza di certe dinamiche legate alla dominazione finanziaria. Ecco che da lì ho cominciato a capire che si trattava di moneyslave, persone che erano appagate nell’accompagnarmi a fare shopping a loro spese in cambio di niente. Poi ho avuto modo di iniziare a frequentare locali a tema come il Decadence di Bologna, per dirti, in cui ho cominciato ad avere i primi approcci concreti in ambito sadomaso.

Ci avviciniamo poi al momento in cui hai cominciato la tua attività con i video…
Esatto. Attraverso la conoscenza di alcune ragazze ho capito che potevo fare di questa cosa che mi piaceva una vera e propria attività con un guadagno: realizzare video fetish in cui, da sola, esibivo i miei piedi, parlavo o facevo ipnosi. A questo proposito devo dirti che mi ero informata sull’ipnosi, una pratica molto interessante e ricercata. Per apprenderla ho letto dei libri, acquisendo una conoscenza approfondita. Tieni conto che al tempo io avevo comunque un lavoro, per cui tutto questo lo facevo principalmente per puro divertimento, in maniera saltuaria. Mi accadde poi di essere contattata da alcuni slave che si proponevano di venire a pulirmi casa anziché farmi la spesa o servire l’aperitivo a me e alle mie amiche…una sorta di ‘amicizia servile’ se vuoi, più che un rapporto di prodomming. Successivamente, mi sono organizzata come mistress per fare delle sessioni vere e proprie con schiavi, senza mai abbandonare il settore video – li ho sempre fatti e li faccio tutt’ora, così come le webcam.

Tu sei dunque un tipo eclettico, che si muove tra l’universo dei video fetish e la dominazione a tutto tondo…
Si, tra l’altro riguardo ai video ho avuto modo di prendere un enorme magazzino che volevo adibire a dungeon in cui fare anche delle riprese. Il problema Covid ha bloccato tutto, per il momento…

La realizzazione dei video l’hai curata e imparata tutta da sola se ho ben capito, anche per quanto riguarda i tecnicismi del montaggio ad esempio…
Attualmente faccio tutto da sola, in futuro però sarà doveroso creare una struttura in cui io mi preoccupi solo di produrre in prima persona contando poi su uno staff che si occupi di backoffice. Per come la vedo, questo settore ha potenzialità imprenditoriali: per crescere e guadagnare molto di più bisognerà arrivare ad avere una casa di produzione vera e propria a carattere fetish/bdsm.

Casa di produzione in cui tu rivestiresti i ruoli di regista/sceneggiatrice?
Esatto. Metti che in futuro mi passi la voglia di essere l’unica protagonista dei miei video, tramite una mia produzione potrei avere la possibilità di gestire altri attori.

Di recente ho visto un video su YouTube in cui argomenti riguardo al tuo modo di intendere e vivere il bdsm come una duplice realtà fatta di dominazione mentale da un lato e più specificamente fisica dall’altro. Vuoi parlarmene?
Io sono una persona che non ama le mezze misure, per me è tutto bianco o tutto nero. Contestualmente a ciò, la dominazione deve essere estrema sia dal punto di vista mentale che da quello fisico. Altrimenti a me non lascia niente, e credo che non lasci nulla nemmeno allo slave. Prendiamo ad esempio il caso del moneyslave soggetto all’ipnosi: se io riesco ad entrare dentro la sua mente e portarlo a livelli di forte dipendenza da me è una gran soddisfazione, sia per me che per lui. Annientarsi completamente per dedicarsi ad una divinità, a una donna vista come Essere Superiore. L’accompagnare lo slave in questo percorso legato sì alla dominazione finanziaria ma non solo, per me è appagante solo se duraturo nel tempo e se riesco a fargli superare i suoi limiti. Limiti anche fisici, se vuoi: io ho avuto uno schiavo che si è approcciato a me esclusivamente per sedute di ipnosi legate al fetish. Negli anni c’è stata poi un’escalation sia fisica che mentale in virtù della quale questa persona si è poi avvicinata alla pratica dello strap-on, ovvero a qualcosa a cui lui non pensava minimamente all’inizio del rapporto di dominazione.

In pratica, attraverso lo stato di trance generato dall’ipnosi, tu sei riuscita a condurre questo slave da un trattamento puramente psicologico ad una pratica fisica, del tutto esclusa in principio…
Si. Riguardo all’ipnosi devo dire che negli anni sono stata contattata anche al di fuori dell’ambito fetish per fare workshop o spettacoli. A Padova ho partecipato a fiere legate al mondo dark/goth in cui ero presente come ipnotista a scopo di rilassamento e alleviamento dello stress. L’ipnosi, insomma, la pratico a tutto tondo, anche al di fuori del discorso legato alla dominazione finanziaria.

Tornando al bdsm, nel tuo sito è presente l’opzione di un vero e proprio ‘contratto di schiavitù’ che tu proponi ai tuoi slave più ‘fedeli’, formalizzandone lo status. Credo si tratti di un caso unico, che io sappia…
Il fatto è che in molti mi dicono: ‘Io vorrei essere suo schiavo a vita’. Personalmente ho letto che in America e in Russia ci sono molte mistress che ricorrono a queste forme di contratto che – questa è la particolarità – hanno validità oggettiva alla stregua di un finanziamento o di un abbonamento televisivo. Da noi non è così, però a me è venuto lo stesso in mente di proporre un documento simile. Anche perchè se tu dici di voler servirmi a vita bisogna che ci mettiamo d’accordo…poi è chiaro, per onestà intellettuale sappiamo benissimo che le cose cambiano e quasi sicuramente non succederà, tuttavia ci si può comunque prendere un impegno rinnovabile con tacito accordo.
Va precisato che il contratto scaricabile dal sito non è altro che un fac simile, ogni schiavo può avere il suo in base al proprio specifico personale. Devo dirti che a me piace fare questo tipo di contratti, perchè mi dà modo di creare un mio harem di fedelissimi che possono avere del mio tempo in più rispetto agli altri in quanto facenti parte di una cerchia ristretta. Meglio una nicchia di slave fidati piuttosto che affidarsi a schiavi saltuari: oltre ad essere economicamente svantaggiosa, la saltuarietà ti impedisce di creare dei rapporti di qualsiasi tipo.

Dunque un ulteriore elemento che ti caratterizza è quello di non ricorrere alla pubblicità invasiva che vediamo spesso sui social fatta da svariate mistress o aspiranti tali che ‘cercano’ slave o propongono ‘in random’ i loro contenuti…
Per come sono fatta io, tutti questi messaggi giornalieri li vedo una cosa ‘da plebee’. Mi ritengo una divinità, per cui non sono io a dover andare ad elemosinare denaro in giro…per me è una questione quasi ‘classista’ direi, in virtù della quale ritengo di non dover espormi in modi che non si addicono alla mia persona.

Altra tua peculiarità è quella per cui ti definisci ‘opposto di sè stessa con una buona dose di Trash’. Ecco, il trash, che spesso viene bandito dalla vetrina con cui la mistress si propone di solito al suo potenziale pubblico…
Guarda, io tendo ad essere più spontanea e vera possibile. L’estremizzare situazioni trash mi piace molto – ho anche dei video fetish che possono essere tranquillamente bollati come trash perchè mostrano situazioni paradossali che fanno anche ridere. A me non piace essere la classica dominatrice fin troppo seriosa: si può essere autoritari e divertenti allo stesso tempo. Ci sta che nel mondo del bdsm io non sia particolarmente amata per via di questo mio voler estremizzare tutto, ma sono fatta così. Magari mostro una mia festa di compleanno con coriandoli, palloncini e due schiavi che servono mascherati!
Non solo, questa mia passione si riflette anche nell’estetica: ho diversi outfit eccentrici che, tra animali e strass, ricordano le band Glam anni 80 ma anche Donatella Rettore, e che oggi come oggi vengono appunto considerati “trash”.
Inoltre, per quanto riguarda i social, seguo e condivido avvenimenti trash che riguardano attualità, politica o programmi televisivi…il tutto per dare una nota di sarcasmo!
Insomma, sono una persona che ama divertirsi, non vedo perché sforzarmi di essere troppo ‘impostata’. Tu dominante puoi esserlo anche se ti piace divertirti e lo dai a vedere, insomma. Detto questo, non giudico altre mie colleghe che tendono a nascondere questa parte di loro stesse: si tratta di una scelta diversa dalla mia. Tra l’altro, questa non è l’unica cosa per cui vengo criticata…

C’è dell’altro?
La politica, ad esempio. E’ un’altra mia passione, e posso essere vista come una ‘fortemente schierata’, diciamo così. Di recente sono partita con un format chiamato ‘Caroxello’ in cui facciamo attivismo parlando di parità di genere, lgbt ed altro, invitando blogger, pornoattori, pornostar e mistress. Capisci che anche una trasmissione del genere è lontana dal mondo della dominazione, trattandosi piuttosto di satira in salsa bdsm…la trasmissione va in onda su Twitch. Ah, poi c’è un’altra cosa…

Dimmi tutto!
Oltre a questo, io sto finendo anche l’Università! Tra quattro esami sarò Dottoressa in Scienze del Turismo!

Buono a sapersi! Per finire, allora, torniamo all’inizio, ovvero al tuo nickname Lady Demonique…io avevo pensato ad un riferimento musicale – il metal è da sempre associato al mondo dell’occulto…c’ho visto giusto?
In realtà Lady Demonique è saltato fuori perché il mio nome vero inizia con la ‘D’ e appunto, pensando a qualcosa di ‘demoniaco’ eccolo lì, era perfetto! All’inizio ho pensato ‘Ma è scontato, ci sarò già qualcuna che si chiama così’…in realtà, facendo delle ricerche, ho verificato che c’è solo una bambola che si chiama così!

Dunque tanto scontato non era 🙂
Si, è un nome legato all’occulto, al ‘demoniaco’ appunto. Di tutto questo a me piace solo l’immagine, visto che sono praticamente atea. Pur producendo anche video blasfemi non sono il tipo da seduta spiritica, per capirci 🙂

Lady Demonique in rete:
Il suo sito ufficiale https://www.ladydemonique.com/
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