Intervista A Miss Priscilla

Miss Priscilla, essendo tu una Mistress – e quindi una sorta di Divinità pagana, se mi passi il termine – avrai senz’altro una tua concezione dell’universo bdsm, sia dal punto di vista cerebrale che fisico. Per cui ti chiedo: che cos’è per te questo mondo e quanto influisce nella tua quotidianità?
Questo mondo è la mia casa, lo spazio dove mi sento a mio agio.
Da sempre amo dominare e da sempre sono consapevole di essere in qualche modo superiore alla “gente”, questo pur non influendo in maniera considerevole sulla mia quotidianità mi porta ad apprezzare i gesti di cortesia, galanteria e spesso di auto-sottomissione che le persone naturalmente mi rivolgono.

Tu scrivi una frase suggestiva. ‘Chi mi ha incontrata si è perso nel mio labirinto’. Proviamo dunque a spiegare il ‘labirinto’ che ti contraddistingue e che ti rende unica: chi è la Dea Priscilla e quali sono le sue peculiarità?
Dea Priscilla è una Donna superiore alla media. Consapevole del suo status e della sua evidente bellezza. Essendo naturalmente sadica e incline alla dominazione, le persone, uomini o donne, che incrociano il mio cammino e che magari sperimentano cosa sia prostrarsi ai miei piedi e essere totalmente e inesorabilmente nelle mie mani, si trovano loro malgrado a desiderare di tornare ad adorarmi.

Mi rifaccio ancora alle tue parole. ‘La dominazione è nel mio DNA’. Senza dubbio esistono vari tipi di dominazione, soffermiamoci su quelli inerenti al tuo settore e le sessioni nello specifico. Quali sono le pratiche femdom che ti vengono maggiormente richieste e quali quelle in cui ti senti maggiormente gratificata?
Durante le sessioni mi vengono rivolte le richieste più disparate. Umiliazioni, torture, femminilizzazione, nelle più disparate sfaccettature e nei modi più fantasiosi. In realtà io difficilmente consento di farmi richieste e ancora più difficilmente concedo soddisfazione a chi me ne fa.
Io ed io solo sono la Padrona, la Mistress, la Dea. Quindi sono sempre io a decidere cosa succederà e come. Mi gratificano tutte quelle pratiche che esaltano la mia personalità e soddisfano il mio piacere.

Detto questo, il concetto di dominazione è anche un fatto mentale: a questo proposito, come riesci a coniugare questo aspetto con quello più specificamente fisico con cui sottometti un tuo slave? Come ‘gli entri nel cervello’ per così dire, in modo da certificare il suo stato di inferiorità al tuo cospetto?
Il BDSM è senza dubbio, soprattutto uno stato mentale. Durante i nostri incontri io spingo i miei schiavi o le mie schiave a superare i propri limiti, li porto a scoprire pratiche alle quali magari non avevano pensato. Le mie sessioni non sono semplici sfoghi di libidine sadomaso, sono una scoperta continua. Questo porta il riconoscimento da parte dei miei adoratori della mia superiorità e crea in loro il desiderio di tornare ai miei piedi e nelle mie mani ancora e ancora.

La tua attività di Mistress ti porterà, suppongo, a ricevere contatti sia da parte di persone convinte e consapevoli, che da parte di indecisi o semplici curiosi. Quali procedimenti o strategie adotti per capire la reale consistenza di chi si candida per una sessione, in maniera tale da non perdere tempo?
Non è complicato, se un’aspirante schiava/o mi contatta lo invito ad una sessione e lì testo subito la loro convinzione. Una volta al mio cospetto e ai miei piedi, vista la mia fisicità e testato il mio carisma diventa quasi naturale per loro consegnarsi a me.

In quanto dominatrice, credo che tu generi dipendenza in chi non aspetta altro che essere dominato. Come si gestisce però questa dipendenza sulla lunga distanza? In altre parole, esiste una scansione temporale idonea per impartire sessioni ad uno slave a prescindere dalla volontà di quest’ultimo?
Si, capita spesso che alcuni schiavi abbiano una voglia bruciante di essere dominati, di eseguire ordini o svolgere compiti per la loro Dea. L’unico parametro che utilizzo per decidere a chi, come e quando impartire ordini, compiti o punizioni, è il mio personale piacere e la mia sola gratificazione. Mi è successo per esempio di imporre al mio schiavo personale quasi 50 giorni di totale castità semplicemente perché mi piace sapere di avere potere 24/7 sulla sua mente e sul suo corpo.

Ritorno a prendere in prestito una tua espressione: tu scrivi ‘(…) porterò il tuo corpo oltre ogni tuo limite’ rivolgendoti ovviamente allo slave lettore. Vorrei soffermarmi sul concetto di ‘limite’: secondo me – correggimi se sbaglio – il bdsm presenta diverse tipologie di pratiche, ciascuna con un limite del dolore fisico e della sopportazione mentale variabile. Come si riesce a spingersi al limite pur restando nei confini del ‘Safe, Sane and Consensual’?
Io amo spingere i miei sottomessi oltre i loro limiti. Questo determina il mio potere e la mia superiorità. Per gratificare la loro Padrona le persone ai miei piedi non solo accettano ma desiderano andare oltre. Esiste comunque sempre una parola o un gesto di sicurezza che determina l’immediato stop di qualsiasi pratica.

A tuo modo di vedere, l’operato di una Mistress può avere all’atto pratico una valenza catartica e terapeutica assimilabile ad una seduta psicologica o psicanalitica, seppur operante in modo diverso?
Certamente sì. Durante le sessioni le persone vengono in contatto con aspetti spesso inconsci del loro essere. Scaricano tensioni e si liberano di tabù. Qualche volta confessano alla loro Dea i più intimi e scuri recessi della loro anima.

Quali sono, in base alla tua esperienza, i più grandi malintesi legati al mondo del bdsm e alla figura delle dominatrici?
La Dominatrice, la vera Dominatrice, non è una escort. Purtroppo, esistono molte donne che si spacciano per padrone per mero denaro o al solo scopo di accalappiare maschi che altrimenti non sarebbero nelle loro possibilità.

Per finire, il bdsm è, a mio avviso, un universo culturale ricchissimo anche sul piano puramente teorico. Nel tuo caso, hai dei riferimenti letterari o di altro genere con cui ti confronti o ti sei confrontata in passato per apprendere nel modo più corretto le varie sfaccettature di questa dimensione?
Ovviamente i grandi classici, De Sade, Boccaccio, Pauline Réage ecc., a volte curioso fra autori contemporanei con poca soddisfazione in realtà.
In collaborazione col mio schiavo personale sto scrivendo un romanzo ovviamente inserito nel mondo di cui sono una Splendida Protagonista.

Miss Priscilla può essere seguita su
Twitter https://twitter.com/mistressprisc11
Instagram https://www.instagram.com/Miss.priscilla2021/

Taggato con: