Intervista A Anna Khara

Il nome di Anna Khara si è imposto all’attenzione dei consumatori di hard in questi ultimi mesi: merito della sua solarità, della passione che manifesta nelle scene di sesso, della sua innata presenza scenica nei set delle produzioni con cui ha lavorato fino ad oggi.

Anna, la prima volta che ho sentito parlare di te è stato in occasione delle scene girate per Andy Casanova reperibili nel suo canale su AnalVids…
Quella di Andy Casanova è stata la mia prima produzione, esatto. Dopo sono arrivate le esperienze a Praga e a Budapest.

Fin dagli esordi hai voluto metterti alla prova con un hard intenso e performance molto ‘strong’. Era questa la tua intenzione iniziale?
Volevo sperimentare quel tipo di hard fin dall’inizio, si. Quella del sesso estremo è una forma di porno per cui mi sento portata, quindi mi son detta: ‘Proviamo e vediamo come va!’. Trovandomi bene, da lì è poi partito tutto.

Tra le varie pratiche che esibisci nelle scene AnalVids immagino ce ne siano alcune con cui avevi familiarità prima, altre che invece hai provato e imparato direttamente sul set, giusto?
Senza dubbio nella vita privata già mi piaceva il sesso un po’ più spinto. Detto questo, la maggior parte delle cose le impari poi sul set, che è una vera e propria scuola da questo punto di vista: ti misuri con prestazioni che nel tuo privato non avresti il coraggio di provare.

Chiaro che poi esiste anche ‘l’esercitarsi a casa’, passami il termine…per implementare le dilatazioni, ad esempio…
Naturalmente si deve sempre sempre migliorare: magari si può arrivare pensando di saper già tutto mentre invece è fondamentale l’allenamento, nelle giuste tempistiche.

I feedback arrivati su di te e sulle tue scene sono stati pressoché tutti positivi se non entusiastici: si percepisce la tua energia e la passione che metti sul set…
Mi fa piacere: io mi trovo assolutamente a mio agio, mi piace tantissimo fare hard ed imparare cose nuove a questo riguardo. Ai feedback che arrivano dalla rete presto attenzione in maniera costruttiva: mi piace vedere cosa traspare dal video, se emerge davvero quello che voglio trasmettere o meno. E devo dire che in generale la gente percepisce la mia voglia di fare e il piacere nel farlo.

Dopo Praga con le relative scene per AnalVids, ti sei recata a Budapest dove hai girato per prima cosa con Pierre Woodman, che nel suo forum parla di te in termini entusiastici: ‘She’s atomic!’ si legge…
Anche con Pierre ho lavorato davvero bene. L’ho trovato una persona molto disponibile nel dar consigli utili a farti crescere, oltre ad avere un approccio molto ‘real’ per quanto riguarda le scene di casting: parliamo di un’attività che è sì un lavoro, ma lui è bravo nel farlo sembrare casuale e informale. Quando si è accesa la videocamera mi son sentita me stessa al 100%, senza imbarazzo.

Molti utenti hanno espresso un forte gradimento per il tuo fascino naturale e la tua fisicità priva di tatuaggi…una scelta pianificata oppure non hai particolare interesse in materia?
Diciamo che i tatuaggi non li avrei comunque fatti…dopo ho capito che questa peculiarità è abbastanza apprezzata nel settore. Poi chissà, nel futuro non saprei dirti…

E’ stata poi la volta di Rocco Siffredi. Com’è andata con lui?
Beh, quando mi han detto che Rocco era interessato a girare con me son rimasta incredula: essendo l’idolo italiano in questo ambito, è già un bel traguardo. Lui l’ho trovato un po’ come già me lo immaginavo: un ‘personaggio’ in tutti i sensi con una propria filosofia di fare porno che ti fa subito capire. A me è piaciuto: è stato assolutamente corretto nei miei confronti, cosa che credo e spero di aver ricambiato.

La tua ascesa nel mondo del porno in questi ultimi mesi è stata molto veloce, quasi inarrestabile – almeno, così l’abbiam percepita da fuori. Ti aspettavi una risposta così intensa?
Posso dirti che fin dall’inizio ho creduto in quello che facevo, per cui mi aspettavo che prima o poi la gente se ne sarebbe accorta. Non è però scontato che tutto avvenga in maniera continua e lineare: il fatto che nel giro di poco tempo tutto stia andando così bene è stata una cosa per me inaspettata, e questo me la fa piacere ancora di più. Non posso nascondere di essere soddisfatta, ad oggi.

Parlando di preferenze personali, ti senti più appagata a girare sul set o ti prendi cura anche dell’aspetto social ‘pay’ – Onlyfans, per capirci, ed eventualmente cam?
All’inizio mi son creata l’Onlyfans e qualche cam: si tratta di cose che facevo per puro piacere personale, anche senza grossi guadagni. Quando poi ho scoperto le produzioni mi son resa conto di voler imparare davvero a fare l’attrice hard in maniera professionale, che è un mondo lontano da quello delle cam. Alla fine, si tratta appunto di modi di lavorare diversi: adesso sono concentrata sul girare per le produzioni e antepongo questo a tutto il resto.

Parlando di set, qual è stato il tuo impatto emotivo con questa dimensione?
Sul piano umano, a me piace che ci sia un po’ di chimica tra gli attori…credo che il risultato finale sia migliore. Chiaro che comunque non può essere sempre così, per cui sta anche al singolo attore dare e fare il massimo a prescindere dagli altri. Io ad oggi mi son sempre trovata bene e non ho avuto particolari difficoltà ad interfacciarmi con attori che non avevo mai visto prima. Mi sto abituando alla cosa, in questo ambiente è la normalità. Va anche detto che gli attori che girano per le varie produzioni non son poi così tanti, quindi arrivi a conoscerli in tempi relativamente brevi.

Come hai deciso di gestire la distanza per questa tua professione? E’ un fattore che ti condiziona?
Dopo esser rimasta in Italia per i primi tempi, mi sono finalmente trasferita a Praga per una questione di comodità e null’altro – l’Italia continuo a preferirla. Sai, abitavo in un paese, molta gente sa di me e magari chiede la foto o fa qualche commento…a me fa piacere perchè questi commenti son sempre stati positivi, un incoraggiamento ad andare avanti.

Eventuali reticenze o messaggi negativi alla scelta che hai fatto ne hai avuti?
Non di persona…mi sono arrivati dei messaggi da gente della zona dove vivo che mi invitavano ad abbandonare il porno, essendo ancora in tempo…ovviamente non ci faccio caso: questo è ciò che voglio fare.

Restando su questo argomento, qual è il tuo rapporto con i social?
Pubblicare sui vari Instagram e Twitter mi piace molto, postando cose riguardanti la mia quotidianità e non solo: apprezzerei che la gente si sforzasse di capire un po’ di più questo mondo, che in Italia è tutto sommato ancora un tabù. C’è tantissima gente curiosa che in realtà non ne sa niente, quindi farne sapere di più sarebbe una buona cosa.

Tu Anna che passioni hai, al di fuori di questa tua professione che è anche scelta di vita?
Sono una persona a cui piace provare tante nuove cose, dagli sport ai piatti che non conosco, fino alla conoscenza delle persone. Amo viaggiare: ecco una cosa che apprezzo tantissimo di questo lavoro. In generale mi ritengo intraprendente. Naturalmente in Italia ho i miei amici: quando mi trattengo faccio in modo di vederli tutti…

…il che diventa difficile immagino, visti ritmi delle riprese…
Esatto. Quando ancora mi spostavo per andare a girare capitava di conoscere molte persone ma si stava anche tanto soli – nei vari hotel in cui si alloggia, per esempio – per cui vengono a mancarti la tua famiglia o appunto i tuoi amici. Ecco perchè ho trovato una mia stabilità trasferendomi a Praga, mentre tornare in Italia mi dà modo di rivedere tutti, questo è l’aspetto positivo.

Un sogno nel cassetto riguardante la professione di attrice hard ce l’hai?
Mi piacerebbe senz’altro arrivare alle produzioni americane in futuro. E’ un mio sogno, in quanto di porno in stile americano ne ho sempre guardato molto, pur apprezzando anche l’hard europeo. Sono consapevole che c’è tutto un percorso da fare, per cui vedremo cosa succederà…

Ci sono vari step, certamente. Anche perché, a quanto ho capito, tu hai deciso di fare del porno la tua professione vera e propria…
Esatto, ci punto al 100%. Quando inizialmente facevo il secondo anno di università pensavo di poter far combaciare le cose, poi però non riuscivo a dedicarmi nel modo giusto a nessuna delle due, per cui mi son detta: voglio fare questo. Tieni conto che avevo cominciato senza farmi riconoscere, pensando di costruirmi un’identità evitando di far vedere pubblicamente chi ero. Non poteva funzionare, per cui prendere una decisione del genere ha significato farmi vedere apertamente e far diventare l’hard il mio lavoro.

Chiaramente, il proporsi in mascherina avrebbe voluto dire restare in un ambito amatoriale, limitando in modo definitivo le tue aspettative di affermazione nel settore…
Senza dubbio. Tengo però a precisare che la decisione di intraprendere questa carriera è stata per me un percorso graduale, assolutamente non immediato come potrebbe sembrare visto da fuori. Ho vissuto i vari passaggi pian pianino fino ad arrivare a scegliere definitivamente di voler fare questo, senza ripensamenti: da quando mi son messa in testa di lavorare nell’hard, fatte le dovute riflessioni, non c’è mai stato niente che mi potesse far tornare indietro.

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